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Champions League Italia
, 16 Settembre 2025

Guida alle italiane in Champions League 2025/26


Cosa aspettarsi dal torneo di Napoli, Inter, Atalanta e Juventus?

Un format ormai digerito da squadre e pubblico, ma sempre lo stesso fascino dalle grandi orecchie: la Champions League 2025/26 inizia con un turno infrasettimanale completamente dedicato a lei, con tutte le 36 squadre qualificate nei tornei nazionali o turni preliminari a sfidarsi lungo 3 serate. Un nono delle partecipanti difenderanno aspettative, desideri, sogni e ranking dell'Italia: cosa aspettarsi da Napoli, Inter, Atalanta e Juventus nella fase campionato che terminerà a fine gennaio?

Napoli (di Leonardo Salvato)

Il Napoli ritorna in Champions League dopo un anno di assenza forzata, a causa del 10° posto nella disastrosa stagione post 3° scudetto: circa 18 mesi dopo il 3-1 patito contro il Barcellona, in cui venne eletto uomo partita l'esordiente Pau Cubarsì, i partenopei sono attesi all'Etihad Stadium per la sfida a un altro simbolo della Catalogna, quel Pep Guardiola che vuole riconfermarsi grande protagonista sul maggiore palcoscenico continentale, dopo un cammino interrotto troppo presto nella passata stagione.

Un tema, quello del grande ritorno, che caratterizza non solo il Napoli e i miti fondativi della città (Parthenope, sulle cui spoglie venne fondato il primo nucleo della città secondo la leggenda, era una delle sirene che tentarono di ammaliare e ostacolare il ritorno ad Itaca di Ulisse), ma anche il suo tecnico Antonio Conte. Il leccese è chiamato, dopo aver riportato il Napoli sul tetto della Serie A, al ritorno nella mai troppo amata Champions League: i quarti di finale raggiunti al suo esordio da tecnico della Juventus restano tuttora un unicum ineguagliato nella sua carriera.

Stavolta per il tecnico salentino non ci sono nevicate che tengano: è giunto per lui il momento di dimostrare di essere diventato grande anche in Europa.

Aspettative

Cosa vuol dire esattamente essere diventati grandi in Europa? Il Napoli, pur con un'ossatura forte composta da calciatori capaci di laurearsi campioni d'Italia per 2 volte in 3 anni, non ha di certo la forza, né tecnica né tantomeno economica, di misurarsi da pari a pari contro le corazzate inglesi, spagnole, Bayern Monaco e Paris Saint-Germain. Eppure la campagna acquisti di questa estate, culminata con l'arrivo alle falde del Vesuvio di un fuoriclasse come Kevin De Bruyne, mostra come l'ambizione, in quel di Napoli, ci sia eccome, pur se non sbandierata ai quattro venti come fatto improvvidamente due anni fa.

Insomma, il Napoli è una strana creatura,, che vanta un più che discreto storico in Champions League in epoca recente - apice il quarto di finale raggiunto nel 2023. Gli azzurri si presentano ai nastri di partenza come la miglior difesa dei top5 campionati europei del 2024/25; un centrocampo ben assortito tra le geometrie di Lobotka, i muscoli di Zambo Anguissa e la vena realizzativa di McTominay, e alla quale sono stati aggiunti elementi creativi come il già citato De Bruyne e dispensatori di caos come Lang, Højlund e in misura minore Elmas.

Una squadra affamata e ben costruita, con la missione di vendere cara la pelle e rendere a tutti la vita difficile. E - perché no? - di sognare, anche se per poco.

