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Liverpool Atletico Madrid 3-2
, 18 Settembre 2025

Liverpool-Atletico Madrid 3-2, Considerazioni Sparse


Paura e delirio (del Cholo Simeone) ad Anfield Road: il Liverpool subisce la rimonta dell'Atletico ma sbanca nel recupero.

Inizia da Anfield Road la stagione europea di Liverpool e Atletico Madrid. Una cornice perfetta per una sfida tra due squadre uscite rivoluzionate dal mercato estivo e che arrivavano a questo confronto con umori molto differenti. I Reds praticamente perfetti in Premier, con quattro vittorie, tutte al cardiopalma, col gol vittoria arrivato sempre nei finali, a volte in pienissimo recupero, chiedere a Burnley e Newcastle. Atletico, al contrario, con qualche inciampo di troppo in Liga; soli quattro punti in tre giornate ed un feeling ancora da trovare per il gruppo del cholo Simeone, alla peggior partenza da quando siede sulla panchina del club di Madrid. Slot con soli tre cambi rispetto alla sfida col Burnley: torna Frimpong terzino destro, che riporta Szoboslai in mediana insieme all’intoccabile Gravenberch. In attacco turno di riposo per Ekitiké con l’esordio in maglia rossa di Alexander Isak, tormentone del mercato estivo e ciliegina sulla torta di una campagna acquisti da oltre mezzo miliardo. Solito 4-4-2 invece per Simeone, con Barrios-Gallagher in mediana, Nico Gonzalez e Giuliano Simeone larghi e Giacomo Raspadori partner offensivo di Antoine Griezmann. Colchoneros senza i propri uomini di fantasia, Almada, Baena e soprattutto Julian Alvarez, fermati tutti da problemi fisici e neanche convocati.

Partita che si indirizza subito sui binari inglesi dopo cinque minuti contati. L’Atletico inizia in maniera horror, Gravenberch guadagna una punizione dal limite; Salah calcia forte addosso a Robertson, la cui deviazione beffa Oblak. Due minuti dopo altra bella azione in verticale dei Reds con Salah che si infila dietro la retroguardia spagnola facendo 2-0 col piattone sinistro. Il resto della prima frazione scorre senza grandi spunti; il Liverpool gigioneggia dimostrando una netta superiorità ma non crea mai reali occasioni pericolose. Interessante l’impostazione offensiva della partita, con Isak che scambia spesso la posizione con Gakpo, allargandosi sulla sinistra. Sulla destra invece la catena Salah-Frimpong funziona molto bene e l’esterno olandese, seppur di ritorno da un infortunio, mostra tutte le sue doti, sia offensive che difensive. L’Atletico si affida a qualche spuntata ripartenza orchestrata da Raspadori e Grizou, senza però creare grossi grattacapi alla retroguardia inglese. Mentre l’incontro scivola verso l’intervallo, gli spagnoli riescono a trovare un fortunoso gol in pieno recupero con un puntazo di Marcos Llorente.

La ripresa continua sulla falsariga dei primi quarantacinque minuti; il Liverpool da l’impressione di poter segnare ogni volta che si avvicina alla porta di Oblak, ma senza riuscire a dare il colpo di grazia ad un Atletico che incassa come un pugile all’angolo ed esce alla distanza. Se gli inglesi non chiudono la pratica, colpendo anche un palo con Momo Salah, i colchoneros a dieci minuti dalla fine ricamano, all'apparenza, la beffa perfetta. Errore della difesa di Slot che rinvia male il pallone, Marcos Llorente si coordina e batte Alisson complice una deviazione beffarda. 2-2 e settima rete in Champions League per lo spagnolo (curiosità: quattro di queste sette reti sono arrivate tutte ad Anfield Road). Da quel momento per gli spagnoli la partita diventa catenaccio puro con un 5-4-1 in piena salsa cholista. Il Liverpool accusa il colpo e la stanchezza ma, come già capitato spesso quest’anno, trova il modo di vincerla. Minuto 92, angolo perfetto di Szoboszlai e incornata vincente di Van Dijk che regala tre punti importanti. Controbeffa per Simeone e i suoi.

Cosa ci dice questa partita di entrambe le formazioni? Slot può vedere il bicchiere mezzo pieno. Offensivamente il Liverpool viaggia già col pilota automatico; la riaggressione e le transizioni offensive sono di pregevole fattura, Salah continua ad essere un fattore decisivo e Gravenberch in mediana ha giganteggiato, annichilendo completamente l’intero centrocampo madrileno. Buono l’esordio di Isak, che non ha sicuramente novanta minuti di autonomia a questi ritmi ma ha dimostrato di essersi già calato bene nel ruolo di prima punta richiesto dal tecnico olandese. Szoboszlai continua ad essere un tuttofare di pregevole fattura, mostrando ormai di aver completato la trasformazione da trequartista a centrocampista totale. Non solo rose e fiori però. Florian Wirtz continua ad apparire quasi spaesato. L’investimento da 150 milioni ha un peso anche emotivo sicuramente importante, ma il 2003 tedesco non ha ancora confezionato né un assist né un gol dal suo arrivo ad Anfield. Slot lo ha difeso, chiedendo tempo e proteggendo di fatto un ragazzo le cui qualità sono sotto gli occhi di tutti, ma che sta facendo fatica a trovare ritmo e buone prestazioni. A questo si deve aggiungere una fase difensiva tutt’altro che solida. Da inizio stagione i Reds stanno dimostrando di essere facilmente punibili e soprattutto poco concentrati quando sono avanti nel punteggio. Quella con l’Atletico è infatti la terza rimonta da due gol di vantaggio dopo quelle in Premier con Bournemouth e Newcastle. Qualcosa su cui il tecnico olandese dovrà di certo lavorare. Konate non sta brillando, ma Gomez non da garanzie fisiche e Leoni potrebbe ancora non essere pronto. Kerkez è stato panchinato dopo i 30’ horror dell’ultimo turno di Premier, ma Robertson non può essere una soluzione sul lungo periodo. Bene Frimpong e Van Dijk, chiamato nuovamente agli straordinari, non solo in difesa ma anche in attacco.

Cosa raccoglie invece il cholo Simeone da questa trasferta inglese? Presentarsi ad Anfield con tante assenze ed una squadra incerottata, oltre ad una partenza shock, di sicuro non ha aiutato. All’Atletico serviva una prestazione di cuore, per dare una sterzata ad una stagione che non è iniziata propriamente bene. Quello che non è mancato ai colchoneros sicuramente è stato il coraggio e lo voglia di lottare, caratteristiche tipiche della squadra di Simeone. I due gol di Llorente arrivano più per caso che per merito, eppure a dieci dalla fine gli spagnoli stavano uscendo da Anfield con un punto in tasca ed una rimonta difficile da spiegare visti i dati e le prestazioni delle due squadre. Quello che è mancato forse è stato il coraggio di osare maggiormente, ma con il solo Sorloth come cambio offensivo non si può dire molto a Simeone. Complessivamente l’Atletico esce sconfitto e, alla fin fine, anche beffato, ma con la consapevolezza che recuperati i suoi pezzi da 90, il percorso europeo potrebbe rivelarsi ricco di soddisfazioni.

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