
Guida alle italiane in Europa League
Tutto quello che c'è da sapere sul percorso europeo di Roma e Bologna nell'Europa League 2025/2026.
Sta per iniziare la 55° edizione dell'Europa League - la 17° con questa denominazione - e tutti noi amanti del caos del giovedì sera non stiamo più nella pelle. La prima giornata, eccezionalmente, si giocherà su due giorni: mercoledì 24 e giovedì 25 settembre. Il format sarà quello introdotto la scorsa stagione: 36 squadre partecipanti alle fasi finali (13 qualificate grazie al posizionamento in campionato o vincitrici di coppa nazionale, 12 vincitrici delle fasi preliminari e 11 retrocesse dalla Champions League), ognuna gioca 8 partite e si classifica in un grande girone unico; le prime 8 passano direttamente agli ottavi, dalla 9° alla 24° giocano un turno di spareggio. La finale si giocherà il 20 maggio alla Vodafone Arena di Istanbul, il bellissimo stadio del Besiktas affacciato sul Bosforo.
Roma (di Lorenza Suriano)
La Roma di Gian Piero Gasperini è ancora un progetto work in progress, ma l’Europa League è un banco di prova importante con cui confrontarsi nell’immediato. Se l’obiettivo principale della società giallorossa è rientrare in Champions League dalla porta principale del campionato, risulta difficile ignorare il connubio tra un allenatore già arrivato a dama nella competizione neppure due anni fa e un club col coefficiente UEFA più elevato tra le partecipanti.
Aspettative
Ad oggi la squadra del tecnico di Grugliasco presenta non poche incognite. Dopo una prima partita convincente contro il Bologna, infatti, sono arrivati il primo tempo stentato di Pisa, poi sbrogliato dall’ingresso di Dybala all’intervallo, e la prestazione decisamente sottotono in casa contro il Torino. Infine un derby dai due volti, con ottima aggressività in fase di pressing e 3 punti che danno fiducia, ma anche poche occasioni create e 10 minuti finali da brivido. La Roma sembra avere poche soluzioni quando si trova a fronteggiare squadre che preferiscono l’attesa, e i buoni numeri difensivi, comunque aiutati dal solito ottimo Svilar, nascondono l’attitudine non ideale dei centrali giallorossi quando costretti a uscite molto lontano dalla propria area, una prerogativa inderogabile del Gasp.
Il dilemma dell’esterno sinistro offensivo che ha caratterizzato l’estate giallorossa non è ancora stato risolto: in quel ruolo si sono già alternati El Shaarawy, El Aynaoui, Baldanzi e Dybala, tutti con caratteristiche molto diverse e fortune alterne, e quest’ultimo, il più convincente nei suoi 45’ nel ruolo, ha già manifestato la solita fragilità fisica. All’appello manca Leon Bailey, assente giustificato per ragioni fisiche, per attitudine al dribbling e alla verticalità può essere la soluzione più credibile seppur mancino. Nell’attesa, contro la Lazio Gasperini ha rispolverato Lorenzo Pellegrini, passato in qualche settimana da reietto a risorsa utile e, visto il risultato, anche decisiva. Con lui in campo, però, quello della Roma è un 3-4-1-2 che porta Soulè più lontano dalla linea laterale.
La necessità di inserire forze fresche nelle rotazioni per poter reggere la doppia competizione si estende anche ad altri elementi della rosa che al momento rappresentano un interrogativo. Su tutti Artem Dovbyk, poco gradito al tecnico per caratteristiche e nel mezzo di un periodo di carriera complicatissimo, ma necessario per dare respiro a un centravanti comunque acerbo e propenso agli infortuni come Ferguson. Poi Kostas Tsimikas, arrivato negli ultimi giorni di mercato in prestito dal Liverpool, e Neil El Aynaoui, ancora in fase di adattamento anche se sempre impiegato. Infine, i giovani come Pisilli, finito un po’ in un’impasse in questo anno solare, Ziolkowski e Ghilardi, acquistato per circa 10 milioni ma su cui Gasp predica pazienza.