Calendario

Manchester City (trasferta) - giovedì 18 settembre, ore 21
Sporting (casa) - mercoledì 1° ottobre, ore 21
PSV (trasferta) - martedì 21 ottobre, ore 21
Eintracht Frankfurt (casa) - martedì 4 novembre, ore 18:45
Qarabag (casa) - martedì 25 novembre, ore 21
Benfica (trasferta) - mercoledì 10 dicembre, ore 21
Copenaghen (trasferta) - martedì 20 gennaio, ore 21
Chelsea (casa) - mercoledì 28 gennaio, ore 21

Gli avversari

Il Napoli inizia, sulla carta, con la sfida più impegnativa: il romantico ritorno di De Bruyne nel teatro delle sue gesta calcistiche per un decennio. Il Manchester City, pur se in pieno rinnovamento, resta comunque una squadra con principi di gioco chiari, rinforzata dall'arrivo di talenti puri come Reijnders e Cherki e forte dei suoi storici campioni come Bernardo Silva, Foden e Haaland, che possono sempre dire la loro quando la partita scotta.

Una squadra apparentemente senza punti deboli, se non i troppi gol subiti che sono costati 2 sconfitte nelle prime 3 gare di Premier League: sul gong del calciomercato estivo, Guardiola ha accolto tra i suoi l'ex Milan e Psg Donnarumma, che per il Napoli non è di certo una buona notizia. Seguono poi i campioni portoghesi in carica dello Sporting, che devono ancora fare i conti con un interrogativo non da poco: come ovviare all'assenza dei 97 gol in 102 partite negli ultimi anni di Viktor Gyökeres, partiti in direzione Arsenal?

Tra la fine di ottobre e l'inizio di dicembre la squadra affronterà diverse vecchie conoscenze delle passate stagioni europee: ad aprire e chiudere il filotto le affascinanti trasferte di Eindhoven e Lisbona in casa del Benfica, legate al Napoli dal nome Dries Mertens: la doppia sfida tra PSV e Napoli nel 2012 in Europa League convinse definitivamente gli azzurri a puntare sul folletto belga, un gran gol ai portoghesi sancì la trasformazione da ala dribblomane a miglior marcatore della storia azzurra. In mezzo, le gare casalinghe contro Eintracht Frankfurt - complessivo 5-0 agli ottavi di finale tre stagioni fa - e la cenerentola Qarabag.

A concludere, l'insidiosa trasferta di Copenaghen - da giocare a gennaio nel pieno del rigido inverno nordico - e la sfida casalinga coi campioni del mondo in carica del Chelsea, in netta ripresa dopo anni difficili che l'hanno vista lontana dalla lotta al titolo e persino fuori dalle coppe europee, legata al Napoli dalla doppia sfida che si rivelò un turning-point decisivo per la prima storica Champions League conquistata dai blues.

Il pronostico

Fare pronostici è un esercizio perennemente sconfessabile dal giudice supremo di questo sport, il campo. Tuttavia l'urna di Nyon non sembra essersi rivelata particolarmente malevola per il Napoli: se nel 2024/25 la nuova formula creava un'incertezza pressoché totale, adesso possiamo basarci sul campione della passata stagione.

La classifica finale, al termine delle 8 giornate, confronta i risultati di tutte le 36 squadre partecipanti, indipendentemente dagli avversari incontrati da ognuna, assegnando alle migliori 8 il passaggio diretto agli ottavi di finale e riservando alle squadre tra il 9° e il 24° posto un ulteriore turno di spareggio per determinare le altre otto partecipanti alla fase finale propriamente detta. Classifica dello scorso anno alla mano, per le prime 8 posizioni sono bastati 16 punti; per il semplice superamento della fase a gironi quota 12 dovrebbe essere sufficiente per non complicarsi la vita con il calcolo della differenza reti, parametro determinante in caso di arrivo a pari punti.

16 punti, sulla carta, non sembrano impossibili per il Napoli, anche volendo permettersi il lusso di concedersi due sconfitte contro le inglesi: le sfide con Copenaghen e Qarabag non sembrano proibitive, così come si potrà fare bottino pieno nelle gare casalinghe contro Sporting ed Eintracht.

