
Il lungo cammino di Edon Zhegrova
Dal Kosovo al Belgio, da Basilea a Lille: la carriera di Zhegrova è un'altalena di emozioni.
"Affrontare Zhegrova è una sfida continua. La sua abilità col pallone e la sua visione di gioco lo rendono imprevedibile. Bisogna essere costantemente concentrati per non farsi sorprendere dai suoi dribbling o passaggi".
(Maxence Caqueret, ex centrocampista Lione, ora al Como).
"Zhegrova è un giocatore emozionante, come nel nostro campionato non ce ne sono quasi più. Nell'1vs1 può somigliare a Ben Arfa, in alcuni momenti ci vedo anche un po' di Hazard. E poi, ha la stessa capacità che aveva Robben: tutti sanno cosa sta per fare, ma nessuno riesce a fermarlo perché è veloce come la luce"
(Ludovic Obraniak, ex calciatore, campione di Francia 2010/11 con il Lille).
"Da quando sono arrivato a Lille, Zhegrova è cambiato molto. Prima era un giocatore individualista, giocava per sé; ora gioca per la squadra, prende le decisioni giuste per la squadra, capisce quando deve dribblare e quando deve passare la palla. Edon è diventato un giocatore nuovo, che aiuta la squadra in tutte le fasi del gioco, e per me questa è la cosa più importante".
(Paulo Fonseca, ex allenatore Lille, ora al Lione).
Herford, ovest della Germania, capoluogo dell'omonimo circondario. Nel 2005 ha aperto i battenti il museo d'arte contemporanea MARta Herford: al suo esterno, troneggia una statua del rapper statunitense Tupac, non esattamente l'effigie che ci si aspetta di trovare nel cuore della Renania Settentrionale. Qualche anno prima, nel marzo 1998, Lulzim e Sanije Zhegrova, si erano trasferiti lì, dove già viveva il padre di Lulzim, per scappare dalla guerra in Kosovo. Un anno dopo, i due daranno alla luce Edon, il primo dei tre fratelli Zhegrova.
Terminata la guerra, gli Zhegrova tornano in Kosovo e si trasferiscono a Priština; Edon ha ancora 2 anni, non conserva alcun ricordo della sua vita in Germania. "Mio padre è un avvocato, mia madre una cuoca, non avevano tanto tempo da dedicarmi: andavo sia a scuola che agli allenamenti da solo da quando avevo 6 anni", ha raccontato in un'intervista riportata dal sito ufficiale del Lille. Nel frattempo, vengono al mondo anche i fratelli di Edon: Erblin proverà anch'egli a sfondare nel mondo del calcio, Valza diventerà una cantante popolarissima tra i giovani in Kosovo. Entrambi, oggi, hanno messo in standby le rispettive carriere.
Le strade di Priština sono il luogo in cui il talento di Edon si affina; papà Lulzim non ha un grande occhio per il calcio, e vede solo un figlio che si diverte a fare ciò che gli piace, ma sempre più amici e conoscenti gli raccontano che Edon ha qualcosa di speciale. Se andiamo a spulciare il profilo Instagram di Lulzim Zhegrova, troviamo foto di lui insieme al figlio, video dei gol e screen di statistiche individuali prese da vari siti. Essere il padre di un calciatore nel 2025 è anche questo.
Nello Zhegrova attuale ritroviamo molte delle movenze che era possibile intravedere in età puberale.
Il peregrinare di Zhegrova parte dall'Albania: lo tessera il Flamurtari, squadra di Valona, ma ben presto viene richiamato in patria dall'FC Priština, ed è proprio in questo periodo che tra Edon e il calcio scocca la scintilla definitiva. Nel 2012 il Milan organizza un camp in Kosovo; il ragazzo viene a saperlo all'ultimo momento, e si reca sul posto in tutta fretta con il suo allenatore. Si cambia il più velocemente possibile, e quando scende in campo il suo nome viene registrato in fondo a una lista di oltre 200 ragazzi. Il suo talento colpisce anche gli istruttori delle giovanili rossonere: Zhegrova, insieme ad altri 4 candidati, a novembre viene invitato a Milano.
