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Mondiali Volley
, 21 Agosto 2025

Guida ai Mondiali di Volley Femminile 2025


L'Italia di Velasco, in Thailandia, si limiterà a vincere o stravincerà?

Nel picco della febbre per il volley femminile, ecco presentarsi un’altra occasione ghiottissima, dopo quella olimpica, per veder scontrarsi le migliori squadre nazionali. Arrivano i Mondiali in Thailandia dal 22 agosto al 7 settembre 2025, 32 squadre coinvolte, divise in gironi tra Bangkok, Phuket, Chiang Mai e Nakhon Ratchasima.

Inutile girarci attorno: dopo l’oro olimpico del 2024 e la recentissima vittoria in VNL, l'Italia è la favorita numero 1 dagli addetti ai lavori: il sogno di ripetere l’impresa iridata riuscita solo nel 2002 solletica non poco. Chi temeva la sindrome da pancia piena dopo l’abbuffata di gioie parigina si è dovuto prontamente ricredere: le nostre hanno dominato la Volley Nations League 2025 senza perdere nemmeno una gara. A questo punto, toglier loro i favori dei bookmakers diventa quasi impossibile.

Che questa pressione sia una trappola? Che tutta questa febbre Italvolley non sia un buon ingrediente per arrivare a questo Mondiale? Che le avversarie, considerandoci una super potenza, siano ancora più determinate a batterci? Questi quesiti, al momento, sono pari a indagare il sesso degli angeli: potrebbe esser tutto vero, oppure no. Preferiamo un approccio analitico, andando a ricercare le nostre competitors (che, vedremo, non mancano), la composizione dei gironi e le formule del Mondiali 2025: solo dopo, magari, ci torneremo.

https://www.youtube.com/watch?v=ceMD1X8eM3s
Per arrivare pronti, gli highlights della vittoria in finale delle azzurrine Under21 in Indonesia.

Le favorite

Come già notato dal pre-olimpico, il panorama del volley femminile mondiale è molto frastagliato. Anche in assenza della Russia, che sarebbe tra le favoritissime, le pretendenti quantomeno alla medaglia sono almeno 6, oltre all’Italia.

Iniziamo dal Brasile, la squadra più in grado di metterci in difficoltà nell’ultimo biennio di volley femminile: l’ultima sconfitta delle azzurre, prima delle 29 vittorie consecutive, è arrivata per mano delle verdeoro, che non abbiamo mai incontrato a Parigi e abbiamo ritrovato in finale di VNL. Le carioca possono contare su Gabi, probabilmente il posto 4 più completo al mondo, ma anche sulla dirimpettaia Bergmann, oramai una certezza, sull’alternanza proficua in regìa tra Macris e Roberta e sui muri di Julia: uno squadrone, che proprio nell’ultima rassegna mondiale ha dimostrato di essere completo e agguerrito

USA e Turchia hanno tutte le carte in regola per arrivare in fondo ai Mondiali, non solo a livello di organico: le statunitensi, già argento olimpico, sono sempre in grado di affrontare al meglio le competizioni che contano e possono contare, tra le altre, sulla regìa di Poulter e sull’energia di Skinner; le turche, sebbene arrivino da qualche delusione recente (l’uscita inaspettata in VNL e la “medaglia di legno” parigina) possono contare sulla preparazione tattica di Daniele Santarelli e sulla potenza straripante di Melissa Vargas.

Leggermente indietro Cina e Serbia, ma solo perché i Mondiali capitano nel pieno di un ricambio generazionale: si tratta comunque di compagini tradizionalmente importanti, che sanno giocare queste gare e che hanno individualità importanti: Zhang e Wu hanno le statistiche migliori della VNL per le cinesi, mentre poco c’è da ricordare sul talento di Tijana Boskovic per le serbe, che al centro aggiungono le qualità di muro di Aleksic e Kurtagic.

Diverso il discorso per il Giappone: nazionale fuori dagli schemi, per tipologia di gioco e performances in grado di offrire. Se nella giornata giusta, le nipponiche possono esser l’avversario peggiore da affrontare, come hanno dimostrato già sia alle olimpiadi sia in VNL, dove hanno estromesso la Turchia. La stella è la “novarese” Ishikawa, ma ci si può strabuzzare gli occhi con le invenzioni geniali della palleggiatrice Seki.

https://www.youtube.com/watch?v=CxhEJJmM3ps

Le outsider

In questa casella potremmo mettercene molte: se ne togliessimo qualcuna, siamo certi di rischiare una figuraccia, soprattutto con una formula così larga, che offre parecchie chances di qualificazione. La Polonia, in realtà, potrebbe stare a buon titolo anche tra le favorite: le atlete guidate da Stefano Lavarini hanno già centrato una semifinale di VNL e si candidano ad essere qualcosa di più di un’underdog: con Magda Stysiak che sembra aver trovato la continuità spesso mancata e l’esplosione al centro di Korneluc, ci si potrebbe sbilanciare dicendo che proprio loro potrebbero esser la sorpresa della competizione.

Leggermente più indietro, altre tre compagini: i Paesi Bassi, in fase di ristrutturazione ma sostenuti da una forte tradizione, una solidità di fondo e il talento di alcune singole come Nika Dalderoop; la Thailandia, che vanta doti difensive straordinarie, la regia spettacolare di Pornpun e ha il fattore campo a favore; la Repubblica Dominicana, che quando trova la giornata giusta, è un avversario difficile da affrontare per fisicità e talento (ne sanno qualcosa le azzurre, che hanno perso l’unico set olimpico proprio contro le caraibiche) e ha un leader naturale nel libero Brenda Castillo.