Decisivi saranno gli incontri in trasferta: se gli azzurri dovessero confermarsi la squadra vista lo scorso anno in Italia - una compagine alla quale è difficilissimo far male e capace di saper capitalizzare gli episodi a proprio favore (e con un De Bruyne in più, sperando in un ambientamento positivo di Lang e che i frequenti acciacchi non condizionino il rendimento di Neres, il Napoli ha più frecce nell'arco per trasformare in oro le poche occasioni create), potrebbe non essere utopia l'accesso diretto agli ottavi.

Decisamente più realistico però un cammino a medio cabotaggio: 13 punti totali che consentirebbero di affrontare i play-off col grado di testa di serie e affrontare, quantomeno in teoria, un avversario più morbido nella doppia sfida di febbraio.

La trasferta da non perdere

Le trasferte da non perdere per il peso specifico che possono avere in ottica qualificazione sono quelle ad Eindhoven e nella sempre affascinante Lisbona, una città che sa catturare i cuori di chi la visita. Tuttavia, volete mettere il fascino di Copenaghen in pieno inverno? Tra passeggiate sui viali innevati, pattinate sul ghiaccio sotto gli alberi secolari dei giardini e palazzi barocchi di Fredriksberg, immersioni nella cultura vichinga grazie all'annuale festival organizzato annualmente dal Museo Nazionale di Danimarca, non mancheranno certo occasioni per innamorarsi di questa perla incastonata nel Nord del continente, prima di assistere al match, ravvivato dai calore e dalla passione della tifoseria locale, tra le più numerose della Danimarca.

Champions League Copenaghen

Inter (di Giuseppe Allegrini)

Dalla notte del 6 maggio sono passati solo 5 mesi, eppure quella sera e il presente in cui viviamo sembrano appartenere a due universi paralleli. La rete di Frattesi, il momento più entusiasmante della storia recente nerazzurra – quello che aveva mandato al tappeto il superbo Barcellona di Flick e Yamal – è stata l'ultima marcatura in una competizione alla quale l’Inter si ripresenta da vicecampionessa in carica, ma senza le ambizioni e le speranze di chi arriva da due finali di Champions League in 3 anni.

Se l’Inter sembrava arrivare a Monaco di Baviera sulle ali dell’entusiasmo, forte delle sue certezze inscalfibili – la guida tecnica di Inzaghi, un gruppo affiatato e coeso, il rendimento dei top player – alla vigilia dell’esordio nel 2025/2026 della Champions League la squadra appare smarrita, come se avesse perso ogni punto di riferimento e di forza.

Sulla panchina nerazzurra siede ora Chivu, che la Champions l’aveva alzata nel 2010, ma che è all’esordio assoluto in una competizione europea. Nel frattempo, le scorie di una stagione infinita e logorante, trascorsa sognando un nuovo Triplete ma conclusasi guardando gli altri alzare al cielo i trofei desiderati, hanno incancrenito rapporti e gerarchie interne allo spogliatoio. La tournée americana di giugno e le prime 3 partite della nuova stagione hanno messo in evidenza una preoccupante involuzione nelle prestazioni dei leader tecnici di una squadra sull’orlo di una crisi di nervi.

Che senso ha, dunque, questa Champions League per l'Inter?

Aspettative

Uno dei tratti caratteristici della gestione Inzaghi è stata quella specie di ossessione che il tecnico di Piacenza – e con lui, di riflesso, tutta la sua squadra – ha sempre avuto per la Champions League: una competizione da sempre apparsa fuori dalla portata dei nerazzurri e che, pure, ha sfiorato per ben due volte. Ai suoi ragazzi Chivu non chiederà altrettanto, né tantomeno dovremmo aspettarci nuove imprese mirabolanti da parte di un gruppo che sembra tenersi insieme con lo sputo e che, in una sola estate, ha dilapidato tutto il capitale accumulato in anni di sfide continentali,

In queste condizioni, dopo un mercato interlocutorio e un avvio di campionato che ha messo a nudo i limiti degli un tempo Ingiocabili, la sensazione è che l’obiettivo dell’Inter sia la sufficienza: una qualificazione agli ottavi di finale il più possibile tranquilla e auspicabilmente diretta, senza passare dalle forche caudine dei playoff che metterebbero a rischio l’obiettivo minimo stagionale e, con lui, il bilancio nerazzurro e le energie indispensabili per la corsa in Serie A.

