
Il Como non è un fast food
Il progetto sportivo del Como ha attirato alcuni dei migliori giovani di tutta Europa.
La Serie A 2025/26 si prospetta densa di incognite: solo 3 tra le prime 10 del 2024/25 hanno mantenuto la guida tecnica dall'inizio della scorsa stagione. Napoli, fresco vincitore dello scudetto, e Antonio Conte; Bologna, vincitore della Coppa Italia dopo 51 anni, e Vincenzo Italiano; soprattutto, Como e Cesc Fàbregas.
Le squadre citate non hanno visto rivoluzioni in panchina, ma è indubbio che ci siano stati dei cambiamenti significativi - e altrettanti ce ne saranno - nei roster. Fatta eccezione per il Bologna, Napoli e Como (3° e 2° per spesa in questa finestra di calciomercato, finora) hanno integrato molti volti nuovi: i partenopei alla ricerca di profili più pronti per garantire a Conte una rosa più lunga; i lariani, invece, alla ricerca di profili da valorizzare e certamente funzionali al calcio di Fabregas.
Eppure, la permanenza del tecnico catalano a Como poteva apparire tutt'altro che scontata, in considerazione dei posti che si stavano via via liberando sulle panchine di squadre più blasonate. L'ex Barcellona è stato accostato a lungo all'Inter che, dopo la disfatta bavarese, aveva assoluta necessità di rinnovarsi. A queste voci, sia il presidente del Como, Mirwan Suwarso, che lo stesso tecnico avevano risposto in maniera tranchant, ribadendo la volontà di continuare insieme il percorso iniziato e l'esistenza di un progetto tecnico a lungo termine.
Qualche mese prima di questo interessamento, l'allenatore del Como aveva espresso una certa somiglianza del progetto lariano con quello della Juventus: «Siamo allo stesso livello di progetto: entrambi vogliamo prendere giocatori giovani da far crescere e creare qualcosa di importante per il futuro». Per quanto poi il progetto bianconero sia "fallito", non si può certo dire che il Como abbia sconfessato la sua linea: si è passati da una media di 26,5 anni del 2024/25 (26,3 se si stila la media ponderata per minuti giocati) ai 25,5 del 2025-26, registrando anche un incremento complessivo del valore della rosa (da 203.43 a 245.20 milioni, per Transfermarkt).

Ribadire questo concetto, col senno di poi, non era esclusivamente un esercizio retorico. Appena promossa in Serie A, la società lariana ha riportato in Serie A un 42enne Pepe Reina e ha investito su profili maturi come Sergi Roberto, Alberto Moreno, Varane e Belotti, probabilmente per attutire il salto di categoria. Il rischio che una società ricca possa trasformare la propria squadra in una collezione di figurine è sempre dietro l'angolo: il Como ha invertito la tendenza drasticamente, puntando alla creazione di un laboratorio per coltivare il talento. Si è quasi trasformata in quell'università a cui i migliori studenti stranieri ambiscono.
Il progetto tecnico del Como è chiaro negli intenti ed è riuscito anche a ingolosire alcuni prospetti europei. Oltre ai riscatti di Valle, Van der Brempt, Perrone e Felipe Jack, giocatori più o meno importanti nel 2024/25, sono stati ufficializzati gli ingaggi di Jesús Rodríguez (2005, dal Real Betis), Nicolas Kühn, (venticinquenne del Celtic), Jacobo Ramón (2005, dal Real Madrid), Jayden Addai (2005, dall’AZ) e Martin Baturina (2003, dalla Dinamo Zagabria). Si tratta non solo di giovani, ma di giocatori che vantano già numerose apparizioni nelle competizioni europee.
A questi, ovviamente, si aggiungono Nico Paz e Assane Diao. I due, già presenti in rosa nel corso della passata stagione, si sono ritagliati un posto da protagonisti, contribuendo rispettivamente con 6 e 8 gol al buon piazzamento del Como in classifica. La sintonia tra Fàbregas e Paz nasce da principalmente dal rapporto franco che si è instaurato tra i due. Un bastone e carota, che oscilla tra alcuni rimproveri - «Alcune volte si addormenta durante la partita» - e la libertà che lo stesso allenatore gli concede - Se Nico Paz vede una giocata migliore di quella che dico io lo lascio fare. Io gli lascio libertà in campo».
