
Cosa aspettarsi da Inghilterra-Italia
L'Inghilterra è ancora temibile, ma per le Azzurre esiste un minimo margine.
Martedì, ore 21, l'Italia affronterà, nella prima delle semifinali dell'Europeo femminile 2025, l'Inghilterra campione europea in carica. Lo fa grazie alla vittoria conquistata nei minuti finali contro la Norvegia, con la consapevolezza di essere la meno quotata tra le quattro nazionali rimaste in corsa. E, forse, anche con la serenità di chi da questo torneo si è già preso rivincite e soddisfazioni, e sa che non c'è nulla più da perdere.
A febbraio 2024 il corso del CT Soncin, che già aveva portato a termine con successo il primo compito (evitare la Lega B di Nations League in un girone con Spagna, Svezia e Svizzera), ripartiva dal Viola Park e da Algeciras per due amichevoli. Nel primo caso, 0-0 con l'Irlanda, con l'esordio di Oliviero (oggi titolare) e soprattutto la passerella per l'addio azzurro di Sara Gama; nel secondo, netto e pesante 1-5 proprio contro l'Inghilterra, in una gara che mise a nudo quei limiti dell'Italia e le stesse difficoltà presentatesi al Mondiale.
A luglio 2025, l'Inghilterra si ripresenta come diretta concorrente per un sogno chiamato finale (alle Azzurre manca dal 1997!), per una sfida che richiederà all'Italia femminile uno sforzo titanico per esser anche solo concepibile come alla portata. E questo, al netto del fatto che le Lionesses hanno avuto sin qui un Europeo di alti e bassi, dove il carattere e la grande qualità hanno sopperito ad alcune scelte tecniche rivelatesi errate da parte della CT Sarina Wiegman.
Questo non toglie che la nazionale d'oltremanica sia ampiamente la favorita dell'incontro. Lo dice il palmarès (campionessa europea in carica, vincitrice della Finalissima UEFA-CONMEBOL contro il Brasile, vicecampione del mondo), la rosa, le qualità di una generazione che scalpita che ha trovato in Michelle Agyemang un catalizzatore importante. Non ci sarebbe da stupirsi se dovesse essere lei la prescelta per una maglia da titolare, che dopo il quarto di finale con la Svezia non sarebbe meritata, ma meritatissima. A lei si aggiunge un attacco che ha in Mead e Russo gli elementi di maggior spicco, ma che ha diverse frecce da scoccare al proprio arco.
Attenzione anche al centrocampo (uno dei punti più critici dell'Italia nella fase a gironi), che coadiuva la velocità e la capacità di inserimento di Ella Toone - in rinascita dopo un periodo negativo a livello personale per vicende extra-campo - alla visione di gioco di Keira Walsh, oltre alla stella nascente Clinton e la solita Georgia Stanway, giocatrice dalle qualità balistiche indiscutibili.
La flebile speranza, comunque, c'è. Esiste, viste anche alcune criticità emerse nelle ultime prestazioni delle inglesi, e un'Italia vista nell'ultima sfida contro la Norvegia con una diversa brillantezza e una maggiore propensione a creare gioco. Per le Azzurre, l'obiettivo è sfruttare i cali di attenzione di una difesa non più brillante, anche se di fronte ci sarà una Hannah Hampton tra i pali in versione Wonder Woman, che non si fa fermare nemmeno dal sangue. Come sarebbe dovuto essere già nel primo tempo con la Norvegia, l'importante sarà concretizzare ogni opportunità e sperare che dal lato opposto l'attacco dell'Inghilterra non sfrutti la mole di gioco creata.
L'unica reale incognita inglese è rappresentata dal pacchetto arretrato, che ha registrato diversi errori tecnici in questa fase del ciclo. Leah Williamson è attenzionata per un infortunio rimediato alla caviglia contro la Svezia, ma dovrebbe riuscire ad essere della partita. Nel caso, Esme Morgan (in NWLS con le Washington Spirit) è pronta a comandare il reparto. Da capire Wubben-Moy, che ha avuto un periodo complicato dal punto di vista fisico. Infine Jess Carter, che ha denunciato nelle ultime ore l'aver ricevuto numerosi insulti razzisti dopo alcuni errori, ricevendo immediato supporto dalla NWSL, dal Gotham (sua squadra) e dalla Federazione: il calcio inglese deve nuovamente fronteggiare lo stesso problema evidenziato all'indomani della sconfitta in finale ad Euro 2021.
Tornando al campo, l'ultimo insegnamento che ci ha regalato la gara dell'Italia con la Norvegia riguarda la gestione di un eventuale vantaggio: le Azzurre non dovranno concedere un abbassamento di ritmi che hanno già mostrato di non saper gestire agevolmente. Eccessivi ripiegamenti e cali di intensità, spesso e volentieri, significano certezza assoluta di subire gol. È accaduto proprio a favore delle inglesi nel quarto di finale contro una Svezia sciupona (rimontata da 2-0 a 2-2 e poi eliminata ai rigori), era successo in Italia-Portogallo nella fase a gironi. Alle ragazze del CT Soncin servirà coraggio: l'avversaria è comunque battibile, ma servirà una prestazione perfetta per applicazione, coraggio e concentrazione. Col rischio, addirittura, che ciò potrebbe non bastare.
Conterà la fame, conterà la lucidità, conterà la freddezza. Il cuore, la testa, e qualcosa in più. Insomma, servirà davvero dare tutto e rimanere concentrate al 100% in ogni singolo momento, in ogni partita nella partita. A questo punto del torneo, con l'Italia seduta al tavolo delle grandi, anche i più piccoli dettagli saranno decisivi.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.