Una volta raggiunta questa sufficienza, l’Inter potrebbe avere lo spazio per reinventarsi e cercare qualcosa di più. Un piazzamento tra le prime 8 della fase campionato permetterebbe all’Inter di sperare, come accaduto nella scorsa stagione, in un sorteggio favorevole che porrebbe le basi per un passaggio ai quarti in grado di colorare la stagione nerazzurra di ben altra tonalità. A questo si aggiunga la tendenza dei big nerazzurri a portare le loro prestazioni su un livello completamente superiore quando si tratta di performare sul palcoscenico europeo.

Chivu ha ereditato non solo la stessa squadra, ma anche difetti e punti di forza del gruppo d’Inzaghi. Chissà, dunque, che nelle notti di Champions League Lautaro e compagni non riscoprano quell’intensità, equilibrio, sacrificio e lucidità che avevano accompagnato i nerazzurri alla semifinale col Barcellona e che, invece, è mancata quasi sempre nella sfida scudetto con il Napoli e nelle prime settimane della nuova A. Per il resto, ci sarebbe da affidarsi alla rotondità del pallone.

Calendario

Ajax (trasferta) – mercoledì 17 settembre 2025 ore 21
Slavia Praga (casa) – martedì 30 settembre 2025 ore 21
Union SG (trasferta) – martedì 21 ottobre 2025 ore 21
Kairat Almaty (casa) – mercoledì 5 novembre 2025 ore 21
Atlético Madrid (trasferta) – mercoledì 26 novembre 2025 ore 21
Liverpool (casa) – martedì 9 dicembre 2025 ore 21
Arsenal (casa) – martedì 20 gennaio 2026 ore 21
Borussia Dortmund (trasferta) – mercoledì 28 gennaio 2026 ore 21

Gli avversari

Il calendario che l’Inter è chiamata ad affrontare non è dei più semplici, ma appare alla portata di una squadra che è chiamata soprattutto a evitare la figuraccia dell’eliminazione nella fase a campionato di Champions League.

Per il secondo anno consecutivo, l’Inter affronterà una squadra ceca: questa volta sarà lo Slavia Praga, già incontrato nella fallimentare fase a gironi della Champions 2019/20. Ai nerazzurri toccherà anche l’onere e l’onore di partecipare all’esordio nella moderna Champions di Union SG e dei kazaki del Kairat, due sfide esotiche e intriganti. Ben meno esotiche, ma decisamente più difficili, saranno gli incontri con due delle grandi favorite della competizione: Arsenal e Liverpool, le due che hanno cannibalizzato il mercato estivo appena concluso.

L’Inter avrà la fortuna di affrontare le inglesi a San Siro, e questo potrebbe aiutare a esorcizzare ogni paura. Appaiono più alla portata le sfide contro nobili di pari lignaggio come Ajax, Borussia Dortmund e Atlético Madrid, che tuttavia l’Inter dovrà affrontare in trasferte difficili, capaci di condizionare un gruppo già instabile come quello nerazzurro, o magari di compattarlo inaspettatamente.

Chivu esordirà in Champions League tornando ad Amsterdam, dove dovrà guardarsi dall’imprevedibilità del talento del nuovo acquisto Gloukh; a Madrid, lo attenderà un Atlético che sta gradualmente cambiando pelle con Baena e Almada e ricco di visi familiari; in Germania dovrà chiudere al meglio la prima fase contro un Borussia Dortmund che attende di essere preso per mano di un nuovo Bellingham, questa volta il piccolo Jobe.

