
Chico Conceição e la Juventus di Igor Tudor
Nonostante l'arrivo di Zhegrova, Conceição sembra un giocatore importante della nuova Juventus di Tudor.
Rispetto alla passata stagione nella Juventus sono cambiate molte cose. Ad agosto 2024 sarebbe stato strano pensare che solamente 365 giorni dopo i bianconeri avrebbero affrontato un terremoto così grande. L’estate scora sulla panchina della Vecchia Signora è arrivato Thiago Motta, scelto dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli, con il compito di guidare la Juventus nel suo nuovo corso. Il tecnico italo-brasiliano si è ritrovato subito a dover affrontare il pesante testimone di essere il successore di Massimiliano Allegri, l’allenatore più divisivo della storia recente bianconera.
Inizialmente le cose andarono bene. Giuntoli operò in modo massiccio sul mercato al fine di regalare a Motta la rosa più competitiva possibile. I risultati arrivano, i bianconeri giocano abbastanza bene, pressano alto e dialogano vivacemente in mezzo al campo. Sin da subito, però, si avvertono due preoccupanti scricchiolii: da un lato la Juventus costruisce bene, ma rifinisce male; dall’altro la difesa post infortunio di Gleison Bremer vacilla e fatica a trovare un quadra. Senatori come Danilo, inoltre, hanno un crollo di rendimento drastico sotto la gestione Motta.
Anche l’oneroso mercato di Giuntoli, già tra fine estate e inizio autunno, comincia a molti dubbi. Teun Koopmeiners, un po’ per la mancanza di una preparazione estiva adeguata, un po’ per l’ambiente nuovo, un po' per i diversi compiti tattici, sembra il lontano parente di quello che abbiamo ammirato negli anni a Bergamo. Nico González, dopo l'infortunio di Lipsia, tarda due mesi a riprendersi da un fastidio muscolare e, anche quando torna a regime, non convince mai a pieno. Douglas Luiz, invece, è semplicemente un oggetto misterioso. Anche lui è spesso in infermeria e, soprattutto, sembra non essersi mai integrato nel gioco voluto da Motta e - forse - nemmeno in spogliatoio. L'unico acquisto o quasi ad aver convinto fin da subito è stato il giovane portoghese figlio d'arte preso in prestito dal Porto: Francisco Chico Conceição.
Classe 2002, meno di 170cm per meno di 65kg, mancino e con un dribbling mozzafiato. Al suo arrivo molti non lo conoscevano se non come il figlio di Sergio, ma in poco tempo il lusitano ha rubato il cuore di molti tifosi bianconeri. Il gol a Genova, quello a Lipsia o, il più bello di tutti per importanza, quello nel Derby d’Italia contro l’Inter. Chico è sempre stato un esterno sul quale Motta ha puntato e, dopo l’esonero con conseguente arrivo sulla panchina di Igor Tudor, il suo utilizzo è sembrato vacillare.
Inizialmente il tecnico croato non è rimasto colpito dalle caratteristiche del portoghese. Non lo vedeva abile nel giocare come quarto di centrocampo e anche come trequartista nutriva dei dubbi. Nelle prime sette gare della gestione Tudor, Conceição è sempre partito dalla panchina ed ha ottenuto una maglia da titolare contro l’Udinese e nella gara di Venezia, decisiva per la Champions League, dove ha ottenuto il rigore sul finale che ha permesso alla Juventus di qualificarsi alla massima competizione europea.
Da qui Tudor non ha potuto più farne a meno. Al Mondiale per Club è sempre partito dal primo minuto (ad eccezione della gara contro il City con i bianconeri già qualificati e le seconde linee in campo) ed ha trovato anche una doppietta nella gara d’esordio contro l’Al-Ain. Col tempo Chico è diventato un’arma della quale l’allenatore croato non può fare a meno, tanto che in un’estate complicatissima dal punto di vista finanziario e del mercato i bianconeri hanno scelto di investire 32 milioni per riportarlo sotto la Mole. Oggi Francisco Conceição è titolarissimo e ha il suo posto nei due alle spalle della punta, dove con Kenan Yildiz forma una trequarti clamorosa.
