
Milan-Cremonese 1-2, Considerazioni Sparse
Il Milan di Allegri è troppo prevedibile per una Cremonese organizzata, solida e compatta.
La stagione del Milan, sulla scia dei 71.061 registrati nella gara di Coppa Italia contro il Bari, inizia con un sold out. L’euforia di vedere il nuovo Milan di Allegri è tanta, ma non è accompagnata, per vicissitudini note, dalla spinta della Curva Sud. È innegabile: senza il suo cuore pulsante, San Siro appare sempre un po’ più vuoto. Senza i suoi vessilli, lo stadio appare sempre un po’ meno colorato. I giocatori, vale la pena sottolinearlo, sono comunque sostenuti e applauditi dal pubblico. Extra-campo, sempre in queste ore, i Rossoneri si trovano ad affrontare un’altra delicata partita per Boniface, le cui condizioni fisiche non hanno convinto appieno la dirigenza rossonera. Non esattamente le migliori premesse per iniziare la nuova stagione.
Allegri, al suo ritorno sulla panchina rossonera, conferma per 9/11 la formazione vista la settimana passata. Al posto di Ricci, fa il suo esordio da titolare Luka Modrić, mentre Gimenez prende il posto di un Leão acciaccato. Il piano gara è abbastanza chiaro: 3-5-2 in fase di possesso, con Estupiñán e Saelemaekers a fissare l’ampiezza e con Fofana e Loftus-Check pronti ad occupare i mezzi spazi ai lati di Gimenez. L’attaccante messicano sarà uno dei peggiori della serata, sovrastato da un Baschirotto che, al contrario, si renderà protagonista di un’ottima prestazione. Esordio ufficiale anche per Davide Nicola sulla panchina della Cremonese, che torna in Serie A come meglio non poteva fare: tre punti a San Siro che saranno pesantissimi in ottica salvezza anticipata.
La prima fase della gara, fino al 25’ circa, è a tinte rossonere: il Milan tiene un baricentro piuttosto alto e riesce a mettere alle corde la Cremonese, che comunque non cede forte di una ottima organizzazione difensiva. La squadra di Nicola, com’era preventivabile e anche giusto da un certo punto di vista, si presenta con un assetto difensivo che varia dal 5-3-2 in fase di non possesso a un 4-4-2 in fase di possesso. Elemento chiave di questa transizione è Alessio Zerbin, che con le sue corse in avanti causa più di qualche difficoltà a Pervis Estupiñán. L’ecuadoriano, diversamente dal discreto esordio contro il Bari, è apparso nettamente in difficoltà nelle scelte sotto pressione.
Sul centro sinistra, anche Pavlovic è stato impreciso: da una sua svirgolata è nato il calcio d’angolo che ha portato al gol di Baschirotto. Il suo gol del pareggio, su assist confezionato da Estupiñán, non è certamente sufficiente a riabilitare la prestazione dei due. Estupiñán è infatti stato sostituito da Alex Jimenez tra primo e secondo tempo. La seconda fase di gara ha invece seguito uno spartito piuttosto preciso: il Milan ha cercato di scardinare la difesa grigiorossa, ma in maniera piuttosto confusionaria. Tutto fin troppo prevedibile per una retroguardia attenta come quella degli ospiti di stasera. Al contrario, la Cremonese ha mantenuto fino alla fine una lucidità invidiabile e ha concluso la serata con un eurogol di Bonazzoli (azione avviata da un recupero di Baschirotto sulla trequarti avversaria).
È ancora la prima partita ed è ancora troppo presto per emettere qualunque tipo di giudizio che sia definitivo. Da parte sua, la Cremonese è forte di una vittoria pesantissima che conterà enormemente alla fine dell’anno. Il Milan, dall’altro canto, è chiamato a prendere delle contromisure immediate per rimanere in scia per un piazzamento per la prossima Champions League. Dal punto di vista tattico, il Milan di Allegri è sembrato scontato nelle giocate e prevedibile nelle rotazioni, come se non avesse una chiara idea di cosa fare con il pallone tra i piedi. Dal punto di vista dell’organico, sarà necessario rafforzare la rosa con un attaccante che riesca a sopperire alle mancanze di Gimenez. Boniface o chiunque altro.
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