Il pronostico

Il sorteggio di Nyon ha spezzato in due tronconi il calendario dell’Inter, che dovrà affrontare le quattro avversarie più abbordabili nella prima parte, per poi incontrare le avversarie più toste tra novembre e gennaio. È obbligatorio per l’Inter fare bottino pieno con Slavia Praga, Union Saint-Gilloise e Kairat: altrimenti immaginare anche solo una qualificazione ai playoff risulterebbe impossibile. Tre punti corsari contro l’Ajax sarebbero poi preziosissimi non solo per riscattare la rocambolesca sconfitta contro la Juve e il maldestro avvio di campionato, ma soprattutto per mettere una seria ipoteca ai playoff.

Con 12 punti in saccoccia e un percorso che ha ridato entusiasmo all’ambiente, l’Inter potrebbe guardare alle ultime 4 partite con maggiore serenità: i nerazzurri strappano un pareggio al Cholo Simeone e all’Arsenal in casa a gennaio, mentre nel frattempo arriva la sconfitta contro il Liverpool ad Anfield. L’Inter chiude la fase campionato di Champions League a 17 punti con una vittoria di concretezza contro il Borussia Dortmund, che lancia la squadra di Chivu direttamente agli ottavi al termine di un maxi girone che ha offerto qualche sollievo alle tribolazioni italiane degli interisti in campionato.

La trasferta da non perdere

Il calendario ha derubato i tifosi dell’Inter della trasferta più affascinante e irripetibile che avevano a disposizione - in Kazakhstan, in casa del Kairat. In cambio, ha concesso viaggi sicuramente più comodi, ma forse meno stimolanti. Da Amsterdam e Madrid molti ci saranno sicuramente passati almeno una volta, magari con intenzioni più birichine e smalizziate; a Dortmund, invece, è probabile che non ci siate mai stati, se non per qualche trasferta calcistica nello stadio del celebre muro giallo. In quel caso, potreste comunque spostarvi di qualche chilometro per godere delle bellezze che la zona del Reno tedesco ha da offrire, a partire dalla splendida Colonia.

Quella che consigliamo, però, è la trasferta a Bruxelles, in casa di quell’Union Saint-Gilloise che rimane comunque una squadra simpatica. A ottobre il clima belga potrebbe essere difficile, ma non così inclemente da impedirvi di visitare un paese spesso sottovalutato come il Belgio, con le sue località dal fascino rinascimentale.

Fate un giro ad Anversa o a Brugge dopo aver visitato il cuore politico e istituzionale dell’Unione Europea. E, per dimenticare di aver visto la curva dell’Union esultare al gol vittoria di Promise David sulle note dei Righeira, niente di meglio di una sosta alla stazione termale di Spa, dove ritemprare corpo e nervi prima di tornare ad affrontare le nubi che si addensano sul presente dell’Inter, come avrebbe fatto Carlo Magno di ritorno da una spedizione contro gli Avari.


Atalanta (di Massimiliano Bogni)

L'anno scorso eravamo stati provocatori, nel chiederci se il Bologna 2024/25 fosse la squadra italiana che arrivava con meno certezze e garanzia di competere ad alto livello mai vista nella fase finale di una Champions League. Peggio quella versione dei rossoblu o dare uno sguardo superficiale ai primi 180' di Serie A dell'Atalanta di Juric, con un paio di 1-1 con Pisa e Parma ad accompagnare una sessione di mercato priva di alcun nome "sexy"?

Aspettative

Poche, sicuramente meno rispetto al 2024/25. Non tanto per il valore complessivo della rosa a disposizione dello staff tecnico - a giudizio di chi scrive, potenzialmente la migliore per profondità e variazioni della storia della Dea -, ma per il particolare contesto storico dell'Atalanta nel panorama internazionale. Quella della passata stagione era la conclusione di un ciclo lungo, solido, corroborato di anno in anno da nuovi stimoli e certezze; quella del 2025/26 è la prima pagina di un nuovo capitolo, sia per la società che per la guida tecnica, che ammette possibili correzioni e riscritture senza ribaltare pagine e pagine di trama.

