Logo sportellate
Newcastle Barcellona
, 18 Settembre 2025

Newcastle-Barcellona 1-2, Considerazioni Sparse


Nella terra natale Marcus Rashford realizza una doppietta e il Barcellona espugna St. James’ Park.

Mancavano Lamine Yamal, Alejandro Baldé e Pablo Gavi. Insomma, il Barcellona si apprestava ad affrontare il suo personalissimo esordio in Champions League senza molti dei suoi giocatori migliori. Come se non bastasse, poi, doveva volare in Inghilterra in casa del Newcastle a St. James’ Park, uno dei campi più difficili della massima competizione europea e una delle squadre più forti della quarta fascia. In mezzo a molte assenze e contro delle Magpies letteralmente indiavolate ci ha pensato proprio un inglese, un giocatore che quel campo l’aveva già calcato molte volte e probabilmente lo conosceva a memoria: Marcus Rashford. Con una straordinaria doppietta l’ex Manchester United ha regalato tre punti importantissimi al Barcellona, ma soprattutto potrebbe aver dato una spallata emotiva fondamentale alla propria stagione.

Ci credete che fino a prima del gol Rashford era il peggiore in campo? Prevedibile nelle giocate, molto solista e completamente fuori dal gioco dei catalani. L’inglese sembrava un pesce fuor d’acqua, un corpo estraneo al sistema Flick. In fase di non possesso lavorava duro e cercava di riconquistare palla, ma una volta che ce l’aveva tra i piedi s’intestardiva troppo nella giocata personale e dialogava poco con i compagni. Al 58’ un cross dalla destra di Koundè finisce dalle sue parti e con un colpo di testa eccezionale firma il vantaggio per il Barcellona. Il vero capolavoro, però, arriva poco meno di dieci giri d’orologio più tardi. Rashford sbaglia la spizzata di testa, ma riesce a rimanere in controllo della sfera, converge verso destra e lascia partire un missile terra-aria di destro che tocca la traversa e si posa in rete. È uno di quei lampi che avevano fatto innamorare i tanti appassionati di calcio. Recuperare Rashford sia mentalmente che fisicamente sarebbe essenziale per il Barça, e chissà che questa serata non possa essere stato proprio ciò che mancava.

Newcastle comunque promosso. Il battesimo del suo ritorno in Champions League due anni dopo l’ultima volta non è stato di certo benevolo considerato che ha dovuto affrontare immediatamente una delle squadre più forti d’Europa. Come al solito Eddie Howe si è dimostrato un buonissimo allenatore, bravo nel preparare le partite ed ha disinnescato ottimamente il reparto offensivo del Barcellona. Grandissima la fase di riaggressione delle Magpies che, specie nella prima frazione di gioco, ha reso difficile la costruzione blaugrana. In fase di non possesso il Newcastle si posizionava con un 4-4-2 solido che ha creato non pochi grattacapi al Barcellona. L’unica cosa che è mancata sono state le verticalizzazioni: gli inglesi sono riusciti a punire la difesa alta di Flick solamente due volte, una volta nel primo tempo in cui si è superato Joan Garcia ed una volta nei minuti finale con la rete di Anthony Gordon.

Silenzioso, ma come sempre perfetto. Se mai ci fossero stati dubbi, abbiamo avuto un’altra dimostrazione su quanto Pedri sia il centrocampista più forte d’Europa. La prova del numero 8 blaugrana è stata ancora una volta monumentale: sensazionale nel ripulire i palloni, nello smistarli ed anche nel recuperarli. Giusto qualche dato per spiegare quanto sia stata eccezionale la sua partita: 91% di passaggi completati, dieci duelli vinti su tredici effettuati e due intercetti. Nei minuti finali, quando il Barcellona doveva proteggere il vantaggio dopo la rete di Gordon, Pedri è stato come una banca svizzera. Ha trattato ogni pallone nel migliore dei modi, ha subito fallo o preso sempre la scelta giusta.

Vittoria, nonostante le assenze, nella terza gara più complicata del calendario europeo. A dare ancora più importanza a questi tre punti c’era sicuramente il fatto che per il Barça era il match più complicato da affrontare dopo PSG e Chelsea. Vincere in Inghilterra con Lamine Yamal, Baldè e Gavi fuori sottolinea ancora di più quanto questo Barcellona sia una grande squadra e quanto sia corretto inserirli tra i favoriti alla vittoria finale. Dal 2015 i catalani non raggiungono l’atto conclusivo della Champions League e spesso l’avventura si è interrotta con delle semifinali dolorose (Liverpool nel 2019 e Inter lo scorso anno). Che Budapest possa essere finalmente il teatro giusto?


  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

pencilcrossmenu