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FantaNBA
, 11 Ottobre 2025

Come costruire la squadra del FantaNBA


Il fantabasket ideato da Around The Game, le sue regole, i vostri futuri idoli.

Studiare o non studiare? Questo il dilemma che affligge i salotti di X nei dintorni dell'asta e delle giornate del Fantacalcio. Una sfilza di commenti ironici e sarcastici che vogliono dimostrare quanto scenari surreali influenzino gli scontri diretti indipendentemente dalla forza della formazione schierata. La teorizzazione del cosiddetto “fattore c**o”, insomma. 

E nel fantaNBA, invece, come funziona? Intanto, chiariamo che non esiste un solo modo di farlo, così come non ne esiste solo uno per il fantacalcio. Alcuni siti si servono di Leghe pubbliche, alcuni di un sistema di costruzione del roster a crediti, alcuni prediligono solo la produzione del giocatore indipendentemente dai minuti giocati. Altri, come STAZ (don’t lie), vanno totalmente nella direzione opposta.

Ideato da Around the Game, questo fantaNBA si basa su Leghe private composte dagli 8 ai 20 utenti, dove la costruzione del roster avviene tramite Draft, che permette di scegliere 13 giocatori in altrettanti giri. Davvero importanti sono i criteri per effettuare una giusta pick.

In primis, serve tenere in considerazione la metrica di riferimento, gli STAZ PTS/minuto, che uniscono la produzione del giocatore al tempo trascorso in campo. Il sistema di calcolo del punteggio viene selezionato prima ancora della creazione della Lega, con una scelta tra due opzioni: “True Shooting”, incentrato sull’efficienza, privilegiando le percentuali al tiro; “Statpadder”, per chi predilige un sistema cumulativo, senza penalizzazioni.

L’aspetto quantitativo si conferma rilevante anche in sede di schieramento delle formazioni: proprio come nel basket giocato, con la rotazione di squadra si devono coprire i minuti per ciascuno dei 5 slot in campo - 48' per i centri, 96' per ali e guardie. 

Assemblare il roster perfetto non è facile, specialmente col sistema “True Shooting”, quello sul quale ci baseremo.

Se non sapete da chi partire...

Chi merita la prima scelta al Draft?

Ipotizziamo una Lega a 20, dove la competizione è ai massimi storici, e un utente deve stabilire su chi puntare al primo giro. Intanto, si consiglia di tenere d’occhio i lungodegenti (Tatum, Lillard, Haliburton e così via), comunque segnalati su STAZ.

In secondo luogo, evitare giocatori con problemi di salute cronici alla Zion Williamson, Embiid o Kawhi Leonard. I primi due in particolare possono mantenere una produzione da top-10, ma basare il proprio roster su di loro comporta più rischi che benefici. Sarebbe bene evitare di passarli al secondo giro, ma solo i gambler - che meritano comunque rispetto in sede di fanta - possono sbilanciarsi.

Terzo punto: evitare i rookie. Nemmeno ESPN, che prova a vendere Cooper Flagg come un top-50, si spingerebbe a tanto. Certo, Wembanyama al suo primo anno si è classificato 7° per STAZ PTS/MIN a pari merito con Anthony Davis, ma rappresenta l’eccezione che conferma la regola. Non esiste una ricetta capace di garantire che l’impatto sulla pallacanestro collegiale o su Leghe minori si possa traslare con successo in NBA - ricordate il tentativo di vendere Scoot Henderson, giocatore dell’ormai defunta G League Ignite, come principale antagonista di Wemby? -: meglio non rischiare. Il talento non manca di certo in NBA, e quello spesso si rispecchia sul rendimento STAZ.

Per cominciare, la prima scelta assoluta è senza dubbio Nikola Jokic. Fine. Poi c’è una fascia sovrumana, composta da Shai Gilgeous-Alexander e Giannis Antetokounmpo, e da lì si procede a scendere. Dovendo stilare una top-20 o giù di lì, il risultato potrebbe somigliare a questo.

