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Bundesliga 2025/2026 Preview
, 19 Agosto 2025

Bundesliga 2025/2026: il Bayern e le altre


Cosa aspettarsi dalla nuova stagione di Bundesliga? Ci sono alternative al dominio del Bayern?

Venerdì 22 agosto, con un interessantissimo Bayern Monaco-RB Lipsia, comincia la Bundesliga 2025/26, giunta all’edizione numero 115 (o 63, da quando ha preso il nome che oggi conosciamo).

La stagione calcistica tedesca è iniziata la settimana scorsa con il primo turno di DFB-Pokal e, soprattutto, con la finale di Supercoppa: di fronte lo Stoccarda, vincitore dell’ultima Coppa di Germania, e il Bayern Monaco, giunto la scorsa stagione al 34° titolo nazionale, il 12° negli ultimi 13 anni. La squadra di Kompany si è confermata essere la più forte vincendo 2-1 una partita mai realmente in discussione, grazie al gol del solito Kane e alla prima marcatura ufficiale di Luis Diaz.

Alla luce della scorsa stagione, del mercato estivo e di questo primissimo assaggio, cosa dobbiamo aspettarci dalla prossima Bundesliga? Il Bayern riprenderà il percorso schiacciasassi dell'ultimo decennio o c'è possibilità che, come un paio di anni fa, una tra le rivali di Germania abbia davvero i mezzi e le ambizioni per frapporsi tra il Bayern e il 35° Meisterschale?

Il Bayern Monaco

Per analizzare la stagione Bundesliga in partenza, partiamo proprio dai campioni in carica. Il Bayern Monaco, nella scorsa stagione, ha distaccato il Leverkusen - che aveva vinto il titolo senza nemmeno una sconfitta nella stagione precedente - di ben 13 punti, ritornando a trionfare in patria, ma venendo eliminati ai quarti di Champions League per mano dell’Inter.

A Monaco di Baviera la vittoria della Champions League manca dalla stagione 2019/2020, quando batté il PSG nella bolla portoghese. Da quello stesso anno, inoltre, il Bayern non ha più nemmeno raggiunto la finale: troppo tempo per una squadra che ambisce, ogni anno, a competere su tutti i fronti. Il mercato finora è stato semplice ma efficace.

Fuori alcuni esuberi di lusso (Dier, Sanè, Palhinha, Coman: solo Sanè ha superato - e di poco - i 1500' la scorsa stagione) e lo svincolato Thomas Müller, che lascia Monaco dopo 16 anni, 756 presenze, 250 gol e 33 trofei. In entrata, pochi acquisti ma di grande spessore: 70 milioni per Luis Diaz dal Liverpool; Jonathan Tah a parametro zero dal Bayer Leverkusen; i rientri dal prestito di due giovani di spiccato talento come Paul Wanner e Tom Bischof, l'anno scorso mandati a fare esperienza in Bundesliga all’Heidenheim e all’Hoffenheim.

Il Bayern ha già vinto il primo trofeo stagionale

Il Bayern parte ogni anno con ampi favori del pronostico, seppur con due titolarissimi fuori per infortunio - Jamal Musiala (frattura del perone e lesione dei legamenti in uno scontro di gioco con Gigio Donnarumma nel quarto di finale del nuovo Mondiale per Club) e Alphonso Davies (fuori ormai da inizio marzo a causa di una lesione al legamento crociato anteriore rimediata con la sua nazionale) hanno tempi di recupero molto lunghi: dovrebbero rivedere il campo per l’inizio 2026.

Le inseguitrici

Eccoci nel grande calderone di squadre che, se non esistesse il Bayern Monaco, considereremmo le grandi favorite in lotta per la vittoria della Bundesliga. Partiamo dal Borussia Dortmund, che negli ultimi due anni ha raggiunto la Champions per il rotto della cuffia (tramite il quinto posto extra dato dal ranking due anni fa, e all’ultima giornata di campionato lo scorso anno).

