
Chi è il braccetto sinistro ideale per l'Atalanta?
Le statistiche del resto d'Europa in confronto a quelle degli atalantini, per il presente e per il futuro della Dea.
Fino ad autunno 2025 inoltrato, Sead Kolasinac non comparirà nemmeno nella lista dei convocati per la partite dell'Atalanta di Ivan Juric. Il recupero dalla rottura del legamento crociato anteriore e dalla lesione radiale del menisco esterno del ginocchio sinistro del 32enne bosniaco procede finora senza intoppi, ma programmare una stagione tra Serie A, Coppa Italia e Champions League senza una delle architravi dell'ultimo biennio nerazzurro a disposizione dalle prime settimane di preparazione è tutt'altro che banale.
Premessa doverosa: inserire un laterale sinistro della difesa a 3 - d'ora in avanti, che piaccia o no, verrà utilizzata la b-word, "braccetto" - non sembra tra le priorità della dirigenza atalantina. Sarebbe uno sfizio che si sarebbe potuto togliere già nell'estate 2024, ma è una questione sempre passata in secondo piano rispetto ad altre esigenze. O meglio: non pare in cima alla lista degli investimenti più ingenti in programma, anche considerata la possibilità di impiegare altri profili già presenti in rosa (Scalvini, Djimsiti, Kossounou e Bonfanti hanno già giocato in quella posizione e con quei compiti).
L'idea di replicare il format già utilizzato per scovare l'esterno "dei sogni" per la fascia destra della Juventus sorge da qualche considerazione magari marginale, ma che verrà sicuramente fatta dal DS D'Amico e dal resto della squadra di mercato dell'Atalanta di qui a breve: la prospettiva di utilizzo di Kolasinac non è eterna - a prescindere da quanta efficienza garantirà un rientrante da crociato+menisco e che aveva già saltato 24 gare in nerazzurro dall'estate 2023 in poi -, e senza l'ex Arsenal e Marsiglia rimarrebbe il solo Bonfanti come mancino naturale nel pacchetto di difensori centrali (a meno di adattare Ahanor in quel ruolo, mai ricoperto in Serie A dal classe 2008).
Ci siamo divertiti a fantasticare, pur senza tutte le stats a disposizione dei database e della rete di scouting di grande club, l'analisi dei calciatori attraverso i dati degli ultimi 365 giorni . Partendo da un pool di 40 nomi, abbiamo scremato la lista di braccettosinistrizzabili utilizzando le statistiche avanzate, fino a delineare il profilo ideale per la rosa di Juric. Calciatori realmente accostati all'Atalanta, suggestioni esotiche, qualche vecchia conoscenza, qualche nome meme, giovani da ogni parte d'Europa: un nome buono per l'immediato ma, soprattutto, per il futuro a lungo termine del sistema atalantino.
"Soglie di sbarramento" più o meno insuperabili: valutazione di mercato al di sotto dei €25 mln, stipendio netto attualmente percepito dai €2 mln annuali in giù, mancino come piede forte (da Masiello a Mancini, da Djimsiti a Scalvini a Toloi, gli esempi di destri impiegati a sinistra nel terzetto dell'Atalanta suggerisce che l'essere sinistri non sia una condicio sine qua non per diventare un braccetto di sicuro affidamento). Parziale eccezione: un singolo ripescaggio per round, in base a cifre molto vicine agli standard minimi che ci siamo autoimposti o a esperienze passate assimilabili al contesto dell'Atalanta presente e futura di Ivan Juric.
Fonte dati: Sofascore, FBref, Capology.

Step 1 - Scoglio
"Un difensore deve saper difendere" è sì mantra ripetuto da chi voglia aggiornarsi con più fatica alle evoluzioni del massimo livello del calcio contemporaneo, ma negli estremismi mantenuti dal sistema difensivo dell'Atalanta anche sotto Ivan Juric sarà comunque la fase di distruzione della manovra avversaria quella preponderante in sede di valutazione statistica dei profili "da Dea". 3 le categorie da porre in primo piano: % di duelli vinti, tackle effettuati nel terzo centrale di campo e tackle effettuati nel terzo offensivo.
L'assegnazione di una marcatura individuale in grandissima parte del terreno di gioco - non necessariamente dello stesso uomo ovunque, vale la pena sottolinearlo, nel sistema di marcature a uomo nella zona della scuola gasperiniana - e la disponibilità all'essere aggressivi a decine e decine di metri dalla porta difesa da Carnesecchi è prerogativa per ogni futuro braccetto.
In base alle medie mantenute dagli utilizzati più di recente come terzi di difesa dell'Atalanta, chi ha mantenuto cifre simili in almeno 2 di queste 3 categorie?

