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Fiorentina Sigma Olomouc gol Piccoli
, 2 Ottobre 2025

Fiorentina-Sigma Olomouc 2-0, Considerazioni Sparse


Esordio con vittoria per la Fiorentina in Conference League, ma senza troppe rassicurazioni sul piano della prestazione.

Torna a vincere la Fiorentina, in quello che ormai è il suo terreno di caccia tradizionale, la Conference League. Liquidati i cechi del Sigma Olomouc con un essenziale 2-0 firmato Piccoli e Ndour (prima rete in viola per entrambi), in relativa sicurezza sotto il profilo dei rischi corsi ma con ben poche risposte collettive in termini di gioco espresso. Ridotto il computo dei tiri concessi dalla Fiorentina in zone davvero pericolose - ma non per questo De Gea è rimasto inoperoso, anzi - ma troppi quelli offerti all'avversario con palloni sanguinosi persi sulla propria trequarti. Di contro, la verticalità ossessiva dei viola è parsa più legata alle fortune e al lavoro senza palla di Piccoli (oggi chiamato a sostituire lo squalificato Kean come centravanti), che a consolidate combinazioni pulite da ricercare in transizione.

La costruzione bassa continua a esser un problema tremendo per la Fiorentina. Passi il Napoli, squadra dai valori tecnici non comparabili con quelli della Viola. Passi anche il Pisa, formazione al momento graziata da una grande brillantezza atletica, e impostata da Gilardino su una prima pressione uomo su uomo molto intensa. Ma che anche il Sigma Olomouc, probabilmente il più modesto (e più in difficoltà) fra gli sfidanti accoppiati alla Fiorentina per la fase campionato, metta in difficoltà Ranieri e compagni nell'uscita dalle retrovie pare inconcepibile. L'approccio dei cechi, con baricentro alto e pressing a recuperare palla già in zona avanzata, basta a mandare in crisi la gestione dei possessi della squadra di casa. Il contrappasso per gli ospiti nel tenere questo approccio sta nella difficoltà nel coprire i tanti spazi alle spalle della difesa, costantemente aggrediti da Piccoli in un duello personale con il centrale difensivo Sylla. I limiti tecnici, anche a livello di reparto, del Sigma Olomouc permettono all'ex Cagliari di spingere sulla profondità e di dettare quei palloni verticali a superare la linea, unico sfogo dei primi palloni giocati dai viola e unico terreno sul quale la Fiorentina sembra un minimo (ri)trovarsi.

C'è da chiedersi a che pro la Fiorentina, così propensa a un gioco verticale unicamente affidato alla punta di riferimento, abbia in rosa un Fagioli quasi intristito. All'ex Juve Pioli continua ad affidare compiti di direzione di un centrocampo che viene sistematicamente svuotato e si dilata all'inverosimile, di fatto togliendo al numero 44 viola ogni possibilità di associarsi liberamente con i compagni e di proporsi lui, ogni tanto, a ricevere il passaggio alle spalle della prima linea invece di eseguirlo. Lo stessa disposizione della mediana - che di fatto rimane a due, con stasera Ndour a giocare alla stessa altezza della seconda punta di turno - non pare metterlo a suo agio in nessuna delle due fasi di gioco.

Se Piccoli, pur non brillando in precisione e pulizia, ha comunque timbrato il cartellino e svolto una mole di lavoro encomiabile, rimane molto più fosca la prova di Edin Dzeko. L'emblema in negativo della sua partita forse sta in un frangente della prima metà della ripresa, quando sceso in ripiegamento per pulire un pallone, se lo fa soffiare per due volte consecutive dagli avversari in pochi secondi, protestando poi per un fallo che non c'era. Il bosniaco pare mancare proprio del passo gara, e lo si nota dalla postura nei suoi movimenti incontro per giocare da regista offensivo: non sembra mai pronto a sostenere il contrasto, quasi come se non si aspettasse di avere già addosso l'avversario. 72 minuti in campo per lui all'oggi paiono decisamente troppi, e la borsa del ghiaccio sul ginocchio dopo il cambio lo testimoniano.

Nel caos - e nella Conference - alla fine sembra sguazzare al meglio Cher Ndour, che di riffa o di raffa entra due volte nel tabellino. Prima con il colpo di testa che smarca Piccoli a tu per tu con il portiere Koutny per il vantaggio, poi con il gol che allo scadere fissa il punteggio sul 2-0. Pallone raccolto sulla trequarti, tenuto botta sul contrasto, e un potente destro scaricato verso la porta che colpisce il palo interno e si insacca. C'è tutto il potenziale pregio di questo ragazzo in tale marcatura, e ci sono tutti i suoi limiti nel resto della partita. Non che la sua sia stata una prestazione negativa, anzi. Ma è spesso evidente come Ndour in queste gare di Conference riesca a brillare forte della propria schiacciante superiorità atletica sugli avversari, una superiorità tale da nascondere, almeno in parte, i suoi limiti in possesso e in lettura del gioco. Questo Ndour si era già visto nell'andata con il Polissya, e aveva riscosso applausi. Tre giorni dopo a Cagliari finì sostituito all'intervallo quasi per disperazione, tale era la sua difficoltà in campo. Lana buona, ma il panno è ancora troppo grezzo. Talvolta perfino urticante.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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