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Liga Estirada
, 20 Agosto 2025

Estirada #1 - Il centrocampo di Flick e il miracolo Bordalás


Il primo turno di Liga tra i dubbi del Barcellona, i cambi sbagliati del Cholo e l'impresa del Getafe.

Hola, buenas a tutti gli appassionati di calcio spagnolo e non solo. Questa è Estirada, la rubrica che vi terrà in compagnia fino alla fine della Liga! Uscirà dopo il fischio finale di ogni giornata: dalla penna di Edoardo Viglione e dagli occhi della redazione, il meglio (e il peggio) del massimo campionato spagnolo.

La struttura? Una cuestión principale (quest’oggi: Flick e le varie alternative in rosa), altre tre o quattro píldoras che fanno da contorno e ci raccontano qualche episodio avvenuto nel week end (oggi: Nico Williams il re di Bilbao, il miracolo Bordalás, i cambi sbagliati del Cholo e la prima di Xabi Alonso come allenatore al Bernabeu).

Claro? Buona lettura e buona Liga!

Quali soluzioni per Flick?

La Liga del Barcellona campione in carica è iniziata nel migliore dei modi, con un netto 0-3 a Mallorca e la luce sfavillante del suo nuovo Diez: Lamine Yamal. Migliorare la scorsa stagione sarà complicato - i blaugrana hanno completato il triplete domestico e mancato per un soffio il ritorno nella finale di Champions League 10 anni dopo l’ultima volta. Ad aver fatto la differenza nel 2024/25 sono state anche le poche alternative davvero di valore che Hansi Flick aveva oltre ai 14/15 uomini migliori, ma quest’anno la musica potrebbe essere diversa.

In attacco sono arrivati Roony Bardghji dal Copenaghen e Marcus Rashford (in prestito) dal Manchester United: se lo svedese deve ancora essere registrato e ha dovuto saltare la trasferta di Mallorca, l’attaccante inglese ha già fatto l'esordio in blaugrana entrando dalla panchina. L’attacco, rispetto allo scorso anno, è molto più completo: Ferrán Torres è completamente ritrovato e a suo agio nel ruolo di terminale offensivo; Rashford dà sicuramente più garanzie tecniche di Pau Victor. E a centrocampo? Flick può sbizzarrirsi come vuole.

Sulla mediana Pedri e de Jong rappresentano la coppia titolare e formano uno dei centrocampi più forti di Liga e dell'Europa intera. Dalla panchina Gavi si candida ad essere un jolly importante sia dall’inizio che a partita in corso, oltre a essere anche un’arma tattica importante qualora Flick optasse per un centrocampo a tre sacrificando il trequartista (come ha fatto in Supercoppa in Arabia). Anche Casadó è un centrocampista che avrà il suo spazio, così come Bernal che sta ancora recuperando dal brutto infortunio al ginocchio dell’estate scorsa: è un giocatore molto apprezzato da Flick e un altro talentino del 2007 di cui sentiremo parlare a lungo.

La staffetta più interessante sarà quella che riguarda Fermín e Dani Olmo sulla trequarti. Quello che intriga maggiormente Flick è che può liberamente schierare uno di loro a seconda della difesa avversaria. Sono una coppia di trequartisti molto simili tra di loro, ma comunque complementare. Dani Olmo ha un passing e un dribbling nettamente migliore, ma nei tagli e nei tempi di inserimento è difficile battere Fermín. L’ex Lipsia è sicuramente più utile contro difese schierate e squadre che aspettano basse; Fermín, invece, risulta più utile contro difese più aperte in modo che possa trovare meglio lo spazio di inserimento (chiedere al Valencia i danni che ha fatto nella passata stagione in Liga).

Nico Williams re di Bilbao

Era ad un passo dal Barcellona e dal formare insieme al suo amico Lamine Yamal e Lewandowski un attacco da urlo che avrebbe terrorizzato qualsiasi difesa avversaria. Eppure, alla fine, ha prevalso la voglia di casa: Nico Williams ha scelto di vestire ancora la maglia dell’Athletic Club grazie a un adeguamento del contratto e della clausola rescissoria. I motivi reali del mancato trasferimento sono motivi di dibattito ancora oggi: c’è chi dice che Nico ha compiuto una scelta di cuore, chi dice che non è approdato in Catalogna solamente perché avrebbe fatto la figura da villain, chi dice che non ha avuto garanzie sulla registrazione immediata per la Liga blaugrana.

La realtà, però, è che Nico è rimasto nei Paesi Baschi scegliendo di sposare la causa Athletic ancora per questa stagione. La clausola vale 90 milioni di euro, una cifra alta, ma non impossibile o fuori portata per un giocatore con il suo talento nel mercato di oggi. L’esordio stagionale in Liga? Pazzesco. L’Athletic Club ospita il nuovo Siviglia di Almeyda e i primi 45' terminano sul 2-0 grazie ad un gol e un assist proprio di Nico Williams. Nella ripresa gli andalusi partono bene, con le reti di Lukebakio e Agoumé pareggiano il doppio vantaggio basco.

