
Xavi Simons al Tottenham non è una delusione
L'ex Lipsia può riportare gli Spurs vicino alla vetta in Premier League.
Con gli ultimi respiri da presidente, Daniel Levy ha provato a regalare un colpo d’altri tempi. Al New White Hart Lane è arrivato il talento che può aumentare il desiderio del Tottenham Hotspur per continuare a fare qualcosa che venga ricordato: Xavi Simons.
Alzi la mano chi credeva possibile che gli Spurs potessero vincere due trofei europei in 3 mesi dopo aver pianto per i precedenti 50 anni. Dopo la grottesca finale di Europa League vinta contro il Man United, Vicario e compagni sono arrivati a 3' dal vincere anche la Supercoppa Europea a Udine contro il PSG. Messo da parte lo sconforto, i londinesi hanno cominciato la Premier con 2 vittorie e 1 sconfitta, con 3 dei 6 punti che sono arrivati all’Etihad contro un City però ancora ombroso.
Col capello da rockstar e un sorriso da professore che ricorderemo da grandi, lo schema di Thomas Frank è semplice: 4-3-3 o 3-5-2, solidità dietro e giocatori versatili davanti. Una difesa che picchia e che accelera violentemente con capitan Romero, van de Ven, Pedro Porro, Spence e Udogie al rientro.
A centrocampo gente nota ai grandi palcoscenici come Palhinha e Bentancur più gli intriganti Bergvall, Sarr e Gray. Kudus si è già preso il cuore dei tifosi, con quel fisico di pietra a cui difficilmente si toglie il pallone. Tra Richarlison e Solanke, l’addio di Son e gli infortuni gravi di Maddison e Kulusevski, manca ancora qualcosa. O meglio: fino all'arrivo di Xavi Simons e al prestito di Kolo Muani dal PSG, mancava.
Partiamo subito dalle cifre: €60 milioni, poca cosa per l’Inghilterra. Prezzo onesto per l'attaccante della vertice del sistema Red Bull, il Lipsia, che in un’estate ha visto partire i pezzi più pregiati da diversi anni a questa parte. Non si urla all’affare, almeno sotto l’aspetto economico, ma in termini di mercato interno sì: il Chelsea seguiva il giocatore dall’inverno scorso. E dopo le consuete spese in giro per l’Europa, hanno deciso di dare una possibilità a Garnacho.
Dopo due anni in Germania, per Xavi Simons arriva la possibilità di entrare nel campionato più importante del mondo. Che fosse Blues o Spurs, questa è la prima svolta nella carriera del canterano del Barcellona. Il passato del Tottenham Hotspur è fatto di piazzamenti nauseanti, débâcle storiche: la continua caccia a un trofeo - non placata dalla finale di Bilbao - descrive il sentimento popolare verso gli Spurs, considerati una squadra nobile ma che agli Stati generali non conta nulla.
Le sfide con Thomas Frank alla guida dei Lilywhites fino ad ora sono state poche: non è mancata la qualità negli avversari affrontati, e il Tottenham è sembrato da subito una squadra diversa dagli anni precedenti. Un gioco concreto, che non sdegna la qualità ma punta diretto all’efficacia. Un’architettura in cui l’estro del neoarrivato oranje può splendere e portare il Tottenham verso il livello successivo, per risolvere situazioni scivolose come quelle che hanno portato alla sconfitta interna col Bournemouth.
Xavi Simons viene da una stagione “sottotono”, peggiore a livello di numeri di quella d’esordio in Germania. Se nel 2023/24 ha registrato una doppia doppia da 10 gol e 15 assist, lo scorso anno i gol sono stati 11 e gli assist 8. Il tutto però giocando 11 partite in meno, a causa di un infortunio alla caviglia che lo ha tenuto fuori per più di 2 mesi. C’era un Lipsia con e un RB senza il neerlandese: in 8 partite di assenza sono arrivate 4 sconfitte, nel resto del campionato 5.
Capiamo quanto questo gioiello fosse l’ossigeno per la sua squadra, al di là dei gol e degli assist, ma per la totalità del suo gioco. Xavi Simons ha la capacità di spezzare il ritmo e lo schieramento avversario sia col pallone che a far viaggiare i compagni. Stando al database di FBref, nel 2024/25 dell'ex PSV si sono registrate 2.64 progressioni palla al piede nell’ultimo terzo di campo a vanificare il pressing e 5.97 passaggi progressivi ogni 90'. A questo si aggiungono 2.48 passaggi nell’area di rigore e 2.10 passaggi chiave. Numeri che sfociano in più di 100 occasioni da gol create nella stagione di Bundesliga.
Gli stessi avversari puntano a smorzare sul nascere questa fonte creativa, o almeno ci provano. In due anni ha subito più di 100 falli (2.37 a partita), ma è un giocatore che nonostante i 179 cm di altezza ha il fisico per resistere alla pressione. In Premier il gioco è più duro e scorrevole e si fischiano meno falli, ma Xavi Simons è il prototipo perfetto per il calcio britannico. Un fantasista che non si è preso – per ora – le luci dei vari Palmer, Ødegaard o Musiala, ma che per dati è superiore ad altri giocatori che il Tottenham Hotspur ha cercato durante l’estate e da cui è stato snobbato. Sì, Eze e Gibbs-White, parliamo di voi.
Sull’acquisto del classe 2003, Thomas Frank ha dichiarato: «Mi piace la sua abilità di trovare gli spazi, il suo modo di creare chance. È un giocatore dalla grande accelerazione. Di sicuro i tifosi saranno felici per il suo arrivo». Forse la sua presentazione è stato l’unico motivo per cui essere contenti, arrivata prima della sconfitta in casa contro il Bournemouth.
Dove può inserirsi Xavi Simons nel Tottenham?
Esterno a sinistra sembra la soluzione più facile, considerando l’infortunio di Maddison e il buco lasciato da Son. Brennan Johnson è tra gli eroi contemporanei degli Spurs per il gol in finale di Europa League, ma con Simons può sedersi in panchina ed essere una soluzione di qualità a partita in corso.
Possiamo vederlo anche come trequartista col diritto di svariare – è tra i centrocampisti offensivi con più palloni toccati d’Europa (65.09 per 90' nel 2024/25) – a supporto di uno tra Richarlison, Solanke o Kolo Muani, in quel luogo dove la fantasia dirige, crea, distrugge ed esalta. Il primo cambiamento tattico di Thomas Frank che, come i grandi allenatori, modella il suo gioco in base ai giocatori che ha a disposizione. E come fare a meno di mettere nelle condizioni migliori uno solo che di nome copia uno dei centrocampisti spagnoli più qualitativi in regia della storia del calcio?
Per definire il suo gioco, Xavi Simons utilizza il termine flair: l’eleganza, l’intuizione. L’estro di un ragazzo che è diventato una superstar a 13 anni con i primi “Skills&Goals” su YouTube, illuminati da quei riccioli d’oro che facevano già impazzire, e davano l’impressione di trovarsi davanti a un talento generazionale. Oggi non sarà così, ma Xavi Simons al Tottenham accende ancora di più la Premier League, a discapito di chi dice che firmare con gli Spurs sia stato un passo falso. Anzi, elegge una nuova voce agli Stati Generali della corsa alla Champions League, e chissà che altro ancora.
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