
Liverpool-Bournemouth 4-2, Considerazioni Sparse
Semenyo prova a rovinare la festa ma, sotto la Kop, Chiesa regala la prima gioia stagionale al Liverpool.
La Premier League è tornata, finalmente. In copertina, e chi lo avrebbe mai detto, c’è Federico Chiesa, e di quel tuffo sotto la Kop, con quel sorriso genuino di un ragazzo che sognava un momento così da tanto tempo. Nella prima stagionale in campionato, il Liverpool ha battuto 4-2 il Bournemouth grazie a un gol dell’ex Juve all'88'. A fissare il risultato poi è arrivato anche il gol di Salah: ormai i numeri di Momo ad Anfield non fanno più notizia, e questa deve rimanere la notte dell’attaccante italiano. Un ragazzo che a Liverpool adorano, nonostante una prima stagione da incubo. Mai un atteggiamento sbagliato, mai una parola fuori posto. Non c’era forse nessun altro che meritava maggiormente una gioia così. Dopo il gol, forse per l’ultima volta, tutto lo stadio ha intonato il – bizzarro – coro a lui dedicato. Chi ne capisce giura che la coda di questa pazza sessione di mercato riporterà Federico a casa nostra. Se sarà così, e lo sapremo presto, non c’era modo migliore per salutarsi.
Un inizio da pelle d’oca, sulle rive del Mersey. Anfield si è stretto nel ricordo di Diogo Jota in un minuto di silenzio da brividi. Slot aveva svelato che la famiglia del portoghese sarebbe arrivata a Liverpool per assistere al match. Se così è stato per davvero, il club e la sua gente non potevano dedicare loro un momento più sentito. E fa quasi rabbia che pochi minuti dopo, nello stesso stadio, tra la stessa gente, qualcuno abbia pensato di vomitare addosso ad Antoine Semenyo i soliti disgustosi insulti di stampo razziale. Un gesto infame, speriamo però isolato, in una città, Liverpool, che da anni sta combattendo per cambiare e per punire e isolare cretini del genere. Il club ha reagito immediatamente, mettendo a disposizione i filmati per individuare il colpevole che sembra sia stato subito accompagnato all’uscita, con la promessa di non rivedersi mai più. Ancor di più una serata del genere, avremmo fatto volentieri a meno di un comportamento così vile.
La partita? Strana, pazza, emozionante. Un tipico match di Premier League ad Anfield. Slot recuperava Mac Allister e c’era l’argentino, e non Curtis Jones, nel centrocampo dei Reds, a differenza di quanto visto settimana scorsa in Community Shield. Tutto uguale invece il resto, con Wirtz trequartista, i terzini nuovi di zecca e Ekitike nel ruolo di centravanti. Proprio l’attaccante francese – si pronuncia con l'accento sulla "e" finale – porta in vantaggio i campioni in carica, a dieci minuti dalla fine del primo tempo. Scambio con Mac Allister, rimpallo un po’ fortunato con Senesi e piattone a superare Petrovic. Secondo gol in due partite per l’ex Eintracht e tante altre cose utili in una partita ampiamente positiva. Nella ripresa, dopo il raddoppio di Gakpo e 15-20 minuti di dominio Liverpool, ecco la sorpresa: due ripartenze Cherries, due reti di Semenyo – proprio lui – e partita riaperta. Ci ha pensato poi Chiesa a rimettere le cose nel verso giusto, ma che paura per la parte rossa di Liverpool.
Circola con sempre più frequenza l’opinione che il Liverpool, nonostante il mercato imponente, sia una squadra più debole rispetto a quella dello scorso anno. Il match contro le Cherries non ha aiutato a chiarire i dubbi. I nuovi, ieri sera: malino Kerkez, timido Frimpong, molto bene Ekitike, insufficiente Wirtz. Il tedesco è la grande incognita della nuova stagione Reds, e potrebbe diventare un equivoco tattico di difficile soluzione. In queste prime uscite, complice l’assenza di Gravenberch, l’ex Leverkusen ha trovato posto sulla trequarti. Quando tornerà l’olandese, insostituibile, davvero Slot vorrà modificare gerarchie ed equilibri di un reparto tra i migliori in circolazione? E poi l’attacco. Senza Núñez, Diaz e Jota, e con l’arrivo del solo Ekitike, la coperta sembra ancora corta. Isak è alla finestra, con le braccia incrociate e il broncio di un bambino che vuole fare quello che decide lui. Se dovessero arrivare lui e Guehi, i nomi più caldi che aleggiano ad Anfield, il mercato sarebbe da 10. Ma per ora, probabilmente, nonostante i €300 milioni spesi, questa squadra ha bisogno di qualcosa in più.
Per il Bournemouth sarà una stagione molto più complicata delle precedenti. Alle Cherries, saccheggiate dei pezzi più pregiati nella recente sessione di mercato, mancano qualità e quantità per competere per i posti della parte sinistra della classifica: se non arriverà nessuno da qui alla fine di agosto, le cose potrebbero mettersi ancora peggio. Se come al solito anche quest’anno le neopromosse – Leeds, Sunderland e Burnley – saranno tra le principali candidate per la retrocessione, altre squadre, compresi i rossoneri di Iraola, dovranno darsi una mossa per non incorrere in brutte sorprese. Wolverhampton e Brentford - che hanno venduto bene, molto bene, ma che di fatto si ritrovano ad oggi senza sostituti adeguati e notevolmente più scarse rispetto al passato -, Fulham e West Ham - fin qui immobili in entrata - potrebbero faticare più del dovuto. Il Bournemouth visto ad Anfield è una squadra con le idee chiare, guidata da un allenatore che ha dimostrato di valere ben altri palcoscenici. Ma anche il miglior condottiero del pianeta, se si trovasse a dover andare in guerra senza Kepa, Hujisen, Zabarny, Kerkez e Ouattara, potrebbe non bastare per portare a casa la pelle.
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