
Certezze e insicurezze tattiche di Tudor e Allegri
Juventus-Milan è la partita della settimana.
In una Serie A che sembra essere meno sorprendente degli scorsi anni e molto più pragmatica nelle sue gerarchie di potere, il big match della 6° giornata è Juventus-Milan. Si sfidano la quarta forza del campionato contro una delle tre capolista e, seppur sia solo un punto a dividerle in classifica, le due paiono arrivare in due momenti di forma diametralmente opposti.
La Juventus, dopo un inizio tranquillo contro Parma e Genoa, ha lanciato le prime avvisaglie di incertezza proprio in una delle partite più rocambolesche degli ultimi anni, quella contro l'Inter di Chivu. Vittoria della squadra di Tudor tra rimonte e controrimonte che ha dato il la, tuttavia, a una serie di interrogativi amletici che accompagnano la fiducia dei tifosi verso Igor Tudor. La Juve è davvero costruita per il calcio che il croato intende fare? Dalla big win contro l’Inter solo pareggi per la Juventus tra Serie A (Verona e Atalanta) e Champions League (Borussia Dortmund e Villarreal), che si è trovata più volte a sottostare al ritmo dei propri avversari esasperando le proprie incertezze.
Milan, invece, che pare aver ritrovato la stabilità ambientale degli anni migliori. La stagione inizia in un San Siro scioccato dalla rovesciata di Bonazzoli in una partita disattenta ma anche sfortunata, nella quale le potenzialità del nuovo capitolo rossonero di Massimiliano Allegri erano venute solo parzialmente fuori contro la miglior organizzazione della Cremonese di Nicola.
La depressione che ha caratterizzato gli anni post-scudetto è svanita man mano che la squadra ha oliato gli ingranaggi, vincendo e convincendo contro Lecce, Bologna e Udinese e culminando nella grande vittoria contro il Napoli campione d’Italia in carica: il Milan ha giocato una partita attenta, da spina nel fianco, dovendo fronteggiare anche l’inferiorità numerica per l’ingenuità di Estupiñán su Di Lorenzo per 40' abbondanti.
Juventus-Milan è anche Tudor vs Allegri, legati inevitabilmente dalla loro storia bianconera tra campo e panchina ma soprattutto dall’avvicendamento che - con il ponte Thiago Motta in mezzo – ha visto le sorti della nuova Juventus nuovamente ribaltate. Tudor vs Allegri è anche il sinonimo della diaspora tattica intrapresa dai bianconeri per cercare di rivoltare la filosofia del club - nuovamente, tra l’altro - dopo aver chiuso l'Allegri I praticamente nella stessa maniera. Insomma, tanti temi interessanti precedono questo match già cruciale per l’andamento del campionato.
Le premesse strategiche di Juventus e Milan
Partiamo dalla fase di costruzione della Juventus: Tudor sta avendo non pochi problemi nell’organizzare una manovra che rispetti i suoi dettami alla lettera, soprattutto per la mancanza di centrocampisti con caratteristiche adatte al calcio verticale e di rottura che intende fare. Questa discrasia tra intenzioni e realizzazioni ha portato la Juve a giocare un calcio un po’ in balia dei momenti delle partite, basti pensare ai pareggi da montagne russe con Dortmund e Villareal in Champions League senza avere mai una continuità di rendimento.
La Juventus si schiera in campo in un 3-4-2-1 che prevede nella formazione tipo Gatti-Bremer-Kelly in difesa, Kalulu-Locatelli-Thuram-Cambiaso a centrocampo, Yildiz-Conceição dietro alla punta titolare, che in un reparto saturo come quello offensivo bianconero ancora non si è capito chi sia. Tuttavia Tudor - dall’Inter in poi - ha sempre inserito un centrocampista nei due a supporto dell’attaccante trasformando il 3-4-2-1 in un 3-5-1-1 più guardingo, che si distanzia dall’idea iniziale di offendere a oltranza.
Koopmeiners è stato l’ago della bilancia di questa svolta tattica più improntata all’equilibrio intrapresa dall’allenatore croato, schierato come falsa mezza punta, vera e propria mezzala sia in fase di possesso che in fase di non possesso. Le difficoltà dell'ex Atalanta nell’interpretazione di un ruolo che lo costringe a ruotare in ampiezza nelle idee di Tudor sono state evidenti e hanno sin qui limitato la produzione offensiva della Juventus.
In costruzione Tudor allarga molto i braccetti appoggiandosi agli smarcamenti di Locatelli dentrolinea o fuorilinea per iniziare l’azione: l’idea del tecnico croato è quella di aggirare le pressioni forti avversarie e attirare uomini per risalire il campo. Per connettere i reparti nella risalita, deve essere una delle due mezze punte a ricevere al fianco di Thuram di fronte la difesa, situazione spesso attuata con Conceição, presente dall’inizio nelle prime due partite di campionato.

Lo sviluppo è prevalentemente affidato a delle rotazioni in catena sulla fascia destra: l’utilizzo di Koopmeiners nel mezzo spazio permette di creare densità, innescando rotazioni in cui il braccetto si sente più libero di sovrapporsi. Questo è permesso anche dalla maggiore capacità associativa dei giocatori presenti su quel lato di campo, pensata per liberare Yildiz per isolarlo negli uno contro uno sul quarto di campo opposto. Quando gioca a sinistra, la Juventus lo fa invece principalmente con giochi a due tra Cambiaso e Yildiz, con Khephren Thuram in appoggio o più utile in transizioni positive. Yildiz e Thuram sono 1° non a caso per tiri all'interno della rosa juventina.

