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Hellas Verona Juventus
, , 20 Settembre 2025

Hellas Verona-Juventus 1-1, Considerazioni Sparse


Gift Orban dal dischetto risponde a Francisco Conceição, l’Hellas Verona ferma una bruttissima Juventus al Bentegodi.

Quando nelle considerazioni delle gare contro Inter e Borussia Dortmund sostenevo che “non potesse sempre andare bene” si poteva intendere tranquillamente quanto visto oggi sul campo dell’Hellas Verona. Una bruttissima Juventus, disordinata e confusa, non va oltre l’1-1 al Bentegodi ed ottiene il secondo pari consecutivo dopo quello in Champions League contro i gialloneri. Anche contro gli scaligeri, i bianconeri dopo aver trovato il vantaggio si sono barricati dietro rinunciando a cercare il raddoppio. Dopo il pari, arrivato su un calcio di rigore trasformato da Gift Orban, gli ospiti hanno ripreso a cercare il vantaggio, ma i limiti rimangono evidenti sia in fase di possesso che non. Questa Juventus sembra davvero non avere idee corali e continua a poggiarsi sulle giocate dei singoli.

Perché Vlahovic non può mai giocare assieme ad un’altra punta? Da inizio stagione Tudor non ha ancora provato mezza volta a giocare con due punte (ad eccezione del tandem David-Openda se vogliamo definire specie quest’ultimo con quel ruolo). Il serbo è stato tolto al 57’ in una partita in cui è stato poco servito e ancora meno cercato. Insieme a Kenan Yildiz è sicuramente il giocatore più in forma della Juventus in quest’avvio stagionale ed è reduce da un ingresso più che convincente contro il Borussia Dortmund, quindi perché toglierlo così prematuramente? Fino ad ora non abbiamo mai visto dei bianconeri offensivi ed aggressivi se non nelle situazioni di svantaggio contro l’Inter e contro la squadra tedesca. È possibile vedere una tale fame anche quando non si sta perdendo e non si è in situazioni di disperazione?

Le sostituzioni? A non aver convinto per nulla in questa trasferta veronese sono stati anche i cambi operati da Tudor. Nella prima frazione di gioco Locatelli non ha convinto il tecnico croato e in uscita dall’intervallo ha fatto subito il suo ingresso Teun Koopmeiners, apparso lento e poco attivo in cabina di regia. Poco dopo sono usciti sia Thuram che Vlahovic per far spazio rispettivamente ad Adzić e Openda. Al 70’, poi, Francisco Conceição per Jonathan David. Cosa accomuna questi cambi? Sono tutti ruolo per ruolo, la Juventus non ha mai osato, non ha mai provato a cambiare. Anzi, ha provato a coprirsi. Il belga si è fatto vedere poco offensivamente, era spesso a ripiegare ed ha mantenuto una posizione in campo molto simile a quella di un quinto di sinistra. Per non parlare poi della posizione in campo di Jonathan David: centrale e lontanissimo dalla porta (qui sotto la sua heatmap). L’unica parvenza di cambio è arrivata con Edon Zhegrova all’82’, ma uno scarso quarto d’ora tra minuti regolamentari e recupero è apparso troppo poco per impattare. Non poteva avere più spazio?

Chico e Yildiz gli unici lampi in una serata scura e rarefatta. La Juventus, come già scritto in precedenza, appare confusa e disordinata sia quando ha il possesso che quando deve riconquistarlo. La fase di non possesso continua a rimanere agghiacciante, la riaggressione non esiste, il pressing non segue un filo logico e spesso e volentieri i bianconeri si barricano in area lasciando agli avversari il pallino del gioco in mano. In attacco mancano le azioni corali, la Juventus si affida alla tecnica individuale ed oggi ha cercato sempre Kenan Yildiz o Francisco Conceição sperando che il lampo potesse nascere da uno di loro. Sulla rete del vantaggio è stato effettivamente così, con il portoghese che ha trovato una grande giocata individuale convergendo e incrociando con il mancino. Da quando Chico è uscito dal terreno di gioco, però, Yildiz è stato subissato di palloni, ma è parso anche comprensibilmente stanco ed era continuamente triplicato dall’Hellas Verona.

Le prossime sei partite della Juventus saranno molto significative. I bianconeri sono attesi da un calendario fino a fine ottobre ostico, ma anche fondamentale per gli obiettivi stagionali dato che ci saranno le due gare più complicate del girone unico di Champions League. Prossima settimana i bianconeri se la vedranno con l’Atalanta, dopo di che voleranno in Spagna per il secondo impegno europeo contro il Villarreal e poi il Milan di Allegri all’Allianz Stadium prima della sosta. Al rientro della pausa per le nazionali in sette giorni la Juventus affronterà tre trasferte delicate: Como, Real Madrid e Lazio. Un road trip al cardiopalma.


  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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