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Inter difensore
, 11 Agosto 2025

Chi è il difensore ideale per l'Inter?


Tramite le statistiche, ecco il profilo più adatto per il centro della difesa dell'Inter.

Qual è la cosa di cui l’Inter avrebbe più bisogno? Di un miracolo, risponderebbe qualcuno. Di una purga staliniana, direbbe qualcun altro. Dopo una stagione sfibrante e schizofrenica, culminata nel mese peggiore e nella partita più infamante della storia nerazzurra, la squadra avrebbe probabilmente avuto bisogno di una rivoluzione: un rinnovamento radicale di un gruppo apparso spesso disfunzionale, troppo vecchio, troppo legato a Simone Inzaghi.

Il tecnico piacentino ha preso la via dell’Arabia, ma i suoi uomini sono rimasti tutti, eccezion fatta per quei pochi fortunati che avevano il contratto in scadenza. Chivu si ritroverà ad allenare un manipolo di reduci spaesati, invecchiati di un anno e con una rosa che, al momento, conserva intatte le stesse lacune che ne hanno condizionato i risultati, aggravate dal trauma post-Monaco. L’Inter avrebbe avuto bisogno di una rivoluzione giacobina e di qualche testa tagliata, almeno metaforicamente.

Invece, avvicinando la metà di agosto, sembra più probabile che si assista al più gattopardiano degli immobilismi: nulla cambierà proprio perché nulla cambi. Emblematica, in tal senso, la gestione del mercato nel ruolo che più di ogni altro necessita di un profondo restyling: il difensore centrale.

I 37 anni di Acerbi e i 33 di De Vrij basterebbero a convincere qualunque dirigenza a muoversi per sostituire almeno uno dei due. Eppure, per una combinazione di scarsa ambizione, eccessiva riconoscenza e un certo conservatorismo, la decisione più probabile è la loro conferma per almeno un’altra stagione.

Ma nella vita bisogna cercare di essere ottimisti: per questo, ci siamo divertiti a fantasticare, pur senza tutte le stats a disposizione dei database e della rete di scouting di grande club, l'analisi dei calciatori attraverso i dati degli ultimi 365 giorni, come già fatto con Atalanta, Juventus e Udinese. Partendo da un pool di 40 nomi, abbiamo scremato la lista di pernocentralizzabili utilizzando le statistiche avanzate, fino a delineare il profilo ideale per la rosa di Chivu. Calciatori realmente accostati all'Inter, suggestioni esotiche, qualche vecchia conoscenza, qualche nome meme: qualcuno buono per l'immediato ma, soprattutto, per il futuro a lungo termine.

Fonte dati: SofaScore, FBref, Capology.

Step 1 - Cozze e vongole

Bastoni e Pavard sono fenomenali con la palla tra i piedi, bravissimi nelle letture, precisi quanto basta negli anticipi. Se c'è un fondamentale in cui non risultano all'altezza dei migliori, questo è il gioco aereo. Il vertice basso della difesa interista deve possedere un'abilità nelle palle alte perlomeno paragonabile a quella di Acerbi e de Vrij: i nerazzurri non possono permettersi di mandare in campo un altro centrale che rischia di andare in difficoltà quando gli avversari ammassano uomini in area. Presi Ace e Stefan come riferimenti, basta superare la soglia (in rosso) in uno tra volume di duelli aerei difensivi disputati e percentuale di vittoria per passare il turno.

Come primo step è abbastanza impietoso: ci saluta quasi metà della truppa, ma non potevamo proprio transigere su un aspetto così importante. Stupiscono, abbinati anche alla percentuale, i tantissimi duelli vinti da Tarkowski e Maguire; deludenti invece i nostri Idzes, Gila, Hien e Leoni, che decidiamo di salvare in quanto nome concretamente nel mirino dell'Inter.

Step 2 - Aglio, olio, peperoncino, acciughe e un velo di pan grattato tostato

Se c’è stata una costante nel gioco dell’Inter fin dai tempi di Conte, è la presenza, al centro della difesa, di un giocatore capace di dare del tu al pallone e di gestire con qualità il palleggio. Acerbi e soprattutto De Vrij hanno garantito negli anni un controllo del possesso fondamentale per le fortune nerazzurre. Il perno deve offrire una prima fonte di gioco nell'impostazione dal basso e qualità nel riciclo nelle fasi di palleggio insistito.