Nonostante tutto, come detto, l’esperienza maturata nella competizione da tutte le parti in causa impone alla Roma, forse una delle grandi favorite insieme alle due inglesi e al Porto di Farioli, di puntare ad arrivare in fondo. Nella’annata passata, la striscia di finali e semifinali dei giallorossi si è interrotta al cospetto dell’Athletic Bilbao agli ottavi. Quasi una finale anticipata che non si sarebbe verificata con un migliore piazzamento nella fase campionato. L’obiettivo, quindi, deve essere assicurarsi un posto tra le prime otto.
Calendario
- Nizza (trasferta) - mercoledì 24 settembre ore 21
- Lille (casa) - giovedì 2 ottobre ore 18.45
- Viktoria Plzen (casa) - giovedì 23 ottobre ore 21
- Rangers (trasferta) giovedì 6 novembre ore 21
- Midtjylland (casa) giovedì 27 novembre ore 18.45
- Celtic (trasferta) giovedì 11 dicembre ore 21
- Stoccarda (casa) giovedì 22 gennaio ore 21
- Panathinaikos (trasferta) giovedì 29 gennaio ore 21
Gli avversari
Sul cammino della Roma ci sono due ostacoli più temibili degli altri, comunque per fortuna dei giallorossi entrambi da affrontare in casa. Si tratta di Lille e Stoccarda. La squadra di Genesio è reduce da una brutta battuta d’arresto in campionato, ma lo scorso anno ha disputato un’ottima fase campionato in Champions League (chiusa al settimo posto) e ha avuto la seconda miglior difesa della Ligue 1. In questo momento la retroguardia non funziona altrettanto bene, e la società ha puntato sull’esperienza di Giroud e scommesse come Igamane, Correia e Ozer, che comunque hanno impattato bene, per sostituire calciatori del calibro di David, Zhegrova e Chevalier. L’eredità di leader tecnico è stata raccolta da Haraldsson, in estate tra l’altro accostato alla Roma.
I tedeschi, con cui la Roma avrà a che fare tra una vita, sono paradossalmente forse il pericolo maggiore, nonostante si tratti di un club di quarta fascia. La presenza di Hoeneß in panchina è la certezza principale, ma la squadra sveva ha mantenuto anche buona parte della sua spina dorsale, compreso quello Stiller per cui si parlava di Real Madrid. Fanno eccezione Woltemade e Millot, ma al posto di quest’ultimo è stato inserito il talento cristallino di Bounani e soprattutto El Khannouss, che ne ha già dato un saggio nell’ultima giornata di campionato. L’unico limite dei biancorossi rimane la discontinuità sia all’interno delle partite che sul lungo periodo, una piaga che Hoeneß non è ancora riuscito a debellare.
Dovrebbe essere più semplice il match d’esordio contro il Nizza, comunque da non sottovalutare dato che affronterà una Roma non ancora del tutto rodata e affaticata dal derby. I rossoneri non sono in un buon momento, reduci dal 4-1 subito dal Brest, e in estate si sono parecchio indeboliti soprattutto in zona offensiva (persi Guessand, Laborde e Bounani). La difesa si basa ancora principalmente sulla presenza del 41enne Dante, alle prese però con qualche problema fisico. Può dare fastidio il Celtic, ancora imbattuto in stagione almeno nei tempi regolamentari, ma clamorosamente eliminato dai preliminari di Champions per mano del Kairat Almaty.
Meno grattacapi dovrebbero arrivare dall’altro lato di Glasgow, vista la partenza da brivido dei Rangers di Russell Martin. Magari però a novembre il giovane tecnico ex-Southampton avrà trovato la quadra, soprattutto grazie a qualche nuovo acquisto come Miovski, Moore o Gassama. Precaria anche la situazione del Panathinaikos, al momento senza allenatore (potrebbe persino restare Kontis) dopo l’esonero di Rui Vitoria e con una rosa piena di personaggi in cerca di un nuovo autore, tra cui l’ex Renato Sanches.
