
Tutti a caccia della Pro Recco
La Serie A di Pallanuoto è appena iniziata.
Pochissimi giorni fa è cominciata la 107° edizione del campionato italiano maschile di pallanuoto, la Serie A1. È il momento giusto per accendere i riflettori sulla massima competizione nazionale di una disciplina che, allo sport azzurro, ha spesso regalato emozioni indimenticabili e che riesce ad appassionare, in occasione di eventi di prestigio come i Giochi Olimpici, anche il pubblico più occasionale.
Prima di cominciare, una premessa doverosa. La Serie A1, e più in generale la pallanuoto, non rientrano tra i 6 sport ufficialmente riconosciuti come professionistici dalla legge italiana: la FIN (Federazione Italiana Nuoto) non ha mai avanzato richiesta al CONI per farne parte. Ciò rappresenta un danno per tutto il mondo natatorio: quasi tutti i pallanuotisti percepiscono salari esigui rispetto ai colleghi stranieri - in Ungheria, la pallanuoto è sport nazionale. Anche la scarsa copertura televisiva limita la crescita di questo movimento: meno visibilità significa meno passione e seguito. Chi resta in questo mondo, soprattutto nelle leghe minori, lo fa per pura passione.
La Serie A1 è cominciata da pochi giorni, dopo la delusione dei Mondiali di Singapore, che hanno visto l’Italia uscire ai quarti contro la Grecia. Le squadre partecipanti sono 14: alcune godono di un prestigio storico, come la Pro Recco, la squadra più titolata d’Italia e d’Europa, nonché campione in carica. Alle spalle dei reccherini si candidano al titolo AN Brescia e Savona, compagini che negli ultimi anni hanno insidiato il dominio recchelino.
Sempre nella stessa regione sta emergendo il Quinto Genova, guidato anche in questa stagione dall’ex bandiera della Pro Recco e del Settebello Matteo Aicardi. A Trieste, invece, la squadra giuliana riparte dalle semifinali scudetto del 2024/25. Al Sud si fanno sempre più strada Posillipo e Ortigia, mentre la Capitale può vantare due compagini di prestigio: la Roma Vis Nova e la SS Lazio, storica anche per aver avuto tra le sue fila Bud Spencer (Carlo Pederzoli). Tra le neopromosse spicca il CC Napoli, nobile decaduta della pallanuoto italiana, 8 volte campione d’Italia, pronta a rilanciarsi nella massima serie.
Ci sono sostanziali differenze tra la Serie A di calcio e la Serie A1 di pallanuoto. Oltre al numero delle squadre e alla distribuzione geografica più equilibrata (che richiama la Serie A di inizio 2000), la massima divisione prevede una regular season con gare di andata e ritorno. Dopo le 26 giornate, l’ultima classificata retrocede in A2, mentre 10°, 11°, 12° e 13° disputano i playout per decidere la seconda retrocessa. Le prime 4 accedono ai playoff scudetto, mentre dalla 5° all’8° si gioca per il quinto posto finale.
Quando osserviamo le classifiche, colpiscono spesso le ampie differenze reti tra le squadre di vertice e le altre. È una caratteristica della pallanuoto, italiana e non: le partite possono chiudersi con oltre 15 o 20 gol di scarto. Nella prima giornata, ad esempio, Pro Recco e Savona hanno travolto rispettivamente Salerno e Florentia per 22-8 e 22-4.
Nonostante gli anni passino, la Pro Recco resta la favorita assoluta. Pochi mesi fa ha rischiato di fallire, salvata in extremis dall’imprenditore brasiliano Alexander Behring. Una delle poche squadre italiane a potersi permettere stipendi oltre la media nazionale, a Recco sono di stanza campioni come Nicosia, portiere della nazionale, e Francesco Di Fulvio, autore di oltre 60 gol nella scorsa stagione. Il pescarese è probabilmente il più grande pallanuotista italiano, uno dei migliori al mondo dell'epoca attuale. Da seguire quest’anno è anche Stefano Scarmi, classe 2008, che ha già esordito e segnato sia in campionato sia in LEN Champions League. Le sue presenze lo scorso anno furono sporadiche, ma grazie ai campioni che lo circondano, può crescere in modo esponenziale.
L’AN Brescia è stata l’unica squadra a contrastare il monopolio della Pro Recco, conquistando lo scudetto della pallanuoto maschile italiana nel 2021. Se la Pro può vantare una tradizione storica, Brescia ha iniziato a vincere solo negli ultimi decenni, con coppe nazionali e due tricolori. Tra i protagonisti spiccano Vincenzo Dolce e Tommaso Gianazza - centroboa classe 2002, migliorato notevolmente negli ultimi anni, come dimostrano le convocazioni a Parigi 2024 e ai Mondiali di Singapore. L’AN Brescia resta una rivale concreta, anche nel 2025/26, per i liguri.
Queste saranno con ogni probabilità le prime due classificate del campionato, ma ai playoff scudetto accedono quattro squadre. Trieste, Posillipo, Savona, De Akker Bologna e Telimar Palermo sono le principali candidate a completare il quartetto. Queste formazioni si equivalgono quasi totalmente sulla carta, con un leggero vantaggio per Savona. Nelle sue file giocano Del Lungo, storico portiere della nazionale, e Lorenzo Bruni, ormai punto fermo del Settebello. Attorno a loro ruotano giocatori solidi e di qualità, capaci di rendere Savona una vera mina vagante del torneo.
Tra queste realtà, Trieste è la più sorprendente. Già l’anno scorso ha stupito tutti centrando i playoff scudetto, e quest’anno vuole confermare la crescita. Pilastro della squadra è il montenegrino Vuk Draksovic, fresco di rinnovo contrattuale. Nella scorsa regular season Trieste segnò 313 gol, e Draksovic ne realizzò oltre 90, raggiungendo 117 reti complessive in tutte le competizioni. Sebbene in ruoli diversi, è probabilmente insieme a Di Fulvio il miglior tiratore della Serie A1.
Le altre squadre lotteranno per la metà classifica e per mantenere la categoria: Genova, Salerno, Napoli e Florentia (quest’ultima vanta il maggior numero di partecipazioni alla Serie A1). Se in vetta possiamo già immaginare i verdetti finali, nella zona retrocessione e nei playout si preannuncia battaglia vera. Mantenere la categoria non è solo una questione di prestigio sportivo, ma anche di sopravvivenza economica. Le piccole realtà, soprattutto, hanno bisogno della Serie A1 per mettersi in mostra, crescere e, col tempo, insidiare i vertici della classifica.
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