
Il momento cruciale per il futuro del Napoli
Da Conte a De Bruyne e le promesse su stadio e strutture: ADL ha l'occasione per perfezionare gli azzurri.
Solo poche ore dopo la vittoria del quarto Scudetto, i tifosi del Napoli avevano già in bocca il sapore della disperazione. Mentre la stampa dava per imminente l’addio di Antonio Conte - vero protagonista, insieme a Scott McTominay, del campionato appena conquistato - sul futuro del Napoli sorgevano i dubbi.
Neanche un mese e mezzo più tardi, Conte è ancora alla guida del Napoli, più saldo che mai. E nel frattempo il club ha ufficializzato lo storico acquisto di De Bruyne, oltre ad altri arrivi come Lang, Beukema e Lucca.
Il Napoli è oggi un club con finanze floride, ha in panchina uno dei migliori allenatori al mondo, e sta affrontando il calciomercato estivo con ambizione, costruendo una rosa in grado di lottare ancora una volta per lo Scudetto. Il difficile momento delle contendenti ha inoltre acuito la sensazione di molti: gli azzurri sono di fronte a un bivio. Rimanere il parvenu del calcio italiano o cogliere l’occasione e diventare una big.
In Napoli di De Laurentiis e gli "Scudetti del bilancio"
Per capire da dove viene la ricchezza che il Napoli sta ostentando sul mercato quest’estate, dobbiamo partire da lontano. E cioè da come Aurelio De Laurentiis gestisce da 20 anni il club partenopeo, ormai paragonabile a un’azienda a conduzione famigliare.
Nel suo nuovo lavoro da presidente di una squadra di calcio, De Laurentiis ha recitato la parte - ironia della sorte - dell’imprenditore adattandosi al mondo del pallone italiano e internazionale senza perdere la sua identità. Per ADL, lavorare al Napoli è un’attività simile a quella di produttore cinematografico: sceglie di volta in volta un regista-allenatore, soprattutto cerca di massimizzare il guadagno mantenendo sotto controllo le spese su cartellini e stipendi di attori-calciatori.
Il Napoli ha chiuso gli ultimi due bilanci con un attivo incredibile per una squadra di calcio in Italia, a eccezione dell'ultimo decennio di esplosione dell'Atalanta: nel 2023 si è registrato un utile netto di +€79 mln, nel 2024 "solo" +€63 mln. De Laurentiis ha rafforzato le casse del club puntando, negli anni, ai piazzamenti sportivi. Quando si parla superficialmente della sua gestione, sembra inevitabile citare le cessioni ad altre big a suon di decine di milioni (Cavani al PSG o Higuain alla Juventus in primis), quando in realtà ci si riferisce a... eccezioni.
Come ha dimostrato anche nel caso di Khvicha Kvaratskhelia, De Laurentiis fa fatica a privarsi dei suoi giocatori migliori: la stabilità finanziaria del Napoli è legata a doppio filo con i risultati che la squadra ottiene in campo.
L’ossessione per il piazzamento alle successive edizioni della Champions League ha generato negli anni frustrazione nei tifosi del Napoli, spesso radunati sotto il coro «Meritiamo di più».
Eppure è stato proprio grazie ai cosiddetti “Scudetti del bilancio” se oggi il Napoli può rafforzarsi senza preoccuparsi troppo di un eventuale passivo nel prossimo bilancio, pur avendo appena vinto uno Scudetto “vero”.
La linearità con cui De Laurentiis ha amministrato il Napoli ha portato non solo due Scudetti in tre anni, ma anche la sensazione di trovarsi di fronte all’inizio di un nuovo ciclo di vita per il club.
Negli ultimi 15 campionati il Napoli ha mancato la qualificazione in Europa soltanto una volta, nella balorda stagione 2023/24, in seguito del disastro gestionale post-Scudetto. Gli utili accumulati con fatica in questo arco di tempo sono invece serviti al club per agire sul mercato nonostante le difficoltà logistiche dovute alla cessione di Osimhen.
Ecco spiegato perché, nell'estate 2024, il Napoli si è potuto permettere Lukaku, McTominay, Neres e Buongiorno nelle ultime settimane di mercato: quattro investimenti dall'ammontare totale nei dintorni dei €130 mln.
Ora il Napoli, sgravato a breve dallo stipendio di Osimhen e con i milioni della cessione di Kvaratshkelia, si è potuto permettere un altro calciomercato sfarzoso.
Il DS Manna ha lavorato e sta lavorando per acquistare i giocatori più funzionali al calcio di Conte, finalmente senza dover aspettare i saldi di fine mercato. La stessa conferma dell’allenatore, cercato come è noto dalla Juventus, è stata una dimostrazione di forza.
Conte ha messo subito in chiaro le cose: a fine maggio ha parlato di uno “Scudetto da difendere”, mentre De Laurentiis come al solito straparlava di ambizioni Champions e stadio di proprietà e, insomma, tutte quelle cose a cui il tifo napoletano si è ormai abituato.