Escludendo la parentesi romana dello scorso autunno, l'ultima campagna europea nella carriera di Ivan Juric risaliva al 2009/10, con 3 gare disputate col Genoa in Europa League. Aspettarsi un posizionamento simile al 9° posto della scorsa fase campionato sarebbe pretenzioso, almeno ai nastri di partenza: l'esordio dello stesso Gasperini nella Champions League 2018/19 (4-0 a Zagabria, 1-2 con lo Shakthar, 5-1 a Manchester e sotto 0-1 col City all'intervallo) suggerisce pochi isterismi.

Al momento in cui viene pubblicata questa guida, e chissà ancora per quanto, è impossibile determinare quale Ademola Lookman scenderà in campo in Champions League: la logica suggerirebbe che siano proprio queste le serate in cui il nigeriano voglia tenersi ancora "sulla mappa" delle big mondiali in cerca di una nuova sistemazione, ma la stessa logica ha abbandonato molte delle scelte attorno all'eroe di Dublino negli ultimi mesi. Un Lookman centrato e motivato, però, stravolgerebbe il volto della Dea nelle notti di Champions League.

Calendario

  • PSG (trasferta) - mercoledì 17 settembre, ore 21
  • Club Bruges (casa) - martedì 30 settembre, ore 18.45
  • Slavia Praga (casa) - mercoledì 22 ottobre, ore 21
  • Marsiglia (trasferta) - mercoledì 5 novembre, ore 21
  • Eintracht Frankfurt (trasferta) - mercoledì 26 novembre, ore 21
  • Chelsea (casa) - martedì 9 dicembre, ore 21
  • Athletic Club (casa) - mercoledì 21 gennaio 2026, ore 21
  • Union Saint-Gilloise (trasferta) - mercoledì 28 gennaio, ore 21

Gli avversari

Inizio col botto, in casa dei campioni di Champions League in carica: il PSG sarà pur privo di Dembéle, Doué e Kvaratskhelia, ma nulla fa pensare che possa replicare il faticoso 1-0 con cui aprì la cavalcata vincente dello scorso anno contro il Girona.

La replica casalinga del playoff del febbraio scorso col Bruges assume già ora i tratti del possibile psicodramma, nonostante i nerazzurri di Belgio abbiano perso alcune delle pedine decisive del doppio confronto del recente passato (via De Cuyper, Jashari, Talbi e Jutglà, dentro Stankovic, Reis, Forbs e Nicolò Tresoldi), mentre la sfida allo Slavia Praga è la prima a offrire meno tensione prima del fischio d'inizio - sfortunatamente il mai dimenticato ex Lukas Vorlicky non è stato inserito in lista, l'accoglienza sarebbe stata emozionante.

Il trittico più determinante della stagione europea atalantina coprirà i 34 giorni dal ritorno nell'infuocato Orange Velodrome di Marsiglia e la sfida al Chelsea: tra il remake della semifinale di Europa League 2023/24 con tanto di confronto molto italiano col bresciano De Zerbi, il primo viaggio in Germania nella storia per una partita ufficiale contro la squadra dell'unica tifoseria ufficialmente gemellata con quella dell'Atalanta oltre alla Ternana e il post Immacolata con la sfida alla 5° delle Big Six inglesi incrociata negli ultimi anni (manca solo il Tottenham, e chissà che ai Playoff...) determineranno gran parte di scontri diretti e differenza reti in vista del rush finale.

Il pronostico

Immaginare quali versioni di Atalanta, Athletic e USG troveremo a fine gennaio, tra una Coppa d'Africa appena conclusa e un mercato di riparazione in pieno svolgimento, assomiglia a una puntata pokeristica al buio: rispetto a baschi e fiamminghi, a oggi, i bergamaschi sembrano possedere più risorse per sopperire a eventuali assenze.

