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Premier League Ngumoha
, 27 Agosto 2025

Segnali dalla 2° giornata di Premier League


Manchester è incompiuta, mentre Arsenal e Liverpool guidano il gruppo.

FULHAM – MANCHESTER UNITED

Il referto uscito dal pomeriggio di Premier League in riva al Tamigi racconta un Manchester United ancora ben lontano dalla guarigione. Il pareggio di Craven Cottage ha messo in luce ancora tutti i difetti di una squadra poco matura e troppo fragile. 1 (auto)gol e 1 punto nelle prime due giornate è un inizio troppo misero, per quella che dovrebbe essere la stagione del riscatto.

A dire il vero, dopo i primi 45' abbiamo quasi pensato potesse essere un pomeriggio diverso. Possesso fluido, baricentro alto, l'intraprendenza dei tre davanti - bene Mount e soprattutto Cunha. I Red Devils hanno sfiorato più volte il vantaggio, fallendo un calcio di rigore con Bruno Fernandes. Poi, dopo il gol dello 0-1, la ripresa ha riportato tutti sulla terra.

Troppi i gol presi dal Man United nella propria area piccola. L’anno scorso, nonostante Amorim avesse presto virato verso uno schieramento prudente, il portoghese aveva fallito nel plasmare il suo gruppo in una squadra difensivamente credibile.

La sensazione, dopo le prime due partite di questa Premier League, è che in questa stagione non sia cambiato un granché. Se il gol di Calafiori era apparso inconcepibile, contro una squadra che usa quello schema da diverso tempo, la rete di Smith Rowe - taglio centrale che ha sorpreso difesa e mediana - ha confermato che il lavoro da fare è ancora enorme.

Il Fulham è invece una squadra allenata splendidamente. Una squadra che si muove secondo principi consolidati e che riesce a tirare fuori il massimo da ogni suo interprete. Ma adesso, vi prego, aiutate Marco Silva. Ai Cottagers servirebbero alternative, soprattutto a metà campo.

Lukic e Berge sono giocatori "normali", con tanti limiti. Se questa squadra vorrà fare un’ulteriore salto di qualità, sarà proprio andando a prendere qualcuno lì in mezzo. L’alternativa, già testata in passato, potrebbe essere quella di accentrare Iwobi: il nigeriano ha dimostrato di essere indispensabile, un giocatore talmente intelligente e dominante fisicamente da poter essere sfruttato in qualunque zona del campo. Ma la stagione sarà lunga, e sia lui che il suo allenatore avrebbero bisogno di più supporto.

CON LE MANI CIAO CIAO

La Premier League potrebbe avere un problema legato ai portieri. Il Chelsea, squadra campione del mondo in carica, e il suo numero 1, Robert Sànchez: lo spagnolo è probabilmente il peggior portiere del campionato. Anche al London Stadium, nonostante il Chelsea alla fine sia passato piuttosto facilmente sui resti del West Ham, all’inizio le cose si erano complicate per un’incertezza dell’ex Brentford.

Sul tiro di Paquetà, Sánchez è parso sgraziato, come quei giocatori di movimento che si mettono in porta nelle situazioni di emergenza. Nel replay da dietro la porta si intuisce bene l’errore di posizionamento, e l’incertezza fatale su quale mano usare per iniziare la parata. Errori scolastici che a questo livello non sono ammissibili. Pare strano che i Blues, partiti anche quest’anno con alte ambizioni, non siano ancora riusciti a trovare una soluzione sul mercato.

L’inizio di stagione disastroso del West Ham sembra poi aver contagiato anche il suo numero uno. Mads Hermansen è stato uno dei migliori portieri della Premier League 2024/25, nonostante il pessimo cammino del suo Leicester. In estate i 15 milioni spesi dagli Irons erano sembrati un bel colpo, ancor di più per una squadra che negli ultimi anni non aveva mai trovato solide certezze nel ruolo.

Con l’addio di Fabianski e Areola che si avvia nella fase discendente della carriera, Potter sembra già aver messo il danese in cima alle gerarchie del ruolo. Contro il Chelsea, però, ecco la peggior versione possibile di Hermansen, goffo in occasione del vantaggio di Joao Pedro e poco reattivo anche sul terzo e quarto gol avversario.

2 dei 5 gol del Chelsea sono arrivati da calcio d’angolo. Ormai in Premier i corner si battono quasi esclusivamente con traiettoria a rientrare, diretti verso l’area piccola, dove i giocatori della squadra che attacca sono incaricati di creare più confusione possibile, limitando il raggio d’azione di difensori e, soprattutto, del portiere. Sembra parecchio strano che alcuni estremi difensori non abbiano ancora preso contromisure.

