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Udinese Milan
, , 20 Settembre 2025

Udinese-Milan 0-3, Considerazioni Sparse


Il Milan, dopo una prestazione convincente, torna a casa con il bottino pieno. L'Udinese colleziona la prima sconfitta stagionale.

Leggere il risultato finale, un sonoro zero a tre per la squadra di Allegri, è una sorpresa. L'Udinese è senza dubbio una delle squadre più in forma del campionato, avendo esibito una dimostrazione di forza a San Siro contro l'Inter e avendo successivamente sbancato l'Arena Garibaldi di Pisa. Le premesse, quindi, non lasciavano presagire certamente a un risultato così largo, ma che senza alcun dubbio darà ancora più morale e fiducia al Milan. Un risultato che, allo stesso tempo, non deve scoraggiare il buon cammino intrapreso dai padroni di casa: si può tranquillamente classificare e archiviare la partita di oggi come un incidente di percorso.

Gli ospiti sono ancora orfani di Rafa Leão, ma questa volta ritroveranno Christian Pulisic. Lo statunitense è schierato al fianco di Giménez, ancora confermato al centro dell'attacco rossonero. Da sottolineare come, dopo l'inizio di campionato travagliato, il messicano sia costantemente incoraggiato dalla panchina del Milan. L'attaccante non si sblocca, ma oggi poco importa: al di là del risultato, che certamente va al primo posto, il messicano cerca in tutti i modi di mettersi in luce dettando più volte dei tagli in profondità con i tempi giusti. Menzione a parte merita Pulisic, il migliore in campo. Dopo qualche avvertimento da parte dei padroni di casa, il giocatore del Milan sale in cattedra e confeziona due gol e un assist.

Complessivamente il Milan di stasera si dimostra una squadra matura, brava e paziente nella gestione del pallone dopo aver subito un accenno di pressione alta dell'Udinese nei primi minuti del primo tempo. La crescita del Milan è costante, fino ad arrivare ad un punto, quando il risultato è già consolidato, dove la palla sembra essere più leggera. Un esempio riguarda l'azione costruita in occasione del terzo gol: il Milan, bloccato a sinistra, sceglie di ripartire dalla difesa per costruire l'azione. Tutta la catena di destra si mobilita e si muove all'unisono per uscire dalla pressione dei giocatori dell'Udinese e spalancare il campo per la transizione offensiva. Sarà proprio Pulisic a concludere l'azione con la complicità di Sava.

L'Udinese non è minimamente assimilabile a quella vista a San Siro contro l'inter. È questa la più grande sorpresa in negativo della serata: la squadra di Runjaić appare sfilacciata, disorganizzata e certamente non brava a organizzare la pressione sui giocatori del Milan. Tutto il contrario di come appare di solito. La squadra di casa è sembrata essere esclusa dalla partita dalla sapiente gestione della palla da parte degli ospiti, quasi come se si aspettasse un diverso tipo di gara. Per di più, ed è assolutamente comprensibile, i singoli non hanno garantito la solita intensità in fase di non possesso. La partita, dal punto di vista offensivo, si concluderà con 0,36 xG prodotti, praticamente non rendendosi quasi mai pericolosa dalle parti di Terracciano. Dal punto di vista difensivo, e anche questa è una novità, nell'Udinese spiccano gli errori dei singoli.

Allegri, che stasera ha osservato il Milan dalla tribuna, potrà sorridere non solo del risultato, ma soprattutto della sintonia che si sta creando tra i giocatori, specialmente nella metà campo. Particolare non necessariamente scontato: è vero che Modrić e Rabiot sono due giocatori di caratura internazionale, ma nessuno dei due ha svolto la preparazione per intero ai dettami dell'allenatore toscano. Se del croato non finiremo mai di tessere le lodi, Rabiot ha preso per mano il progetto del Milan dimostrandosi una pedina essenziale nelle due fasi del gioco. Entrambe le squadre, la prossima settimana, avranno il duplice impegno Coppa Italia - campionato. Per il Milan è auspicabile che continui sulla stessa linea di stasera. In casa Udinese è necessario ritrovare la compattezza e l'intensità che rendono la squadra friulana una delle più temibili del campionato.

  • Classe 1996. È ancora convinto che Chinaglia non può passare al Frosinone. Gli piace l'odore delle case dei vecchi. Considera il 4-3-3 simbolo della perfezione estetica.

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