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Serbia Albania
, 10 Ottobre 2025

Serbia-Albania non sarà mai solo calcio


Tra Albania e Serbia ci sono più di 3 punti in palio, anche dopo lo 0-0 di giugno.

L’algoritmo si è divertito e non poco a mettere nello stesso girone di qualificazione al Mondiale 2026 due nazioni, Albania e Serbia, coinvolte attivamente nella recentissima guerra in Kosovo - la seconda, specialmente nella sua parte nazionalista, rivendicata ancora come regione serba.

Quando si parla, e si scrive, di Serbia e Albania, non si può menzionare la guerra che portò la nazione kosovara (a maggioranza di origine ed etnia albanese) all’indipendenza, non prima di una guerra etnica voluta da Slobodan Milosevic, capo di governo e militare che voleva una Serbia egemone, etnicamente e politicamente, sui Balcani. Sono sua opera i massacri degli ultimi anni del '900 avvenuti in Bosnia, in Herzegovina e in Kosovo ai danni degli albanesi kosovari.

Le due nazioni hanno quindi un passato recente molto turbolento, che in ogni manifestazione internazionale non viene a mancare. Qui alcuni ricordi, in ordine cronologico, prendendo in considerazione i casi più recenti:

  • Mondiale 2018: Granit Xhaka e Xherdan Shaqiri segnano per la Svizzera e fanno il gesto l’Aquila Albanese (un simbolo legato ai greci del nord e ai turchi selgiuchidi, per far capire la contaminazione etnica della zona);
  • Euro 2020: Marko Arnautovic, il cui cognome significa letteralmente “figlio di Arnaut” - il nome che i turchi danno agli albanesi - segna in Austria-Macedonia del Nord e insulta i giocatori macedoni di origine albanese;
  • Mondiale 2022: In un post partita antecedente, i giocatori serbi postano una foto con la bandiera della “Grande Serbia” con riferimenti a zone chiaramente di etnia albanese; durante la sfida con la Svizzera, Xhaka e Milenkovic, ex Fiorentina, creano un parapiglia dopo che il centrocampista svizzero-albanese aveva detto qualche parolina al difensore. La Svizzera vincerà anche questa partita, con un gol di Shaqiri, che farà la stessa esultanza di quattro anni prima: la Serbia è eliminata da un mondiale per il piede di un albanese.

Passando all’immediato presente, le due nazioni vivono periodi storici quasi diametralmente opposti. L’Albania arrivava alla gara d'andata delle World Cup Qualifiers con una nazionale in crescita, una nazione che sta prendendo sempre più vivacità a livello industriale, grazie alle porte sempre più vicine dell’Unione Europa.

Dal canto suo, invece, la Serbia vede un periodo stagnante a livello economico: il governo deve far fronte alla protesta vigorosa dei giovani studenti serbi, che chiedono tutele per il loro futuro e chiedono al loro governo di essere più vicini ad Occidente rispetto alla secolare vicinanza con la Russia, con la quale il Presidente Vucic e il recente passato trasformano al pari di una nazione sorella. 

Serbia-Albania, i precedenti

Quella di sabato 7 giugno era solo la 3° volta che le due nazionali si affrontavano da avversarie, con precedenti che non facevano però ben sperare. Il 14 ottobre 2014, in occasione di una gara valevole per le qualificazioni all’Europeo 2016, Serbia-Albania fu interrotta a causa di incidenti dentro e fuori dal terreno di gioco. I tifosi di Belgrado iniziarono ad intonare il coro “Ubij, Ubij, Siptara” ( “Uccidi, uccidi l’albanese"), lanciando ogni tipo di oggetti in campo verso i giocatori ospiti. A quel punto, un drone con la bandiera storica del nazionalismo albanese, che richiamava la “Grande Albania” storica, comparse sul terreno di gioco. 

Ci furono grandi battibecchi tra giocatori delle due nazionalità, durante l’interruzione del match, con molti calciatori albanesi che se la presero con Stevan Mitrovic, reo di aver tolto il drone dal campo. Come si risolse il tutto? Vittoria per 0-3 all’Albania e penalizzazione di 3 punti ai padroni di casa. L’Albania, anche grazie a questa vittoria a tavolino, arriverà per la prima volta a qualificarsi per la massima competizione continentale.

La serata del 7 giugno 2025 è stata meno rovente ma non è mancata tensione tra le due squadre: l’arbitro Massa ha dovuto richiamare Djimsiti, capitano dell’Albania, per far calmare i bollenti spiriti ai tifosi di casa, rei di aver lanciato oggetti prima a Sasa Lukic, ex Torino, poi a Andrjia Zivkovic, esterno serbo da cinque stagioni al PAOK Salonicco. Il richiamo ufficiale dello speaker dell’AirAlbania Stadium è servito a placare il tutto.

I giocatori in campo non l’hanno vissuta benissimo, eccezion fatta per quelli con più esperienza, come Mitrovic, capitano e uno dei migliori in campo. Un altro esempio di veterano che ha conseguito un'ottima gara è Hysaj, secondo per presenze all time per l'Albania, che, tra le altre cose, si è procurato il rigore a fine primo tempo. Proprio il rigore è stato il momento chiave della partita; Djordje Petrovic, portiere allora di proprietà del Chelsea e ora passato al Bournemouth, ha neutralizzato il tiro di Rey Manaj, arrivato a questa partita con diversi problemi influenzali. Il calciatore trasferitosi in estate agli emiratini dello Sharjah non poteva mancare a questo appuntamento, ma è finito dalla parte sbagliata della storia.

Il primo atto è dunque finito in parità. La tavola è apparecchiata, oltre all'antipasto di fischi per l’inno l’avversario, a Leskovac, per un ritorno che si attende piuttosto delicato. In palio ci sono i punti per i playoff per il mondiale, ed entrambe le nazionali hanno tanta voglia di partecipare a questo appuntamento con un format allargato. La storia, però, molte volte ritorna, e non sempre insegna

  • Roma, 1997
    Conoscitore del calcio, specialmente il calcio delle periferie d'Europa.
    Fondatore di Kulup Turkiye su Ig

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