Questa stima reciproca si è manifestata anche tra l'allenatore catalano e i nuovi volti. E gli stessi nuovi arrivi sembrano già apprezzare fino in fondo il progetto tecnico che hanno scelto. Martin Baturina, in una recente intervista a La Gazzetta dello Sport, ha dichiarato: «Quando ho parlato la prima volta con Fàbregas, mi ha illustrato la sua filosofia e mi è piaciuta molto. Penso che sia uno stile di calcio molto moderno, il migliore».

Anche se il catalano ha ancora tutto da dimostrare, i paragoni tra Fabregas e i top allenatori europei si sprecano. Non poteva essere diversamente, se guardiamo a Fàbregas come a un esponente della rinomata scuola spagnola, della quale prima è stato protagonista in campo e poi degno esponente in panchina. L'allenatore del Como ha saputo cogliere l'evoluzione moderna del calcio, fatta non più solo dai principi rigidi del gioco di posizione, ma lasciando che siano i singoli a interpretare le varie situazioni sul terreno di gioco, come sottolineato anche da Emanuele Mongiardo su UltimoUomo.
La complessità e la varietà di situazioni di gioco non può essere predeterminata, rendendo così necessaria l'acquisizione di giocatori pensanti e che, in ogni caso, possano garantire la superiorità grazie alle capacità di districarsi da spazi chiusi. Non c'è più spazio per i calciatori-robot, quella categoria di giocatori che ha necessità di istruzioni pedisseque per svolgere il proprio ruolo nel rettangolo di gioco: sin dal mercato dell'estate 2024, pur con un livello globale dei calciatori inferiore a quelli giunti da poco in riva al lago, il diktat per i nuovi inserimenti in casa Como è stato relativo alla creazione di vantaggi in situazioni statiche e dinamiche, tra cervelli fini e dribblatori seriali.
I nuovi acquisti, anche se in partite amichevoli, hanno avuto già l'occasione di mettersi in mostra contro avversari di caratura internazionale. Il Como ha prima vinto col Lille e poi ha trionfato nella prima edizione della Como Cup scontrandosi con l'Al-Ahli, campione d'Asia in carica, e contro l'Ajax. L'imprinting di Fàbregas è stato subito lampante, in particolar modo nei ritmi alti in fase di riconquista della sfera. Questi risultati non devono comunque distogliere lo sguardo sul progetto del Como, che ha bisogno di consumarsi lentamente, come la cera di una candela.
A proposito di quanto tempo ci voglia per costruire un progetto che abbia delle solide basi, Fàbregas, rivolgendosi a una platea di giovani durante lo svolgimento del Como Summer Camp, ha illustrato il gol che la sua squadra ha segnato contro l’Empoli. Un’azione corale che - nonostante il pareggio finale - ha reso particolarmente orgoglioso il catalano, il quale ha sottolineato come ci fossero voluti 6 mesi di lavoro per giungere a una situazione così elaborata.
Se così non fosse, non troverebbe senso la scelta di acquistare giocatori giovani, con una carriera da costruire. Né sarebbe una scelta logica per il giocatore che ha voglia di mettersi in mostra. Una politica molto simile a quella imposta da Luis Enrique, detentore dell'ultima Champions League, in fase di mercato. Il Presidente del PSG, intervistato da Al-Kass, ha dichiarato: «È l'allenatore migliore per far crescere i giovani. Gli piacciono i giovani. Per esempio, acquistare un giocatore di 28 o 27 anni per lui è impossibile, proibito, non vuole assolutamente. Gli piacciono tutti i giocatori di 21-22 anni. Avete notato gli ultimi giocatori che abbiamo reclutato? Il più vecchio ha 23 o 24 anni, non di più».
Il tutto, ovviamente, per la necessità di avere una squadra prima di tutto funzionale alle proprie idee, ma che allo stesso tempo sia in grado di introiettare gli intensi prìncipi che dettano l'espressione massima del calcio contemporaneo. Il materiale a disposizione è così più plasmabile, rispetto alle operazioni di mercato ai limiti del nonsense che avevano caratterizzato le campagne dei parigini per lunghi anni. Casualmente, proprio con operazioni di mercato mirate, il PSG è arrivato a conquistare quel trofeo così tanto agognato.
Il paragone tra PSG e Como, volutamente esagerato, mantiene comunque un fil rouge nel progetto tecnico: nonostante si parli di due delle più facoltose proprietà europee, sono le idee ad avere il sopravvento sulla spesa in sé e per sé . In questo momento di hype verso i lariani, in cui una parte del pubblico del SInigaglia spera di beccare l'ennesimo vip affacciato in tribuna, il progetto tecnico del Como ha bisogno di cucinarsi a fuoco lento: chi desidera un pasto più veloce può rivolgere lo sguardo altrove.
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