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Vettori MMA
, 22 Luglio 2025

Marvin Vettori ha perso ma non si è arreso


Nonostante gli infortuni, un grave lutto e limiti tecnici, Vettori ha ancora dimostrato una determinazione straordinaria.

L’inizio del match di Marvin Vettori contro l’americano Brendan Allen, in scena a New Orleans nell’evento UFC 318, ha rispecchiato il 2025 vissuto dal fighter italiano. Vettori ha affrontato un gravissimo infortunio alla spalla che lo ha costretto all’operazione e poi, a metà aprile, la tragica scomparsa del fratello minore Patrick a causa di un incidente domestico. Nonostante ciò, The Italian Dream ha reagito immediatamente, scegliendo di combattere con Allen per vendicare il momento negativo nell’ottagono, con due sconfitte consecutive che ne hanno ridimensionato nettamente le ambizioni, e quello personale.

Nelle interviste precedenti alla sfida, Vettori ha spiegato che l'MMA è la sua ragione di vita: ora più che mai ha bisogno di un motivo per alzarsi dal letto la mattina, qualunque cosa possa accadere nella sua carriera gli sembrerà in discesa visto che il peggio gli è già successo, il fratello era il suo primo tifoso e lo avrebbe voluto vedere in azione, per continuare la rincorsa a quel sogno comune - diventare campione del mondo.

Tornando nell’ottagono del match con Allen, allo stesso modo Vettori si è trovato in grande difficoltà e, quando una disastrosa e rapida sconfitta sembrava immediata, ha resistito alla tempesta sopravvivendo, battendosi fino all’ultimo colpo, dimostrando ancora una volta una tempra fuori dal comune. Una tenacia straordinaria, considerando la combinazione tra la vigilia drammatica dell’incontro e l'inizio complicatissimo: almeno per chi scrive, la tenuta è impossibile da ignorare e da non celebrare, considerando solo l’aspetto sportivo.

Impossibile guardare il match di New Orleans senza un forte trasporto; forse per la prima volta si è tifato Vettori come fighter e soprattutto come persona, empatizzando con lui come mai prima d’ora. Il suo personaggio è sempre stato divisivo tra trash talking, posizioni forti sulla pandemia, derive ai limiti del complottismo, l’aggressione al fianco dell’amico Tony Effe, eccetera. La tenacia e la resistenza mentale non sono però bastate: la vittoria di Brendan Allen pesa come un macigno.

Vettori vs Allen, dentro all’ottagono

Vettori ha combattuto 3 round col naso rotto, frantumato al primo pugno incassato da Allen, un gancio sinistro poco ortodosso - sì, The Italian Dream lo aveva mantenuto integro per i primi 27 match da professionista. In parole povere, una frattura simile comporta disputare 15' minuti di combattimento con problemi di respirazione, probabilmente con sangue in bocca e in gola - senza considerare la lacrimazione incessante, il dolore per la frattura e per i colpi successivi, il gonfiore, la sensazione di avere qualcosa di ingombrante e scomodo in faccia.

È un episodio che cambia un incontro, a livello di performance e psicologico, soprattutto se succede a freddo. Sul momento Vettori non si perde d’animo, avanza mettendo pressione - una delle sue qualità migliori, mancata nell’ultima sconfitta ai punti contro Roman Dolidze - mentre comincia a sanguinare copiosamente. I colpi più pesanti però li mette Allen, che va in takedown e porta facilmente - troppo facilmente - a terra Vettori, cominciando un ground and pound che costringe The Italian Dream a offrire la schiena all’avversario.

Allen gliela prende, chiude le gambe intorno al bacino di Vettori - quasi una maschera di sangue - e si fa strada con i pugni in cerca della rear naked choke, lo strangolamento da dietro, la sua arma migliore. Il fighter italiano dimostra la sua nota abilità nel grappling e la determinazione pura: Vettori resta lucido, trova una via d’uscita e va pure in monta, ribaltando la situazione a suo favore. Guardando queste azioni, risulta ancora più complicato capire perché Vettori abbia accantonato il grappling in favore dello dello striking, che ha reso fino a un certo punto del suo percorso, prima di invertire la tendenza.

E pensare che 4 anni fa Vettori aveva infranto il record di takedown a segno in un singolo incontro dei pesi medi in UFC, 11 in totale ai danni di Kevin Holland: per di più, le uniche 2 vittorie prima del limite nella promotion erano arrivate proprio per sottomissione.

Ecco però uno dei suoi limiti: la difficoltà a capitalizzare situazioni favorevoli in top position. Vettori infatti incalza Allen con il ground and pound, con tanta foga e poca precisione. E così è Allen a girarsi per sfuggire ai colpi e a dargli le spalle, con Vettori che cerca di prendergli la schiena e di chiudere lo strangolamento, in un’azione fotocopia rispetto a quella subìta poco prima. A questo punto, The Italian Dream sceglie sorprendentemente di riportare lo scontro in piedi.

Riguardo al grappling di Vettori, bisogna fare una precisazione. Il fighter italiano ha doti difensive eccellenti, a discapito di quelle offensive, meno pericolose, un approccio lineare che può renderlo prevedibile e non molto fluido nelle transizioni.

Vettori MMA
Credits: UFC.

Sicuramente il grappling si è rivelato un prezioso alleato in passato ed è un’ottima risorsa per Vettori, ma contro avversari più abili non basta. Questa è una skill che non si trasforma in soluzione assoluta e universale, valida contro tutto e tutti: lottare comporta ricorrere pure al wrestling, con una difesa dai takedown ultimamente non brillante da parte di The Italian Dream. Sfruttarla di più in alcune situazioni propizie, senza intestardirsi sullo striking, non sarebbe così male. 