Fuori diversi difensori più impiegati in letture e scelte conservative in coppie centrali di linee a 4 (Kempf, Brassier, Esteve, Aguerd, Bitshiabu, Krejci, Ben Davies, Igor, Zesiger, Morato, Arrey-Mbi), terzini all'interno di sistemi a zona (Boiro, Makengo), centrali le cui lunghe leve concedono qualcosa in termini di mobilità in campo lungo (Provstgaard, Otavio).
Le esclusioni più "sorprendenti"? Calvin Bassey, che calzerebbe come un guanto per la fase di possesso tra costruzione e invasione della metà campo avversaria ma troppo "distratto" nei contrasti lontani dai propri 16 metri; Fali Candè, le cui richieste nel Venezia di Di Francesco non si scostano troppo da quelle che si immagina potrebbe fargli Juric, semplicemente per colpa di un'efficacia insostenibile per la zona Champions League.
Il ripescato, con volume di un'inezia inferiore a quello dei braccetti atalantini? Keven Schlotterbeck, fratellone del Nico in maglia Borussia, spesso alternato al "bocciato" Zesiger nei terzetti difensivi dell'Augsburg di Jess Thorup.
Step 2 - Onda
Non di solo fase di non possesso vivono i difensori ai primi posti della Serie A (semicit.): per l'innesco dei quadrilateri laterali e della copertura del binario intermedio della fascia sinistra, il sistema di Juric prevede l'assunzione di notevoli responsabilità del braccetto sinistro in fase di risalita del pallone.
Due le componenti che spiccano negli ultimi 9 anni di Atalanta per segnalare l'efficacia di un difensore in quella fase: passaggi progressivi e conduzioni progressive (in entrambi i casi, la palla deve essersi avvicinata di almeno 10 metri alla porta avversaria). Valore "minimo" per superare anche il secondo scalino, pur senza raggiungere le medie di Kola&co in almeno uno dei due parametri: 4.5 passaggi progressivi realizzati per 90' e 1 conduzione di media a partita nel 2024/25.

A pagarla cara, difensori la cui presenza in ultima linea è troppo importante per consentirgli di staccarsi con agio da essa (Pirola-Olympiacos, Diogo Leite-Union Berlino, Schlotterbeck-Augsburg, Uduokhai-Besiktas, Friedl-Werder Brema), elementi a cui le rispettive squadre hanno chiesto meno protagonismo in possesso per affidarne a centrocampisti e trequartisti (N'Soki-Hoffenheim, Sarr e Sylla-Strasburgo, Natan-Betis, Muharemovic-Sassuolo).
A chi regalare un'altra chance per sentirsi atalantinabile? Mawissa ha ancora 20 anni, nelle stagioni precedenti all'arrivo al Monaco è stato impiegato come terzino sia destro che sinistro al Tolosa.
Step 3 - Risacca
Il braccetto sinistro atalantino - il Kolasinac 2024/25 forse più di tutti nella storia recente bergamasca - non dev'essere però solo scintilla iniziale della manovra, ma anche uno dei possibili sbocchi in fase di rifinitura: la creazione della superiorità numerica nel terzo finale, qualora non arrivi dal dribbling del trequartista/esterno, la si potrà ritrovare anche grazie agli inserimenti profondi del braccetto.
Il volume di tocchi nel terzo offensivo e di passaggi progressivi ricevuti dai braccetti atalantini si avvicinano a quelle di terzini o esterni a tutta fascia di quasi tutte le altre squadre di Serie A.

Ajax, Bologna, Genoa, Milan, Monaco, Bournemouth e Galatasaray non hanno trovato sul proprio centrosinistra un difensore così sicuro e coinvolto nella zona di rifinitura. Nemmeno l'Eintracht Francoforte, se si paragonano gli 8.07 tocchi per 90' e gli 1.2 progressive passes received dell'Arthur Theate visto nell'ultima Bundesliga, ma si sta parlando comunque di dati superiori a quelli di Kossounou e Djimsiti.
3 tagli, 3 scremature, 3 barriere tattiche e tecniche, 6 sopravvissuti alle ghigliottine statistiche per immaginarsi un'occupazione a dovere di spazi e compiti del braccetto sinistro dell'Atalanta.