Zhegrova, in viaggio assieme a tutta la famiglia, ha l'opportunità di visitare le strutture del club e incontra i campioni del Milan, tra i quali ricorda in particolare Kakà e Pato. Il 3 novembre 2012 Zhegrova e gli altri candidati assistono al 5-1 del Milan sul Chievo a San Siro: Edon ha la fortuna di assistere a eventi improbabili quali una partita da MVP di Urby Emanuelson (2 assist e 1 rete), e uno dei 3 gol in rossonero di Bojan Krkić. Tornati in patria, gli Zhegrova non hanno più alcun dubbio: c'è il calcio nel futuro del piccolo Edon,

A 15 anni per Edon è di nuovo il momento di partire. Quando a Priština arrivano gli emissari dello Standard Liegi per visionare "quel ragazzo che segna valanghe di gol", questi capiscono subito che Zhegrova è uno di quei calciatori che non possono lasciarsi assolutamente scappare. Il ragazzo si trasferisce in Belgio; inizialmente con lui c'è solo papà Lulzim, poi pian piano lo raggiungeranno la madre e i fratelli. L'esperienza di Zhegrova a Liegi, però, è decisamente breve.
In quel periodo lo Standard è nelle mani di Roland Duchâtelet, controverso imprenditore belga che, tra i suoi mille interessi, trova spazio anche per il calcio. Marco Bellinazzo su Il Sole 24 Ore lo definirà il re delle multiproprietà: arriverà a controllare fino a 6 squadre contemporaneamente. Proprio nel periodo in cui Zhegrova si sta ambientando a Liegi, la tifoseria dello Standard insorge, tanto da spingere Duchâtelet a cedere il club. L'affarista riesce comunque a spostare alcuni dei calciatori dello Standard al Sint-Truiden, formalmente di proprietà di sua moglie: tra questi c'è Zhegrova, costretto a fare armi e bagagli e trasferirsi in Limburgo.
Zhegrova non ha problemi ad ambientarsi nella sua nuova squadra, che tessera anche il fratellino Erblin, ma deve scontrarsi presto con un problema ben più grande di lui. Il Kosovo, ai tempi, non era affiliato né alla UEFA né alla FIFA, e l'art. 19 del regolamento FIFA proibiva i trasferimenti internazionali di calciatori minorenni. Zhegrova poteva allenarsi e disputare amichevoli, ma il Sint-Truiden non poteva registrarlo ufficialmente. Edon scala con disinvoltura le categorie giovanili belghe, ma è costretto a mordere il freno e aspettare la maggiore età per giocare nelle gare ufficiali.
Il debutto tra i professionisti con il Sint-Truiden non arriverà mai; le gare amichevoli sono sufficienti ad attirare l'attenzione di una delle big del paese, il Genk, che si muove a fari spenti e strappa il ragazzo al club gialloblu senza troppi complimenti. La prima di Zhegrova coi grandi è datata 10 settembre 2017: sotto di un gol con il Gent, il tecnico Albert Stuivenberg decide di farlo debuttare a 10' dalla fine, al posto di Ruslan Malinovskyi. Il Genk pareggia all'89' con un gol di Brabec, e pian piano Zhegrova riesce a trovare ulteriore spazio.
Il Genk 2017/18 è una squadra di culto: Omar Colley e Joakim Maehle in difesa, Malinovskyi a centrocampo, un 23enne Leandro Trossard in avanti. A guidarli, a metà stagione arriva il francese Philippe Clement, che Zhegrova definirà "cruciale per la sua carriera" nonostante i rapporti tra i due non siano sempre stati idilliaci. Edon trova il suo primo gol tra i pro contro l'Eupen, con un bel sinistro da fuori area su assist dello spagnolo Pozuelo, rete che in patria viene celebrata come una vittoria della nazionale.

Già, la nazionale: nato in Germania, cresciuto in Kosovo, formatosi calcisticamente in Belgio e con radici albanesi, Zhegrova non si è mai aggregato a nessuna selezione giovanile. Poco dopo il debutto da professionista, il ragazzo viene contattato da Christian Panucci, ai tempi CT della nazionale albanese. I due cenano insieme, Edon apre alla possibilità di giocare per l'Albania, ma alla fine non se ne farà nulla. Panucci non la prenderà bene, accusando i coniugi Zhegrova di aver fatto pressioni sul figlio per farlo rifiutare.
L'incontro che tocca l'animo di Zhegrova è però quello con un personaggio meno noto alle nostre latitudini. Fadil Vokrri non è solamente il presidente della federcalcio del Kosovo (è scomparso nel 2018, mentre era ancora in carica), bensì una leggenda nazionale, bandiera del Priština ed ex nazionale jugoslavo a metà degli anni '80. Bastano poche parole tra i due per giungere alla conclusione che Edon Zhegrova giocherà per il Kosovo. Al suo debutto, in amichevole contro il Madagascar, troverà subito il gol, direttamente su assist del portiere Ujkani, visto in Italia con le maglie - tra le altre - di Palermo, Novara e Torino.
