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Pozzecco CT
, 1 Ottobre 2025

Gianmarco Pozzecco, quando il carisma non basta


Un bilancio del triennio di Pozzecco da CT dell'Italia, in attesa di quello di Banchi.

Gianni Petrucci: divide et impera

Per poter raccontare al meglio l’avventura di Gianmarco Pozzecco alla guida della Nazionale, non si può non partire da colui che il Poz l’ha scelto, difeso e coccolato. Egli domina, da più di 12 anni, il panorama cestistico italiano: Gianni Petrucci. Nato a Roma nel 1945, dal 1977 lavora nel mondo delle istituzioni sportive italiane e da più di 30 anni è ai vertici: FIP (1992-99), CONI (1999-2013), una toccata e fuga nella FIGC tra il 2000 e il 2001, in FIP nel 2013. Un monumento politico dell’Italia dello Sport, un capo e un decisionista, che, per sue stesse dichiarazioni, non è intenzionato a fare un passo indietro.

Alla guida della FIP, nel 2017, dopo l’addio di Messina, affida la selezione azzurra a Romeo Sacchetti, coach di Cremona, definito da Petrucci “normale ma vincente”. L’allenatore di Altamura ha il compito di ricostruire una nazionale logorata, reduce da anni difficili, priva di appeal e con il trio Bargnani-Belinelli- Gallinari che ha terminato la sua era senza raggiungere alcuna medaglia, passando alla storia più come what if che per i risultati ottenuti.

Sotto Sacchetti, l’Italia, attraversa una meravigliosa rinascita: nel 2019, l’Italbasket torna a qualificarsi sul campo a un Mondiale dopo 21 anni. Durante la suddetta manifestazione, la fortuna non aiuta gli Azzurri, capitati in un ostico girone con Spagna (vincitrice finale), Serbia (5°) e Porto Rico. L’avventura in Cina rimarrà comunque positiva - le battute sul girone giocato a Wuhan e la pandemia dei mesi successivi si sprecheranno... -, con un 10° posto finale che auspica un nuovo florido inizio per la Nazionale.

Il punto più alto dell’era Sacchetti è il Pre-Olimpico 2021: con una vittoria straordinaria in Serbia (senza Belinelli, Datome e Gallinari!), a Belgrado, l'Italbasket stacca il pass proprio ai danni di Jokic e compagni, tornando ai Giochi Olimpici 17 anni dopo l’ultima volta. La spedizione di Tokyo si concluderà con un 5° posto leggermente superiore alle aspettative, con le semifinali che sfuggono per mano della più forte Francia dopo una gara eroica.

Mondiale e Giochi Olimpici suggellano lo straordinario lavoro di Sacchetti, che riportato il basket italiano al centro delle competizioni FIBA, dopo anni di delusioni. La Nazionale si qualifica anche a EuroBasket 2022, ma, a pochi mesi dal torneo, verso la fine di maggio, il colpo di scena: Sacchetti viene esonerato dal Presidente Federale. Dopo le prime dichiarazioni di facciata, emergono i retroscena che spiegano la decisione: il rapporto con il CT era ai minimi storici, secondo i maliziosi addirittura a causa di alcune imposizioni sui giocatori da convocare che l’ex n°1 del CONI ha provato ad imporre all’allenatore.

Al suo posto, dopo qualche giorno, viene annunciato Gianmarco Pozzecco, all’epoca assistente allenatore di Ettore Messina all’Olimpia Milano, che guiderà l’Italbasket dall’Europeo che si sarebbe tenuto pochi mesi dopo. In quest’occasione, nonostante la maschera indossata negli ultimi anni, Petrucci ha ribadito la sua spietata natura di capo, ribadendo ancora una volta come la massima autorità fosse lui.

EuroBasket 2022 e Mondiali 2023: cuore e caos

L’avventura di Pozzecco alla guida dell’Italbasket inizia in salita: a 5 giorni dall’inizio dell’Europeo, in un'amichevole a Brescia, perde la stella della squadra, Gallinari, per un infortunio al crociato. Il CT ha poco tempo a disposizione per disegnare la sua Italia, ma si rende protagonista di scelte forti sin da subito: lascia a casa Amedeo Della Valle, MVP del campionato italiano con Brescia, e il compagno di squadra John Petrucelli; restituisce la maglia azzurra a Biligha e a Datome, al ritorno in Nazionale dall’infortunio che gli aveva fatto saltare Belgrado e Tokyo.

