Logo sportellate
Italia Israele
, 14 Ottobre 2025

L'opposizione a Italia-Israele continua


Il calcio popolare scenderà in piazza a Udine per continuare a sostenere il popolo palestinese.

di Calcio&Rivoluzione

Nel febbraio 2022, a FIFA e UEFA sono serviti solo pochi giorni dall’inizio del conflitto russo-ucraino per escludere Russia e Bielorussia dalle competizioni calcistiche internazionali. Italia-Israele, a Udine, invece si giocherà: non sono invece bastati 67.000 palestinesi uccisi dalle IDF per escludere la nazionale israeliana, nemmeno dopo che la Commissione Onu sui territori occupati nell’ultimo rapporto pubblicato il 16 settembre 2025 ha confermato che quello in corso a Gaza è un genocidio ai sensi della Convenzione Internazionale.

Il calcio non può risolvere problemi geopolitici, ma può e deve promuovere il calcio in tutto il mondo sfruttandone i valori unificanti, educativi, culturali e umanitari”, ha dichiarato il Presidente della FIFA Infantino il 2 ottobre all’apertura del consiglio a Zurigo, circa una settimana prima che venisse ratificato l’accordo proposto da Trump sul cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Ma Infantino era di un'altra idea tre anni fa, quando ai club russi e bielorussi è stato vietato di partecipare alle competizioni europee ed internazionali, divieto esteso alle rispettive nazionali. 

Perché sarebbe giusto escludere Israele dalla FIFA

La Federazione calcistica palestinese ha più volte invitato la FIFA ad escludere la nazionale israeliana, senza però avere successo. Nel frattempo, sono stati resi noti gli ultimi aggiornamenti sui dati raccolti, evidenziando 467 calciatori palestinesi uccisi dal 7 ottobre 2023, 289 strutture sportive distrutte parzialmente o totalmente dall’esercito israeliano.

Come sottolineato da un report della Hind Rajab Foundation, la cultura calcistica israeliana non unisce le persone, ma è un’arma. Per soldati e ultras israeliani (spesso le due identità coincidono), il calcio è il palco ideale per umiliare i palestinesi e normalizzare il genocidio. Ogni partita giocata in Europa dalle squadre israeliane è una vittoria per la propaganda. Non è raro trovare nelle coreografie del Maccabi Tel Aviv ringraziamenti alle truppe israeliane o riferimenti che incitano al razzismo verso i popoli arabi. Poche settimane fa, il consiglio comunale di Amsterdam ha approvato una mozione per bandire alcuni club stranieri, tra cui proprio il Maccabi Tel Aviv, perché ritenuto complice dell’occupazione e del razzismo sistematico nei confronti degli arabi.

La Fondazione Hind Rajab è tra le realtà che hanno promosso l’iniziativa “Game Over Israel”. In Europa è attiva la campagna “Show Israel the Red Card”, ideata dalle Green Brigade del Celtic, in collaborazione con Lajee Celtic, accademia calcistica palestinese del campo profughi di Aida e sostenuta in Italia da diverse realtà, tra cui il collettivo Calcio e Rivoluzione.

Italia Israele

L'Italia scenderà in campo, ma i cittadini si mobilitano

La mancata esclusione da FIFA e UEFA, ancora una volta, tocca l’Italia da vicino. La nazionale azzurra il 14 ottobre si troverà ad affrontare nuovamente Israele a Udine, a distanza di un anno. Stavolta il match vale per la qualificazione ai prossimi mondiali. 

Già lo scorso anno la città friulana era stata cornice delle proteste pacifiche di alcune realtà associative e cittadini che da sempre si oppongono alle ingiustizie sociali che tramite il calcio non riescono ad essere corrette, anzi, vengono fomentate. E la prossima settimana non sarà da meno: la manifestazione per “mostrare il cartellino rosso a Israele” si prevede ancora più partecipata della precedente.

L’iniziativa è promossa dal Comitato per la Palestina di Udine, la Comunità Palestinese del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, Salaam Ragazzi dell’Olivo – Comitato di Trieste, il movimento BDS Italia, il collettivo Calcio e Rivoluzione. Hanno già aderito oltre 300 realtà sportive, associative, politiche e sindacali. Il messaggio? Pur avendo raggiunto un accordo per il cessate il fuoco, la pressione popolare e il sostegno alla causa palestinese non possono e non devono esaurirsi.

Nelle settimane precedenti, anche un appello di Assoallenatori aveva chiesto alla FIGC la temporanea sospensione di Israele. Diverso, invece, il parere di Abodi, Ministro dello Sport, secondo cui Israele, a differenza della Russia, è un Paese aggredito e come tale non meriterebbe la sospensione dalle competizioni.

Italia Israele

La partita si giocherà. Tuttavia, è stata avanzata dalla FIGC una timida proposta per donare il ricavato della partita a una Ong che opera nei territori palestinesi occupati, sull’esempio della federcalcio norvegese che, a differenza di quella italiana, è da sempre molto critica nei confronti di Israele. Una magra consolazione, se consideriamo che gran parte dell’opinione pubblica non vorrebbe che la partita si giocasse. In un sondaggio proposto su una piattaforma media, oltre il 70% degli italiani si è dichiarato favorevole all’esclusione di Israele da ogni competizione. Solo la minoranza del campione che ha risposto al sondaggio preferirebbe che l’Italia affrontasse i biancazzurri, anteponendo l’aspetto utilitaristico dello sport ai suoi valori fondanti, pace e giustizia.

Non è ancora chiaro se il governo italiano abbia realmente autorizzato la presenza del Mossad per garantire la sicurezza dei calciatori israeliani. La notizia inizialmente circolata è poi stata smentita, tuttavia poche settimane fa i servizi segreti israeliani erano già stati presenti a Parma in occasione di un intervento di Ehud Olmert, ex Primo ministro israeliano e ideatore dell’operazione Piombo Fuso, durante il Festival di giornalismo del quotidiano Open.

  • Mariarita Persichetti, basso-laziale trapiantata a Parma. Una laurea in economia appesa al chiodo, appassionata di geopolitica e sport inteso come fenomeno sociale. Giornalista pubblicista, soprattutto nel tempo libero.

Ti potrebbe interessare

Dallo stesso autore

Newsletter

pencilcrossmenu