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Atlético Madrid Real Madrid
, 28 Settembre 2025

Atlético Madrid-Real Madrid 5-2, Considerazioni Sparse


Julian Alvarez e i duelli aerei sorridono al Cholo: l'Atlético sovrasta il Real nel derby madrileno.

Nella città del Prado, de la Reina Sofia e di Plaza Mayor è andato in scena il derby numero 241 tra Real ed Atletico Madrid. Una sfida che da sempre rappresenta la contrapposizione tra l’élite della città e il suo spirito più popolare, la sfida tra la regalità delle merengues e lo spirito battagliero dei colchoneros. Una sfida che negli ultimi quindici anni è stata due volte una finale di Champions e che lo scorso anno agli ottavi ha visto la genesi di accesissime proteste per il contestato doppio tocco di Julian Alvarez, su un rigore che si è poi rivelato decisivo per il passaggio del turno. È anche il primo derby da allenatore per Xabi Alonso, mentre per il cholo Simeone è l’ennesimo di una lunga lista di battaglie da underdog. Una sfida che presenta due formazioni agli antipodi: il Real perfetto in Liga, con 18 punti, sei vittorie 14 gol fatti e solo 3 subiti, mentre l’Atletico è figlio di un inizio a rilento, tanto in campionato quanto in Europa. Simeone si affida alla coppia Sorloth-Alvarez davanti, con Koke e Barrios in mediana, accompagnati da Giuliano Simeone e Nico Alvarez sulle fasce. Real che ritrova Jude Bellingham nell’undici titolare, insieme a Guler e Vinicius dietro ad un’implacabile Mbappé (10 gol in 10 presenze da inizio stagione). Difesa con Huijsen Militao dietro alla mediana Valverde-Tchouamenì.

Primi 45' che sono una via di mezzo tra grandissime giocate e una vera e propria sagra degli errori. Real che inizia sornione e disattento, con la difesa di Xabi Alonso presa nel sacco già al terzo minuto, quando Sorloth vola a tu per tu contro Courtois, addormentandosi e facilitando il recupero provvidenziale di Militao. Atletico, galvanizzato da un Wanda Metropolitano letteralmente infuocato, trova il vantaggio grazie al colpo di testa di Le Normand su una palla precisissima di un Giuliano Simeone tarantolato per tutta la prima frazione. Colchoneros che giganteggiano con il Real praticamente inerme e messo all’angolo, stordito dal pressing asfissiante dei biancorossi. Come spesso accade nel calcio, i blancos, che per venticinque minuti non hanno completato tre passaggi di fila, si aggrappano ai loro top player. Guler trova Mbappè con un filtrante perfetto, col francese che buca Oblak facendo 1-1. L’Atletico non si scompone, mantiene il pallino del gioco ma accusa il colpo abbassando il ritmo, col Real che ne approfitta; errore horror di Le Normand su un lancio innocuo dalle retrovie, Vinicius si mette in proprio, salta due giocatori e serve Guler, col turco che segna un gol tutt’altro che facile per l’1-2. Sembra finita, ma il pomeriggio madrileno continua a regalare spettacolo: prima gol annullato a Lenglet, poi poco prima dell’intervallo gol del pari di Sorloth con un gran colpo di testa, approfittando di una marcatura tutt’altro che ottimale di Dean Huijsen.

