
Levante-Barcellona 2-3, Considerazioni Sparse
Il Barcellona rimonta il doppio vantaggio del Levante sulle ali di due stratosferici Pedri e Lamine Yamal.
Il Barcellona di Hansi Flick è la squadra delle rimonte. All’Estadio Ciutat de Valencia va in scena una partita folle: nei primi 45' il Levante argina bene il talento offensivo blaugrana e punisce la difesa altissima dei catalani chiudendo per 2-0 beneficiando anche di un rigore molto dubbio per un mani di Alejandro Baldè. Nella ripresa Flick fa i cambi giusti ed il Barça che scende in campo ha un piglio ed una dimensione offensiva differente, grazie alla quale riesce a rimontare e trovare il gol vittoria al 91’. Due su due per i campioni in carica della Liga. Tante note positive, però, anche per le Granotes che hanno sì 0 punti dopo 2 partite, ma che devono guardare il bicchiere mezzo pieno e rendersi conto che dovessero mantenere questo livello potrebbero aspirare a una salvezza più che tranquilla.
Tante sorprese per Flick già nella formazione titolare. Innanzitutto la conferma di Eric García dal primo minuto con conseguente esclusione di Koundé, esattamente come a Mallorca. I fattori di questa scelta possono essere due: o il tecnico tedesco si fida maggiormente dell’ex Manchester City o il francese non ha ancora recuperato appieno dal problema fisico accusato poche settimane fa al termine della preseason. Può anche essere un mix di entrambi. L’altra sorpresa riguarda la maglia da titolare per Casadó, vincitore del ballottaggio con Gavi. Il regista catalano è stato al centro di tante voci di mercato recentemente e Flick ha voluto premiarlo facendolo giocare dal primo minuto considerata anche l’assenza di Frenkie de Jong per la nascita del figlio. Infine l’allenatore tedesco ha anche rinunciato a giocare con un trequartista puro, ha accentrato Raphinha e messo sulla corsia di sinistra Rashford. In panchina sia Fermín che Dani Olmo.
La scelta ha quasi compromesso la partita del Barcellona. Se messo più centrale Raphinha perde il suo estro e la possibilità di inventare e di essere ancora più imprevedibile. Rashford, dal canto suo, è piuttosto indietro di condizione e deve comprendere ancora al meglio i dettami tattici di Flick. I primi quarantacinque minuti per i catalani sono stati complicatissimi, in attacco erano piatti, tolta qualche solita invenzione di Lamine Yamal, e la difesa ha sofferto le ripartenze che è riuscito a imbastire il Levante. I blaugrana si sono rivelati pericolosi solamente in due occasioni: prima con la traversa colpita da Ferrán Torres e poi con il colpo di testa finito di pochissimo a lato di Raphinha. I padroni di casa, invece, sono riusciti a fare male al 15’ con Ivan Romero e nel recupero con il rigore (molto contestato) calciato e trasformato da Jose Morales.
Per rimontare il 2-0 del Levante Flick cambia all’intervallo. In mediana inserisce Gavi al posto di Casadó al fine di dare più dinamismo al centrocampo, mentre offensivamente allarga Raphinha nel suo ruolo naturale, toglie Rashford e mette in campo Dani Olmo per avere un palleggiatore in più, ma soprattutto un altro giocatore eccezionale nel trovare l’ultimo passaggio e quindi indispensabile per scardinare la retroguardia chiusa e compatta delle Granotes. I cambi di Flick danno il loro responso positivo dopo soli sette minuti. Ad accorciare le distanze ci pensa Pedri al 49’ con un missile terra-aria su assist di Yamal che va a infilarsi all’incrocio e al 52’ è il turno di Ferrán Torres che trova il pari (e il secondo gol in due giornate di campionato) ribadendo in rete un corner battuto dalla destra da Raphinha. Ai campioni in carica è bastato veramente poco e dopo una ripresa che si è rivelata inevitabilmente un assedio hanno anche trovato i tre punti grazie all’autorete di Elgezabal che ha maldestramente deviato in porta un cross del solito Lamine Yamal.
L’hombre del partido? Pedri, senza alcun dubbio. La gara del numero 8 blaugrana è di quelle pregevoli, quelle che guardi e ti riconciliano col calcio. Ogni volta che vedi il canario giocare, a fine partita ti fermi e ti chiedi se ha sbagliato qualcosa. Ripulisce ogni pallone, verticalizza, recupera la sfera e poi sa anche segnare gol strabilianti come quello di stasera. In una gara difficile Pedri ha preso per mano il Barça insieme a Lamine Yamal e l’ha guidato alla conquista di tre punti importantissimi seppur sia solo fine agosto. Prestazioni come quella di stasera sono uno statement importantissimo: è il centrocampista più forte d’Europa. Il Barcellona vince e fa due vittorie su due, questa molto più rischiata e sudata rispetto a quella di Mallorca. Domenica prossima si vola a Madrid e si affronterà il Rayo Vallecano sull’ostico campo di Vallecas.
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