A livello di club, però, le cose iniziano presto a farsi complicate: scemato l'entusiasmo per i primi passi tra i grandi, Zhegrova fatica a imporsi come un titolare, restando fuori dai convocati in quasi tutte le gare della seconda fase del campionato belga. "Oltre alle difficoltà sul piano fisico, ero indietro dal punto di vista tattico - riconoscerà l'esterno in seguito - non avevo mai giocato partite ufficiali prima, e questo mi ha penalizzato. Mi allenavo anche con un personal trainer, lavoravo duro ogni giorno".
Le parole di Zhegrova cozzano con ciò che dirà di lui Clement quando, nel mercato invernale della stagione successiva, il calciatore manifesterà l'intenzione di andarsene, arrivando al punto di non presentarsi più agli allenamenti. "Ho tanta esperienza coi giovani, purtroppo alcuni di loro mostrano poco impegno e poca pazienza. Quando non ti alleni, come ha fatto Edon, deludi tifosi e compagni di squadra. Qui non c'è posto per gente che rema contro di noi". Zhegrova giungerà a tale decisione dopo le tribune nella prima parte di 2018/19, nonostante un avvio promettente con doppietta contro i lussemburghesi del Fola Esch, nei preliminari di Europa League.
Zhegrova lascia il Genk per trasferirsi, in prestito con diritto di riscatto, al Basilea. Il ragazzo viaggia da solo - la sua famiglia rimane a vivere in Belgio; la sua abitudine a cavarsela in ogni situazione, e la nutrita comunità albanese e kosovara presente in Svizzera, lo aiutano a non sentire troppo il distacco dal nucleo familiare. Sul campo, invece, i fatti sembrano dare ragione a Clement: il primo anno e mezzo in Svizzera Zhegrova lo trascorre in anticamera, scendendo in campo sporadicamente e aggregandosi di tanto in tanto alla seconda squadra del Basilea.

Viste le difficoltà economiche causate dalla pandemia, il Basilea non ritiene opportuno versare i €3,75 milioni pattuiti per il riscatto: Zhegrova sembra destinato a tornare in Belgio nell'estate del 2020. Iniziano a circolare voci relative a un suo passaggio in Premier League, ma alla fine il kosovaro tornerà in rossoblu: il Basilea ottiene uno sconto dal Genk, e per €3 milioni Edon ritorna in Svizzera. Sulla panchina del club siede Ciriaco Sforza, che si innamora fin da subito del talento del ragazzo, tanto ad arrivare a definirlo "ai livelli di Messi, per quanto riguarda la tecnica".
Zhegrova è immediatamente titolare sull'out di destra del 4-2-3-1 di Sforza, mantiene il posto tra i primi 11 anche quando l'ex centrocampista dell'Inter viene esonerato e, lentamente, inizia a carburare. 5 gol e 6 assist nella sua prima stagione da titolare, altre 4 reti con 6 assistenze nella prima metà del 2021/22, a dispetto delle poche presenze dovute a qualche piccolo infortunio. Nell'1vs1 è impossibile da gestire per i difensori del campionato svizzero, e anche in Europa si toglie le sue soddisfazioni, andando in gol contro Omonia Nicosia e Kairat Almaty nel girone di Conference League che il Basilea chiude al primo posto.
Nel gennaio del 2022 sul ragazzo piomba il Lille, che individua in lui il perfetto sostituto di Jonathan Ikoné, appena ceduto alla Fiorentina. Con grande disappunto dei tifosi del Basilea, ormai ammaliati dalle sue serpentine, per €7 milioni Zhegrova lascia la Svizzera e, a 23 anni ancora da compiere, si trasferisce nel nord della Francia. Per Edon si tratta di una piccola rivincita: nel 2014, dopo lo stage col Milan, aveva sostenuto un provino davanti agli scout del Lille, senza successo. I Dogues sono campioni di Francia in carica, ma stanno vivendo una stagione di rigetto, barcamenandosi a metà classifica senza arte ne parte.