Tier 0

NIKOLA JOKIC - 42,35 STAZ POINTS, 1.15 STAZ PTS/min

Tier 1.0

GIANNIS ANTETOKOUNMPO - 37,89 STAZ POINTS, 1.11 STAZ PTS/min

SHAI GILGEOUS-ALEXANDER - 36,84 STAZ POINTS, 1.08 STAZ PTS/MIN

Tier 1.1

LUKA DONCIC, L.A. LAKERS - 32,86 STAZ POINTS, 0.93 STAZ PTS/MIN

VICTOR WEMBANYAMA - 31,16 STAZ POINTS, 0.94 STAZ PTS/MIN

ANTHONY DAVIS, 31,75 STAZ POINTS, 0.95 STAZ PTS/MIN

Tier 2.0

CADE CUNNINGHAM - 30,30 STAZ POINTS, 0.87 STAZ PTS/MIN

KARL-ANTHONY TOWNS - 30,08 STAZ POINTS, 0.86 STAZ PTS/MIN

ALPEREN SENGUN - 26,10 STAZ POINTS, 0.83 STAZ PTS/MIN

LEBRON JAMES - 30,15 STAZ POINTS, 0.86 STAZ PTS/MIN

DOMANTAS SABONIS - 29,23 STAZ POINTS, 0.84 STAZ PTS/MIN

Tier 2.1

PAOLO BANCHERO - 27,40 STAZ POINTS, 0.80 STAZ PTS/MIN

TRAE YOUNG - 28,72 STAZ POINTS, 0.80 PTS/MIN

JALEN BRUNSON - 28,41 STAZ POINTS, 0.80 PTS/MIN

Tier 3.0

ANTHONY EDWARDS - 28,09 STAZ POINTS, 0.77 PTS/MIN

DONOVAN MITCHELL - 25,69 STAZ POINTS, 0.82 STAZ PTS/MIN

DEVIN BOOKER - 28,10 STAZ POINTS, 0.75 STAZ PTS/MIN

KEVIN DURANT - 28,48 STAZ POINTS, 0.78 STAZ PTS/MIN

STEPHEN CURRY - 26,75 STAZ POINTS, 0.83 STAZ PTS/MIN

JAMES HARDEN - 27,53 STAZ POINTS, 0.78 STAZ PTS/MIN

Honorable Mentions

FRANZ WAGNER - LAMELO BALL - DE’AARON FOX - JA MORANT - JALEN WILLIAMS - IVICA ZUBAC - EVAN MOBLEY - JIMMY BUTLER III - JAYLEN BROWN

Con lui magari non vincerete, ma sarete i più fighi della vostro FantaNBA.

Le dimensioni contano

Il fantaNBA premia l’efficienza, tipica dei lunghi che convertono le conclusioni nel pitturato combinando volume e qualità. E soprattutto premia le voci difensive del boxscore come rubate e stoppate, per forza di cose riempite maggiormente da chi abita all’ombra dei tabelloni.

Per questo è importante coprire con attenzione il primo slot da centro. Nella classifica stilata sopra, tra le prime 10 posizioni stazionano solo lunghi, ali “forti” o guardie gigantesche. Questo perché popolano maggiormente il tabellino a rimbalzo, sporcano più palloni e possono agire da “rim protector” primario o secondario.

La prima point guard vera si trova fuori dalla top-10, ed è un playmaker elitario come Trae Young, che compensa l’inefficienza al tiro con tanti giri in lunetta e circa 11 assist di media nelle ultime 3 stagioni. E a essere ancora più onesti, si trova così in alto solo perché ha senso iniziare a un certo punto a pensare di prendersi il giocatore "migliore” per quello slot (in questo caso la guardia), ma a livello generale un Evan Mobley rischia di avere un impatto migliore.

Guardie come Trae Young e Jalen Brunson sono il top del ruolo, per questo c’è meno “replicabilità” e ha senso dedicare loro una scelta in top-15. Allo stesso tempo, occorre essere consapevole che il loro impatto al minuto, a causa dello stile di gioco, è inferiore a quello di un Daniel Gafford qualunque (0.84 STAZ PTS/MIN). Che a sua volta, però, può rimpiazzare l’impatto qualitativo di Evan Mobley, completando poi l’aspetto quantitativo con un altro ottimo backup.

La domanda è: voglio pescare prima una guardia d’élite, ruolo storicamente più complicato da coprire nei fanta-NBA, per poi completare il reparto lunghi con backup/giocatori di seconda fascia, o viceversa? Proprio perché la taglia conta, e quindi di centri o ali “forti” che producono tanto ne esistono in abbondanza anche al di fuori dell’élite assoluta, il primo approccio è il più consigliabile.

Tanta, utile, redditizia legna.

Evitare i jump-shooter

Non c’è niente di più appagante di un’esecuzione esteticamente ineccepibile di un tiro dalla media distanza in faccia al difensore. Ma la realtà dice che conta quanto un layup in campo aperto o una schiacciata assistita a mezzo metro dal canestro.

Nomi come Donovan Mitchell, Anthony Edwards o Devin Booker si trovano lì perché sono anche scorer su più livelli, con doti al tiro molto sopra la media e capaci di creare anche per i compagni - soprattutto il primo e il terzo, il secondo compensa con qualità e volume da fuori. Ma al sistema “True Shooting” non interessa troppo lo shot-making.