Nella passata stagione l’esperimento Nuri Sahin non ha funzionato, ma la scelta di un allenatore esperto e vincente come Niko Kovač ha dimostrato la competitività dei gialloneri. L’allenatore di origine croata, seppur in una fase leggermente calante della carriera dopo il quadriennio tra Eintrach Frankfurt e Bayern, possiede un curriculum importante e lo scorso anno ha preso una squadra che galleggiava mestamente a metà classifica portandola fino al quarto posto e ai quarti di Champions League.

Nella sessione estiva il BVB si è privato di Jamie Bynoe-Gittens, passato al Chelsea per oltre 55 milioni, ma ha inserito Jobe Bellingham, fratello ventenne di Jude, prelevato per 33 milioni dal Sunderland e che già durante il Mondiale per Club ha mostrato colpi da calciatore di livello. Se anche solo si avvinasse all'impatto che il fratello maggiore ha avuto in Bundesliga, sarebbe un'operazione di grandissimo successo.

L'esordio di Jobe Bellingham in maglia giallonera

Dalla mediana in avanti il Borussia Dortmund è una squadra molto interessante, estremamente divertente da seguire, ma la cronica tendenza all’autosabotaggio (vedasi la stagione 2022/2023), la (solita) età media molto bassa della rosa e l'assenza in questo inizio di stagione del giocatore di gran lunga più importante e carismatico della fase difensiva (Nico Schlotterbeck, operato al menisco ad aprile) lasciano trasparire una squadra bella ma fragile, molto difficilmente in grado di provare a spodestare il Bayern.

Il Bayer Leverkusen è la più grande incognita della Bundesliga 2025/2026. Le Aspirine due stagioni fa stravincevano il campionato - il primo titolo della storia - rischiando il triplete con Xabi Alonso in panchina, ma quest'anno si ritroveranno senza l'allenatore basco né il blocco di giocatori che ha cambiato per sempre la storia della squadra.

Dopo la buona, ma non entusiasmante, stagione 2024/2025, quest'estate la squadra ha completato un pesante smantellamento che ha portato parecchi soldi in cassa ma ha abbassato drasticamente il livello della rosa. Wirtz e Frimpong sono volati a Liverpool per oltre 150M; Jonathan Tah, come detto sopra, è passato al Bayern in scadenza di contratto; Xhaka è andato al Sunderland e, soprattutto Xabi Alonso è andato ad allenare il Real Madrid.

Bayer Bundesliga 2023/2024
Una fotografia che, meno di un anno e mezzo dopo essere scattata, sembra già molto vecchia.

Al suo posto è stato scelto Erik Ten-Hag, rimessosi in moto dopo la fine dell'altalenante e traumatica esperienza al Manchester United dimostrando grande ambizione e nessuna paura di mettersi in gioco in situazioni complesse. Malik Tillman, Quansah e Flekken sono stati i principali colpi in entrata, sicuramente giocatori interessanti che però non sembrano potere in alcun modo compensare le perdite sanguinose. Nemmeno il Bayer, ad oggi, sembra essere attrezzato per la corsa alla vittoria della Bundesliga.

L’Eintracht Francoforte merita un occhio di riguardo. Chiusa al terzo posto la passata stagione - miglior risultato dal 1992/1993 - la squadra allenata da Toppmöller è alla terza rivoluzione offensiva in meno di un anno: dopo aver ceduto Marmoush a gennaio al Manchester City per 75 milioni, a luglio ha lasciato partire anche Ekitike passato al Liverpool in estate addirittura per 95. In entrata, l'Eintracht ha investito alternando tra giocatori già affermati in Germania e giovani di belle prospettive: una ventina di milioni sull'ex Mainz Jonathan Burkardt (25 anni e 18 gol in Bundesliga l'anno scorso); un'altra ventina per l'ala giapponese Ritsu Doan dal Friburgo e ma anche 5 milioni circa per il trequartista svedese diciassettenne Love Arrhov. Inoltre, è tornato dal prestito Paxten Aaronson dopo l'ottima stagione a Utrecht e altri talenti - Bahoya e Chaibi in primis - sembrano pronti a sbocciare.

