
Guida alla Fiorentina in Conference League 2025/26
Cosa aspettarsi dalla Fiorentina di Pioli in questa ennesima esperienza in Conference League?
Fiorentina e Conference League è ormai un binomio assodato, certo come la morte o le tasse. E se al momento è innegabile che la viola targata Stefano Pioli navighi a vista, e non abbia ancora trovato modo di definire i propri equilibri di squadra, questo - per ora - non toglie nulla al loro ruolo di favoriti e dannati rispetto alla vittoria finale.
Favoriti, perché quest'anno pare essere particolarmente scarna la quota di squadre provenienti dai campionati top 5 (in ordine sparso: Rayo Vallecano, Crystal Palace, Mainz, Strasburgo, tutte squadre - ad eccezione della compagine inglese e dei "cugini" francesi del Chelsea - di non eccezionale livello tecnico e dalla partenza stagionale altrettanto complicata); dannati perché la Fiorentina è alla 4° partecipazione consecutiva alla più giovane coppa europea, è in assoluto la squadra con più partite e più vittorie, è stata sempre capace di raggiungere le semifinali e due volte finalista, ma non è mai riuscita ad aggiudicarsi il trofeo.
Aspettative
Con queste premesse, nell'anno del centenario sarebbe difficile per il popolo viola digerire una partecipazione alla Conference League che non sia di primissimo piano, e altrettanto lo sarebbe un nuovo arenarsi della Fiorentina proprio sulla soglia del traguardo. Inutile girarci troppo intorno: l'aspettativa più intima e viscerale è la vittoria.
In questo, la Conference rischia di essere un'arma a doppio taglio: al di là delle fisiologiche difficoltà portate dalla gestione del doppio impegno (nella scorsa stagione costarono carissimo a Palladino), l'umore verso questa coppa da parte di chi circonda la squadra è di crescente stanchezza, e il margine di tolleranza per gli errori sarà ridotto al minimo.
Svaniti gli entusiasmi che potevano caratterizzare le prime partecipazioni che volevano dire "ritorno in Europa", la Conference sta assumendo i contorni di un'ossessione. Un trofeo verso il quale c'è la consapevolezza del suo minor prestigio, eppure il suo essere così alla portata lo rende obiettivo centrale e rispetto al quale non sono più ammessi passi falsi, soprattutto per una squadra la cui bacheca da troppo tempo non viene rispolverata.
Lo stato con il quale la Fiorentina si appresta a iniziare la competizione non è dei migliori: con 3 pareggi e 2 sconfitte nelle prime 5 di campionato, i viola hanno registrato il peggior avvio di sempre in Serie A. Al momento, Pioli non è ancora riuscito a definire la squadra né sul piano dei principi di gioco, né su quello degli uomini, apparsi in difficoltà sul piano sia mentale che atletico.
Nelle scorse annate la Conference, pur non priva di insidie e scivoloni, sotto il profilo psicologico è stato un mezzo utile a ricaricare i giocatori gigliati. Vincere aiuta a vincere: seppur con un percorso non coronato dal successo finale, in particolare la prima partecipazione al torneo (2022/23) fu un toccasana per la testa dei giocatori dopo un avvio di stagione complicatissimo. Che anche oggi la Conference possa essere una buona medicina per una Fiorentina stentante e timorosa?
Calendario
- Sigma Olomouc (casa) - giovedì 2 ottobre ore 21
- Rapid Vienna (trasferta) - giovedì 23 ottobre ore 18.45
- Mainz (trasferta) giovedì 6 novembre ore 18.45
- AEK (casa) giovedì 27 novembre ore 21
- Dinamo Kiev (casa) giovedì 11 dicembre ore 18.45
- Lausanne-Sport (trasferta) giovedì 18 dicembre ore 21
Gli avversari
Rispetto alle ultime edizioni, i viola sono stati relativamente sfortunati. C'è una delle squadre provenienti dai top 5, il Mainz (pur partita male in Bundesliga: 1 vittoria nelle prime 5 giornate), ci sono squadre di esperienza e caratura internazionale come AEK e Dinamo, c'è un Rapid Vienna primo in Admiral Bundesliga e fermato per la prima volta in campionato solo dopo 8 gare nel derby con l'Austria Vienna.
Il Sigma Olomouc, prima avversaria per De Gea e compagni, arriva a Firenze al termine di un settembre complicato: 2 pari e 1 sconfitta in campionato, eliminazione dalla coppa nazionale. L'unico vero fattore a favore della formazione morava, il cui valore di mercato secondo Trasfermarkt si aggira sui €18 milioni complessivi (quello della Fiorentina è poco meno di €280 milioni) potrebbe trovarsi nella maggior condizione atletica, complice un campionato già alla 10° giornata. Attenzione a Daniel Vasulin, 5 gol già a segno per lui, e decisivo in 3 delle 4 vittorie ottenute dai cechi (nonché nel pari dell'ultima giornata): il suo stato di forma attuale è inversamente proporzionale a quello dei difensori gigliati.