Zhegrova inizia a far parlare di sé già alle prime uscite con la nuova maglia, ma non esattamente in positivo: alla seconda partita ufficiale, subentrato all'81' contro il Metz, l'esterno riesce nell'impresa di farsi espellere per doppia ammonizione in meno di dieci minuti. A salvarlo è l'intervento della commissione disciplinare: il primo giallo gli era stato assegnato per una simulazione inesistente, e la squalifica viene ritirata. La sua prima gioia col Lille arriva contro il Clermont, con un sinistro da fuori deviato che vale il 4-0 finale. Chiusa la stagione con un anonimo decimo posto, nell'estate del 2022 arriva l'uomo che cambierà la carriera di Zhegrova: Paulo Fonseca.
Fa strano scriverlo ora, ma nelle primissime partite della gestione Fonseca il ruolo di Zhegrova è occupato da Jonathan David, che prima di diventare il partner in crime del kosovaro viene impiegato dal portoghese come attaccante di destra del 4-2-3-1. Dopo la débâcle col PSG (7-1!) alla 3° giornata, Fonseca cambia tutto: Zhegrova alto a destra, David al centro dell'attacco. Edon però non ha nemmeno il tempo di ingranare dato che, dopo due partite e mezzo, rimedia un infortunio muscolare nella gara contro il Montpellier. Al rientro, dopo un mese, il suo spazio sull'out di destra è occupato da due vecchie conoscenze della nostra Serie A: Adam Ounas e Tim Weah.
Fonseca ci mette del tempo a reintegrare in squadra il kosovaro, che dal canto suo non riparte nel migliore dei modi; Zhegrova si guadagna la fama di calciatore individualista e fumoso, complici alcuni sfortunati errori sotto porta che tengono il giocatore a secco di reti per tutto il girone d'andata. A cambiare le carte in tavola in casa Lille è ancora una volta un infortunio, stavolta occorso a Ounas, che sembrava essersi impadronito della titolarità sulla fascia destra; Fonseca, da febbraio '23, rilancia Zhegrova tra i titolari.
A Rennes, Zhegrova disputa la sua miglior partita con la maglia del Lille fin lì. Sotto per 1-0 nel primo tempo, i Dogues si aggrappano al kosovaro per ribaltare la gara: Edon va in gol con un bel sinistro all'angolino, poi mette in porta Cabella d'esterno dall'out di destra, infine serve André Gomes col tacco per l'1-3. Non si tratta di un exploit isolato: spesso criticato dalla stampa per la mancanza di continuità, Zhegrova risponde guadagnando il rigore decisivo nella gara successiva contro lo Strasburgo, mentre il suo gol contro il Lione non basta a salvare il Lille dall'eliminazione agli ottavi in Coupe de France.
Da febbraio in avanti Zhegrova mette a tabellino 4 gol e 5 assist in 12 gare disputate, uno score ancor più impressionante se rapportato a un girone d'andata quasi ectoplasmatico; inevitabile che le aspettative attorno a lui, per il 2023/24, siano elevatissime. Le etichette di solista e di supersub sono ormai cadute: con 12 reti e 10 assist in tutte le competizioni, è protagonista indiscusso del 4° posto del Lille, valido per la qualificazione ai preliminari di Champions League, ed è inserito tra i 5 candidati al premio di miglior giocatore stagionale della Ligue 1, poi vinto da Mbappé.
Nell'anno della consacrazione, Zhegrova è il calciatore della Ligue 1 con più dribbling riusciti (90), il miglior assistman del Lille assieme ad Angel Gomes, il secondo miglior marcatore dietro a David (alla pari con Yazici), e viene eletto per tre volte giocatore del mese dai tifosi. In poco più di un anno, Zhegrova diventa l'incubo dei terzini di tutta Francia, per la sua capacità di saltarli sia a destra che a sinistra, di sgusciare in mezzo a due o tre uomini e di colpire in modo mortifero col sinistro. La sua efficienza in campo aumenta esponenzialmente, ma non va a intaccare il suo amore per le giocate a effetto, con particolare predilezione per il tunnel.
Cruciali, nell'esplosione di Zhegrova, sono gli insegnamenti di Fonseca: il portoghese non si è fatto scrupoli nell'escluderlo, anche preferendogli esterni meno talentuosi, quando il ragazzo non gli forniva le giuste garanzie, ma è anche il primo a riconoscerne gli enormi progressi. Il rapporto tra i due valica il rettangolo di gioco: nel dicembre 2023, dopo aver perso una scommessa con lui, Fonseca è "costretto" a portarlo a far shopping, nel tentativo di migliorare uno stile di abbigliamento che l'allenatore stesso aveva definito "discutibile". Un siparietto divertente, ripreso dai social del Lille.