Arrivati a questo punto, lo striking si impone nel match. Provando a ricostruire la strategia di Vettori, la scelta di impostare il match sulla boxe non fa una piega: Allen prende statisticamente parecchi colpi. Il problema è che, nella pratica, Vettori combatte con una guardia vulnerabile: è lui a incassare tanti, troppi colpi - dimostrando ancora una volta un buon mento, peculiarità che rischia di diventare pericolosa per la salute di un fighter se ne si abusa -, sfoggia buone combinazioni e va a segno, ma senza scuotere l’avversario, manca di iniziativa.

Cominciata la ripresa finale, il suo angolo gli chiede di finalizzare, ma a Vettori manca il guizzo e più che altro si affida ancora allo striking, come se avesse il pilota automatico inserito, senza provare strade alternative. Allen lo porta di nuovo a terra, e ancora Vettori si rialza con facilità. Il match finisce confermando il registro: una sanguinosa battaglia colpo su colpo, in cui Allen è stato più incisivo. Secondo le statistiche ufficiali della sfida, Vettori ha tirato più pugni in totale, tenendo alto il volume, però con meno precisione di Allen.

Il fighter italiano ha registrato un 43% di colpi significativi, contro il 49% di Allen. Con questo incontro, Vettori è diventato il secondo peso medio della storia della UFC per numero di match (5) con più di 100 colpi significativi sferrati, il 4° per minuti passati nell’ottagono (4h e mezza), sempre il 4° per colpi significativi a segno (1150 circa).

Il futuro di un giovane veterano

Vettori è sconfitto ai punti alla fine di un match che lui stesso aveva definito fondamentale, perdendo tutti e 3 i round secondo 2 giudici, vincendo il 2° per il terzo. Non ha mai perso un match prima del limite in carriera. Lascia l’ottagono deluso e sconsolato, e affida qualche impressione a caldo alle Stories su Instagram: «Un’altra sconfitta tanto amara. Stavolta perlomeno mi sono sentito più me stesso, più simile a com’ero prima»: il riferimento è alla spalla operata -nell’incontro precedente Vettori ha confessato di non essere stato a suo agio, pagando lo scotto psicologico dell’infortunio.

«Secondo me sono migliorato tanto, ma devo ancora trovare la quadra. Alla fine mi faccio sempre mille paranoie nel grappling… In realtà sono una bestia a farlo, se mi mettono in qualche cattiva posizione me ne esco subito, faccio più o meno quello che voglio. Dovrò puntarci di più» ha scritto Vettori su Instagram, senza specificare a cosa siano dovute le paranoie menzionate - forse al fatto che, soprattutto dopo il match contro Holland, quello del record dei takedown, parte del pubblico lo aveva etichettato come un fighter noioso. «Mi dispiace ragazzi, sono deluso ma bisogna andare avanti… Andiamo avanti. Vi mando un abbraccio», conclude.

Vettori viene da 3 sconfitte di fila, 5 negli ultimi 7 incontri. Spicca la lezione durissima inflittagli da Jared Cannonier, in cui il fighter italiano ha stabilito il record di colpi incassati in un match dei pesi medi in UFC (249), in uno di quegli incontri che rischiano di segnare un fighter per sempre. Un tempo The Italian Dream vantava la difesa più efficace della categoria nello striking, mentre negli impegni recenti è diventato un bersaglio troppo semplice da colpire.

Oggi Vettori è un veterano di 31 anni, fermo davanti a un bivio: diventare un gatekeeper, un test impegnativo per atleti in ascesa, o riprendere una posizione competitiva in classifica. Da parte sua, UFC sabato lo ha relegato nella card preliminare, ma poi lo ha premiato con il bonus “Fight of the Night” da $50k, per la terza volta in carriera.

La sconfitta contro Allen ha confermato i limiti noti di Vettori - scarsa iniziativa, repertorio monotono, nessun ricorso alle abilità nel grappling nonostante i presupposti per sfruttarle - ma anche i punti di forza: l’efficacia difensiva nel grappling, la mentalità inossidabile, la resilienza impressionante - le ultime due sono caratteristiche che possono dare una spinta aggiuntiva o costituire una base solida, però non colmano lacune tecniche o di strategia.

Secondo alcuni Vettori è finito, ha già dato il massimo e non ha margini di miglioramento. La sua ascesa travolgente con tanto di chance titolata non si ripeterà, e forse a breve capiremo davvero cosa abbiamo vissuto, il miracolo di avere un fighter italiano a un passo dal tetto del mondo, tra gli atleti più forti in assoluto di una disciplina di nicchia. Però Vettori ha le carte in regola per togliersi ancora qualche soddisfazione.

Di sicuro il contesto è cambiato: The Italian Dream uscirà dalla top 10 e dovrà dimostrare di essere all’altezza di tornarci. Un assaggio di questa intenzione, della voglia feroce di riscatto, lo abbiamo visto contro Allen. Marvin Vettori ha perso ma non si è arreso: c'è tutta la differenza del mondo, per il suo futuro.

  • Nato a Milano il 09/06/1996, lavora in un’agenzia di comunicazione e sui social media. Ma soprattutto ha unito la passione per la scrittura a quella nata indossando il primo paio di guantoni da boxe, ed è così che ha trovato il suo posto nel mondo.

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