
Milan-Bari 2-0, Considerazioni Sparse
Davanti a 71.061 spettatori, Leao sblocca il Milan ma si infortuna e Luka Modric esordisce a San Siro.
Passato remoto. Correva l’anno 2011 quando Milan e Bari si sono incontrate l’ultima volta in una sfida ufficiale, e pensarci può soddisfare sia i nostalgici, sia i cercatori di corsi e ricorsi, coincidenze e indizi divini. Allora sulla panchina di un Milan avviato allo scudetto sedeva proprio Allegri ma la partita non fu granché, acciuffata in extremis da un gol di Cassano, il gioiello di Bari vecchia, nel suo breve transito rossonero, un amore mai sbocciato. Leggere la formazione, fra i vari Nesta, Thiago Silva, Seedorf, Pato, Ibra e compagnia, fa male al cuore, soprattutto considerando la banter era che incombeva a stretto giro.
Passato prossimo. Difficile non pensare, in questo nuovo inizio, alla stagione passata, anche solo per esorcizzarla. Doveva essere l’anno zero del post Pioli, è stato ampiamente sottozero, freddo polare, un anno umiliante, perso tra isterie e false speranze, con qualche picco di poesia e una normalità di allarmante pochezza. Un vero e proprio psicodramma condito di momenti fantozziani, una vergogna continua, solo in parte mascherata agli occhi dei tifosi dalle disgrazie finali dei cugini nerazzurri che però non cancellano gli errori clamorosi della società. Quindi eccoci all’alba di un altro anno zero. Anche in più accaniti detrattori di Allegri, sperano in cuor loro che Max possa riportare ordine, dare un senso e un carattere al pasticciaccio brutto che si camuffava sotto la maglia rossonera. Questo Milan-Bari di mezz’estate, turno di coppa Italia figlio del meritato ottavo posto in campionato, non darà risposte certe o affidabili, ma sarà comunque una prima timida pennellata sulla tela del nuovo Milan allestito da Tare. Non ci sono più Rejnders, Theo e Thiaw, ma c’è una squadra che ha provato a cambiare pelle in silenzio, lontano dai riflettori.
Presente. Sul crinale tra il calcio d’agosto e il calcio che ci aspettiamo per la stagione, ogni indicazione va presa con le pinze ma si può cogliere ugualmente qualche segnale. Il popolo di San Siro, al netto delle polemiche tra curva e società, accoglie la squadra con entusiasmo e calore. Circola un senso di fiducia, non tanto perché il mercato - faticoso, tortuoso e ancora incompleto - abbia convinto fino in fondo, quanto perché c’è una voglia generalizzata di fare bene, di svoltare e dimenticare, di partire con il piede giusto. Può essere quello di Modric, che fa il suo ingresso trionfale nella scala del calcio, per accomodarsi inizialmente in panchina.
La partita. Allegri non siede al suo posto a causa delle intemperanze di due anni fa nella finale di coppa Italia. Altri tempi e altri colori. Il silenzio della curva evidenzia la passione del tifo biancorosso, in una cornice comunque animata da oltre 71.000 spettatori, mentre in campo le squadre producono un gioco piacevole e aperto, che dopo quattordici minuti sfocia nella rete di testa di Leao, costretto a uscire subito dopo per un infortunio al polpaccio. Il Milan continua nel forcing, con Fofana in grande condizione su entrambi i fronti. Il Bari non sfigura e Sibilli scalda i guantoni di Maignan, che risponde presente. Nella ripresa è Pulisic - molto pimpante - a firmare il raddoppio sull’assist di Santi Gimenez. Poi ci pensa poi Modric a regalare lampi di classe nel finale, incoraggiato da un pubblico che ha davvero bisogno di bellezza.
Aspettative. Per il Bari, dopo una stagione piuttosto anonima, l’obiettivo dei playoff pare possibile, visto il battesimo frizzante a San Siro, ma è presto per valutare le prospettive dei galletti in un campionato complesso come quello di serie B. Il Milan, invece, vuole risorgere e questa sera ha provato a metterlo in chiaro. Il 3-5-2 di Allegri sembra offrire buone soluzioni offensive, anche se molti dei nuovi devono ancora inserirsi appieno. Dietro, la linea Pavlovic-Gabbia-Tomori ha corso qualche rischio di troppo: una vera solidità va ancora trovata ma non bisogna dimenticare che l’anno scorso questa squadra ha subito caterve di gol. Il test di stasera è quello che è, la strada sarà lunghissima e le risposte di oggi sono destinate a tornare domande domani, però si è visto un certo mix di organizzazione, convinzione e voglia che autorizza un cautissimo ottimismo, per una squadra che (non è il caso di ricordarlo) sarà concentrata in esclusiva su campionato e Coppa Italia, con l’obiettivo minimo di rientrare nelle prime 4 in Serie A.
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