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Juventus Tudor
, 23 Agosto 2025

Quali sono le certezze della Juventus di Tudor?


Difesa a 3, i trequartisti e ancora aiuti dal mercato: come approccia la Serie A 2025/26 la Juventus?

Dal 2019 a oggi sono passati solamente 6 anni, eppure Igor Tudor è il 5° allenatore differente a sedere sulla panchina bianconera. Ogni anno c’era sempre entusiasmo e curiosità nel vedere il nuovo ciclo: Sarri, l’esordio di Pirlo, il ritorno di Allegri o la giovane Juventus di Thiago Motta. Quest’anno, forse, si respira meno aria di ottimismo delle stagioni precedenti, ma il responsabile di ciò non è il tecnico croato, bensì la mancanza di fiducia e l’istinto del tifoso bianconero di non volersi illudere per l’ennesima volta.

A influenzare ulteriormente questo sentimento popolare, un immobilismo sul mercato che non aiuta. La Juventus di Damien Comolli quest’estate ha prelevato da Lille a parametro zero Jonathan David e ha lavorato per riportare indietro Francisco Conceição. I bianconeri hanno aggiunto alla propria rosa anche Joao Mario dal Porto, arrivato di uno scambio che ha visto Alberto Costa (pagato solamente sei mesi prima per circa 15 milioni di euro) fare il percorso inverso.

Gli altri mancati colpi in entrata, necessari per garantire a Tudor una rosa competitiva su tutti i fronti, non sono arrivati a causa di due fattori. Il primo riguarda la situazione esuberi: la Juventus necessitava prima di fare cassa coi vari Arthur, Vlahovic o Douglas Luiz. I due brasiliani hanno lasciato in prestito (l’ex Barça è tornato al Gremio, l’ex Villa si è accasato al Nottingham Forest) e l’attaccante serbo è ancora in rosa. Il secondo riguarda, invece, la cifra spesa per i riscatti di Kelly, Di Gregorio, Nico Gonzalez e Kalulu.

Il mercato a oggi è immobile, ma i bianconeri non hanno una rosa completa. Stanno ancora inseguendo il ritorno (questa volta a titolo definitivo) di Kolo Muani e sono alla ricerca di un giocatore offensivo che possa giocare alle spalle della punta. Si è parlato in questo senso sia di un centrocampista offensivo alla Matt O’Riley o di un esterno puro come Edon Zhegrova (Cabal ricorda molto bene in quella difficile trasferta di Lille lo scorso novembre). Il tutto trascurando la difesa, reparto tutt’altro che solido e senza lacune.

Difesa a 3: pochi pro e molti contro

Tra i marchi di fabbrica di Igor Tudor c’è la retroguardia a tre. Che non sarebbe nemmeno un male, se solo la Juventus avesse effettivamente il materiale umano per proporla. Ad oggi la difesa bianconera conta Bremer, Gatti, Cabal, Kelly, Rugani e Kalulu. Il terzetto più completo per caratteristiche tecnico-tattiche sarebbe è, da destra a sinistra, Kalulu-Bremer-Cabal: i braccetti possono giocare sul loro piede forte e sanno supportare adeguatamente la fase offensiva, e pure il perno centrale è abile nell’impostare.

I dubbi, però, esistono. Da un lato è difficile pensare che Tudor possa mettere in panchina con costanza Gatti; dall’altro, sia Bremer che Cabal sono reduci dalla rottura del legamento crociato anteriore. Se contiamo le esperienze passate di Tudor, però, possiamo notare come per lui non sia una prerogativa essenziale che il braccetto di sinistra sia mancino. Qui in basso potete vedere tre heatmap differenti: una è quella di Leonardo Balerdi (2022/2023, Olympique Marsiglia), le altre sono di Federico Ceccherini e Niccolò Casale (2021/22, Hellas Verona), spesso scambiati sull’out di sinistra a seconda dei matchup.

Ai braccetti di Tudor viene richiesto un grande sforzo offensivo. Balerdi, così come Ceccherini e Casale, è destrorso, eppure tutti e tre hanno giocato anche come braccetti di sinistra. I dubbi sulla solidità di questo reparto, a prescindere dal piede forte dei braccetti, sono molti, così come sui ricambi.

I sostituti sugli esterni, a centrocampo e in attacco

Anche negli altri reparti, la coperta sembra corta. Gli esterni a centrocampo dovrebbero essere Joao Mario a destra e Cambiaso a sinistra. La riserva del portoghese dovrebbe essere McKennie, da anni il jolly della Juventus; sull’altra corsia Tudor ha detto di poter fare affidamento su Kostic, anche se al Mondiale per Club è sembrato veramente indietro di condizione e non troppo affidabile.

Compito essenziale sarà quello di recuperare a tutto tondo Teun Koopmeiners, la più grande delusione dello scorso calciomercato estivo. Il neerlandese può giocare sia in mediana che dietro la punta; se Tudor dovesse rinunciare a Locatelli una coppia di centrocampo Koopmeiners-Thuram sarebbe molto intrigante. Perché sì, l'unico riferimento fisso è che il francese sia imprescindibile. Oltre a loro tre c’è McKennie e Fabio Miretti, rientrato dal prestito al Genoa.

Sulla trequarti i posti sembrano essere prenotati da Yildiz e Conceição, in attesa di capire come andrà a finire la telenovela Kolo Muani. Il francese sta rifiutando tutte le altre offerte che gli sono state recapitate perché vuole fortemente tornare alla Juventus; allo stesso tempo, però, il PSG sta facendo muro e le richieste rimangono intorno ai €60/70 milioni, con la Vecchia Signora impossibilitata a muoversi se prima non ha piazzato Dusan Vlahovic. Al momento l’attaccante titolare rimane Jonathan David, che non rappresenterebbe solo un’alternativa all’ex Eintracht, ma anche un riferimento con cui poter fare coppia.

La Juventus, guardando l'11 titolare che potrà debuttare col Parma, è una buonissima squadra, ma manca sia di ricambi che della solidità necessaria per poter ambire allo scudetto o ad arrivare tra le prime otto in Champions League. Alla fine del mercato manca ancora poco più di una settimana: oltre la grana Vlahovic-Kolo Muani, servirebbe almeno un altro centrocampista in grado di fare bene le due fasi e che possa all’occorrenza anche giocare dietro la punta. Il tempo non è amico della Vecchia Signora, ma i mesi trascorsi nel finale di 2024/25 con Igor Tudor potrebbero tamponare a sufficienza nell'immediato.


  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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