Il Midtjylland ha meno blasone e ad oggi poca efficacia negli scontri diretti, ma qualche buon talento (Osorio, Simsir e ovviamente Djù) misto a giocatori d’esperienza (Billing, Erlic, Mbabu) e organizzazione tattica. La sfida meno complessa dovrebbe invece essere quella con il Viktoria Plzen, che dopo il mercato ha consegnato al grande vecchio Koubek una rosa privata del proprio miglior calciatore (Sulc, andato al Lione), e dei grossi buchi sulla linea mediana.
Il pronostico
Considerato che la Roma affronta le avversarie più temibili in casa, sarebbe auspicabile quantomeno il traguardo dei 16 punti che dovrebbe garantire il passaggio diretto agli ottavi. Difficile immaginare un percorso netto, molto più semplice, anche considerata l’attitudine al turnover di Gasperini e gli incastri del calendario, vedere la Roma lasciare per strada punti inaspettati. Comunque un bottino tra i 16 e i 20 è ampiamente alla portata giallorossa.
La trasferta da non perdere
Quest’anno è andata piuttosto bene ai tifosi romanisti, che non dovranno affrontare trasferte in capo al mondo, o con condizioni metereologiche proibitive, o entrambe le cose. L’Allianz Riviera di Nizza è quasi dietro l’angolo e Glasgow, per quanto meno appetibile di Edimburgo sul piano turistico, propone due contesti molto suggestivi per atmosfera come Ibrox e il Celtic Park. Nonostante questo, però, il viaggio da non mancare è quello ad Atene sponda biancoverde. Non solo per l’innegabile bellezza della capitale ellenica, ma soprattutto per il gemellaggio, o comunque la forte amicizia, esistente tra molti gruppi della Curva Sud romanista e il Gate 13, principale entità tra i sostenitori del Pao. Insomma, sugli spalti dell’Olimpico di Atene potrebbe esserci un clima di festa, nella speranza che entrambe le squadre possano arrivare allo scontro senza giocarsi il tutto per tutto per la qualificazione.

Bologna (di Edoardo Viglione)
All’indomani della storica qualificazione in Champions League, il Bologna di Vincenzo Italiano si appresta ad iniziare una nuova campagna europea: questa volta in Europa League. I felsinei hanno conquistato questa possibilità alzando al cielo la terza Coppa Italia della loro storia grazie alla rete di Dan Ndoye. Nella passata stagione il Bologna è riuscito a totalizzare 6 punti nella massima competizione europea vincendo contro il Borussia Dortmund e trovando tre pareggi contro Shakthar Donetsk, Benfica e Sporting Lisbona.
Aspettative
Il calciomercato estivo ha tolto al Bologna di Vincenzo Italiano pedine fondamentali come Dan Ndoye e Sam Beukema, che in parte sono stati rimpiazzati da acquisti interessanti come Jonathan Rowe (seppur non ancora utilizzato) e Martin Vitík, difensore ceco classe 2003 che ha fatto molto bene nelle prime uscite stagionali. La stagione del Bologna è iniziata in linea con le aspettative: due vittorie interne contro Como e Genoa, due sconfitte esterne contro Roma e Milan. Insomma, tutto bilanciato.
Il mercato è stato completato anche con i ritorni in Italia a parametro zero di Ciro Immobile e Federico Bernardeschi, ma il primo ha rimediato un infortunio muscolare all’esordio contro la Roma e sarà a lungo assente dal rettangolo di gioco. L’ex Juventus e Toronto, invece, ha ottenuto la sua prima maglia da titolare contro il Genoa e ha disputato una buona gara. Un arrivo davvero interessante è stato quello di Nadir Zortea, terzino destro di spinta reduce da una buona stagione a Cagliari che potrà fare molto bene non appena entrerà nel migliore dei modi negli schemi di Italiano.
L’Europa League è essere un palcoscenico nel quale il Bologna può trovare la sua dimensione. Il sistema di Italiano, come già mostrato l'anno scorso in Champions e nelle due Conference League sfiorate con la Fiorentina, è un tipo di gioco che si adatta bene all’Europa. Sicuramente i rossoblù non partono come la favorita al titolo, ma sono una mina vagante da tenere assolutamente sott’occhio.