La carriera di Chico, fino ad ora, era stata una montagna russa tra Porto ed Ajax senza aver mai trovato la sua vera dimensione e fino a qualche mese fa sembrava fosse così anche a Torino. Ultimamente, invece, sembra essere finalmente nel posto giusto al momento giusto. È un dribblatore eccezionale al quale non puoi permetterti di lasciare spazi e, soprattutto, è rapidissimo. Conceição è un’arma incredibile nelle situazioni di contropiede e nelle transizioni positive considerata la sua abilità a portare palla, ma è anche indispensabile contro le squadre che si difendono con il blocco basso, essendo molto forte nell’uno contro uno da fermo e, quindi, nel creare superiorità numerica.
Per comprendere al meglio quanto Francisco Conceição sia un dribblatore elitario e quanto quest’aspetto sia indispensabile per la Juventus, possiamo guardare le statistiche, grazie a Fbref, sulle Shot-Creating Actions (SCA) e sulle Goal-Creating Actions (GCA). Le prime misurano le azioni, come un passaggio chiave o un dribbling vincente, che hanno portato ad un semplice tiro, mentre le seconde quelle che si sono tramutate in una rete. Chico, se confrontato ai centrocampisti offensivi ed alle ali dei migliori cinque campionati europei, si trova nel miglior 8% d’Europa per tiri creati in seguito a un suo dribbling e nel miglior 4% per gol scaturiti da un suo dribbling.
Questo potrebbe bastare a farci capire il suo reale valore e quanto egli sia insostituibile per Tudor, dato che è l’unico esterno in rosa ad avere parametri così alti. Il più vicino a lui è Kenan Yildiz, che però, in quanto a dribbling, si trova solamente nel 58esimo percentile per le SCA e nel 68° per le GCA.
Ad essere tanto sottovalutato, però, è anche l’immenso lavoro che Francisco Conceição svolge senza palla in fase di non possesso. Erroneamente, infatti, si pensa che il lusitano non ripieghi o non copra, ma si tratta di leggende metropolitane, probabilmente alimentate dal suo fisico minuto, molto semplici da smentire. Innanzitutto è un calciatore favoloso nella prima pressione e sempre se paragonato ai suoi pari ruolo dei Top 5 campionati europei, per FBref è nell’87° percentile sia per quanto riguarda i contrasti effettuati che per quelli vinti, è nel 91° per quelli realizzati nell’ultimo terzo di campo, si trova nel 92° per dribbling sfidati e nel 93° per dribblatori contrastati. Questo indica che Francisco è un esterno che accetta volentieri l’uno contro uno, ma anche che è un esterno che cerca di sopperire alle proprie mancanze fisiche con garra e rapidità.

In fase di possesso, oltre al già citato dribbling, il suo piatto forte sono le conduzioni e le progressioni. È nel 97° percentile per conduzioni progressive e per quelle che portano nell’area avversaria, inoltre è nel miglior 2% per quelli percorsi palla al piede, ma soprattutto nel 4% per quelli percorsi durante le conduzioni progressive. Quest’ultima statistica è particolarmente rilevante perché non conta le conduzioni percorse all’indietro oppure orizzontalmente, ma solamente quelle verso la porta. Un altro aspetto fondamentale del gioco di Francisco Conceição è infatti la grande verticalità che dona alla Juventus, una caratteristica di cui i bianconeri hanno un disperato bisogno.
Da quando è a Torino Chico ha già saputo lasciare il segno in momenti importanti e in gare fondamentali e sentite dal popolo bianconero. La già citata rete contro il Lipsia è ovviamente un esempio, ma anche l’assist servito a Weah contro l’Inter a San Siro, o quello per il 2-0 di Kenan Yildiz nel Derby della Mole, avevano contribuito a far innamorare sempre di più la tifoseria della Juventus. Ha la fiducia di Tudor, l'affetto del pubblico, è alla Juventus a titolo definitivo e si giocherà il posto con l'ultimo arrivato Edon Zhegrova. What else?
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