La previsione più realista e realistica vede l'Atalanta disputare il turno di Playoff senza il vantaggio del fattore campo nella gara di ritorno. Una piazza tra il 16° e il 24° posto nella fase campionato di Champions League si raggiungerebbe con 12/13 punti: 2 vittorie con Bruges e Slavia Praga alleggerirebbero l'approccio alle altre sfide "decisive" per il passaggio al turno successivo, concedendo anche un paio di passaggi a vuoto tra Marsiglia/Eintracht/Chelsea senza precludere alcuna speranza per le gare di gennaio.

Giocarsi il turno della Maxi Diretta Gol a Bruxelles e non altrove (Parigi, Francoforte o, peggio ancora, Marsiglia avrebbero tinto la serata di sfumature eccessivamente cariche) è un bel lusso, a patto di arrivarci con ancora qualcosa da decidere.

Nel 2024/25 se la giocò così.

La trasferta da non perdere

Parigi "val bene una messa", ma anche una trasferta, specialmente se coincide con la celebrazione della Champions League vinta dal PSG; Marsiglia sarebbe da evitare, in primis per l'incolumità fisica, ma è troppo affascinante per essere troncata di netto; Francoforte è la città di gran lunga meno affascinante tra quelle in cui viaggerà l'Atalanta, ma l'incontro coi fratelli di tifo teutonici regalerà tantissimo contorno extra prima della sfida e preannuncia una coreografia memorabile all'ingresso in campo delle squadre.

Pietro Sermonti insegna che in Belgio, specialmente a fine gennaio, il cielo è verticale e spesso piove in orizzontale: come vivere più intensamente il legame tra il clima e questa terra se non a Bruxelles, il cui significato originale è "insediamento nella palude"?

Quindi no, non esiste una trasferta dell'Atalanta nella Champions League 2025/26 da perdere.

Juventus (di Edoardo Viglione)

Dove ci eravamo lasciati? Con la debacle in terra neerlandese durata 120', un’eliminazione subita per mano del PSV che ha fatto da preludio alle disfatte contro Empoli, Atalanta e Fiorentina che hanno creato fratture insanabili nel gruppo squadra, tanto da portare all’esonero di Thiago Motta. Il tecnico era arrivato alla Juventus per realizzare una vera e propria Rivoluzione Culturale dopo tre anni divisivi, ma la scintilla, purtroppo, non è mai scoccata.

Se si pensa alla Champions League e alla scorsa stagione dei bianconeri, i ricordi più dolci sono inevitabilmente legati alla trasferta di Lipsia e alla vittoria interna contro il Manchester City con le reti di Vlahovic e McKennie. Proprio il trionfo in terra tedesca, però, ha rovinato la stagione della Juventus a causa della rottura del legamento crociato di Bremer. Che cosa sarebbe stata la Vecchia Signora di Motta se non si fosse infortunato gravemente Bremer rimane un what if.

Aspettative

La Juventus ha cominciato la stagione nel migliore dei modi. 3 vittorie nelle prime 3 uscite (non accadeva dal 2019/2020): l’ultima contro l’Inter ha inevitabilmente portato l’entusiasmo dell’ambiente alle stelle. I bianconeri sono primi in solitaria a pari punti con il Napoli campione in carica, ma al momento sono ancora apparsi non come un “vorrei, ma non posso”, bensì come un “potrei, ma non voglio”.

Le ultime ore del mercato hanno regalato a Tudor un reparto offensivo potenzialmente esplosivo che dispone di tantissime bocche di fuoco: Yildiz, Conceição, Zhegrova, Vlahović, Openda e David. Fino ad ora, però, il croato non si è mai sbilanciato e non ha nemmeno mai provato a dominare la gara. Sia a Genova che contro l’Inter, tutte le volte che la Juventus è andata avanti di una rete ha sempre attuato un piano gara conservativo, volto a proteggere il risultato e rinunciando nel cercare di aumentare il vantaggio.

