
Dominio Sinner-Alcaraz a Pechino e Tokyo
Ormai vincono sempre loro.
L’ultima volta che il numero 1 e il numero 2 del mondo vinsero nella stessa settimana due trofei differenti era il 2020. Djokovic vince a Dubai in finale contro Tsitsipas, Nadal replica ad Acapulco contro Fritz. Dopo cinque anni ci tocca ritoccare questa pagina di storia del tennis: Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, dopo essersi contesi gli ultimi 3 slam, hanno dominato in Estremo Oriente. Lo spagnolo si è preso il Japan Open di Tokyo alla prima apparizione in assoluto nella rassegna nipponica; l'italiano, invece, è tornato a vincere a Pechino due anni dopo l’ultima volta.
Pechino: trionfa Sinner, harakiri nella parte bassa
Sinner, dopo la finale di New York persa contro Alcaraz, aveva detto che aveva bisogno di sperimentare nuove cose e di variare maggiormente il proprio gioco. Oltre a questo ha lavorato molto sul servizio, fondamentale che è mancato tantissimo nell’atto conclusivo dell’US Open. A Pechino ha subìto diversi break e la battuta è stata abbastanza altalenante; sono arrivati anche diversi passaggi a vuoto che sono costati caro in termini di set contro Atmane e De Minaur ma, fatta eccezione per l’australiano, Sinner non ha mai affrontato nemmeno un top50 durante il torneo. Ai quarti di finale avrebbe dovuto fronteggiare Khachanov e si è ritrovato Marozsan, mentre in finale ha incontrato Learner Tien.
Su Daniil Medvedev bisogna comunque spendere qualche parola di elogio. È sicuramente la stagione più difficile della sua carriera: prima di Pechino avesse solamente due vittorie in stagione contro i top20. Al China Open ha trionfato contro Davidovich Fokina e Zverev, fermandosi solo in semifinale contro Tien a causa dei crampi. Medvedev lascia la capitale cinese comunque con qualche rimpianto: ha servito per il match contro lo statunitense prima di cedere poi fisicamente.
Ha brillato e lo farà di nuovo in futuro Learner Tien. È arrivato in finale beneficiando dei ritiri di Musetti e Medvedev, ma non è un caso che nel 2025 solamente Alcaraz e Sinner hanno più vittorie di lui contro dei top10. Tien aveva già vinto contro Medvedev in Australia, contro Zverev ad Acapulco, contro Shelton a Mallorca e contro Rublev a Washington. Ha un gioco in cui spicca tantissimo il QI tennistico e, nonostante risenta un po’ in termini di pesantezza di palla, da fondo campo è un grandissimo ribattitore.
Tokyo: Alcaraz vince alla prima apparizione, che bel Brooksby!
La settimana del numero 1 al mondo era cominciata con un grande spavento per la caviglia nel match d’esordio contro Baez, ma è terminata come meglio non potesse. Nella conferenza stampa pre torneo aveva detto di voler succedere ai Fab Four nell’albo d’oro del Japan Open: lo spagnolo ha perso solamente un set in tutto il torneo, in semifinale contro Ruud, quella che è stata probabilmente la sua gara peggiore in tutto il torneo nipponico. La finale contro Fritz è stata un dominio, na rivincita senza appello per la sfida di Laver Cup di pochi giorni prima: giusto qualche incertezza sul finale, scacciata con tre palle corte millimetriche che può fare davvero solo Alcaraz.
Tokyo è stata un nuovo vorrei, ma non posso per Holger Rune. L’ennesima montagna russa, l’ennesimo torneo di alti e bassi per il danese, che continua a faticare nel dare una dimensione concreta al suo sconfinato talento. Due belle vittorie contro Medjedovic e Quinn, una pessima sconfitta contro Brooksby in cui ha pensato più a tirare forte che giocare una partita con cognizione di causa.
A proposito dell’americano, però, bisogna anche sottolineare che bella settimana e che grande stagione sta disputando dopo un lungo stop. Houston, Eastbourne e ora Tokyo. Che cos’hanno in comune? Brooksby è riuscito a fare almeno semifinale su tutte e tre le superfici. Si è poi arreso in semifinale al connazionale Fritz, ma ha mostrato ancora una volta la sua grande intelligenza tennistica.
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