Hermansen, nel Friday Night di Premier League, è caduto nella trappola Blues con troppa facilità, ma come non citare Bayindir, il nuovo titolare scelto da Amorim: proprio su una situazione simile è stato decisivo - in negativo - nel debutto stagionale del suo Manchester United contro l’Arsenal, e anche in casa del Fulham è parso tutt'altro che irreprensibile.

Farsi trovare impreparati su situazioni del genere è ormai inaccettabile. Un esempio virtuoso è rappresentato da Vicario, considerato uno dei migliori portieri di Premier League. Nella sua prima stagione inglese, il suo giudizio era rimasto sospeso proprio per i troppi gol presi da angolo. Grazie anche al lavoro del suo staff, Vicario ha lavorato tantissimo su questo aspetto, e adesso il Tottenham sembra aver messo una pezza su un problema che rischiava di diventare cronico.

DOVE ARRIVEREBBE L’ARSENAL-B IN SERIE A

Nelle ultime ore l’Arsenal ha (forse!) piazzato l’ultimo grande colpo del suo mercato estivo. Piero Hincapié potrebbe a breve - il pezzo è editato alla mezzanotte tra martedì 26 e mercoledì 27 agosto, ndr - diventare un nuovo giocatore dei Gunners. In attesa che i londinesi trovino l’accordo col Bayer Leverkusen, l'ecuadoriano avrebbe già accettato l’offerta di Arteta e sarebbe più che disponibile al trasferimento in Premier League.

L’arrivo di Hincapié andrebbe a completare una sessione di mercato esaltante, la prima sotto la guida dal nuovo DS Andrea Berta. Sono in tanti ormai a credere che sia proprio l’Arsenal, quest’anno, la squadra favorita per vincere la Premier League. Il club ha lavorato per costruire una rosa che non può e non dovrà porsi alcun limite. Al netto delle ultime prevedibili cessioni e di qualche giovane in rampa di lancio, Arteta potrà godere di almeno due giocatori per ruolo su livelli comparabili. Un lusso che in pochi, non solo in Premier League ma in tutta Europa, possono permettersi.

Immaginandoci un Arsenal A e un Arsenal B - i tanti impegni porteranno Arteta a una continua turnazione, soprattutto nella prima parte della stagione -i quale potrebbero essere gli ipotetici obiettivi della “seconda squadra” Gunners nel campionato italiano?

L’undici di riserva è una squadra fortissima. Se, come si dice, Eze troverà collocazione (nella squadra A) come esterno sinistro, almeno in fase di non possesso, ecco allora che giocatori come Madueke e Martinelli saranno i titolari, sugli esterni, del nostro once de gala 2.0. Hincapié e Mosquera coppia di difesa (anche se lo spagnolo, subentrato col Leeds, si è posizionato come terzino destro), un portiere pagato 80 milioni solo un lustro fa, alternative in mezzo.

Eccolo allora il nostro 4-3-3 pronto a catapultarsi in serie A: Kepa; White, Mosquera, Hincapié, Calafiori; Nwaneri, Nørgaard, Merino; Madueke, Havertz, Martinelli. In uscita dalla panchina: Max Dowman, Trossard.

Facile intuire come questa squadra nella nostra Serie A lotterebbe per le posizioni di testa, con ottime chances di vincere il torneo. Aldilà di questo giochino, l’aspetto più intrigante della nuova stagione sarà capire come Arteta gestirà l’enorme pressione che grava sulle sue spalle. Contro il Leeds si è sbloccato Gyökeres ma si sono fermati Saka e Odegaard per infortuni ancora da valutare. Havertz resterà fuori ancora per un po’, c’è poi da inserire Eze e gestire l’umore di chi necessariamente giocherà un po’ meno.

Ad Arteta, comunque, il lavoro da fare non manca. La migliore gestione tecnica ed emotiva del gruppo sarà l’aspetto chiave per provare a riaprire la bacheca dei trofei. Un consiglio per Mikel, molto umilmente. Quando si può – vedi sabato col Leeds, dopo il 4-0 - risparmia minuti agli indispensabili. Evitare corse e contrasti inutili ai vari Rice, Saliba, Gabriel potrebbe davvero rivelarsi decisivo, quest’anno più che mai, nella corsa alla Premier League.

MA CHE BELLA GIOVINEZZA

Al London Stadium ci sono state anche cose belle. La prestazione di Estêvão - accento sulla seconda e, mi raccomando -? Sorprendente. Vedere un 2007 al debutto da titolare giocare con quella personalità non è da tutti i giorni. E dire che la partita l’aveva anche iniziata male, con un errore banale che aveva dato il via all’azione del vantaggio avversario. Anche per questo, quello che si è visto dopo non era scontato. Il brasiliano ha messo a referto anche un assist, bellissimo, per il terzo gol dei suoi, firmato Enzo Fernandez.