Chiudiamo il capitolo delle prime inseguitrici con il RB Lipsia. La squadra della galassia Red Bull ha chiuso la scorsa annata al settimo posto, fuori da ogni competizione europea, per la prima volta dalla promozione in Bundesliga del 2016. La pessima stagione ha portato alla fine del rapporto lavorativo con Marco Rose, sostituito da Ole Werner, ex allenatore del Werder Brema di cui si parla molto bene in patria. Mentre tiene banco la telenovela Xavi Simons, i biancorossi hanno salutato Benjamin Šeško, ceduto al Manchester United - pace all'anima sua - ma hanno rinforzato l’attacco con il funambolico Jorrad Bakayoko, prelevato per quasi 30 milioni dal PSV. Werner ha un gruppo giovane e talentuoso (anche senza Simons) e il ritorno alla qualificazione in Champions, anche e soprattutto tenendo conto delle competitors, deve essere l'obiettivo minimo.

Probabili conferme e possibili sorprese

Dopo aver perso la Champions all’ultima giornata, il Friburgo di Schuster vuole riprovarci. Gli addii di Doan e Sidillia sono stati ben colmati con l’arrivo di giovani interessanti, come il fantasista Yuito Suzuki dal Brøndby e il laterale Philip Treu dal St. Pauli. Una squadra ben assortita e molto divertente da vedere giocare, con un tridente offensivo di culto per gli amanti della Bundesliga: Lucas Holer, Michael Gregoritsch e Vincenzo Grifo.

Lo Stoccarda di Hoeneß, dopo il secondo posto in Bundesliga con qualificazione alla Champions League di due anni fa e il nono posto con vittoria della DFL Pokal della scorsa stagione, cerca stabilità ma vuole assolutamente porsi limiti verso l’alto. L’addio di Millot, venduto in Arabia Saudita all’Al-Ahli, e il possibile (ma non confermato) di Angelo Stiller sono due colpi duri, ma lo Stoccarda ha dimostrato di sapersi reinventare e ed essere un'ottima fucina di giocatori. Per questa stagione, occhio a Noah Darvich, centrocampista classe 2006 cresciuto nella Masia di Barcellona, considerato da molti un predestinato.

Il Mainz, o Magonza che dir si voglia, la scorsa stagione partiva con l’obiettivo di salvarsi senza troppi patemi ma grazie a una stagione sorprendente si è trovata a giocare la Conference League. Per non ripetere una stagione da incubo, sfiancati dal doppio impegno, come è stata quella dell’Heidenheim l'anno scorso, la squadra di Bo Henriksen ha cercato di limitare i danni muovendosi intelligentemente sul mercato. Salutato il solo Burkardt ceduto all'Eintracht Frankfurt, Amiri, Nebel, Caci e Weiper sono rimasti in riva al Reno, pronti per sorprenderci ancora.

Chiude questo gruppone, forse più per speranza che per reale competitività, il Wolfsburg. I lupi biancoverdi sono alla quinta stagione senza Europa e, eccezion fatta per un ottavo posto due stagioni fa, non sono mai andati oltre la decima posizione in Bundesliga. La scelta di Paul Simonis come nuovo allenatore, uno capace di portare il modestissimo Go Ahead Eagles a vincere la coppa d’Olanda e giocarsi l’Europa, segna un taglio netto col passato. Un reparto offensivo con Amoura, Skov Olsen, Wind e Lindstrøm non può veleggiare dal 12° posto in giù.