Per dimostrarsi un vero club d’élite che compete ogni anno per vincere, però, ora il Napoli aveva ora bisogno di svecchiare un organico apparso piuttosto stanco, nonostante la conquista dello Scudetto. Ed è per questo che questa sessione di calciomercato, per il Napoli, ha rappresentato un bivio.
Kevin De Bruyne, ma non solo
L’estate del Napoli è cominciata bene: gli azzurri hanno ingaggiato uno dei migliori giocatori nella storia della Premier League, uno dei centrocampisti più decisivi degli ultimi anni, seppur in fase atletica per forza di cose calante.
Kevin De Bruyne porterà con sé i filtranti dolci e visionari che lo hanno sempre contraddistinto al Manchester City, ma la sua fragilità fisica impone al Napoli e a Conte di considerarlo come un lusso più che come un vero e proprio titolare.
Il Napoli è stato però più che consapevole di non potersi fermare a De Bruyne: sono arrivati già i comunicati ufficiali degli acquisti di Lucca, Lang e Beukema. Quest'ultimo, ex difensore del Bologna, sarà pagato oltre 30 milioni di euro, ed è uno dei colpi più intelligenti che il Napoli potesse fare per il proprio reparto arretrato.
Alla squadra di Conte mancava un difensore così raffinato e pulito in fase di costruzione: con Thiago Motta e Italiano, Beukema ha confermato i flash mostrati all'AZ ed è lievitato dal punto di vista delle letture in copertura e in leadership, diventando un punto fermo del Bologna con e senza la palla tra i piedi.
Le sue statistiche sui passaggi effettuati nell’ultimo terzo di campo (5.05 per 90' nell'ultima Serie A, nel 95° percentile secondo il database di Opta/FBref tra i difensori centrali del nostro massimo campionato) parlano da sole: Beukema aggiungerà sicurezza in costruzione, riuscendo a smarcarsi bene oltre la linea del pressing avversario.
Il neerlandese è inoltre efficace in copertura e nella scelta dei tempi di intervento sulle decisioni avversarie in rifinitura, avendo buoni numeri se confrontati al resto del torneo in quanto a palloni recuperati (4.80 a gara nell'ultima Serie A, nel 20% dei difensori centrali più attenti): il suo arrivo permetterà al Napoli di iniziare il 2025/26 con tre difensori centrali sullo stesso livello, con Rrahmani e Buongiorno finalmente dotati di un partner migliore degli Juan Jesus e Rafa Marin della stagione appena conclusa.
Noa Lang è l’ala più “pazza” che il Napoli potesse trovare sul mercato. Arriva con la grande responsabilità di dividersi l'eredità tecnica Kvaratskhelia insieme a Neres: che tipo di feeling instaurerà con Conte? Nel 2024/25 Lang ha messo a segno 14 gol e 12 assist tra Eredivisie, KNVB Beker e Champions League: i suoi dribbling a sinistra dovranno rendere il Napoli più imprevedibile. Non a caso, Lang è un accentratore di gioco, uno di quegli esterni anarchici, a cui piace toccare tanti palloni e influenzare la manovra.
La vena creativa dell'ex PSV, unita a quella di De Bruyne, sarà essenziale per il nuovo Napoli: gli azzurri hanno segnato 59 gol nello scorso campionato, una miseria, una quantità ridicola per una squadra così ambiziosa.
Come ha sottolineato anche Conte nella conferenza di presentazione del ritiro estivo a Dimaro, il Napoli dovrà migliorare nella fase offensiva, soprattutto in quella di finalizzazione.
Il vero tema spinoso del mercato estivo 2025 del Napoli, infatti, ha riguardato la figura che più di tutte influenza il giudizio e le prospettive sulla crescita che il club può avere la prossima stagione: il centravanti. E la scelta del Napoli sull'attaccante da affiancare a Lukaku è ricaduta su Lorenzo Lucca.
L’attaccante ex Palermo, Pisa, Ajax e Udinese ha 25 anni, nell’ultima Serie A ha segnato 12 reti, un bottino che può lasciare più o meno entusiasti i tifosi azzurri. Per Lucca, il Napoli ha dato la sensazione di svenarsi: arriva per €35 mln complessivi, più di quanto pagato Lang e Beukema.
Per certi versi, Lucca si sposa bene con l’abito tattico del Napoli: è un centravanti robusto, che combatte con i difensori, ideale da cercare con lanci lunghi. Conte ha un rapporto simbiotico con i propri centravanti. La massima corviniana del «Puoi sbagliare moglie, ma non il portiere e il centravanti» l'ha fatta sua ormai anni addietro, ripetendola come un mantra tra sé e sé e durante varie conferenze stampa.
Romelu Lukaku ha ripagato la fiducia di Conte mettendo a segno 14 gol e 10 assist. Il belga ha avuto un ruolo importante nella vittoria dello Scudetto, sia sotto il punto di vista mentale che tecnico, tuttavia non sempre le sue prestazioni sono state all’altezza. Il belga è sembrato in difficoltà nell’attacco dello spazio, e ha cominciato a soffrire il duello 1vs1 anche con difensori non proprio eccellenti.