Il Rapid Vienna, non troppo vecchia conoscenza dei gigliati, di contro può dirsi squadra in buona salute (al momento) almeno sul piano dei risultati. Lo testimonia, nonostante la sopracitata sconfitta nell'ultimo derby, la vetta momentanea del proprio campionato con la quale si presenta all'avvio della Conference. Gli austriaci lo scorso anno - come la Fiorentina - superarono la fase campionato evitando lo scoglio playoff, e il loro percorso europeo si fermò ai quarti per mano della sorpresa Djurgården, dal quale arriva anche il rinforzo più costoso del mercato estivo, il trequarti norvegese Gulliksen.
La cessione in estate dell'ala Jansson (9 reti e 6 assist nel 2024/25, ora al Nizza) non sembra aver minato l'incisività del pur compassato 4-2-3-1 di Stöger, tornato in pista dopo alcuni anni di inattività e che alcuni ricorderanno esser stato, 8 anni fa, la strana scelta messa alla guida del Borussia Dortmund (gli anni del curioso provino di Usain Bolt con la maglia giallonera, per intenderci). Sempre per la serie "carramba che sorpresa", tra le file del Rapid milita da quest'anno Janis Antiste, in prestito dal Sassuolo, talentino che salì alla ribalta della cronaca italiana nel 2021 per aver spaventato, nello Spezia di Thiago Motta, nientemeno che la Juventus. Da allora tanto peregrinare in prestito e poche chance.
In tema di vecchie conoscenze italiane (e della Fiorentina), la sfida con l'AEK porrà nuovamente Luka Jovic sulla strada dei viola. L'ex Milan, il cui ultimo gol in A coi rossoneri resta quello nel 2-2 di San Siro dello scorso Milan-Fiorentina, è stato protagonista (fallimentare) del complicato periodo post-Vlahovic a Firenze nonché della stagione gigliata 2022/23, dove la Fiorentina fu sconfitta in finale tanto di Coppa Italia quanto, per l'appunto, di Conference League. Il serbo, colpo pregiato del mercato arrivato a sostituire Martial (trasferitosi in Messico), è fermo a 1 gol con la maglia giallonera, segnato nel debutto nei supplementari della sfida contro il Limassol nei preliminari di Conference.
In effetti, le fortune di questo AEK popolato da volti noti del calcio nostrano - Strakosha e Brignoli tra i pali, Joao Mario sulla trequarti, l'ex Cagliari Marin andato a far compagna al Tucu Pereyra in mezzo al campo - sembrano risiedere nella solidità difensiva. Un solo gol subito in 5 gare di campionato, 4 nelle 6 sfide dei preliminari (dove i greci hanno eliminato l'Anderlecht), uno nelle due gare di coppa nazionale. Il livello tecnico non è certo trascendentale, ma sono una squadra la cui esperienza internazionale non va sottovalutata.
Anche in casa del Mainz il tecnico Bo Henriksen, artefice della sorprendente passata stagione che ha visto i renani chiudere al 6° posto, deve ancora trovare il modo di metabolizzare la perdita di Jonathan Burkardt (18 reti nella scorsa Bundesliga). Per ora a tirare la carretta è stato soprattutto Nadiem Amiri, uomo simbolo dell'Hoffenheim di Nagelsmann e dimenticabile comparsa al Genoa. Con una sola rete in Bundesliga, ma altre 3 fra spareggi Conference e Coppa di Germania, il fantasista di origini afgane è il capocannoniere dei renani, ma questo suo primato, visto alla luce dello stesso avvio di campionato dei renani, pare più che altro la riprova delle difficoltà offensive.
Difficoltà di avvio stagionale che il Mainz condivide con il Lausanne-Sport: gli svizzeri hanno registrato la loro unica vittoria in campionato a fine luglio, alla prima giornata della Superleague contro l'attuale ultima in classifica. Da allora, 4 ko e due pari in campionato, inchiodati al penultimo posto. Le uniche gioie sono arrivate proprio dal lungo percorso di avvicinamento alla Conference (tre i turni preliminari affrontati): a farne le spese è toccato nientemeno che al Besiktas di Tammy Abraham e... Joao Mario, in campo in quell'ultimo spareggio prima di trasferirsi all'AEK.