Un futuro indecifrabile

Benvenuti nel grande gruppo di squadre che potrebbero veleggiare a metà campionato, come rischiare la retrocessione o addirittura avere un exploit europeo come accaduto a tante altre sorprese in questi ultimi anni. In soldoni, formazioni che approcciano la prossima Bundesliga consapevoli di poter vivere lo spettro della retrocessione, ma anche che con il twist giusto potrebbero giocarsi l’accesso alla prossima Conference League.

Apriamo con il nobile decaduto Werder Brema. I biancoverdi sono stati quattro volte campioni di Germania, ma negli ultimi anni sono stati più i dolori delle gioie, con anche un giro nella Zweite Liga. L’addio di Ole Werner è stato colmato dalla nomina di Horst Steffen, autore del quasi miracolo dell’Elversberg nella passata stagione. Mercato molto blando, per non dire triste: salutato Burke, si è riusciti a tenere Stage e Schimd, per puntare in alto si spera nell’esplosione del giovane Keke Topp e del neoacquisto Samuel Mbangula.

Tifare Union Berlino, nell'ultimo decennio, dev’essere molto stressante. La folle promozione nel 2019, l’Europa nel 2021 e persino la Champions nel 2023. Poi due stagioni complesse, tante difficoltà, pochi sorrisi e anche lo spauracchio della retrocessione. Quella che è il nuovo volto della capitale (con l’Hertha impantanato in Zweite) continua a fare affidamento su Steffen Baumgart e su una formazione rinnovata e molto interessante: il centrale austriaco Leopold Querfeld o i due attaccanti, Livran Burcu proveniente dal Magdeburg e Ilyas Ansah dal Paderborn. Due giovani talenti per provare a salvarsi in tranquillità e tentare l’assalto all’Europa.

L’idea che l’Hoffenheim abbia evitato i playout per soli tre punti fa abbastanza rabbrividire. Nonostante questo, i biancoblu se la sono vista brutta e quest’anno proveranno sicuramente a rifarsi, provando a tornare protagonisti nel panorama nazionale. All’austriaco Ilzer il compito di provarci. La squadra c’è, insieme al leader tecnico ed emotivo Andrej Kramaric, la formazione del Baden-Württemberg ha aggiunto diversi nomi importanti; due elementi di esperienza come Coufal dal West Ham e Bernardo dal Bochum oltre ad una sfilza di giovani interessanti come Burger, mediano dallo Stoke City, Avdullahu, centrocampista dal Basilea e il rientro alla base dell’attaccante kosovaro Fisnik Asllani, l’anno scorso 27 G+A in 33 presenze all’Elversberg.

Chiudiamo la sezione con un’altra squadra sulla falsariga del Wolfsburg, ovvero “l’altro” Borussia, il Mönchengladbach. I bianconeri di Gerardo Soane hanno infilato tre decimi posti nelle ultime quattro Bundesliga. Un perfetto esempio della mediocrità nella quale è scivolata la formazione renana, unica insieme al Dortmund a poter vantare le due stelle (conferite dalla Lega tedesca al raggiungimento dei cinque titoli nazionali), grazie al periodo d’oro degli gli anni Settanta.

Die Fohlen sono stati inseriti in questa sezione, perché pur avendo una squadra troppo forte per retrocedere dalla Bundesliga vengono da annate negative e stanno cambiando molto, il che rende il Mönchengladbach difficilmente prevedibile. Il mercato in uscita ha visto salutare Itakura, all’Ajax, Pleà, al PSV e Lainer al Salisburgo, ben sostituiti da due ottimi giocatori come Tabakovic e soprattutto Shuto Machino, l’anno scorso grande protagonista all’Holstein Kiel, nonostante la retrocessione.

A rischio Zweite

L'ultimo gruppone è quello delle squadre che, vuoi per la rosa, vuoi per l’inesperienza, vuoi alla luce delle stagioni precedenti, rischiano di vivere una stagione complessa all’interno della zona rossa della classifica.

