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Fiorentina Polissya 3-2
, 28 Agosto 2025

Fiorentina-Polissya 3-2, Considerazioni Sparse


78 minuti con il brivido per la Fiorentina, poi la rimonta nel finale sugli ucraini del Polissya.

La settimana scorsa si parlava di come la Fiorentina, una volta tanto, sembrasse una volta tanto in grado di archiviare con serenità l'accesso alla Conference, forte e sicura dopo il 3-0 in trasferta. Poi è iniziato il campionato, dove il pari di Cagliari è stato un primo bagno di realismo per i viola. E da lì, immancabile, il ritorno del preliminare contro il Polissya ha preso improvvisamente senso, almeno per 78 minuti. Sul campo di casa dell'occasione, il Mapei Stadium di Reggio Emilia, ci vuole infatti il gol di Dodô proprio a dodici dal termine per rasserenare animi, e archiviare un passaggio del turno divenuto, fin dai primi istanti di gara, estremamente complicato.

Stefano Pioli opta per un turnover abbastanza pesante: posta l'assenza dello squalificato Kean, c'è l'esordio da titolare di Dzeko in veste di centravanti, con alle sue spalle Ndour e Fazzini. Gosens riposa sulla sinistra c'è Parisi, mentre in mezzo Mandragora (sempre più recordman per i viola nelle coppe europee) prende il posto di Sohm. Fuori anche Pongracic e Ranieri, partono titolari Pablo Marì e Viti. Pronti via, arriva l'incidente il primo incidente di percorso. Lancio lungo del Polissya, De Gea sembra chiamare il pallone in uscita mentre Comuzzo copre la palla. Vuoi l'incomprensione, vuoi una cattiva gestione del pallone da parte del giovane difensore viola, fatto sta che arriva Nazarenko e a porta vuota porta gli ospiti in vantaggio. Passano 10 minuti, Costa si inventa il numero su Parisi, cross dentro e sulla spazzata di testa di Marì Andriyevskyi toglie il coniglio dal cilindro con una splendida volée. 0-2, partita riaperta.

Ci sono varie cose che non hanno funzionato in questa Fiorentina sperimentale del primo tempo, difficoltà ovviamente esacerbate dall'improvviso doppio svantaggio che ha rinvigorito gli ucraini e stordito i viola. In primis, le difficoltà nel capire incarichi e riferimenti a centrocampo per il quadrato Fagioli-Mandragora-Ndour-Fazzini: solo il primo, forte anche del suo bagaglio tecnico, ha avuto ben chiaro cosa fare nelle due fasi, mentre l'ultimo di questa lista ha mostrato una certa intraprendenza e lucidità nel rientrare in partita dopo la sbandata generale iniziale. In secundis, le difficoltà di Dzeko del fare da vertice d'attacco. Il bosniaco (poi ripresosi - anche con il maggior supporto dei compagni - nel finale di gara) ha faticato tantissimo sui duelli aerei, di fatto complicando il lavoro di risalita della squadra e favorendo la possibilità del Polissya di scoprire la palla. Terzo ma non ultimo, l'approccio generale della squadra è stato distratto e superficiale, con poche eccezioni. Quasi è parso che la partita non fosse stata preparata con la dovuta attenzione.

Nella ripresa Pioli per non correre rischi inserisce progressivamente tutti i titolari che può. I primi a farne le spese sono Parisi (troppo in difficoltà a livello difensivo e non abbastanza di peso in avanti) e Ndour per Gosens e Gudmundsson, con il ritorno a un più canonico 3-5-2 in luogo del 3-4-2-1. Per il centrocampista ex PSG questa è la seconda sostituzione all'intervallo consecutiva, che sa un po' di bocciatura dopo la buona prova dell'andata. Seguono nella girandola Comuzzo - rimasto scottato dall'errore iniziale con tanti errori in impostazione, e forse distratto dalle incertezze in sede di mercato - per Pongracic (non brillantissimo) e Sohm per un Mandragora atleticamente ancora molto indietro. Ne guadagna in sicurezza e fluidità la squadra viola (vedasi la serpentina di Fazzini al 54', palla sul palo), sia per il diverso brio offensivo dato da Gudmundsson, sia soprattutto per il solito, rassicurante impatto di Robin Gosens, sempre più leader in campo sia sul lato tecnico che su quello mentale.

Proprio da Gosens, con il più classico attacco da quinto a quinto su un pallone che finalmente Dzeko riesce a lavorare con intelligenza, nasce il gol di Dodô (secondo centro personale in quattro stagioni, non segnava da Fiorentina-Sampdoria 5-0 dell'aprile 2023) che scaccia via le preoccupazioni e, di fatto, archivia partita e discorso qualificazione. Le reti da corner di Ranieri (ultimo a subentrare al minuto 86 per Viti) e di Dzeko nel finale valgono a ribaltare il risultato e mettere a referto una vittoria, senza tuttavia rimuovere del tutto le brutte impressioni di avvio gara. In attesa nella chiusura del mercato, dove dopo l'arrivo di Piccoli pare comunque necessario un innesto a centrocampo, la Fiorentina pare rimanere alle prese con una serie di nodi da sciogliere, ma nel frattempo può provare a godersi l'avvio di questa nuova, ennesima corsa alla Conference League.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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