Inevitabile che, dopo una stagione con la S maiuscola, attorno a lui si addensino le voci di mercato, provenienti dalla Serie A e dalla Premier League. Anche il ragazzo, forte di un contratto in scadenza nel 2026, sembra orientato ad andarsene: "Sento di aver dato tutto ciò che potevo al Lille, probabilmente è tempo di andarmene in un club più grande", riferirà durante un'intervista a un emittente kosovara. Di tutt'altro avviso è il presidente Létang, che placa i bollenti spiriti del ragazzo definendo le sue dichiarazioni "affrettate" e il calciatore "non ancora pronto per una big".
Zhegrova incassa il colpo e, invece di intristirsi per il mancato trasferimento, si rimbocca le maniche e riparte da dove aveva terminato: il palcoscenico della Champions League può aprirgli ancor più le porte delle migliori squadre d'Europa. Sulla panchina del Lille c'è Genesio, ma l'addio del mentore Fonseca non intacca la titolarità di Edon. Con 3 gol in 4 partite, è il principale fautore della qualificazione del Lille alla fase campionato della Champions, arrivata superando nei preliminari Fenerbahce e Slavia Praga.
Di fronte alle grandi d'Europa, Zhegrova si esalta; contro il Real Madrid è autore di una gara magistrale, in cui fa impazzire Camavinga e Bellingham e si guadagna il calcio di rigore - poi trasformato da David - che permette al Lille di cogliere un'isperata vittoria. Il kosovaro punisce anche l'Atletico, stavolta in prima persona e con la specialità della casa, un imprendibile interno sinistro da fuori che propizia la rimonta dei dogues al Metropolitano.
Quando poi al Pierre Mauroy arriva la Juventus, né Zhegrova né il suo compagno David possono immaginare che, meno di 365 giorni dopo, si sarebbero ritrovati con la maglia bianconera. Sono i due attaccanti a confezionare la rete che manda avanti i padroni di casa: sterzata del kosovaro verso il cerchio di centrocampo, rasoterra illuminante a tagliare la difesa, attacco alla profondità del canadese e gol a tu per tu con Di Gregorio. Tutta la partita di Zhegrova fa stropicciare gli occhi: Edon è un rebus irrisolvibile per la retroguardia juventina, e chiude con 8 dribbling riusciti e 11 duelli vinti.
Sembra il preludio all'ascesa di Zhegrova verso il gotha degli esterni offensivi di tutta Europa, invece la sua stagione finisce prima di Natale; l'ultima partita è del 14 dicembre 2024, quando è costretto a uscire al 45' della sfida contro il Marsiglia per un fastidio all'inguine. Lo spettro della pubalgia prende corpo nel corso delle settimane, il ragazzo non riesce a smaltirla e, di comune accordo col club, decide di operarsi per risolvere il problema. Zhegrova sarebbe dovuto tornare in campo già per i primi impegni del Lille del 2025/26, ma Genesio lo ha escluso a causa delle voci di mercato, poi concretizzatesi col passaggio alla Juve.
Il 1° settembre 2025, Edon Zhegrova passa alla Juventus per €15,5 milioni più altri 3 di bonus, cifre che rischiano di rivelarsi una vera e propria steal per un giocatore del suo talento, il cui trasferimento è stato favorito dal contratto in scadenza nel 2026. Le incognite sulle condizioni fisiche sono circostanziate: l'operazione dovrebbe aver risolto definitivamente i suoi problemi con la pubalgia; Zhegrova si è sottoposto a una meniscectomia laterale 4 anni fa, senza mai soffrire di alcun tipo di ricaduta, ed è stato vittima di infortuni muscolari per 2 volte negli ultimi 4 anni, numeri assolutamente nella media.
Zhegrova arriva a Torino al termine di un cammino per nulla lineare e scontato, che ha saputo forgiare il carattere di un ragazzo già incredibilmente sfrontato e sicuro dei propri mezzi. Gli anni a Lille ne hanno smussato i difetti, nell'associazione coi compagni e nel contributo in fase di non possesso; tra le mani di Tudor arriva un calciatore vicino all'apice del proprio processo di maturazione, che ha solo bisogno di mettere in mostra le immense qualità dopo diversi mesi passati in infermeria. Con una batteria di fantasisti formata da Zhegrova, Yildiz e Conceiçao, la Juventus può far paura a qualsiasi retroguardia d'Europa.
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