Il cammino degli Azzurri parte bene, con una larga vittoria sull’Estonia, poi due sconfitte: la prima, prevedibile, contro la Grecia di Giannis, mentre la seconda, sorprendente, contro l’Ucraina, che mettono un po’ le spalle al muro ai ragazzi del Poz, che però riescono a battere bene Croazia e Gran Bretagna e a staccare l’ultimo pass per gli ottavi, dove affronteranno la Serbia.

La gara contro i balcanici del CT Pesic è una montagna russa di emozioni: gli Azzurri vanno in difficoltà all’inizio del match (12-0 iniziale), ma da lì in poi si rialzano e comandano i ritmi dell'incontro anche contro corpi e talento ben superiori ai propri. Spissu, Melli, Polonara e Fontecchio combinano per 88 punti totali e trascinano l'Italia a un insperato 96-84.

Per chi volesse rivivere ogni emozione di quella partita.

Nemmeno l’espulsione di Pozzecco (non nuovo a queste sanzioni: ai tempi di Sassari subì una lunga sospensione per reiterata bestemmia) per proteste riesce a scalfire l’animo dei ragazzi in campo. Il coach a fine partita dichiara: Una delle partite più belle della storia della Nazionale, giocata con grande cuore da tutti i ragazzi. Abbiamo stupito tutti con una prestazione di assoluto livello contro una squadra fortissima, che le ha provate tutte per vincere. Facile citare la partita incredibile di Spissu, ma vanno menzionati tutti, nessuno escluso. Abbiamo un cuore grande, un pizzico di follia e tanta compattezza. Forse siamo una squadra che nessuno vuole affrontare. Una serata che ricorderemo a lungo”.

A posteriori, questa vittoria rappresenta uno degli apici del percorso di Pozzecco alla guida dell'Italbasket. L’ex allenatore di Sassari ha preso una squadra in rampa di lancio, che giocava un basket aggressivo e divertente, e gli ha permesso di fare un passo in più dal punto di vista dell’intensità. Il gruppo è stato capace di reggere l’allontanamento del coach durante una partita, di gestire molto bene i momenti, aspetto che invece era mancato alla nazionale di Sacchetti nella sfida olimpica contro Francia.

La Francia è l’avversaria degli Azzurri anche nei quarti di finale di EuroBasket 2022: dopo un primo tempo sofferto, guidati da Spissu e Fontecchio i ragazzi del Poz allungano nel terzo quarto e sembrano davvero in grado di fare l’impresa. Proprio Fontecchio, con la Francia ancora -2, ha due liberi a disposizione che manderebbero l’Italia in semifinale: con uno 0/2 passato alla storia, tiene aperta la gara che i Bleus riprendono e prolungano al supplementare, dove emerge tutta la fisicità indifendibile - per i corpi italiani - di Gobert (19+14) e Heurtel (20 punti) che permettono alla selezione allenata da Collet di andare in semifinale.

Gli Azzurri terminano di fatto non migliorandosi (per la 4° volta consecutiva, l’avventura europea si ferma ai quarti) nei numeri ma regalando grandi emozioni e un colpo grosso come la vittoria con la più quotata Serbia. Pozzecco, al netto dei limiti già mostrati, sembra l’uomo giusto per l’Italbasket.

Su questa scia di entusiasmo l’Italia della pallacanestro approccia il Mondiale 2023 nelle Filippine. Alla vista dei convocati, sono in pochi a non storcere il naso: esclusi Della Valle e Petruccelli, che si aggiungono sorprendentemente a Biligha (che aveva invece disputato un buon Eurobasket e si candidava a lungo di riserva), mentre risulta ai più di difficile comprensione la scelta di portarsi Severini, autore di una buonissima stagione con Derthona ma con scarsissima esperienza internazionale.

Il Poz tira dritto per la sua strada e la prima fase della competizione è agrodolce: due belle vittorie con Angola e Filippine e una pesante sconfitta contro la Repubblica Dominicana di Towns e dell'indemoniato Felìz, che surclassa un'Italia mai realmente a contatto nei momenti caldi nonostante l'82-87 finale. Proprio un fallo fischiato su KAT fa infuriare l’allenatore di Gorizia, che viene espulso a metà secondo quarto. L’Italia accede comunque alla seconda fase del torneo da 2° classificata del girone, con l’imperativo di vincere entrambe le prossime due gare per evitare gli Stati Uniti.

