
Estirada #3 - La crisi nera dell’Atlético Madrid?
L’Atlético Madrid non sa più vincere, l’Espanyol vola e sogna l’Europa, il Real Oviedo può salvarsi?
Hola, buenas a tutti gli appassionati di calcio spagnolo e non solo. Questa è Estirada, la rubrica che vi terrà in compagnia fino alla fine della Liga! Uscirà dopo il fischio finale di ogni giornata: dalla penna di Edoardo Viglione e dagli occhi della redazione, il meglio (e il peggio) del massimo campionato spagnolo.
La struttura? Una cuestión principale (quest’oggi: La crisi nera dell’Atlético Madrid), altre tre o quattro píldoras che fanno da contorno e ci raccontano qualche episodio avvenuto nel week end (oggi: Si può parlare di Euro-Espanyol?, Real Oviedo e la salvezza, Dietrofront del Girona e Il Siviglia di Almeyda).
La crisi nera dell’Atlético Madrid
Sembra quasi che i Colchoneros non sappiano più vincere. Certo, sono passate solamente tre giornate, ma quanti di voi avrebbero pensato di vedere la banda del Cholo Simeone ferma a soli 2 punti dopo gare contro Espanyol, Elche e Alavés? Al Wanda Metropolitano la stupenda afición biancorossa non ha lesinato fischi, dimostrando che vuole di più e che vuole fortemente tornare a festeggiare un trofeo cinque anni dopo la Liga conquistata nei tristi stadi vuoti causa covid. D’altronde voi li biasimereste?
In estate l’Atlético Madrid ha investito molto per migliorare la rosa, ma la faccia della squadra non sembra essere cambiata. Il tasso tecnico si è innalzato sempre più e ormai i Colchoneros possono vantare giocatori davvero di qualità come Julián Álvarez, Alex Baena o Antoine Griezmann, ma evidentemente i risultati continuano a non essere quelli sperati o attesi. Sembra quasi che il Cholo non riesca a staccarsi del tutto dal DNA “operaio” che ha portato l’Atlético a lottare per il vertice spagnolo ed europeo.
È forse ora di guardare oltre dopo circa quindici anni? Per quanto possa essere dolorosa come scelta, sarebbe ora di prenderla in considerazione. È molto complicato, però. Perché in questi anni tra i due sembra essersi costruito un legame quasi vitale: l’Atlético Madrid è Simeone e Simeone è l’Atlético Madrid. Prima o poi, però, il cordone ombelicale dev’essere tagliato e, se dopo un mercato oneroso come quello appena effettuato, non dovessero arrivare risultati importanti, potrebbe essere l’estate giusta per farlo.
Dolorosa sì, ma forse inevitabile. Dopo questi tre paragrafi abbastanza negativi potrà sembrare un ossimoro, ma guai a dare per morto l’Atlético Madrid. Anche lo scorso anno i Colchoneros cominciarono male il campionato per laurearsi poi campioni d’inverno. Magari quest’anno non andrà così, ma potrebbero comunque dare una spallata emotiva alla stagione da un momento all’altro. Dopo la sosta i rojiblancos sono attesi da due impegni molto complicati (con un Nico Gonzalez in più): prima arriva il Villarreal in casa e poi si vola ad Anfield per la prima giornata di Champions League contro il Liverpool. Il momento potrebbe essere già arrivato.
Euro-Espanyol?
Se non fosse stata per la rimonta subita nella seconda giornata sul campo della Real Sociedad, a pari punti con il Real Madrid potrebbe esserci una squadra che ha sede a Barcellona. No, non sono Lamine Yamal e compagni, bensì l’Espanyol di Manolo González. I Periquitos hanno tutte le carte in regola per essere una delle sorprese più dolci di questo campionato e, perché no, anche per tornare in Europa dopo tanti anni complicati.
