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Torino Modena
, 18 Agosto 2025

Torino-Modena 1-0, Considerazioni Sparse


Il Torino è un cantiere aperto: lo salvano Vlasic, Israel e il sorprendente Ilkhan.

In generale, guardando la formazione granata in Torino-Modena, si potrebbe pensare che il mercato del Torino non sia stato così male: la verità però è che al solito i migliori sono stati ceduti, i rimpiazzi sono da valutare e si rischia un altro anno di brodini di centro classifica, ma potrebbe esser pure una visione ottimistica. Peccato per i 13'000 che anche in agosto affollano l’Olimpico e non smettono in qualche modo di sperare che qualcosa cambi: l’unica speranza è che Baroni trovi la quadratura del cerchio nella zuffa di mezze punte (Ngonge, Adams, Aboukhlal, Njie, Vlasic) e centrali di centrocampo (Ilic, Ilkhan, Anjorin, Casadei, Tameze), e riesca a dare solidità ad una difesa che nella scorsa stagione è stata tutt’altro che impeccabile (e che al momento, salvo l'infortunato Ismajli, non è stata ritoccata). Intanto, la buona novella è che il neo-tecnico granata può contare non solo su Simeone, ma anche su Duvan Zapata, rientrato in campo tra gli osanna dopo la rottura del crociato: proprio loro, con le loro reti e la loro personalità, potrebbero essere gli artefici di un cambio di rotta rispetto al recente passato.

Ennesimo esordio stagionale in cui il Torino, dunque, arriva depauperato dei pezzi migliori dalla sessione di mercato estiva: salutati Milinkovic Savic e Ricci, ci sono scommesse (Aboukhlal, Israel) e altri in cerca di rilancio (Simeone, Ngonge), un nuovo tecnico (Baroni) e una squadra-cantiere aperto. In questa prima fase di Coppa Italia l’avversario è un Modena roccioso, per nulla arrendevole e ben piazzato in campo da Sottil. Finisce con un faticoso 1-0 per i granata, che svolgono il compito col minimo sforzo, non senza rischiare, giocando un match double-face, nel complesso tutt’altro che memorabile. Evidente che Baroni abbia moltissimo su cui lavorare, ma meglio farlo a qualificazione acquisita, in una competizione in cui la squadra di Cairo storicamente fatica.

Il primo tempo dei granata è, senza mezzi termini, inguardabile: non c’è traccia di gioco palla a terra, si contano una trentina di lanci lunghi che però non trovano sbocchi, non avendo questa squadra caratteristiche tecnico/fisiche per sorreggere un gioco di questo tipo. Il 4-2-3-1 infarcito di trequartisti di Baroni non ha una torre a cui poggiarsi (Adams non è una prima punta di fisico) e la palla finiva docilmente tra i piedi degli ospiti, che hanno impensierito Israel almeno 3 volte. Tutto cambia nel secondo: Baroni sostituisce un esterno d’attacco (l’inguardabile Aboukhlal) con un regista puro (Ilkhan), passando ad un albero di Natale di ancelottiana memoria (per poi chiudere con due punte pure nel finale con Simeone e Zapata). La manovra trova la prima uscita in fase di possesso, e proprio dai piedi del folletto turco nascono le cose migliori, gol di Vlasic su tutte. Un indizio chiaro per Baroni: questa squadra, orfana di Ricci, ha bisogno di un metronomo, e Ilkhan stasera, dopo tanto peregrinare in prestito, ha posto forte e chiara la sua candidatura.

Il Modena vuole “guardare avanti” in Serie B, e gioca una gara che lascia presupporre che questo intento non resti una velleità. Sottil, al di là della brutta esperienza nella Samp (ma chi può contarne una felice, ultimamente?), è un tecnico navigato che sa disporre le proprie squadre in campo, ed il roster a sua disposizione può contare su alcune certezze collaudate ed alcuni nomi di lusso per la B (Defrel e Zampano). La performance all'Olimpiaco Grande Torino è stata tatticamente intelligente, difensivamente compatta, e se si deve trovare un difetto è stato il poco cinismo sotto porta, soprattutto nel primo parziale.

Butterfly and spider. Il peggiore in campo, del Torino e non solo, è senza dubbio Aboukhlal, che non poteva cominciare peggio la sua avventura granata: moltissime le palle perse dal franco-marocchino, che trova l’unica cosa buona della serata restando negli spogliatoi a fine primo tempo. Anche Adams mostra che quelle della punta unica non sono le sue zolle, ma lo scozzese ha già fatto veder cose importanti da seconda punta nella scorsa stagione. Migliore in campo? Ilkhan, che cambia la gara col suo ingresso: non demeritano nemmeno Israel, che nel primo tempo mostra solidità e Vlasic, autore del gol, così come è positivo e combattivo l’ingresso del Cholito Simeone. Rimandati i confusionari Ngonge e Casadei, che danno l’impressione di non esser al top ma di aver colpi in canna da sparare. Tra le fila modenesi, bene Gliozzi, sempre presente a smistare in avanti e Santoro in difesa, mentre più imprecisi si mostrano Zanimacchia e Beyuku, e Pedro Mendes non la prende mai.


  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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