In Champions League la Juventus non si qualifica ai quarti di finale dal 2018/19. La rimonta contro l’Atlético Madrid rappresenta anche l’ultima volta che i bianconeri sono usciti vincenti da un doppio scontro nella fase a eliminazione diretta. Lione, Porto, Villarreal e PSV: tutte le volte che la Juventus partiva (quantomeno sulla carta) favorita non ha mai rispettato le attese. Riuscirà Tudor a riportare la Vecchia Signora tra le prime 8 d’Europa? Le prime uscite stagionali lasciano ben sperare, ma per farlo in Europa bisogna osare.

Calendario

  • Borussia Dortmund (casa) - martedì 16 settembre, ore 21.00
  • Villarreal (trasferta) - mercoledì 1 ottobre, ore 21.00
  • Real Madrid (trasferta) - mercoledì 22 ottobre, ore 21.00
  • Sporting (casa) - martedì 4 novembre, ore 21.00
  • Bodø/Glimt (trasferta) - martedì 25 novembre, ore 21.00
  • Pafos (casa) - mercoledì 10 dicembre, ore 21.00
  • Benfica (casa) - mercoledì 21 gennaio, ore 21.00
  • AS Monaco (trasferta) - mercoledì 28 gennaio, ore 21.00

Gli avversari

Il sorteggio della Juventus è stato agrodolce, ma poteva andare peggio. La prima fascia, per quanto riguarda la gara in casa, ha donato il Borussia Dortmund: non poteva essere più benevola. Meno per il match in trasferta, ma ha sicuramente regalato l’occasione ai bianconeri di Tudor di misurarsi in un palcoscenico da sogno contro il Real Madrid.

Tra le mura domestiche la Juventus ha gare dalle quali può ottenere il bottino completo, ma non sarà da sottovalutare il Benfica, bestia nera dei bianconeri che negli ultimi anni ha sempre trionfato a Torino dominando i match. La partita d’esordio contro il Borussia Dortmund all’Allianz Stadium sarà aperta: entrambe le squadre stanno attraversando un grande momento di forma e sarà interessante vedere lo scontro tra Bremer e Guirassy. Curioso anche il match che andrà in scena a metà dicembre contro il Pafos, squadra cipriota grande sorpresa dei preliminari.

Tutte le trasferte si preannunciano ostiche. Il Villarreal di Marcelino ha cominciato benissimo, è una squadra con mentalità e flessibilità europea e giocare all’Estadio de la Ceramica non è di certo facile. Lo sa bene la Juventus stessa, che nel 2021/2022 venne eliminata proprio dal Submarino Amarillo. Il Real Madrid non ha bisogno di presentazioni, mentre non sarà da sottovalutare nemmeno il Bodø/Glimt e la trasferta in Norvegia a fine novembre. A chiudere il match nella cornice stupenda di Monte-Carlo contro l’AS Monaco.

Il pronostico

Non è mai semplice fare previsioni a lungo termine. La Champions League è sempre variabile e dipendente da fattori esterni come infortuni o momenti di forma. L’obiettivo, nonché il sogno, bianconero sarebbe quello di arrivare tra le prime 8 ed evitare i playoff, che già nella passata stagione sono risultati indigesti. Tutte le trasferte sono imprevedibili, ma a fare la differenza sarà anche la partenza della Juventus. Le prime 3 gare, infatti, sono le più complicate: Borussia Dortmund in casa, poi le trasferte in terra spagnola contro Villarreal e Real Madrid.

La trasferta da non perdere

Dire Madrid sarebbe scontato, così come probabilmente anche Monte-Carlo. La trasferta più curiosa sarebbe quella di Bodø, stupenda cittadina costiera norvegese situata poco sopra il Circolo Polare Artico. Sarà, però, sicuramente proibitivo il clima considerato che il match verrà giocato l’ultima settimana di novembre. Una passeggiatina nel porto ben coperti e attrezzati contro il gelo e poi via a vedere la Juventus sul campo in sintetico!


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