Consistency is key, ma dipende anche dal tipo di passaggi. Chivu, nella breve esperienza a Parma, ha mostrato un calcio camaleontico: è probabile che vedremo un’Inter meno restia ad abbassare il baricentro e più incline alla ricerca della profondità. Servirà un interprete capace di affiancare Bastoni nell'innescare i “centometristi” della destra — Thuram, Dumfries e Barella — con verticalizzazioni rapide e precise. Dati da attenzionare, quindi? Percentuale di passaggi riusciti totale (benchmark al 90%, inferiore di poco ai dati di Acerbi e de Vrij) e numero di passaggi progressivi tentati (minimo 3 per 90', giusta via di mezzo tra i numeri dei due ex Lazio).

Salviamo il greco Mavropanos, che per la sua duttilità e rapidità potrebbe ingolosire la dirigenza nerazzurra alla ricerca di un difensore che sappia barcamenarsi anche come braccetto di destra, nell'ottica di una cessione di Bisseck. Leoni, secondo i nostri criteri, nonostante le voci insistenti e la stima di Chivu non sembra ancora pronto a ricoprire quella posizione centrale - in tutti i sensi - che molti gli augurano. Anche De Winter, appena passato nella sponda rossonera del Naviglio, appare troppo distante dal benchmark. Tre nomi emergono nettamente sul resto del gruppo: la vecchia conoscenza Kim Minjae, l’ex Sassuolo Flamingo e Badiashile.

Step 3 - Pasta alla GGG: gamberoni, guanciale e gorgonzola

L’Inter, pur essendo più versatile e reattiva rispetto al passato, per qualità e ambizioni continuerà inevitabilmente a mantenere una certa propensione al controllo del possesso. In quest’ottica, è indispensabile che l’erede di Acerbi e De Vrij sia proficiente nella gestione del pallone sotto la pressione della prima linea avversaria.

A proposito di verticalità, il nuovo centrale dovrà garantirla non solo con i passaggi, ma anche con le proprie proiezioni palla al piede. Per l’Inter è fondamentale che non siano solo i braccetti, ma anche il centrale, a saper avanzare con decisione fino alla trequarti avversaria, così da alzare il baricentro e creare superiorità numerica contro squadre che difendono con blocchi compatti e bassi. Conduzioni palla al piede e perdite di possesso sono i due alert numerici da considerare.

Il terzo step è fatale per due profili fin qui protagonisti assoluti come Badiashile e Ampadu, ma anche per Balerdi e Koch, oltre a due già carneadi di Serie A come Maripán e Pablo Marì. De Ligt, il nome più prestigioso della short list, si colloca ben lontano da entrambi i benchmark: non sempre le occasioni di mercato sono le più convenienti.

Tre tagli, tre scremature, tre barriere tattiche e tecniche: restano soltanto cinque sopravvissuti alle ghigliottine statistiche, pronti a contendersi il compito di occupare al meglio spazi e responsabilità del vertice basso della difesa dell’Inter.

Marvin Friedrich: il centrale del Gladbach non è certo un nome capace di scaldare i cuori dei tifosi nerazzurri, ma dopotutto il mercato non si fa per vendere più abbonamenti (o forse sì?). Il tedesco vanta una carriera da mestierante della Bundesliga: Schalke 04, Union Berlin e Borussia, un profilo d’esperienza ma non di prestigio. Eppure, dalla sua, oltre ai dati appena snocciolati, c’è un elemento non trascurabile: il costo relativamente basso di un’operazione per portarlo in Italia. Questo lo renderebbe il candidato ideale per puntellare la difesa e aggiungere profondità alle rotazioni, anche negli ultimissimi giorni di mercato, affrontando senza patemi l’invecchiamento dei compagni di reparto.

Ryan Flamingo: fino a qualche mese fa, avreste ricordato Flamingo come l’ex giocatore delle giovanili del Sassuolo dal nome francamente incredibile e per le 14 reti segnate nel Campionato Primavera 2020-2021. Poi, però, è diventato l’uomo che ha dato il colpo di grazia alla già traballante Juve di Thiago Motta, eliminando i bianconeri dalla Champions League in collaborazione con Ivan Perisic. Basterebbe questo per rilasciargli un’automatica patente d’interismo, ma il neerlandese è un difensore ancora da plasmare: buone qualità atletiche e di lettura, ma un progetto di giocatore e non un titolare fatto e finito. Un profilo in linea con i dettami imposti da Oaktree per le ultime sessioni di mercato.