Contro la Serbia, avversario classico dell’Italbasket degli anni '20, i ragazzi di Pozzecco tirano fuori il coniglio dal cilindro: da -16, grazie a un’incredibile run da 10 punti in fila di Gigi Datome (all’ultima esperienza prima del ritiro) e a un superbo Fontecchio da 30 punti (career high) gli Azzurri domano Jokic e compagni (78-76) staccando, con la successiva vittoria con Porto Rico, il pass per gli ottavi di finale. A causa però della vittoria della Lituania sugli Stati Uniti, saranno proprio gli USA l’avversaria dell’Italia. Grande, grandissima sfiga.

Nonostante le speranze della vigilia, il match è un massacro: Melli e compagni non entrano mai in partita, disintegrati nel punteggio (100-63) dalla miglior versione vista da quella selezione statunitense nelle Filippine e autori di una pessima prestazione offensiva (18.4% da 3).

Si chiude con un 8° posto, migliorando il risultato del 2019 ma con vibes diverse dall'estate 2022. La gestione generale ha sollevato diversi interrogativi, sia tattici (anche a causa del ricambio rispetto all’era Sacchetti e dell'atavica mancanza di un creatore palla in mano solido nel reparto guardie, l'Italia non ha un gioco offensivo collaudato) che di minutaggio. Con Procida, Spagnolo e Diouf lodati e praticamente mai utilizzati, le rotazioni sono ristrette immediatamente a 9; Severini, troppo impiegato e in grande difficoltà dal punto di vista atletico; Melli, che centro non è ma centro è stato fatto diventare, ha vissuto anche in Azzurro il compromesso che gli infortuni dei compagni ne hanno parzialmente rovinato le annate all'Olimpia Milano.

Nonostante questi dubbi, grazie all’endorsment di Petrucci, Pozzecco resta saldamente alla guida dell’Italbasket e rinnova fino al 2025. Tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, nonostante un non entusiasta Petrucci, che comunque dà l’assenso, l’incarico con la Nazionale del Poz diventa part time, in quanto viene ingaggiato dall’ASVEL Villeurbane, team di Eurolega, come nuovo capo allenatore.

L’avventura dura poco: Tony Parker, proprietario della squadra, lo solleva dopo soli due mesi e mezzo dall’incarico. “Il suo atteggiamento è diventato sempre più negativo, aveva difficoltà a motivare i giocatori e, a poco a poco, non credevano più in lui. Sono molto, molto, deluso dalle sue prestazioni, dalla sua gestione della squadra”. Parole arrivate in seguito a una striscia di 10 sconfitte di fila, che non ha fatto altro che peggiorare la situazione della squadra francese - nella stagione successiva, i lionnesi hanno comunque chiuso al quartultimo posto in Eurolega con 13 vittorie su 34 gare giocate. L’allenatore friulano torna CT full time della Nazionale, rimandando ogni altra avventura coi club al post Italbasket.

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Pozzecco e Tony Parker alla LDLC Arena di Villeurbanne.

PreOlimpico 2024, Eurobasket 2025: la caduta

La prossima tappa dell’Italia della pallacanestro è San Juan, Porto Rico, dove va in scena il torneo di qualificazione per i Giochi Olimpici di Parigi 2024. Le aspettative, dopo il grande 5° posto di Tokyo 2021, sono alte: per il Poz e per i suoi ragazzi sarebbe il banco di prova finale, la possibilità di dimostrare che hanno fatto quel salto in avanti che al Mondiale è stato mostrato solo a tratti. Le cose però si mettono male sin dall’inizio: a causa di un infortunio patito durante la Regular Season NBA, Simone Fontecchio, stella della Nazionale, deve dare forfait ancor prima dell’inizio del training camp.

Tornano in Azzurro, dopo 6 anni di assenza, Danilo Gallinari - non più con un ruolo di primo piano, a causa dell’età e degli acciacchi fisici - e Awudu Abass: l'ala della Virtus era stata completamente ignorata dal coach friulano durante le due estati precedenti alla guida dell’Italbasket, nonostante le ottime stagioni del comasco tra Brescia e Bologna.