Calendario
- Aston Villa (trasferta) - giovedì 25 settembre, ore 21
- Friburgo (casa) - giovedì 2 ottobre, ore 18:45
- Steaua Bucarest (trasferta) - giovedì 23 ottobre, ore 18:45
- Brann (casa) - giovedì 6 novembre, ore 21:00
- Red Bull Salisburgo (casa) - giovedì 27 novembre, ore 21:00
- Celta Vigo (trasferta) - giovedì 11 dicembre, ore 21:00
- Celtic (casa) - giovedì 22 gennaio, ore 18:45
- Maccabi Tel-Aviv (trasferta) - giovedì 29 gennaio
Gli avversari
Il calendario del Bologna non è stato di certo troppo benevolo. I ragazzi di Italiano saranno attesi da partite aperte e non partiranno battuti sicuramente in nessuna gara. C’è da dire, però, che squadre come il Salisburgo o il Celtic hanno più esperienza europea. I felsinei ritrovano anche l’Aston Villa e voleranno nuovamente a Birmingham come fatto nella passata stagione in Champions League. Un anno fa persero per 2-0, ma quest’anno i Villans sono in piena crisi di risultati e nelle prime cinque gare di Premier League hanno ottenuto due sconfitte e tre pareggi segnando appena una sola rete. Anche in Carabao Cup l’esordio è stato disastroso e la squadra di Unai Emery è stata eliminata ai rigori in casa del Brentford.
Le partite contro Friburgo e Red Bull Salisburgo potrebbero essere partite aperte e molto divertenti. Sono squadre aperte, che difendono alto, ma che lasciano anche spazi. Sappiamo quanto Italiano ami le transizioni rapide e saranno la chiave in queste due gare. Molto complicata, ma allo stesso tempo interessante, anche la trasferta in casa del Celta Vigo, una squadra e un campo molto ostici. Nelle trasferte di Bucarest e Tel-Aviv (che in realtà si giocherà in campo neutro, probabilmente in Ungheria), così come nelle due gare al Dall’Ara contro Brann e Celtic, il Bologna ha l’obbligo di fare punti se vuole tenere vivo il sogno di finire tra le prime otto.
Il pronostico
Un piazzamento tra le prime otto, volto ad evitare i playoff e quindi due impegni in più, è sì difficile, ma non è nemmeno fuori portata per il Bologna. L’ago della bilancia saranno le due gare casalinghe contro Brann e Celtic, nelle quali i felsinei hanno l’obbligo di ottenere sei punti. Per il resto l’Europa è imprevedibile, ma i ragazzi di Italiano hanno dei matchup in cui si sposano davvero bene per gameplan come quelli contro Friburgo o Red Bull Salisburgo.
Credo che al 99% vedremo il Bologna giocarsi quantomeno i playoff, ma l’augurio è quello di vederlo tra le prime otto dell’Europa League. Ipotizzando qualche passo falso/calo di tensione, i felsinei potrebbero riuscire a chiudere in un range che va dai 13 ai 16 punti e lo scorso anno l’ottava (il Rangers) ne ha totalizzati 14. Le speranze ci sono.
La trasferta da non perdere
Birmingham è banale e c’è già stata lo scorso anno. Quindi perché non andare a Vigo, in Galizia? È una città sull’oceano della Spagna nord-occidentale che conta quasi 300mila abitanti. Potete visitare le Isole Cíes, che si trovano a 15 chilometri da Vigo, e che fanno parte del Parco Nazionale delle isole atlantiche della Galizia. Se vi piacciono le spiagge c’è la Rodas dell’isola Illa do Norte che dal The Guardian è stata classificata una volta come la più bella del mondo. Se siete appassionati di chiese o architettura Vigo pullula di cattedrali romaniche. Insomma, c’è tutto il necessario per due o tre giorni di relax, mare, cultura e Bologna. Dopo una vista sull’oceano e una visita a qualche chiesa (con qualche preghiera necessaria) tutti pronti per entrare al Balaídos e cantare “BOLOGNAAAAA, LA MIA VITA TE LA DEDICO”.

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