Di gran lunga preferibile un impatto statistico a tutto tondo come quello di Cade Cunningham e Luka Doncic, o lo scoring di Shai Gilgeous-Alexander, che segna più di chiunque altro aggiungendo anche 3 “stocks” (Steals+blocks, stoppate+rubate) di media. 

Perfino Paolo Banchero, per quanto sia uno scorer “di volume” inefficiente, ha una migliore produzione al minuto: è comunque quasi 210 cm di altezza e sa trattare la palla, compensando con circa 7 rimbalzi e 5 assist a partita.

Occhio ai doppi ruoli

Una delle possibilità che offre STAZ è quella di sfruttare i giocatori con doppio ruolo - già nominati Paolo Banchero, listato “AC” (ala-centro), e Anthony Edwards, “GA” (guardia-ala). Questo stratagemma nasce con l’intento di uniformare il gioco a una pallacanestro sempre più positionless, ma fornisce a livello pratico grandi vantaggi all’utenza.

Posizionando strategicamente un giocatore con doppio ruolo nella lineup, questo può arrivare a coprire addirittura minuti in due posizioni differenti, tamponando eventuali buchi in caso di infortunio o imprevisti. Non a caso, i soliti Banchero ed Edwards sono stati posizionati in cima ai rispettivi tier.

Investire la propria prima scelta al Draft su un giocatore con doppio ruolo può rappresentare un doppio vantaggio: la scelta copre quantità e qualità, e allo stesso tempo offre più opzioni ai giri successivi in base alle scelte degli altri utenti. Sono finte le guardie di prima fascia? Nessun problema, Edwards sarà la prima guardia e si sceglierà un’ala o un centro. Embiid è arrivato al secondo giro? Con Banchero, male che vada, i minuti da centro saranno coperti, mentre nel migliore dei casi ci saranno a roster un’ala E un centro d’élite.

AC, Ala-Centro, (over 0.80 STAZ PTS/MIN)

Anthony Davis

Victor Wembanyama

Karl-Anthony Towns

Paolo Banchero

Evan Mobley

Jaren Jackson Jr. 

Kristaps Porzingis

GA, Guardia-Ala (over 0.75 STAZ PTS/MIN)

LeBron James

Anthony Edwards

Devin Booker

Franz Wagner

Jimmy Butler III

Scottie Barnes

Kawhi Leonard

Sua Efficienza (quando è sano)

Quality over quantity

Dedicare un’attenzione certosina al riempimento dei minuti in ogni slot è importante, ma a lungo andare è la qualità a prendere il sopravvento. Fra i top nessuno consiglierebbe di scegliere Daniel Gafford al posto di Jalen Brunson per questioni di unicità nel ruolo e nel rapporto qualità-quantità. 

Più si procede con le scelte, meno senso ha focalizzarsi eccessivamente sul riempimento dei minuti. Due giocatori che giocano 15' a partita ciascuno, ma producono 0.80 STAZ PTS/MIN a testa, sono preferibili a uno che riempie 30' ma gira a 0.60 STAZ PTS/MIN.

Alla fine diventa una questione di matematica elementare: ha senso coprire i primi slot con giocatori di qualità e quantità, però poi è la prima a dover dettare la linea. Ty Jerome, in meno di 20' a partita, nel 2024/25 ha prodotto 0.76 STAZ PTS/MIN, meglio di Jimmy Butler, Booker, Leonard, Scottie Barnes, Tyrese Maxey, Herro e Irving. T.J. McConnell in 17.9', la scorsa annata ha girato a 0.72 STAZ PTS/MIN, sopra Jaylen Brown, Jamal Murray e DeMar DeRozan. Mark Williams e Daniel Gafford non arrivavano a 30' a partita, ma hanno prodotto più STAZ PTS/MIN di Banchero, Porzingis, Sengun e JJJ. E via dicendo.

Non ha senso coprire minuti se poi non si viene ripagati. Stabilita una base soddisfacente, che unisca qualità e quantità, bisogna iniziare a pensare agli STAZ PTS e all’assenza di replicabilità della produzione di un giocatore con un determinato ruolo nelle scelte successive. 

Non ci vuole molto, basta aprire il registro degli STAZ PTS, usare i filtri giusti e studiarsi un po’ il potenziale impatto dei giocatori interessanti nella prossima stagione, stabilendo infine una strategia. Matematica e lungimiranza sono le sole chiavi per il successo, anche contro il "fattore c**o". Perché, alla fine, STAZ don’t lie.

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