Difficile ipotizzare altre rivelazioni, ma teniamo d’occhio la Francia, perché trova due attaccanti eccellenti in Cazaute e Ndiaye. Inoltre, ci sarà una esclusa eccellente nel girone E, dando per scontato il passaggio della Turchia: la lotta per gli ottavi se la giocheranno il Canada del maestro Giovanni Guidetti e la rinnovata Bulgaria, che non ha demeritato in VNL.

I gironi e la formula

Girone A: Thailandia, Egitto, Svezia, Paesi Bassi

Girone B: Italia, Belgio, Slovacchia, Cuba

Girone C: Brasile, Grecia, Portorico, Francia

Girone D: USA, Cechia, Slovenia, Argentina

Girone E: Turchia, Canada, Spagna, Bulgaria

Girone F: Cina, Colombia, Rep. Dominicana, Messico

Girone G: Polonia, Germania, Kenya, Vietnam

Girone H: Serbia, Giappone, Camerun, Ucraina

Per ogni girone, disputato all’italiana, si qualificano due squadre alla fase ad eliminazione diretta, che procede dagli ottavi di finale alla finalissima.

Le stelle

Anche qui, molte potrebbero essere le protagoniste della rassegna iridata. Regole di ingaggio: analisi e ruolo per ruolo ed esclusione delle azzurre, di cui parleremo più avanti. Tra le palleggiatrici, davanti le asiatiche: Seki (Giappone), Zhang (Cina), Pornpun (Thailandia) sono talentuose e divertenti da osservare sui taraflex di questi Mondiali. Se arriviamo in Occidente, occhio a Poulter (USA) e al duo Macris/Roberta (Brasile), che vivono un'alternanza proficua.

Al centro, hanno impressionato in VNL Korneluc (Polonia) e Julia (Brasile), ma la coppia Aleksic-Kurtagic (Serbia) fa decisamente paura ad ogni attaccante. Se cerchiamo tra le nazionali underdog, i nomi possono essere Maglio (Canada) o Jehlarova (Cechia).

Spostandoci ai lati, Ndiaye e Cazaute (Francia) potrebbero sorprendere come in VNL, ma le vere star sono tra le big: Bergmann (Brasile) è oramai una certezza, Vargas (Turchia) è una forza della natura, Stysiak (Polonia) sembra aver raggiunto una solidità che in passato mancava, Wu (Cina) e Ishikawa (Giappone) hanno i dati migliori delle competizioni estive.

E le azzurre?

Che la nostra nazionale sia favorita lo abbiamo già detto, e lo scacchiere azzurro è simile a quello che trionfò a Parigi. L’unica grossa differenza la troviamo nell’assenza di Caterina Bosetti: in tutta probabilità sarebbe stata sostituita da Degradi, se quest’ultima non fosse stata nuovamente colpita dalla cattiva sorte. L'infortunio di Alice porterà alla ribalta la giovanissima Stella Nervini (2003), che ha impressionato giocando da veterana in VNL e si giocherà le sue carte assieme alla rientrante Loveth Omoruyi.

A fianco a lei, la certezza Miriam Sylla e la qualità in seconda linea di Gaia Giovannini fanno dormire sonni tranquilli. Per il resto, l’organico è collaudato: le alternanze Egonu/Antropova e Orro/Cambi offrono soluzioni che nessuno ha, Monica De Gennaro disputerà la sua ultima competizione in azzurro (anche se, con Moki, mai dire mai...) col solito piglio, al centro Fahr e Danesi sono una coppia d’assi. Proprio tra le centrali troviamo le uniche modifiche in panchina: Akrari e Sartori, i cambi di questi Mondiali, non erano in lista né all’Olimpiade né in VNL.

L'Italia arriva a Phuket con il pedigree della squadra da battere a questi Mondiali e il nostro CT, Julio Velasco, ha troppa esperienza ed intelligenza per non sapere quanto questa pressione possa essere una spada di Damocle. Per questo, ha deciso di stemperarla a modo suo, da fuoriclasse della dialettica qual è: la parola Olimpiade, per un anno, non è mai stata più pronunciata ma è stata scongelata ora da lui per primo, per dire che bisogna pensare solo ai Mondiali, consapevoli di come si è arrivati a vincer l’Olimpiade. Pensando solo una palla alla volta.

In fin dei conti, nello sport può succedere di tutto, ma sapere di trovare in panchina un personaggio di questo spessore può alleviare molti fardelli.

Il girone iniziale non presenta scogli insormontabili ma neanche squadre materasso: l’esordio con la Slovacchia non dovrebbe destare preoccupazioni, ma Cuba e Belgio sono avversari da prender con le pinze. Le caraibiche hanno freschezza e fisicità, le fiamminghe mantengono un buon livello internazionale e possono contare su Britt Herbots. Il 22 agosto si comincia: la Rai distribuirà gratuitamente tutte le gare dell’Italvolley, e VBTV offrirà un servizio più specifico su tutti i Mondiali di Thailandia.

Il calendario

22 agosto: Italia -  Slovacchia (15.30 ora italiana)

24 agosto: Italia - Cuba (12)

26 agosto: Italia - Belgio (12)

Ottavi di finale: 29/30/31 agosto e 1 settembre

Quarti di finale: 3/4 settembre

Semifinali: 6 settembre

Finali: 7 settembre (15.30 1/2 posto, 10.30 3/4 posto)

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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