Il Milan lascia invece molto più possesso agli avversari rispetto alla Juventus (49% gestito dai rivali di turno del Milan nelle prime 5 di Serie A, quasi un quarto in più del 40% concesso dai bianconeri). Quando costruisce, l'11 di Allegri cerca di attirare la pressione avversaria per innescare delle vere e proprie transizioni artificiali e avere l’arma che più sembra piacere allo staff tecnico in questo inizio di stagione: lo spazio aperto. Se esiste una squadra per caratteristiche letale con metri di campo di fronte, quella è proprio il Milan.
I rossoneri tendono a fare abbassare Modric tra i difensori allargando tanto sia Pavlovic sia Tomori, per lasciare al croato lo spazio necessario per impostare. Siamo di fronte a 4+2 con Fofana e Rabiot nei canali centrali e gli esterni in ampiezza. Il movimento perpetuo di Pulisic sul centro sinistra permette ottime rotazioni grande all'ormai proverbiale capacità di Rabiot di muoversi in base ai suoi compagni, con Estupiñán ad accompagnare con costanza l’azione. Se Pulisic si allarga, l'ecuadoregno ex Brighton si sovrappone internamente, altrimenti è in ampiezza; quando Rabiot si abbassa per offrire l’appoggio alla costruzione, non è raro vedere anche Pavlovic salire in zone che non gli si riconoscevano come di sua competenza.

Sulla destra il motore è Saelemaekers: grazie alle coperture di Fofana, il belga è libero di accelerare in continuazione e associarsi con Gimenez, forse il meno a fuoco del Milan in questo periodo ma che ha saputo fare di necessità virtù anche grazie all’assenza di Leão. Considerando che l’integrazione sia di Nkunku che di Leão non è ancora completata al 100%, il sistema che attira per svuotare la profondità non ha ancora mostrato tutte le sue potenzialità.
In pressione, Juventus e Milan sono due squadre diametralmente opposte per atteggiamento. La Juve vive di eccessi: si sono già viste situazioni di partita in cui risulta super aggressiva sfruttando marcature a uomo asfissianti per cercare di limitare le costruzioni avversarie dal basso. Abbiamo visto, però, anche versioni impaurite della Juventus a difesa della propria area: basti pensare alla partita contro l’Inter in cui abbiamo visto una squadra bassissima concedere la qualunque sui tiri a rimorchio (vedasi la doppietta di Calhanoglu).
Il Milan è d'altro canto penultimo per PPDA in Serie A (solo il Torino concede più passaggi per azione difensiva dei rossoneri: 17.93 i granata, 17.16 i milanesi, secondo il database di Understat), si stringe in un 5-3-2 e permette agli avversari di giocare dal basso. La formazione di Allegri è molto attenta a uscire sugli esterni con i propri quinti e soprattutto a rompere la linea in maniera aggressiva sia con Pavlovic che con Tomori nel caso ci sia una punta che venga incontro.

Attenzione agli smarcamenti di Yildiz dietro la linea di pressione del centrocampo rossonero
Che partita ci aspettiamo, quindi? La Juventus, per scuotersi, deve allontanarsi dalla mania del controllo che l’ha caratterizzata; presumibilmente il Milan le lascerà la partita in mano e, con la bocciatura di Koopmeiners dopo il primo tempo con il Villareal e un ritrovato Conceição, il portoghese nei primi minuti potrà cercare di stressare sin da subito gli avversari.
Su quel lato avrà Bartesaghi che sia con il Lecce, che nel finale contro il Napoli ha dimostrato un’attenzione e una dedizione che lo allontanano dallo status di riserva impossibile da schierare di cui ha goduto fino a un anno fa. Il Milan aspetterà e cercherà di colpire la Juventus nelle zone fragili del suo scacchiere: sicuramente sul lato sinistro dove, per forza di cose, Conceição qualche spazio lo lascerà, ma soprattutto si giocherà le sue carte sulle riconquiste e sugli errori tecnici che la Juve sta commettendo un po’ troppo spesso.
Sicuramente le rotazioni sulla catena laterale di destra della Juventus potranno dare fastidio al Milan. In questo caso, con il Napoli, si è visto come una rotazione fatta con i giusti tempi ha messo in difficoltà Pavlovic, impossibilitato ad accorciare su Anguissa e costretto a lasciare spazio al possibile inserimento di Di Lorenzo (non servito). Possibile aspettarsi che Kalulu/Gatti provino molto a spingere accompagnando Conceição?

La Juventus dovrà cercare di limitare Modric, ma soprattutto le ricezioni incontro di Pulisic. Abbiamo tutti negli occhi le difficoltà di Marianucci nel contenere l’americano sull’azione che poi ha portato in vantaggio subito il Milan nel match di San Siro.
Juventus-Milan sarà una partita che impone già dei ragionamenti? Gli scivoloni dell’Inter, le difficoltà del Napoli nei turni immediatamente successivi alle coppe europee, una Roma che dà l’idea che debba ancora strutturarsi offensivamente, un'Atalanta ancora lontana dalla sua forma definitiva per via degli infortuni: nella testa di Tudor e Allegri, si può insinuare anche l’idea di giocarsela a carte più scoperte del previsto?
Di certo è uno dei migliori Juventus-Milan degli ultimi anni, almeno come match-up sulla carta. Ma solo il campo, come sempre, potrà darci delle risposte.
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