
Fiorentina-Napoli 1-3, Considerazioni sparse
Una sfida che ha preso presto direzione sud, ben prima che la Fiorentina potesse prendere le contromosse adeguate.
Fiorentina-Napoli è una partita che vede gli azzurri approcciare con grandissima aggressività e cattiveria, come se avessero fretta di chiudere la pratica il prima possibile. Subito avanti 0-2, costringono i viola a un'apnea lunga 35 minuti buoni, al termine dei quali la squadra di Conte prima va vicino al gol con Højlund, poi De Bruyne segna su calcio di rigore, ancora Højlund raddoppia e ancora De Bruyne, al termine di una combinazione con il danese, va vicino alla prima doppietta in azzurro. È un Napoli che, dopo la sosta, sprigiona salute e sapere calcistico da tutti i pori.
E allora parliamo proprio di Rasmus Højlund, l'uomo inatteso (in virtù degli impegni con la nazionale che hanno impedito all'ultimo arrivato di prendere parte agli allenamenti diretti da Conte), ma che una volta letto il suo nome in distinta è divenuto il più atteso di tutti: sin dal primissimo minuto l'ex United ha rappresentato un rebus irrisolvibile per la difesa viola, e in particolare per il povero Pongracic che avrà di certo vissuto serate professionalmente migliori. I movimenti, specialmente quello con il quale raccoglie l'assist di Spinazzola in occasione del gol, sono quelli da centravanti puro, e anche la difesa spalle alla porta si è rivelato un fondamentale già nei piedi dell'erede di Lukaku.
La Fiorentina, nel primo tempo, è ingiudicabile: l'onda d'urto azzurra è stata troppo forte, e l'atteggiamento indemoniato degli avversari ha costretto i viola solo all'attesa, sperando di superare indenne la sfuriata. Passata la prima mezz'ora, nella quale la Fiorentina non è riuscita a mettere la testa fuori dalla metà campo se non con lanci lunghi facilmente intercettati dalla coppia Beukema e Buongiorno, la squadra di casa è riuscita pian piano a prendere le misure al Napoli, specialmente con l'ingresso di Piccoli per uno spento Dzeko, trovando più frequentemente il pallone per le conclusioni di Kean, unico spauracchio in grado di impensierire gli azzurri.
Il gol della bandiera viola, dopo che a inizio ripresa Beukema aveva ulteriormente arrotondato il risultato, arriva sugli sviluppi di un calcio d'angolo (prima volta da quando Conte allena il Napoli) con Ranieri, a premiare la volontà della Fiorentina di lasciare il campo quantomeno con l'onore delle armi. Onore alla fine conquistato, visto che Milinkovic-Savic ha dovuto fare gli straordinari per evitare un 2-3 che avrebbe messo molta più pressione del dovuto agli azzurri. Un calo preoccupante, quello della compagine partenopea, arrivato sullo 0-3 dopo la fuoriuscita dal campo di Politano, De Bruyne, Spinazzola oltre che Højlund, tra i migliori degli azzurri.
Il Napoli, mentre nel pomeriggio Juventus e Inter si sono contese un derby d'Italia spettacolare anche per il suo essere ricco di svarioni che hanno condotto alle numerose marcature, lancia un messaggio forte è chiaro: la squadra, sia fisicamente che mentalmente, c'è ed è pronta. Non solo: alla consueta solidità, adesso il Napoli ha aggiunto anche un'arma offensiva non da poco grazie ad Højlund, al quale sono bastati poco più di 70 minuti per mostrare quanto la sua intesa con i fab four del centrocampo partenopeo sia già avanzatissima e in grado di dare spettacolo.
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