Le difficoltà logistiche della Dinamo Kiev non rendono per questo meno insidiosa per i viola la visita degli ucraini al Franchi, vedasi gara di ritorno contro il Polissya. I campioni d'Ucraina, sotto la guida tecnica del leggendario Shovkovskyi (ricordate Italia-Ucraina 3-0 dei Mondiali del 2006? c'era lui tra i pali) non hanno avuto un approccio fortunato alle coppe europee quest'anno: eliminati dai preliminari di Champions dal Pafos (altro recente incrocio dei viola), buttati fuori dall'Europa League per mano del Maccabi Tel Aviv, in una surreale doppia sfida giocata in Vojvodina ("casa" della compagine israeliana) e in Polonia.
Tuttavia, non mancano giocatori da tenere sott'occhio, nonostante l'addio di Vanat passato al Girona: le skill difensive e la fisicità fanno del 2005 Mykhavko un giocatore problematico da affrontare; in avanti occhio alla fantasia dell'esterno ambidestro Voloshyn.
Il pronostico
Al netto delle attuali difficoltà della Fiorentina, l'obiettivo viola è centrare la qualificazione diretta agli ottavi evitando il playoff. Per farlo, serviranno almeno 4 vittorie. Sulla carta, già il primo impegno contro il Sigma Olomouc si presta a cogliere la prima, seppur la Fiorentina arrivi a ospitare la squadra ceca con tanti dubbi e sfiducia. Gli svizzeri del Lausanne-Sport all'ultima giornata, seppur in trasferta, paiono altri 3 punti semplici da cogliere (situazione generale di classifica permettendo).
Più potenzialmente complesse le trasferte tra Austria e Germania, specialmente nel caso in cui il Mainz riesca a trovare la quadra; la sfida con l'AEK, se da un lato evita ai viola una nuova spedizione nello stadio della finale persa nel 2024, dall'altro resta piena di potenziali insidie, ex compresi.
La trasferta da non perdere
Non particolarmente generosi gli accoppiamenti dal punto di vista del fascino delle trasferte, aspetto dove la Conference può regalare perle nell'accezione più positiva ma anche più negativa del termine.
Vienna è città di bellezza mitteleuropea e facile da raggiungere, ma per i tifosi viola si parla di un revival recentissimo (era il 2023 quando la Fiorentina cadde proprio contro il Rapid in terra austriaca nei preliminari di Conference, risultato poi ribaltato al Franchi). Losanna, la capitale olimpica sede del CIO, del Tribunale Arbitrale dello Sport e di altre federazioni sportive internazionali, si presta più a una visita da parte degli alti dirigenti viola, per quanto resti indubbiamente suggestiva la vista sul lago di Ginevra.
Allora alla fine da consigliarsi è la renana Magonza, città particolarmente importante in epoca tardo-romana (nata come castrum legionario sul Reno) e in età medievale, sede di uno dei principi elettori dell'Impero, lo stesso arcivescovo di Magonza. Anche perché, prolungando di qualche giorno la permanenza in città, si può assistere all'avvio del lunghissimo (e sentitissimo) Carnevale renano, in occasione del quale Der Karnevalsverein ("il club del carnevale") ogni anno sfoggia una diversa, speciale divisa da gioco (difficilmente sarà svelata in tempo per la sfida con la Fiorentina).

Tra le principali attrazioni turistiche, si deve partire dall'imponente Duomo, maestosa cattedrale romanica con 6 torri la cui costruzione risale a più di mille anni fa. Nelle immediate vicinanze, la Marktplatz e la rinascimentale fontana Marktbrunnen sono il classico luogo di ritrovo turistico e della movida. Da non perdere, una passeggiata nelle vie del centro storico, in particolare in Augustinerstraße e nella pittoresca Kirschgarten, famose per le loro caratteristiche case a graticcio (seppur in buona parte figlie della ricostruzione post-bellica).
Magonza è indissolubilmente legata a Johannes Gutenberg, l'inventore della stampa a caratteri mobili. Il Gutenberg Museum, situato vicino al Duomo, è una delle più importanti istituzioni culturali cittadine: qui è possibile ammirare due delle famose Bibbie delle 42 righe e scoprire l'evoluzione delle tecniche di stampa.
Fondata da Augusto come Mogontiacum sulla sede di un insediamento celtico come avamposto a guardia del Reno, Magonza può offrire per i nostrani nazionalisti archeologici importanti rovine di epoca romana. La Cittadella di Magonza offre una vista panoramica sul Reno e ospita il Cenotafio di Druso (Drususstein), rudere di tomba romana del I d.C che si ipotizza essere il luogo delle ceneri di Druso Maggiore, figliastro del primo imperatore.

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