Il campionato è cominciato bene con la folle rimonta ai danni dell’Atlético Madrid all’esordio, il pari rimediato in un campo ostico come l’Anoeta (dal quale ne sono usciti addirittura con qualche rimpianto) e la vittoria interna contro l’Osasuna. L’Espanyol sul mercato si è mosso in modo intelligente aggiungendo giocatori davvero validi e interessanti come Roberto Fernandez e lavorando molto bene sul mercato dei parametri zero: tenete d’occhio Tyrhys Dolan.
Real Oviedo e la salvezza
Nelle prime giornate il calendario non era stato benevolo e, il povero Real Oviedo, aveva dovuto scontrarsi immediatamente con Villarreal e Real Madrid, non di certo due squadre alla sua portata. All’Estadio de la Ceramica gli Azules sono usciti sconfitti per 2-0, mentre in casa contro i Blancos hanno dovuto alzare bandiera bianca subendo un sonoro 0-3. Nell’ultima giornata, però, è arrivata la prima vittoria in Liga contro un Real Sociedad in cerca di sé stesso. La rete? Di Leander Dendoncker.
Il mercato, nelle ultime ore, è stato benevolo per il Real Oviedo e ha portato giocatori di grande esperienza come il belga, che vanta tanti anni in Premier League e anche una breve parentesi al Napoli, Eric Bailly, ex United, e Josip Brekalo, esterno croato che in Serie A abbiamo potuto ammirare molto bene con le maglie di Torino e Fiorentina. La salvezza non sarà facile da ottenere perché molte delle squadre che erano date per papabili retrocesse si sono mosse molto bene, ma anche il Real Oviedo non vuol essere da meno.

Dietrofront del Girona: ha comprato!
Nell’ultimo episodio ero stato abbastanza duro con il Girona, reo di vendere i migliori giocatori senza rimpiazzarli. Il campionato dei catalani è cominciato come peggio non poteva, ovvero con tre sconfitte su tre ed un solo gol fatto a fronte di dieci subiti. Un solo anno dopo aver disputato la Champions League, il Girona è ultimo in Liga e anche indicato come possibile retrocessa da tanti addetti ai lavori. Come se non bastasse, il tecnico Michel ha affermato che allo stato attuale non possono nemmeno definirsi una squadra e la società ha tante responsabilità in tutto questo.
Evidentemente le sue lamentele sono state ascoltate. In una sola settimana il Girona ha chiuso per Alex Moreno, arrivato a sostituire Miguel Gutierrez partito in direzione Napoli, ha venduto al Rangers Bojan Miovski, che era arrivato come erede di Dovbyk dopo una grande stagione all’Aberdeen senza mai rispettare le aspettative, e anche Yangel Herrera alla Real Sociedad. Al loro posto ha perfezionato il ritorno di Bryan Gil dopo il prestito della stagione precedente ed ha portato in Catalunya Vladyslav Vanat, attaccante ucraino che nelle ultime tre stagioni con la maglia della Dynamo Kiev ha segnato 45 gol in 80 partite. Sarà lui l’erede di Artem Dovbyk?
Il Siviglia di Almeyda
Dall’Europa League vinta in finale ai danni della Roma sembrano passati decenni. Invece era solamente due anni fa. Il Siviglia è incappato in una spirale negativa e non è più riuscito nemmeno ad avvicinarsi a una qualificazione europea. Poca programmazione, qualche scelta sbagliata e tanti allenatori cambiati. Ora sulla panchina siede Matías Almeyda, tecnico argentino reduce da tre anni all’AEK Atene.
Nonostante la Liga del Siviglia sia cominciata con soli tre punti e due sconfitte nelle prime due gare stagionali, gli andalusi hanno molte note positive da portare a casa. Sia a Bilbao che in casa del Getafe, i ragazzi di Almeyda non meritavano la sconfitta. Il Siviglia ha un’identità nuova e sta tornando piano piano a essere quella squadra rognosa complicata da affrontare che lotta su ogni palla. Il mercato, purtroppo, è stato al risparmio come per molte squadre della Liga e Almeyda dovrà essere bravo a fare fuoco con la legna che ha a disposizione.
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