Due nuovi nomi figurano nella lista dei 12: Giordano Bortolani, promettente guardia dell’Olimpia Milano, e, a furor di popolo, il passaportato John Petrucelli, miglior difensore della LBA nel 2022/23 e 2023/24, che finalmente ha la sua chance con l’Italia. Anche stavolta, nonostante sia il miglior cestista italiano del campionato, nessuna traccia di Amedeo Della Valle. La selezione azzurra, nonostante le assenze pesanti, gode comunque di buona fiducia da parte di opinione pubblica e addetti ai lavori e sbarca a San Juan con cauto ottimismo.

Dopo la prima netta vittoria contro il Bahrein (114-53), però, il sogno si trasforma rapidamente in incubo: contro i padroni di casa del Porto Rico, una prestazione collettiva sotto tono e un super Josè Alvarado (29 punti) regalano all’Italia la prima delle due sberle in pieno volto. La seconda sberla viene data dalla Lituania, nella semifinale del torneo: nonostante un Sabonis tutt’altro che in serata, gli Azzurri sono in completa difficoltà da entrambi i lati del campo. Grigonis fa pentole e coperchi, ma i demeriti di un'Italia per la prima volta spenta sotto Pozzecco sono superiori ai meriti baltici: l'88-64 rende giustizia alla disparità.

Ciò che sorprende di più, oltre al risultato, è l’atteggiamento della squadra e dello stesso CT: molle, priva di entusiasmo, spenta, mai in partita, senza capacità di reagire. 12 cestisti - 11, escludendo alcuni sprazzi di un Gallinari ormai però insostenibile come fulcro offensivo ad altissimi livelli per tanti minuti - e uno staff tecnico inerme nel subire due umiliazioni consecutive senza riuscire a rispondere, incassando colpi in tutte le direzioni senza riuscire a capire da dove arrivino.

Nonostante la doppia batosta e il passo indietro rispetto all’impresa di Belgrado, Gianni Petrucci non batte ciglio: conferma Pozzecco (prima della competizione disse che sarebbe rimasto anche senza qualificazione) e dichiara, con grande tranquillità: “Con noi sono rimaste a casa altre grandi squadre: la Slovenia di Doncic, la Croazia, la Lituania, l’Argentina e la Turchia. Siamo dispiaciuti, ma il basket di oggi è particolarmente difficile. Ai giocatori non posso rimproverare nulla.”.

Il capo della FIP non taglia alcuna testa, come invece ci si sarebbe aspettato: conferma lo staff e il progetto tecnico in toto, probabilmente con la convinzione che Eurobasket 2025 potesse essere il punto di arrivo di questa Nazionale e che qui l’Italia avrebbe potuto competere realmente per qualcosa. Pozzecco, per questa competizione, ha a disposizione quasi tutti i suoi uomini, fatta eccezione solo per Achille Polonara (leucemia mieloide) e Stefano Tonut, fermato da un infortunio poco prima dell’inizio della competizione.

Tra i convocati, comunque, non mancano le sorprese. L'esclusione di Della Valle - sarebbe stato molto utile per risolvere l'attacco a metà campo dell'Italia in alcuni brani di gara - è scontata. Quella di Nico Mannion stupisce i più: è reduce da una stagione complicata con l’Olimpia Milano, ma la scelta di portare al suo posto Marco Spissu, che in Spagna ha fatto bene ma non benissimo, può far storcere il naso.

Lo staff del Poz poi è costretto a impoverirsi prima dell’inizio della manifestazione: i due principali assistenti, Riccardo Fois e Giuseppe Poeta, non partecipano all’Eurobasket per gli impegni con i propri club (Sacramento Kings e Olimpia Milano).

Al netto di queste critiche, la presenza di Danilo Gallinari, che ha appena vinto il titolo a Porto Rico ed è dichiaratamente all’ultimo ballo con la Nazionale, strappa comunque un sorriso agli appassionati: lo sfortunato lungo figlio d’arte, merita, obiettivamente, una chiusura con la maglia azzurra, anche se il suo ruolo è in secondo piano. Il girone degli Azzurri è positivo: l’Italia sconfigge due avversari di alto livello come Georgia e Spagna, batte Cipro e Bosnia e cede solo alla la Grecia di Giannis nella gara d'apertura, concludendo il gruppo C al 2° posto.