Matheus Reis (1995, Sporting): affrontato dall'Atalanta per ben 4 volte nella vittoriosa cavalcata dell'Europa League 2023/24, il brasiliano cresciuto nel San Paolo e visto in Portogallo anche con Moreirense e Rio Ave ricalcherebbe in tutto e per tutto le caratteristiche del Kolasinac arrivato a Bergamo nell'estate 2023: 30 anni, un impiego tra campionato nazionale e Champions League nell'ultima annata, minuti sia come braccetto sinistro che come terzino o esterno a tutta fascia sullo stesso lato in un sistema di gioco simile al bergamasco (3-4-2-1 con Amorim, oscillante tra 4-2-3-1 e 3-4-3 con Rui Borges).
Arthur Theate (2000, Eintracht Francoforte): seguito dallo scouting atalantino sin dai tempi di Sartori, il belga sarebbe quello con più "segni premonitori" legati ai colori nerazzurri. Nazionalità belga, come De Ketelaere; passato in Italia, in una difesa a 3 come quella del Bologna di Mihajlovic; compagno di Kamaldeen Sulemana al Rennes e #3 dell'Eintracht Francoforte, unica tifoseria europea ufficialmente gemellata con quella nerazzurra oltre a quella della Ternana. Al limite per quanto riguarda il compenso percepito dell'SGE (€2 mln), il passaggio di Theate dall'Assia alla Lombardia sarebbe il secondo di sempre tra Eintracht e Atalanta: meglio del prestito di Lammers in Germania si può fare...
Ricardo Rodriguez (1992, Real Betis Balompiè): "Non mandavo giù il fatto che un dirigente andasse in panchina. Lui mi disse 'Con me non succederà, fidati'. Mi sono fidato. Ha cambiato modulo ma ha trovato il modo di farmi giocare mettendomi braccetto, quell'anno sono rimasto al Torino solo per lui". Davvero convinti che l'ex Milan non verrebbe a Bergamo a piedi?
Nicolas Tagliafico (1992, svincolato): non è un caso che il campione del mondo 2022, reduce dal triennio a Lione, sia insistentemente nei radar della Roma di Gasperini. Arriverebbe da free agent, come il Kolasinac privato da Tudor a Marsiglia: non si tratterebbe di un ringiovanimento del reparto, sgarrando dalla volontà di svecchiamento della rosa intrapresa dal DS D'Amico coi primi acquisti di mercato (Ahanor e Sulemana, più il riscatto di Kossounou), ma un'eccezione si può sempre contemplare.
Adam Obert (2002, Cagliari): dal progetto più a breve termine a quello con orizzonti più ampi da contemplare tra quelli resistiti ai tagli. Passato nelle giovanili della Sampdoria, mastica calcio italiano da sempre, ha già 44 partite di Serie A in faretra grazie a 3 stagioni a Cagliari, nasce come difensore centrale di una coppia a 2 (ruolo che ha ricoperto anche nel recentissimo EuroU21 con la Slovacchia) ma si è persino barcamenato come quinto a tutta fascia nelle versioni più conservative del Cagliari di Davide Nicola - motivo per cui si è salvato nelle voci relative alla fase di possesso. Che sia il braccetto il ruolo in cui stabilizzarsi nel lungo periodo?
Mika Marmol (2001, Las Palmas): la retrocessione in Segunda dei canari non deve far passare in secondo piano la buona annata del 24enne di Terrassa. La formazione nella Masia blaugrana e l'utilizzo indifferente come centrale mancino o terzino sinistro in una difesa a 4 lo rendono un profilo per cui è impossibile non spiccare nel confronto coi pariruolo in Liga. La combinazione tra sicurezza in uscita palla al piede e tempismo nell'intervento in copertura lo avvicina allo stadio successivo che i nerazzurri ipotizzano possa avere Albert Navarro, catalano classe 2007 per cui i bergamaschi hanno investito €1.9 mln nell'estate 2024 per svilupparlo nell'Under23. Perché non anticiparne l'assaggio in prima squadra con una sua versione iperaccessoriata?
Final Round - Moto Armonico
Arrivati a questo punto, nessuno dei calciatori sopracitati può considerarsi "sbagliato"; essendo però un gioco, abbiamo bisogno di un vincitore, e dunque di una classifica finale. Per stilarla, abbiamo preso alcune delle statistiche chiave già considerate e abbiamo messo in ordine i giocatori dal migliore (assegnandogli 10 punti) fino al peggiore (0 punti), con un sistema simile a quello della F1. In caso di parimerito, i punti sono stati equamente suddivisi: due calciatori al primo posto otterranno 9 punti a testa, invece di 10 e 8.

Se risulti nel peggiore dei casi il 3° tra le voci statistiche più caratterizzanti per diventare un difensore nerazzurro, rimane poco da obiettare: Matheus Reis è il braccetto sinistro ideale per l'Atalanta. Se la dirigenza nerazzurra decidesse di concentrare i propri investimenti e le proprie ambizioni per perfezionare il ruolo nel medio-lungo periodo, Theate rimarrebbe una scelta forse ancor più esaltante. Ricardo Rodriguez conterebbe sul legame personale con lo staff tecnico, Tagliafico porterebbe in dote esperienza internazionale superiore al resto, Marmol e Obert una ventata di freschezza alla carta d'identità dell'intero pacchetto arretrato.
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