Logo sportellate
Juventus Milan
, 5 Ottobre 2025

Juventus-Milan 0-0, Considerazioni Sparse


La sfida tra Juventus e Milan è caratterizzata dalla paura delle squadre e si conclude a reti bianche.

Juventus-Milan, dopo qualche tempo, era tornata ad essere una partita importante non solo per la caratura delle due squadre, ma anche per le ambizioni delle stesse: è pur sempre la sesta giornata, ma entrambe le compagini, anche alla lunga, sembrano poter puntare alle posizioni più alte della classifica. Non solo: questa partita significa anche il ritorno di Allegri, sulla panchina di un'altra squadra, nello stadio che è stato casa sua per 8 anni. Il tecnico livornese non affrontava la "sua" Juventus da allenatore avversario da più di dieci anni, quando allenava proprio i rossoneri. Corsi e ricorsi storici. Nonostante la relazione professionale tra questo e i bianconeri non si sia chiusa benissimo, Allegri è stato accolto da applausi e da cori a lui dedicati: 12 trofei non si dimenticano facilmente.

Il tecnico livornese conferma in blocco l'11-tipo del Milan, fatta eccezione per lo squalificato Estupiñán sostituito da un Bartesaghi che non sfigura. Le combinazioni tra lui e Rabiot a sinistra, nelle primissime fasi di gioco, sembrano una traccia per mettere in difficoltà la retroguardia bianconera. Il laterale rossonero incontra invece qualche difficoltà in fase di non possesso per essersi trovato di fronte un cliente scomodo come Conceição. Dall'altro lato, Tudor deve fare ancora a meno di Bremer, non convocato neanche per la partita col Milan. Al suo posto si presenta Daniele Rugani, all'esordio stagionale da titolare dopo gli 11' con il Villareal. Il centrale di scuola empolese è stato autore, salvo per qualche sbavatura, di una gara ordinata; cosa che non si può del suo compagno di reparto Kelly, che prima causa di un rigore e poi di un calcio di punizione dal limite dell'area.

Il rigore, come spesso accade in queste partite bloccate, avrebbe potuto cambiare le sorti della gara. Pulisic, senza dubbio uno dei giocatori più in forma del campionato, si presenta sul dischetto, ma allarga troppo il piattone e spedisce la palla direttamente nella curva alle spalle della porta difesa da Di Gregorio. Il modo di calciare il rigore è anche al centro dell'immancabile siparietto con Allegri, che ha scelto di non guardare l'esecuzione dagli undici metri. Sembra strano dirlo di questi tempi, ma Pulisic non è stato autore di una prestazione al suo livello e non solo per il rigore sbagliato: nella prima parte di gara manda in difficoltà Gatti abbassandosi spesso a ricevere, ma poi finisce spesso per pestarsi i piedi con Rabiot. Opaca, allo stesso modo, è la partita di Yıldız: il giovane turco, forse provato o forse adeguatamente limitato dalla difesa del Milan, non dà seguito ai suoi soliti spunti.

La partita è piuttosto confusionaria e avara di occasioni. È la paura ad avere il sopravvento sulla voglia di vincere delle due squadre. Da un lato, la Juve vuole ritrovare un proprio equilibrio difensivo che non è stato certamente il punto forte di questo inizio di campionato. Dall'altro lato, il Milan, complice anche l'atteggiamento della squadra avversaria, rinuncia alle lunghe fasi di difesa posizionale cercando il guizzo per tornare vittorioso da Torino. Gli ospiti vanno vicino al gol dopo l'ingresso in campo di Leão, ma questo calcia a lato a pochi metri dalla porta. Il portoghese, entrato al posto di Giménez, è ancora al centro delle critiche per mancanza di incisività. In generale, è stata una serata difficile per gli attaccanti: neanche David, ancora una volta, è riuscito a convincere il suo pubblico.

Considerati gli ultimi precedenti, non ci si poteva certo aspettare una partita scoppiettante o densa di occasioni da gol. A mancare, però, è stata proprio l'intensità che ci si aspetta da un match così. Il ritmo basso e costante che ha accompagnato tutto il corso dei novanta minuti non può essere giustificato dalla posta in palio. D'altronde, siamo solo alla sesta giornata: è ancora troppo presto per fare qualsiasi calcolo.

  • Classe 1996. È ancora convinto che Chinaglia non può passare al Frosinone. Gli piace l'odore delle case dei vecchi. Considera il 4-3-3 simbolo della perfezione estetica.

pencilcrossmenu