Per definirlo con le parole di Conte, Lucca è invece un centravanti «dominante» quando la palla è in aria. Lucca è alto 201 cm: per quanto legnoso nel controllo palla nello stretto, ha una grande flessibilità quando deve coordinarsi per calciare in area, di testa come di piede.
Il Napoli sta costruendo una batteria di mezzepunte che sa crossare sia dal fondo che in cutback: l’arrivo di Lucca potrebbe avere un senso preciso. Lucca l'ariete da ultimi minuti, Lucca la punta su cui giocare palloni lunghi e diretti fin dalla difesa.
Lucca, è bene ribadirlo, non ha la padronanza tecnica di Lukaku, né la sua predisposizione a sacrificarsi per la squadra in chiave assist. È un finalizzatore, e i soli 12 gol in campionato non rendono giustizia alle sue doti balistiche.
Strutture, infrastrutture, sovrastrutture
La sicurezza con cui il Napoli sta agendo per completare la rosa nel più breve tempo possibile merita un pizzico di fiducia. Per quanto Lucca sia un nome potenzialmente divisivo, gli azzurri sembrano essere vicini a completare altri due acquisti: Juanlu Sanchez (Siviglia) e Vanja Milinkovic-Savic (Torino). Ci vorrà invece più tempo per capire la reale fattibilità delle operazioni che porterebbero uno tra Ademola Lookman e Dan Ndoye: profili che ruberanno più o meno l’occhio, sebbene possano garantire a Conte solidità ed efficienza, ma da inserire nella filosofia "non contano i nomi, contano i cognomi" che ha reso così bene per i progetti più floridi degli ultimi anni di Serie A.
Il Napoli ha approcciato con ambizione all’estate più importante degli ultimi anni. L’obiettivo del club azzurro è piuttosto chiaro: stabilizzarsi su un livello ancora più alto dell’ultimo decennio. E il momento per farlo sembra proficuo: Inter, Atalanta, Juventus, Roma, Lazio, Fiorentina e Milan ripartiranno con un progetto tecnico diverso dall'ultimo, con Conte e Italiano (Bologna) unici superstiti all'estate 2025 di girandola delle panchine.
Per ergersi in cima all’élite del calcio italiano, il Napoli non ha però bisogno solo di una grande sessione di calciomercato. Da quando è presidente del Napoli, De Laurentiis non ha mai investito nelle infrastrutture. Stadio, centro di allenamento e giovanili hanno rappresentato una parte infinitesimale del suo business plan.
Lo stadio Diego Armando Maradona appartiene al Comune, e anche il Training Center di Castel Volturno non è di proprietà del Napoli. Proprio sul centro di allenamento si sono susseguite negli ultimi mesi notizie succulente. Al termine de 2025/26 scadrà il contratto di affitto a Castel Volturno: De Laurentiis sembra essersi finalmente attivato per costruire un centro d’allenamento di proprietà del Napoli.
È ancora difficile valutare l’entità dell’investimento: come ha sottolineato Antonio Conte nel 2024/25, puntare sulle strutture è un passo obbligatorio da fare. Costruire una casa per il Napoli magari non influenzerà i risultati sportivi nel giro di pochi anni, ma è un discorso di progettualità a lungo termine.
Poi c’è il discorso sulle giovanili. Il Napoli fa fatica a mantenere alto il livello delle sue formazioni under: spende poco per lo scouting e la gestione della squadra Under19, e nel 2023 è addirittura arrivata la retrocessione in Primavera 2.
Per terminare, arriva il discorso Maradona. De Laurentiis si è recentissimamente esposto con una delle classiche dichiarazioni che invecchieranno male: in sintesi, "il nuovo stadio del Napoli sarà pronto in 3 anni". Le parole di De Laurentiis sul tema sono difficili da pesare: da anni ADL millanta progetti e lavori che non si sono mai verificati. Fino a poche settimane prima, i giornali parlavano di un altro possibile accordo con il Comune di Napoli per ristrutturare il Maradona.
Poi Il Mattino aveva raccontato di un progetto consegnato ai piani alti del Comune, come un fulmine a ciel sereno. La reale risposta del Comune non è ancora nota.
La Serie A è in ritardo di svariati anni luce rispetto al resto d’Europa su stadi e infrastrutture. Spesso vediamo club e amministrazioni comunali giocare a ping pong in una partita che va avanti per le lunghe.
Attraverso investimenti copiosi e lungimiranti, sul mercato e sulle infrastrutture, il Napoli si proietterebbe in una dimensione sconosciuta. Gli azzurri si trovano di fronte a un’estate che potrebbe svoltare il futuro prossimo del club. Era dai tempi di Diego Armando Maradona che il Napoli non respirava aria di grandezza in una forma così tangibile. Sprecare questa occasione sarebbe un peccato mortale.
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