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Norvegia Italia femminile Girelli
, 16 Luglio 2025

Norvegia-Italia 1-2, Considerazioni Sparse


Cristiana Girelli trascina le azzurre alle semifinali dell'Europeo femminile 2025.

L'Italia supera la Norvegia e stacca il biglietto per le semifinali di Euro 2025. Sì certo, incroci di girone e tabellone rendevano fattibile questo appetitoso obiettivo, visto come anche la Norvegia si presentasse ai quarti di finale da eterna incompiuta, come una squadra ricca di campionesse da grandi palcoscenici ma mai pienamente amalgamate. Sì certo, le prime prove delle azzurre non erano state indimenticabili, e lasciavano adito a tanti dubbi sugli equilibri e sulle soluzioni da trovare. Sì certo, l'Italia ha ballato in questa partita, rischiando di disfare quanto di buono aveva mostrato nella prima ora di gioco. Ma, tolto tutto, resta la vittoria delle ragazze di Andrea Soncin, resta il raggiungimento di una semifinale che è il risultato migliore delle azzurre dal 1997, resta il profumo di impresa per una squadra, un gruppo, reduce da tornei cannati troppo malamente nel biennio 22/23 e che ora si prende la sua rivincita.

Dopo le prime due gare impostate sulla difesa a tre e il prevedibile quanto proverbiale pullman davanti alla porta (ovvero un 5-4-1 di pura rimessa) contro la Spagna, Soncin cambia per questo quarto di finale: linea a 4 dietro, tridente avanti. Un 4-3-3 ibridato quello italiano, dove a sinistra è l'esterna alta Bonansea ad avere molte consegne di ripiegamento per sostenere Di Guglielmo contro Graham Hansen, a destra è Oliviero a rimanere più a presidio nella propria linea difensiva per permettere più libertà d'azione a Cantore in avanti. Un sistema che consegna senza più equivoci la direzione del gioco a Manuela Giugliano, al prezzo di allontanarla dalla porta: una scommessa questa che Soncin vince (complice una prima pressione disarticolata da parte delle scandinave), che rimette la numero 10 della Roma al centro della costruzione azzurra.

Il primo tempo è tutto nel segno dell'Italia, entrata in campo con un approccio più brillante e coraggioso rispetto alle avversarie. Sono le azzurre a tenere il controllo della palla e a sviluppare anche con efficacia, rendendosi pericolose in più di un'occasione, peccando tuttavia di precisione nell'ultimo terzo. Sia in finalizzazione (Caruso va vicina due volte al vantaggio) che nella rifinitura (farraginose sulla corsia di sinistra, la più cercata, Bonansea e Severini), la squadra di Soncin ha più di qualcosa da farsi perdonare. Nel finale di tempo, l'unico squillo norvegese lo suona Gaupset da distanza siderale (fuori di poco, ma Giuliani sorpresa). Pare mancare il giusto sprint dal lato di Cantore, finora il Godot della spedizione svizzera: batterà il colpo, fondamentale, in avvio di ripresa.

L'Italia passa proprio a inizio secondo tempo, trovando finalmente Cantore in ampiezza e mandandola in area palla al piede: sul suo tiro-cross rasoterra c'è la zampata della solita Girelli che vale il vantaggio. Ancora Cantore poco dopo troverebbe il raddoppio, ma l'azione è viziata da una posizione di fuorigioco. Le azzurre sembrano lanciate ma, come nella sfida contro il Portogallo (terminata 1-1), la gestione del vantaggio si rivela problematica, con una poca lucidità nel regolare un abbassamento di ritmi senza perdere il controllo sul flow della partita. La panic zone si apre con la cintura di Linari in area ai danni di Hegerberg, e l'ex pallone d'oro norvegese dal dischetto ci fa la grazia, fallendo come nella gara contro la Svizzera. Ma il quarto d'ora più difficile della centrale difensiva di Fiesole purtroppo non è finito, perché appena cinque minuti dopo su una palla lunga ancora Hegerberg le scappa alle spalle, e con un semplice tocco sotto beffa un'incerta Giuliani in uscita. 1-1, e l'inerzia della gara pare passare di mano.

Gli ultimi 25 minuti di gara fanno sembrare i supplementari più una speranza che un supplizio. La Norvegia ha preso il controllo, le azzurre paiono smorzare i ritmi e aver perso fiducia, e devono almeno in parte ringraziare la scarsa precisione nella conclusione di Graham Hansen e compagne. Nel recupero, arriva l'unico vero sviluppo lavorato dall'Italia dopo il rigore fischiatole contro: ancora Cantore, stavolta da sinistra, ancora una palla dentro, stavolta alta e morbida verso il secondo palo. Ancora capitan Girelli, stavolta di testa, per il suo terzo centro nel torneo, il 61esimo in Nazionale, l'ottavo segnato tra Europei e Mondiali. L'ennesimo gol decisivo, per una che proprio non può smettere di segnare. Ma un gol che vale qualcosa di più del semplice risultato fissato, che va oltre il gesto tecnico, che va oltre il ribadire la caratura di una giocatrice che sta in quest'annata sta vivendo una seconda primavera: quel colpo di testa diventa uno dei momento che resteranno scolpiti nella storia di questa Italia femminile.

L'esultanza del CT Soncin insieme alla sua vice Schiavi al fischio finale.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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