Agli ottavi c’è la Slovenia di Doncic: tra le big, se non esistesse Luka, sarebbe probabilmente l’accoppiamento migliore per l'Italia. I balcanici sono privi di lunghi di livello (Nebo e Cancar non hanno ricevuto l’autorizzazione dall’Olimpia Milano per disputare la competizione): i quarti di finale sembrano un obiettivo raggiungibile. L’Italbasket disputa però una gara che alterna (più) minuti di scarsa efficacia a (meno) parziali positivi, con grandissima fatica a costruire un'azione offensiva pulita a difesa schierata e nel limitare gli errori di scelte difensive su Doncic e i tiratori sloveni.

Finisce 84-77, un risultato che mette fine all’avventura di Pozzecco allenatore della Nazionale (dichiarerà a fine gara l’intenzione di lasciare, venendo sbeffeggiato pochi giorni dopo da Petrucci che gli ricorda che il contratto sarebbe comunque scaduto a fine Europeo). La sua è stata un'Italia che, in 3 anni, ha mostrato tanto spirito ma senza trovare un progetto tecnico compiuto in entrambe le metà campo (l'Italia è stata comunque 3° per Defensive Rating nell'ultimo torneo), non in grado di scalare quel gradino per ottenere qualcosa di memorabile. Addirittura, l'eliminazione agli ottavi di Eurobasket 2025 è il peggior risultato nella competizione dal 2007.

I dati spiccioli dicono tanto, forse troppo, della gestione di Pozzecco: al netto della natura personale e umana globalmente apprezzata da tutti i giocatori da lui allenati, si può discutere che il Poz non si sia dimostrato all’altezza dell’incarico. L’epilogo è inevitabile: un esonero-dimissione che vede tutti sconfitti, in primis l'immagine della Nazionale maggiore maschile italiana. L'ultima immagine che resterà nella memoria dell’era Poz sono i time-out chiamati tra Limassol e Riga: i “Giochiamo...” sbattendo il pennarello sulla lavagnetta sono lo specchio crudele della confusione percepita.

Della Valle, Banchero, Di Vincenzo, Procida: la polvere sotto il tappeto

Un aspetto interessante dell'avventura di Pozzecco CT è stato il rapporto con la stampa: forse anche per la sua indole, al Poz è sempre stato riconosciuto rispetto. Quasi mai è capitato che venisse apertamente contestato, soprattutto dai media tradizionali, nonostante alcune scelte tecniche o comportamentali discutibili. In un'Italia che non ha risparmiato nessuno sportivo vincente - figurarsi uno che, a conti fatti, da CT non ha vinto nulla -, è tutt'altro che banale.

Il fatto che tutto ciò sia accaduto proprio in Italia è curioso: nel Mondiale calcistico di USA 1994, Sacchi fu massacrato per l’assurda gestione di Roberto Baggio, miglior calciatore italiano; in tre anni di mandato, nessuno ha mai chiesto conto a Pozzecco dell’esclusione sistematica di Della Valle - non il miglior cestista italiano di questa epoca, ma quello con caratteristiche offensive specifiche che avrebbero fatto comodo -, che pur di tornare a indossare la maglia della Nazionale ha scelto a farlo nel 3x3, vincendo la medaglia di bronzo agli ultimi Europei.

Recentemente, il capitano della Germani ha dichiarato: “Sulla questione della Nazionale, non sono io ad avere rimpianti. Non voglio dire che avrei cambiato le cose in questo Europeo, ma avrei sicuramente dato il massimo e sarei potuto essere d’aiuto. Per me, comunque, l’Italia non è un discorso chiuso”. Una situazione analoga si è creata con Gabriele Procida durante questo Eurobasket: il neoacquisto del Real Madrid, miglior giovane dell’ultima Eurolega - vista la concorrenza e il peso dei numeri accumulati con l'ALBA Berlino, il valore del riconoscimento non è così assoluto -, nonostante la convocazione, è stato minimamente considerato dall’allenatore: nello spot di ala, i suoi minuti sono stati presi da Saliou Niang e Pippo Ricci.