Apriamo con il Saint Pauli, formazione neopromossa la scorsa stagione e guidata dall'ex Genoa Alexander Blessin. Il nucleo della passata salvezza ha visto l’addio di tre elementi importanti: l’esterno di centrocampo Treu, finito al Friburgo, e le due ali, Saad, passato all’Augsburg, e Guilavogui tornato al Lens. In entrata, interessante il laterale Louis Oppie dall’Arminia Bielefeld e l’esperto tuttocampista Pereira-Lage dal Brest. L’attacco però sembra spuntato e con pochi gol tra i piedi; per capitan Jackson Irvine e i suoi si profila una stagione di Bundesliga forse ancora più complessa dello scorsa, specialmente se continueranno le assurde frizioni tra Irvine, società e tifoseria.

A infiammare la prossima Bundesliga ci sarà, finalmente, il derby di Amburgo. Si, perché, dopo sette lunghi anni di purgatorio, l’Hamburger Sport-Verein torna finalmente nella massima competizione nazionale. Un ritorno attesissimo, per un gigante a livello nazionale, che si riaffaccia alla massima lega tedesca con l’obiettivo di restarci. Voglia di restare dimostrata anche da un mercato estremamente ambizioso: Yussuf Poulsen dal Lipsia, Nicolas Capaldo dal Salisburgo, Daniel Peretz dal Bayern Monaco e Warmed Omari in prestito dal Rennes. A questi aggiungete elementi come Konigsdorferr e Glatzel ed il gioco è fatto. Gli uomini di Polzin sono pronti e dopo sette anni vorranno non solo salvarsi ma anche stupire.

Salutiamo la splendida Amburgo per spostarci nella città di Colonia, sede della seconda neopromossa della stagione. I Geißböcke tornano in Bundesliga dopo una sola stagione di Zweite e arrivano ai nastri di partenza con ambizioni simili a quelle dell’Amburgo. Le uscite di due goleador come Downs, finito a Southampton, e Lemperle, accasatosi all’Hoffenheim (20 reti in due la passata stagione) sono colpi duri da digerire, ma l’aggiunta di elementi come Ragnar Ache, Bergmann Johaensson, Kaminski, Bulter e Lund mostrano come la formazione della Germania Occidentale sia stata costruita per salvarsi senza grossi patemi.

Arriviamo ora alle due formazioni che potrebbero vivere una stagione estremamente travagliata. Partiamo dall’Augsburg, che nonostante un dodicesimo posto l’anno passato, si presenta al via con una formazione molto modesta e con l’esordiente Sandro Wagner (sì, proprio l’ex attaccante tedesco) sulla panchina. L’attacco non ha molti gol nelle gambe, il centrocampo dovrà chiedere gli straordinari a giocatori come Alexis Claude, Arne Maier ed Elvis Rexhbecaj e la difesa, oltre a Matsima, naviga in alto mare. Per Wagner servirà un’impresa per evitare, dopo 14 anni, la retrocessione.

Chiude il duo delle formazioni a rischio, l’Heidenheim. La formazione del Baden-Württemberg ha una storia pazzesca. Nata nel 2007 dalla scissione di due società ha, dalla sua fondazione, lo stesso allenatore, il cinquantunenne Frank Schmidt. Soltanto 15 anni fa era in terza serie; l’esordio in Zweite Bundesliga è arrivato nel 2014 e, due anni fa, la prima storica partecipazione alla Bundesliga. Al primo colpo la qualificazione in Conference, poi la scorsa traumatica annata, con la bella esperienza europea ma il terrificante crollo casalingo, che ha visto i rossoblù giocarsi la permanenza in Bundesliga tramite i play-out e la salvezza ottenuta al novantacinquesimo minuto a partita ormai scaduta. Il modus operandi è quello di giovani sconosciuti e prestiti, sono arrivati Arijon Ibrahimovic e Ramaj, ma hanno salutato due pilastri dell’anno passato come Wanner e Maloney. Per i ragazzi di Schimdt si profila davanti una montagna, quasi impossibile da scalare.


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