All’80’, però, Nico riceve in profondità dal fratello, attende e serve un cross al bacio per il nuovo arrivato Navarro che cala il tris e regala i tre punti all’Athletic. Un gol e due assist per Nico Williams: il solito dominio in Liga nell’attesa di vederlo per la prima volta in Champions League.

Il miracolo Bordalás

Se si dovesse paragonare un personaggio di una serie tv a José Bordalás, sarebbe senza dubbio il Professore della Casa di Carta. Non è solamente per l’occhiale e la barba scura, ma soprattutto per la profonda intelligenza che li accomuna. Bordalás al Getafe ha trovato la sua dimensione, è amato dalla tifoseria e riesce a tirare fuori il meglio da ogni suo giocatore. Se decidiamo di uscire dal mondo delle serie tv e dovessimo trovargli un alter ego nel mondo del calcio, più specificatamente in Liga, parliamo di un Diego Pablo Simeone in miniatura.

Il Getafe arriva al Balaídos di Vigo con soli 13 giocatori professionisti schierabili, di cui due portieri, a causa delle difficoltà nel registrare gli altri componenti della rosa (ci vorrebbero i complimenti a Javier Tebas, capo della Liga, ma ne parleremo nel prossimo episodio). I terzini titolari sono Ismael Bekhoucha, 2004 alla 6° partita in carriera con la prima squadra, e Davinchi, 2007 che fino all’anno scorso giocava nell’Huesca in Primera RFEF.

Bordalás prepara la solita partita di sofferenza, blocco basso e contropiede, ma espugna il Balaídos battendo per 2-0 il Celta col 31% (!) di possesso palla. L’eroe della partita è Uche, mediano che il tecnico spagnolo ha trasformato dall'inizio di 2024/25 in centrocampista offensivo, con un gol e un assist.

L’Atlético Madrid e la paura di cambiare

Il mercato colchonero è sinora ricco e ambizioso. Spesi circa €180 milioni, la dirigenza biancorossa si è impegnata per coprire le lacune e regalare a Simeone una squadra completamente nuova. Il Cholo è arrivato alla 15° stagione sulla panchina dell’Atlético, ha preso una squadra che galleggiava a metà classifica in Liga e l’ha portata anche a un calcio di rigore dal sollevare al cielo la Champions League. Sono arrivati Baena, Hancko, Cardoso, Pubill, Thiago Almada, dalla nostra Serie A Raspadori e Ruggeri: bastano per colmare il gap con le big europee o con Real Madrid e Barcellona?

L’esordio in Liga, sul campo dell’Espanyol, non è stato di certo indimenticabile. Il Cholo ha optato per un 4-2-3-1, 4-4-2 in non possesso molto simile a quello visto lo scorso anno. Il primo parziale si è concluso sul risultato di 1-0 per i colchoneros grazie alla meravigliosa punizione di Julián Alvarez, ma nella ripresa è crollato il castello biancorosso. Simeone ha le sue colpe: Thiago Almada e Alex Baena stavano giocando una partita sontuosa, dialogavano bene e colpivano continuamente la difesa casalinga. Perché toglierli entrambi?

È stata una scelta conservativa: il tecnico argentino non si è fidato di togliere suo figlio Giuliano per non rinunciare alla copertura, ha preferito provare a difendere lo 0-1 privandosi della possibilità di raddoppiare il vantaggio. La frittata è stata servita quando sull’1-1 ha tolto anche Alvarez per Sorloth. È giusto cambiare giocatori e aumentare il tasso tecnico in rosa, ma bisognerebbe anche cambiare approccio.

La prima di Xabi da allenatore al Bernabeu

Com'è cambiato il Real Madrid con Xabi Alonso in panchina? Rispetto alla passata stagione è stata praticamente rifatta la difesa con gli acquisti di Alexander-Arnold, Huijsen e Carreras; sembrano cambiate anche le prospettive di Arda Guler, da riserva poco utilizzata con Ancelotti a titolare fisso con il tecnico basco. E l’esordio in Liga contro l’Osasuna al Bernabeu?

I Blancos hanno vinto 1-0 grazie al rigore subìto e trasformato da Mbappé nella ripresa, ma non si può certo dire che abbiano brillato. I princìpi tattici di Alonso non sono semplici e ci vorrà sicuramente del tempo perché si possa vedere in modo consistente la sua mano: ne riuscirà ad avere al Real Madrid qualora i risultati non dovessero arrivare? A centrocampo manca un vertice basso che costruisca il gioco dalle retrovie e che si abbassi anche ad impostare. Manca, per intenderci, quello che Granit Xhaka e Aleix Garcia sono stati nel Bayer Leverkusen dell'ultimo biennio.

Contro l’Osasuna si è visto il tanto caro overload laterale, ma non c’era mai nessuno a occupare il centro del campo: Mbappé e Vinicius che stazionavano fermi sulle fasce, talvolta anche a pestarsi i piedi sulla stessa. Nota positiva la gara di Carreras: a rivederlo ha ricordato tantissimo il Grimaldo del Leverkusen, con cui condivide un'esperienza passata al Benfica. Il Real Madrid nel week end volerà nelle Asturie a sfidare la neopromossa Real Oviedo, alla prima giornata di Liga sconfitta sul campo del Villarreal.


  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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