
Breach, il disco che "chiude" un cerchio
I Twenty One Pilots mettono la parola fine a una saga che ha accompagnato i fan per un decennio.
Sono passati ormai troppi anni dal 2015, quando i Twenty One Pilots hanno pubblicato il loro disco più ascoltato, Blurryface. Per gli ascoltatori non abitudinari della band formatasi in Ohio, questo disco contiene i successi più acclamati della loro discografia: Stressed Out, Ride e Lane Boy.
Per i fedelissimi, invece, rappresenta l'inizio di una delle saghe musicali più intricate e longeve dell'intero panorama musicale: Clancy, alter ego del front-man Tyler Joseph, si scontra con la città di Dema - simbolo di oppressione, insicurezza - e i 9 vescovi capitanati da Nico. Il 12 settembre 2025, 10 anni dopo l'album che aveva fatto conoscere la band a tutto il mondo, ecco Breach, il disco che chiude definitivamente la narrazione della metaforica lotta interiore - ed esteriore - di Clancy.
Per chi non fosse a conoscenza del mondo di Dema, un piccolo riassunto: Blurryface non è solo il nome dell'album principe della band, ma anche l'alias di Nico, uno dei vescovi che regna proprio a Dema, e rappresenta l'insicurezza. Clancy è invece il protagonista incarnato da Tyler Joseph: durante tutto l'arco narrativo lotta contro lo stesso Nico e tenta di fuggire dalla città di Dema per tutti gli album pubblicati in seguito a Blurryface.
Al di fuori di quest'ultima opprimente e cupa città c'è invece Trench - dà il nome ad un altro album -, il quale rappresenta la terra dei banditos e dei torchbearers, i ribelli che combattono e cospirano contro Nico e gli altri vescovi. Essenzialmente, l'obiettivo di Clancy è quello di fuggire da Dema, simbolo della prigionia interiore e della depressione per raggiungere i banditos e la conseguente libertà.
La saga di Clancy è stata raccontata tramite ben 5 album: Blurryface (2015), Trench (2018), Scaled and Icy (il cui anagramma, secondo i fan, è Clancy is dead, 2021), Clancy (2024) e infine Breach (2025). Il penultimo lavoro si era concluso col video di Paladin Strait, brano che mostra i preparativi di Clancy e dei banditos - guidati dal batterista, Josh Dun - per assediare Dema e mettere il protagonista finalmente dinanzi il suo più acerrimo nemico, Nico.
Clancy riesce a penetrare all'interno della città e, mentre i banditos sconfiggono l'esercito di Nico, i due si ritrovano faccia a faccia all'interno di una torre - "On the ground are banditos / Fighting while I find Nico / Even though I'm past the point of no return / Climb the top of the tower". È la resa dei conti.
Breach esordisce con City Walls, il brano che conclude la saga insieme all'outro Intentions. Rappresenta il momento clou dell'album e probabilmente della carriera intera dei Twenty One Pilots. Il brano è da brividi, il video clip ancora di più: Clancy e Nico si affrontano in un cortometraggio di 10' che lascia di stucco. La band dell'Ohio si conferma fuori dall'ordinario: è capace di abbinare una canzone coinvolgente a una narrazione intrigante e un video sappassionante.
Emozioni e musica della traccia esplodono quando Tyler Joseph canta Entertain my faith / This is the last time I try / Address my soul: Clancy sembra aver sconfitto Nico, e i banditos irrompono nella sala dello scontro. Quando il protagonista si volta, però, è marchiato dal potere dello stesso Nico, e consegna le vesti dei vescovi agli altri ribelli. Cosa significa tutto ciò? I vescovi hanno corrotto Clancy? Quest'ultimo ha forse sconfitto Nico ed ha preso il controllo di Dema - quindi della propria interiorità, vincendo le insicurezze e la depressione? Oppure, per caso, il finale racconta un compromesso - per poter raggiungere la pace bisogna convivere con le difficoltà, simboleggiate dal marchio nero presente sul volto e sul collo di Clancy?
Le interpretazioni sul finale che i Twenty One Pilots hanno proposto per concludere la loro saga musicale e narrativa sono quindi libere. Parlando dell'album in sé per sé, Breach non ha deluso le aspettative. I ritornelli di Center Mass, Days Lie Dormant e Downstairs ti entrano in testa sin dal primo ascolto, così come il ritmo di One Way e di The Contract. Non mancano canzoni commoventi - Cottonwood, che approfondisce il tema del lutto - e altre la cui attrazione principale è rappresentata dalla batteria di Josh Dun - Drum show. Quest'ultimo brano è, peraltro, il primo in cui il batterista ha cantato come prima voce seppur per pochi secondi.
E ora, cosa faranno i Twenty One Pilots? Probabilmente si prenderanno una pausa dopo aver pubblicato due album in un anno e mezzo. Musicalmente, invece, è difficile far pronostici: la storia di Dema e Clancy è terminata. Tutto ciò che verrà pubblicato rappresenterà qualcosa di nuovo per la band? Si può però affermare che una saga musicale così strutturata e appassionante come quella raccontata da Tyler Joseph e Josh Dun rappresenta un qualcosa di memorabile.
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