Nella sua notte da sogno ci si è messo di mezzo anche il destino. Estêvão sarebbe dovuto partire dalla panchina, ma l’infortunio di Palmer nel riscaldamento lo ha lanciato dall’inizio. Molto più romantica raccontarla così, la sua serata. In realtà poi forse un pizzico di merito lo meriterebbe anche Maresca, che ha scelto lui tra le mille alternative a disposizione.

Dall’altra parte di Londra sta sbocciando un talento 100% made in England. Il volto nuovo del Fulham è Josh King, un altro classe 2007 pieno di talento e intraprendenza come il collega brasiliano del Chelsea. Titolare sulla trequarti nelle prime due di Premier League, Marco Silva ha dimostrato di preferirlo, almeno per ora, a Pereira e Smith Rowe.

Già protagonista con le nazionali giovanili dei Three Lions, in settimana per King arriverà molto probabilmente anche la prima – meritata - convocazione con l’Under 21 di Lee Carsley. Sia a Brighton che domenica contro i Red Devils abbiamo apprezzato la sorprendente capacità di mantenere la calma anche nelle situazioni più complicate, soprattutto in costruzione, anche nella propria metà campo. Ma sarà qualche metro più avanti che King dovrà dimostrare di poter essere decisivo. Una stagione da qualche gol e assist sarebbe un intrigante biglietto da visita per il mondo intero. Marco Silva anche stavolta potrebbe aver tirato fuori il coniglio dal cappello.

E se davvero il Liverpool avesse deciso di non cercare un’alternativa a Luis Diaz perché sapeva di avere in casa un talento già pronto per fare il salto? L’esordio di Rio Ngumoha in Premier League, in un St. James’ Park trasformato in un mega saloon del Far West, è stato leggendario. In uno degli stadi più caldi al mondo, in una situazione emotivamente sfavorevole dopo che i padroni di casa avevano rimontato due gol in inferiorità numerica, il 2008 inglese ha pensato bene di segnare il suo primo gol coi grandi, decisivo e pesantissimo. Un momento magico, per chi scrive quasi commovente.

Vedere un giovane segnare un gol del genere, ripeto, in un’atmosfera così, nel big match di giornata di Premier League, è stato emozionante. Se la scorsa settimana avevamo detto che il gol di Chiesa sarebbe entrato a prescindere nella storia di questo campionato, beh, che dire di questo? I Reds stanno flirtando pericolosamente col destino, che per ora pare dalla loro parte. Ma momenti del genere aiutano a trovare protagonisti insperati. E se davvero saranno Chiesa e Rio le ultime armi di Slot per costruire un reparto offensivo da sogno?

LA PREMIER LEAGUE, IN QUALCHE NUMERO

Il West Ham ha perso (2-3) anche la sfida di Coppa di Lega contro il Wolverhampton. 3 partite e 3 sconfitte per i nuovi Irons di Graham Potter, con l’aggravante degli 11 gol subiti in totale.

Il Manchester United ha segnato in una sola delle ultime 6 partite di Premier League (contro l’Aston Villa, ultima del campionato scorso). E meno male che il problema era la fragilità difensiva.

Ancora United. Dall’aprile scorso i Red Devils hanno collezionato meno punti in campionato (6) rispetto a tutte le altre squadre del torneo. Anche il Leicester, retrocesso l’anno scorso, ne ha messi insieme di più (8).

Ruben Amorim, da quando è arrivato in Premier League a Manchester, sponda rossa: 30 partite, 7 vittorie, 7 pareggi, 16 sconfitte.

Iliman Ndiaye è stato l’ultimo giocatore dell’Everton a segnare a Goodison Park e il primo a segnare nel nuovo Hill Dickinson Stadium. Nella partita di domenica contro il Brighton, Jack Grealish ha collezionato 2 assist, tanti quanti ne aveva messi insieme nelle ultime 2 stagioni di Premier League intere.

Avendo vinto anche con il Brentford 3 anni fa, Thomas Frank è il 3° allenatore ad aver battuto Guardiola fuori casa con due squadre diverse. Prima di lui solo Mourinho con Real e Manchester United e Antonio Conte con Chelsea e Tottenham.

Max Dowman è solo il 3° giocatore ad aver debuttato in Premier League prima di aver compiuto 16 anni dopo il compagno di squadra Ethan Nwaneri e Jeremy Monga, Leicester City, buttato nella mischia da Van Nilsterlooy nel delirante finale di stagione di Premier League scorso ad aprile, nel match contro il Tottenham.

Hugo Ekitiké, 3 partite ufficiali col Liverpool e 3 gol tra Community Shield e Premier League. Isak chi?

  • Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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