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Fiorentina Como 1-2
, 21 Settembre 2025

Fiorentina-Como 1-2, Considerazioni Sparse


Al Franchi la Fiorentina dura solo un tempo, poi il Como sale in cattedra.

Prima vittoria in campionato per la Fiorentina? Non ancora, anzi. Il Como, non senza faticare, sbanca il Franchi nel recupero, dopo un primo tempo di grande difficoltà ma con una ripresa che ha visto gli uomini di Fabregas salire in cattedra. Al vantaggio di Mandragora con una staffilata dopo appena 5', i lariani rispondono con una seconda metà di gara da assedio dell'area di rigore, dove sono Kempf prima e Addai nel finale (grande ripartenza condotta e conclusa magistralmente dal giovane olandese) a sigillare la rimonta.

Pioli a caccia del primo successo vara una vera e propria rivoluzione tattica, rispetto a quanto preparato in estate e mostrato - con poco successo - nelle prime uscite stagionali. Fuori Comuzzo, Sohm, Fagioli e Gudmundsson, esordio assoluto dal primo minuto per Nicolussi Caviglia e per Lamptey (solo ventun minuti in campo prima di uscire per infortunio), prima da titolare in campionato per Fazzini. Il tutto per una Fiorentina disegnata su un 4-4-2 alquanto retrò in fase di possesso, ma decisamente aggressivo (e coraggioso) in fase difensiva, fatto di accoppiamenti rigidi sui giocatori avversari e una pressione alta molto intensa. Fabregas lascia fuori Caqueret e Da Cunha affidandosi a Sergi Roberto e Pirrone in mezzo, con Morata centravanti preferito a Douvikas e ancora Vojvoda esterno alto. Scelte forse non fra le più fortunate, ma poi prontamente corrette dal tecnico spagnolo.

Le difficoltà del Como nel primo tempo vertono infatti, oltre che sull'atteggiamento della Fiorentina che impedisce un consolidamento del possesso nella metà campo avversaria, su alcuni problemi di caratteristiche dei propri uomini. Morata e Vojvoda non hanno nelle corde di allungare gli spazi (mancano gli attacchi alla profondità soprattutto del secondo), Kuhn sulla corsia mancina appare intristito, mentre Nico Paz fatica a liberarsi tra le linee complici i pochi inserimenti di Perrone e Sergi Roberto, rigidamente seguiti dai due mediani gigliati. Per la Fiorentina il problema sul lungo sarà mantenere tali ritmi a baricentro alto: a poco meno di dieci dall'intervallo, prima volta che non tutta la squadra viola si accoppia avanzata (Fazzini non si alza su Smolcic) e il Como trova il primo vero possesso consolidato in metà campo offensiva, con conseguente piccolo spavento per i viola (già comunque graziati al 21' da Perrone, colpo di testa alto). I lariani si ripetono sul finale di tempo, al secondo inserimento di sempre Perrone non assorbito da Nicolussi Caviglia: intervento al limite dell'area, con il VAR che evita il rigore inizialmente fischiato ai danni dei viola.

La sostituzione di Vojvoda all'intervallo per l'ingresso di Jesus Rodriguez (grande impatto il suo) è il segnale tangibile di scossa mentale del Como, il cui atteggiamento in campo è ben diverso rispetto a quello della prima metà di gara. E ben presto inizia l'extra-lavoro per De Gea, quasi inoperoso nella prima metà di gara, strepitoso sulla conclusione a rimorchio di Sergi Roberto. Gli ingressi ulteriori di Douvikas e Addai per Morata e Kühn all'ora di gioco completano l'opera di ridisposizione degli ospiti, ai quali la risposta della Fiorentina - e di Pioli - è istintivamente conservativa. La nuova consegna per Fortini (buona prestazione, ma telefonato sulla corsia di destra nei pochi spunti offensivi) , entrato al posto di Lamptey nel primo tempo, di badare soprattutto ai raddoppi sull'esterno, imitata sull'altra corsia dall'ingresso di Sohm per Fazzini oltreché a quella di Fagioli per un esuberante (ma esausto) Mandragora, esprimono una direttiva chiara: blocco basso, bisogna reggere l'urto. Tre minuti dopo Kempf incornerà su calcio di punizione il pari.

La differenza tra Como e Fiorentina in questa partita, e probabilmente anche in assoluto, sta nel diverso grado di definizione della propria identità come squadra. La formazione di Fabregas, pur in difficoltà nella prima metà nell'applicare i suoi principi di gioco, è riuscita a trovare delle soluzioni con un cambio di interpreti e di conseguenza è tornata a esprimere un calcio che conosce a menadito. Quella di Pioli invece, che in avvio di gara, e forse per la prima volta in stagione, aveva interpretato con efficacia almeno alcuni degli aspetti ricercati e annunciati dal tecnico in estate, di fronte a un cambio di atteggiamento dell'avversario ha perso certezze e non ha avuto più grandi idee a cui aggrapparsi. Nella ripresa il Como cumula 0.86 xG contro gli appena 0.08 della Fiorentina, segno quantomeno che anche dopo il pari i viola non hanno saputo reagire e hanno piuttosto continuato a seguire il flusso della partita. Oltretutto, è parsa anche mancare una vera risposta emotiva da parte dei padroni di casa: d'altronde, anche le figure di leadership tecnica della squadra sembrano al momento appannate. Lo zero che continua a permanere sulla casella dei gol fatti per Moise Kean ne è la più vistosa rappresentazione.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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