Max Kilman: Kilman è il trionfo della costanza. Il difensore del West Ham non primeggia in nessuna delle categorie analizzate, ma può contare su numeri solidi e ben bilanciati. Difensore moderno, duttile ed equilibrato. Il suo è un nome molto diverso da quelli solitamente accostati all’Inter, ma con una potenziale maggiore fattibilità rispetto ad altri. Arrivato a Londra appena un anno fa, è reduce da una stagione piuttosto negativa: potrebbe quindi essere acquistabile a prezzo di saldo. Una chicca: di origini ucraine, non può essere convocato dalla nazionale gialloblù perché vanta 25 presenze con la nazionale inglese di futsal, che lo rendono ineleggibile per qualsiasi nazionale di calcio a 11.

Kostas Mavropanos: Rimaniamo nell’East London per un altro giocatore degli Hammers che, a differenza di Kilman, è già stato più volte in passato sul taccuino degli osservatori interisti. Passato fugacemente anche dall’Arsenal, Mavropanos si è affermato nello Stoccarda: è lì che Ausilio lo aveva per la prima volta preso in considerazione come possibile sostituto di Skriniar nel gennaio 2023. La velocità e la dimestichezza col pallone lo rendono un profilo versatile, utilizzabile sia sul lato destro che al centro del reparto difensivo. La sua qualità palla al piede e la capacità di difendere bene all’indietro si sposano perfettamente con un’interpretazione aggressiva e dominante del ruolo.

Kim Minjae: Per Kim non serve alcuna spiegazione. Il coreano ha già dimostrato di essere un difensore dominante in A dal punto di vista fisico e, nel biennio in Baviera, pur tra alti e bassi, è riuscito ad affinare ulteriormente il proprio gioco palla al piede. La completezza basterebbe da sola a giustificarne l’acquisto da parte dell’Inter. Se vogliamo aggiungere un po’ di pepe, il modo migliore per vendicarsi del Napoli che ha vinto lo scudetto con i gol del “gran traditore” Lukaku sarebbe quello di strappargli uno dei giocatori più importanti del Napoli scudettato di Spalletti.

Final Round - Paccheri al sugo di astice

Arrivati a questo punto, nessuno dei calciatori sopracitati può considerarsi "sbagliato"; essendo però un gioco, abbiamo bisogno di un vincitore, e dunque di una classifica finale. Per stilarla, abbiamo preso alcune delle statistiche chiave già considerate e abbiamo messo in ordine i giocatori dal migliore (assegnandogli 10 punti) fino al peggiore (2 punti), con un sistema simile a quello della F1. In caso di parimerito, i punti sono stati equamente suddivisi: due calciatori al primo posto otterranno 9 punti a testa, invece di 10 e 8.

Per la prima volta nella storia di questa rubrica, abbiamo un primo posto ad ex aequo. Kilman e Flamingo conquistano l’ambitissimo titolo di difensore ideale per l’Inter che non verrà acquistato in questa stagione di mercato. Kilman gode dei dividendi di statistiche equilibrate e costanti; Flamingo, pur pagando dati appena sufficienti nei duelli, può vantare numeri ottimi nei passaggi riusciti e nei progressive carries e passes, confermandosi un prospetto con grande verticalità.

Anche per la medaglia d’argento c’è un pari merito dalla Bundesliga: l’underdog Friedrich si affianca al più blasonato del novero, Kim MinJae. Più staccato Mavropanos. La classifica complessiva ci restituisce un gruppetto variegato di difensori il cui arrivo all’Inter, qualora a Milano ci fosse la volontà, potrebbe rappresentare uno scenario concreto. Probabilmente l’Inter continuerà a inseguire la chimera Leoni, ma Marotta e Ausilio farebbero bene a guardarsi intorno.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio e cinema. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

  • Made in Senigallia, insegnante di inglese e di sostegno, scrive e parla di Juventus e di calcio (che spesso son cose diverse) in giro per il web dal 2012. Autore dei libri "Football Globetrotters - calciatori nati con la valigia in mano" e "Espiazione Juve - il quinquennio buio della Signora"

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