Eppure, non c'è stato modo di provare a chiedere la motivazione (avrebbe magari accontentato chi, da casa e nei commenti social, si faceva queste domande) di queste scelte, soprattutto dopo l'ottimo ingresso dell’ex Alba Berlino nei minuti avuti a disposizione con Spagna e Cipro in seguito alla scavigliata di Niang. Come accaduto a Momo Diouf al Mondiale 2023, la convocazione è sembrata più una gita che una possibilità vera e propria sul campo.

Ciò che inoltre non ha convinto, a livello mediatico e non strettamente legato a Pozzecco, è la gestione delle due questioni relative alla naturalizzazione di due giocatori. La prima, quella di Banchero (2023), è sfumata in quanto il giocatore, preallertato da Steve Kerr circa una sua imminente convocazione con Team USA, ha preferito la nazionale statunitense; la seconda, quella di DiVincenzo, si è concretizzata e il giocatore è stato convocato per Eurobasket 2025, salvo poi rinunciarci, venendo sostituito da Darius Thompson, a causa di un infortunio al piede.

Le giustificazioni della FIP sono risultate un po’ deboli: il Presidente Federale non ci è andato giù leggero con il lungo dei Magic, soprattutto sul piano personale. Verrebbe spontaneo chiedersi perché, dopo il primo incontro, Banchero non abbia più voluto incontrare il Poz e perché, anche quando la convocazione con gli USA non era una possibilità reale - e solo un test positivo al Covid, occorre ricordarlo, ha impedito a Banchero di salire sull'aereo nell'autunno 2020 che lo avrebbe portato in Italia per esordire nelle finestre di qualificazione a EuroBasket 2022 - e le pratiche per ottenere il passaporto erano ferme e si parlava solo di “presentare a Paolo il miglior progetto tecnico che abbiamo a disposizione”.

Ancor più grottesca la questione sulla guardia di Minnesota: dopo che Datome, divenuto Coordinatore delle attività del Settore Squadre Nazionali maschili, aveva mosso mari e monti per ottenere la naturalizzazione, il forfait all’ultimo minuto aveva destato qualche perplessità. Ciò che ha fatto più scalpore però è stata la risposta di Pozzecco e Petrucci a questi dubbi: i due, in coro, hanno affermato di credere al videomessaggio inviato da DiVincenzo nel quale spiegava i motivi della sua rinuncia, anche perché in assenza di cartelle mediche che potessero provare il contrario. Da qualunque punto di vista la si guardi, una brutta figura per l’Italia del basket, sia quella di campo che quella istituzionale.

Del diman non v'è certezza

E ora? Dopo qualche giorno di riflessione, il successore per la panchina azzurra è stato eletto, con un contratto triennale: Luca Banchi, reduce da un'importante esperienza con la Lettonia e recentemente alla guida anche della Virtus Bologna, guiderà l'ItalBasket a partire dalle qualificazioni al Mondiale 2027. Petrucci, indiscusso protagonista di questa storia e del basket italiano, ha più volte sottolineato che la decisione finale è spettata a Datome e Salvatore Trainotti.

Più difficile invece interpretare il futuro di Pozzecco: Ettore Messina sta preparando il suo addio da allenatore dell’Olimpia Milano ma ha anche già designato il suo erede, che non sarà Poz ma Giuseppe Poeta - ex capo allenatore di Brescia, con cui ha raggiunto, da esordiente, nel 2024-25, una storica finale scudetto.

Secondo il parere di chi scrive, per quello che ha dimostrato negli anni antecedenti all’esperienza con l'Italia, una panchina di medio alto livello in Italia o in Europa è ampiamente alla portata di Pozzecco, e forse la merita anche. Ciò non toglie, però, che il salvabile del suo triennio alla guida dell’Italbasket è ben poco: forse, forzare l’esonero di una persona e di un allenatore straordinario come Sacchetti, che stava ricostruendo una fisionomia organica alla Nazionale maggiore dell’Italia, è stato un grosso errore, imputabile però non a Pozzecco bensì a Petrucci. La speranza è quella, tra qualche anno, di non guardarci indietro e dire: “Abbiamo perso 3 anni. Oggi, però, la sensazione è quella.


  • Studente universitario, grande appassionato di sport, in particolare calcio, basket e Formula 1.

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