La ripresa inizia alla medesima maniera del primo tempo; l’Atletico è un ossesso che pressa e corre su qualsiasi pallone, il Real sembra quasi impaurito e svogliato nel suo disporsi in campo. Al quinto l’ennesimo errore di un pomeriggio terribile per i blancos. Su un cross innocuo,Guler va altissimo col piede in area, colpendo in pieno volto un frizzantino Nico Gonzalez. Rigore netto nonostante le proteste, con Julian Alvarez che realizza con la freddezza dei predestinati. Da questo momento in poi, nel derby si accende la stella del numero 19 dell’Atletico. La Araña decide di mettersi in proprio distruggendo praticamente tutto il Real; in ripartenza obbliga Asencio al cartellino giallo, gestisce ogni possesso offensivo ed è il riferimento sportivo ed emotivo dell’Atletico. Julian che si toglie anche lo sfizio di segnare una punizione clamorosamente bella che affossa definitivamente il Real. Merengues che si gettano all’attacco ma sbattono sul 4-5-1 di Simeone tutta garra e intensità per non lasciare spazi alla qualità del Real. Alonso toglie Guler, Bellingham (completamente fuori condizione) e butta nella mischia Rodrygo e Mastantuono. L’argentino classe 2007 prova a caricarsi sulle spalle il Real senza però ottenere grandi risultati. Dal settantesimo in poi non succede praticamente più nulla, complice anche il ritmo spezzettato dai falli e dalle perdite di tempo degli uomini di Simeone, con il figlio Giuliano in prima linea, tanto efficace quanto fastidioso nelle costanti simulazioni dopo i contrasti subiti. Nel finale l’Atletico si permette di riscrivere la storia: Valverde perde un pallone velenosissimo, Baena serve Griezmann che segna il gol del 5-2, con i colchoneros che tornano a segnare cinque reti al Real dal febbraio del 1950 (finì 3-6 al Bernabeu per i colchoneros). Simeone al fischio finale parte con esultanze incontenibili, esultando per aver annichilito un Real che era stato perfetto fino a questo momento in Liga, e ridà linfa ad un inizio di stagione tutt’altro che positivo.

Derby di Madrid che arriva con un montante al volto e che riporta il Real coi piedi sul pianeta Terra. Xabi Alonso esce con le ossa rotte dal Wanda Metropolitano e con una serie di dubbi nascosti fino ad ora dalle qualità dei suoi top player. La fase difensiva dei blancos nel derby è stata da zero in pagella; Huijsen malissimo, Militao a corrente alternata (con tanti bassi e pochi alti) e Asencio che ha fatto più danni della grandine. L’assenza di Rudiger si fa sentire, oltre ad un centrocampo in giornata no, che ha dato praticamente zero copertura, con sia Tchouameni che Valverde in debito di ossigeno e mai capaci di reagire all’aggressività dell’Atletico. Scelta di Bellingham senza logica, soprattutto per l’assenza di condizione fisica in una partita a così alta intensità. Ma altri grandi problemi per l’allenatore del Real arrivano dall’attacco; Mbappé straordinario ma obbligato ancora una volta a fare gli straordinari, con un Vinicius finito in un vortice di pessime prestazioni fatte solo di proteste e qualche giocata estemporanea. Oltre ad avere grattacapi con un Vini “depresso”, continua a sorprendere la gestione di Rodrygo, usato ormai come jolly dalla panchina, e finito anche lui in una spirale di negatività. Il brasiliano entrato nel derby con un atteggiamento ed un linguaggio del corpo da giocatore che vorrebbe essere ovunque tranne che a Madrid. Per Xabi, tassativo recuperare un calciatore con questo talento. Le belle notizie arrivano dai due giovanissimi Guler e Mastantuono, rispettivamente classe 2005 e 2007, gli unici insieme a Mbappé ad uscire dalla debacle del Metropolitano con una sufficienza in pagella.

Fronte Atletico, il derby per gli uomini di Simeone può rappresentare una svolta per una stagione dove i colchoneros stavano faticando nel trovare continuità. La partita del Wanda Metropolitano incorona, se ce ne fosse ancora bisogno, Julian Alvarez come uno degli attaccanti più forti al mondo attualmente. L’argentino, MVP del derby, ha dominato in lungo e in largo, giocando da 10, da 9, facendo l’esterno, correndo come un mediano e aizzando il tifo rojoblanco con giocate sopraffine che hanno fatto impazzire la retroguardia dei Blancos. Atletico che oltre ad un Alvarez da dieci in pagella, ha ottime risposte da diversi elementi: l’esperimento Hancko terzino funziona, Nico Gonzalez sembra tornato quello di Firenze, e soprattutto Barrios e Llorente dimostrano ancora una volta di essere indispensabili per il calcio aggressivo del cholo. Ciliegina sulla torta per Simeone, il ritorno al gol de “le petite diable” Antoine Griezmann, tornato alla rete dopo 24 giornate di digiuno in Liga. Quale occasione migliore per sbloccarsi in stagione per Grizou.

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