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Leao Milan Fiorentina
, 19 Ottobre 2025

Milan-Fiorentina 2-1, Considerazioni Sparse


Rafa Leao risorge dalle ceneri nel marasma di una partita soprattutto brutta: il Milan spicca il volo, la Fiorentina (ancora rimontata) affonda.

Il ritorno della curva a San Siro saluta la non più spettacolare - e tuttavia orridamente tesa - delle partite: Milan-Fiorentina scorre placida in 45 minuti di piattume, per poi accendersi in maniera alquanto rocambolesca nella ripresa. Il pasticciaccio Maignan-Gabbia che permette a Gosens di sbloccare il punteggio al primo tiro in porta dei viola (da pochi centimetri), i soliti momenti di pure cinema con Ranieri pronto a prendersi il ruolo di protagonista della serie in casa del maestro di cerimonie Allegri, il decisivo ritorno al gol di Rafa Leao, prima su un non impeccabile De Gea che poi si fa perdonare negando - tanto per cambiare - la rete al bebote Gimenez, poi trasformando un rigore al minuto 86 che farà discutere ancora una volta sul VAR e i suoi derivati.

Pioli recupera in extremis Kean dopo l'infortunio in nazionale, e a sorpresa lascia fuori Gudmundsson per Fagioli, mentre Allegri ritrova quantomeno Leao e Saelemaekers da un'infermeria comunque gremita: fuori tra gli altri Rabiot, Pulisic, Nkunku, Estupinian. Squadre che si presentano al via con dei 3-5-1-1 speculari e carichi di preoccupazioni, due disposizioni già alla lettura poco foriere di emozioni. Per i rossoneri proprio Leao agisce da vertice con Saelemaekers chiamato a cucire sul centrosinistra, per i viola c'è il solo Fazzini a orientarsi alle spalle di Kean. Ne esce un primo tempo di blocchi bassi e attenzione a togliere la profondità, pochissima prima pressione, praticamente nessun spunto in avanti. Per certi aspetti, la Fiorentina sembra quasi rinfrancata dal contesto, e pur perdendosi regolarmente in avanti quantomeno riesce a uscire in costruzione bassa con leggerezza (aiutata dall'uomo in più in mezzo rispetto alle scorse gare). Il Milan un po' per onere un po' per caso ci prova con più ritmo, ma le palle migliori sui piedi di Tomori e Pavlovic - giunte da calcio piazzato - sono sciupate in maniera goffa.

Il "gol da 0.95 xG" di Gosens, che per un istante pare mandare in confusione un Milan titubante nel primo quarto d'ora di ripresa, finisce per stappare la gara facendo mettere da parte ogni paturnia psicologica ai rossoneri, quasi colpiti nell'orgoglio di uno svantaggio alla fine immeritato. Allegri accelera i cambi e dal poco che ha in panchina fa la scelta più ovvia per risolvere la contraddizione più vistosa del suo undici iniziale: Leao vertice d'attacco. Fuori Athekame, dentro Gimenez, con il portoghese che scivola qualche passo indietro a ondeggiare nella zona di Pongracic, ma con più libertà e meno lavoro usurante sulle spalle. Appena 6 minuti dopo Leao ringrazia e trova il pari per i suoi, e nel finale fissa il punteggio dagli undici metri su rigore procurato dal bebote.

Rafa Leao, proprio lui. Volente o nolente, è l'uomo di serata (Marinelli permettendo). Il giocatore forse più atteso in assoluto dal contesto rossonero e da Allegri, il giocatore sul quale aleggiavano più dubbi riguardo alla sua possibile centralità in questo Milan. Al fischio dell'intervallo questi dubbi parevano trovare una nuova conferma, dare nuovi spunti al dibattito sulla maturità del giocatore, e perfino sulla sua spendibilità. A fine gara magari il dibattito rimarrà, ma il portoghese dalla sua ora ha, alla sua prima stagionale da titolare, l'aver deciso in tutto e per tutto il risultato di questa sfida. E forse per un po' ci sarà più clemenza nei suoi confronti.

Clemenza che invece non può toccare alla Fiorentina di Pioli, autrice non certo della peggior prestazione stagionale - il che la dice lunga su cosa sia stata finora la squadra gigliata - ma che può a malapena aggrapparsi agli episodi giusto per la partita in sé, non per questo avvio di stagione dove lo 0 continua a comparire sulla caselle delle vittorie in campionato. Zero numero che ha accompagnato tristemente anche questa partita dei viola: è il computo dei tiri in porta fino al gol di Gosens, nonché il computo dei tiri totali della Fiorentina fino al tentativo di Nicolussi Caviglia da oltre 25 metri al minuto 53 (fuori di poco). Zero sono le conclusioni dei suoi attaccanti: Kean e i vari subentrati Piccoli, Gudmundsson, Dzeko. Zero sono i tiri in porta ad esclusione del gol da pochi passi. Zero sembra anche la pazienza dell'ambiente, tragicamente rappresentata (o sublimata) dal confusionario sbotto del ds Pradé a fine gara. Situazione inquietante quella di questa Fiorentina 18esima in classifica dopo 7 giornate, rimontata a Milano come rimontata con la Roma, e il fatto che non dovrebbe star lì rischia ancor di più di farla finire in un loop negativo senza uscita.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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