Logo sportellate
Fiorentina Polissya
, 21 Agosto 2025

Polissya-Fiorentina 0-3, Considerazioni Sparse


Tutto facile per la Fiorentina. Autorete di Kudryk, poi Gosens e Gudmundsson. Espulso Kean per fallo di reazione.

Fine agosto vuol dire preliminari di Conference League, e quindi vuol dire primo impegno ufficiale della stagione per la Fiorentina. Rito pagano che si ripete da quattro anni per i viola, ogni volta nella lista dei papabili alla vittoria della terza coppa europea, e finora sempre arenatisi alla soglia del traguardo (due volte in finale, lo scorso anno in semifinale) prima di ripresentarsi ai ai nastri di partenza come da piazzamento in Serie A. Tre anni fa il Twente, due anni fa il Rapid Vienna, l'anno scorso lo psicodramma ai rigori contro gli ungheresi della Puskas Akademia. Quest'anno, i gigliati oggi guidati da Stefano Pioli la fanno semplice: 0-3 agli ucraini del Polissya Zhytomyr sul neutro di Prešov, in Slovacchia.

Dopo le suggestioni di tridente pesante Kean-Dzeko-Gudmundsson vissute e testate nel precampionato, e il giorno dopo la conferma del prossimo arrivo di Roberto Piccoli sulle rive dell'Arno, per la prima della sua Fiorentina Pioli rinuncia al bosniaco e schiera un più canonico 3-5-2. Il 10 islandese è a supporto di Kean centravanti, mentre in mezzo al campo c'è Sohm stabilmente sulla corsia interna di destra, con Fagioli playmaker e Ndour mezzala sinistra in un assetto comunque molto soggetto a fluidità posizionale e rotazioni, a seconda della fase di gioco.

Fra le principali novità tattiche della Fiorentina intraviste rispetto allo scorso anno, il baricentro decisamente più alto e una prima pressione molto più intensa, con riferimenti a uomo dove proprio Ndour (buona prova, facilitata dallo strapotere atletico) scivolava in avanti per prendersi Babenko, il vertice basso del 4-3-3 ucraino. Resta concettualmente l'idea della tensione verticale della squadra, con una costruzione da dietro volta ad aprire spazi da sfogarsi sulle corsie esterne (più su quella mancina di Gosens, con Dodô rimasto più a supportare l'uscita da dietro che a spingere). Novità - da registrare - anche la posizione di Pongracic, scalato al centro della difesa sempre più in veste di regista arretrato: qualche passaggio a vuoto soprattutto in marcatura per il croato, errori di concentrazione che potevano costare caro.

La partita ci mette poco a mostrare il divario tecnico tra le due squadre, e subito viene indirizzata dalla fiammata di Kean al 9', che sterza, vince un rimpallo, calcia da fuori e colpisce il palo, con la palla che carambola sulla schiena del portiere Kudryk e finisce in porta. Intorno al ventesimo minuto il Polissya esce fuori dal guscio con alcuni spunti, a volte pretenziosi, a volte decisamente pericolosi: se le conclusioni di Babenko e Kravshenko non creano preoccupazioni, diversa è la situazioni sugli spunti di Nazarenko (tre tentativi non di molto a lato in pochi scampoli di gioco) e soprattutto sul tentativo di Filippov, che chiama De Gea all'intervento tutt'altro che banale. Dopo un primo quarto di gara a tinte viola (occasioni per Pongracic, Dodô e Gudmundsson) e una vera e propria sfuriata degli ucraini, è ancora Kean protagonista della percussione che porta allo 0-2 di Gosens e stempera le velleità del Polissya.

Kean protagonista quindi, nel bene ma anche nel male: rosso diretto per lui al 44' per fallo di reazione dopo aver subito una vistosa tirata di capelli. Doccia anticipata, salterà il ritorno e con ogni probabilità almeno la prima gara dell'eventuale fase campionato. L'inferiorità numerica non cambia tuttavia il trend della partita, nonostante una certa applicazione e volontà da parte della compagine ucraina, alla quale i viola nella ripresa lasciano il pallino del gioco. Lo 0-3 di Gudmundsson (luci e ombre la sua partita) al 69' chiude i conti, con la Fiorentina che in ripartenza riesce a creare più situazioni pericolose di quante, in sostanza, ne abbozzino gli avversari. Nelle girandole di cambi, oltre agli esordi dei nuovi Viti, Fazzini e Dzeko, c'è anche la nota di colore dell'ingresso di Abdelhamid Sabiri: anche per lui è l'esordio ufficiale con la maglia gigliata, nonostante il suo cartellino sia di proprietà della Viola dal 2023. Pratica già quasi archiviata in vista del ritorno, nella quale la Fiorentina - al netto del valore degli avversari - ha mostrato segnali più che positivi anche nell'ottica della prima giornata di Serie A, domenica prossima contro il Cagliari.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

pencilcrossmenu