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Clausura Argentina
, 16 Luglio 2025

6 giocatori da seguire nel Clausura 2025


Giovani promesse, romantiche storie di riscatto, grandi ritorni nel Clausura argentino del 2025.

Il 13 luglio si è conclusa la prima edizione del nuovo Mondiale per Club, ma l'11 luglio era già ricominciato il campionato in Argentina, con Aldosivi-Central Cordoba a inaugurare il Clausura 2025. La competizione voluta fortemente dal presidente della FIFA Gianni Infantino, che infatti ha fatto incidere sul trofeo il suo nome, è stata un’occasione per osservare lo sviluppo del calcio a livello globale e per analizzare come il gioco viene declinato nei quattro angoli del mondo.

Come ci si poteva aspettare il trofeo è finito nella bacheca di una squadra europea (il Chelsea, ndr) ma durante tutto il torneo non sono mancate sorprese. Su tutte il percorso della Fluminense e lo 0-1 che il Botafogo ha rifilato al PSG ci hanno dato il polso di come lo sport che credevamo sempre più europeo-centrico sia invece florido anche nel continente Sudamericano.

Hanno sorpreso, ma in negativo, anche River Plate e Boca Juniors. Le due squadre di Buenos Aires sono state eliminate ai gironi; e se per il Boca lo schiaffo non è stato così grande, visti gli avversari, dal River ci si sarebbe – quantomeno – aspettati un passaggio agli ottavi. River e Boca sono un’ottima cartina di tornasole per analizzare complessivamente lo stato del campionato argentino e la presidenza ambivalente del Chiqui Tapia.

Se da un lato il presidente della AFA è amatissimo per il lavoro svolto con la Selección, dall’altro gli viene recriminato di aver creato un mostro bicefalo che sta piano piano divorando tutto il talento a disposizione nel paese. Il campionato argentino è un accrocchio ingarbugliato composto da 30 squadre divise in due gironi da 15, col ritorno di Apertura e Clausura, con una fase finale che prevede dei playoff per determinare il campione.

Sposandoci nella parte bassa della classifica, invece, per determinare le due retrocesse si farà affidamento sul numero di punti totali ottenuti in un anno e sul promedio, un sistema per cui i punti ottenuti nelle ultime tre stagioni vengono divisi per il numero di partite giocate nello stesso lasso di tempo.

Un esempio a caso di una squadra retrocessa per colpa del promedio.

Se ci limitassimo a queste premesse, il campionato argentino non sembrerebbe essere fra i più attraenti da seguire. Ma anche da meccanismi farraginosi come questi possono nascere dei diamanti che rendono sopportabile la pena andare a dormire un po’ più tardi la sera. Di seguito vi presentiamo i cinque giocatori da seguire nel Torneo di Clausura. 

Vicente Taborda – Platense 

Partiamo dalla fine, ovvero dal Platense, la squadra che ha conquistato l’ultima Apertura, primo titolo della sua storia. L’impresa non sarebbe stata possibile senza la qualità di Vicente Taborda a centrocampo. L’inusitato duo tecnico Orsi-Gomez ha sublimato il talento di Taborda utilizzandolo prevalentemente come mezz’ala sinistra nei primi sei mesi del 2025 e i risultati sono stati abbacinanti. Fin dai suoi primi mesi nel Boca – dove il calciatore è cresciuto e dove, verosimilmente tornerà terminato l’anno – Taborda ha dimostrato una tecnica di base sopraffina, esaltata da una visione del campo che gli permette di capire molto prima quello che sta succedendo dalla metà campo in su.

Il gol che segna contro il River negli ultimi playoff è un manifesto di intelligenza e tecnica: buttandosi in uno spazio generato da una seconda palla velenosa Taborda si trova davanti ad Armani e lo batte con un piatto, che muore piano in fondo alla rete. Quando ancora era un ragazzino nelle giovanili del Boca circolavano su X suoi video dove faceva ammattire i terzini avversari ma, anche ad un livello superiore, Taborda non gioca in questo modo per mettere in vetrina le sue qualità o per mera vanità.

Ogni tocco con la suola è misurato, immaginato e poi realizzato pensando all’utilità che quella giocata potrebbe avere nell’economia della partita. Taborda è il cervello del Platense: ogni volta che in questo Clausura si accenderà, il Calamar cambierà faccia

Alan Lescano – Argentinos Juniors 

Rimanendo nella stessa zona di campo, quella dell’enganche, il giocatore che farà innamorare i romantici di questo Clausura è senza dubbio Alan Lescano, numero dieci dell’Argentinos Juniors. Il fatto che giochi con una maglia così pesante – il cui proprietario più famoso è stato Diego Armando Maradona – e che sia stato cercato anche dal Boca non fa che accrescere l’hype intorno a questo giocatore.

Lescano ricorda nelle fattezze Juan Roman Riquelme: alto, esile, compassato e con uno sguardo che è costantemente un misto fra rabbia e tristezza. Le somiglianze non si limitano all'estetica ma anche nel modo di giocare, visto che il Pipa – così soprannominato per il suo naso importante – è l’ultimo esponente di una razza ormai in via di estinzione, ovvero sia l’enganche argentino classico, quello che sembra tutto fuorché un atleta. Lescano non corre tanto, Lescano non è forte fisicamente e non è nemmeno veloce ma non si può fare a meno di lui quando si deve organizzare un’azione offensiva.

A vederlo giocare sembra quasi che non sudi, che sia lì perché non c’era nulla di meglio da fare ma quando il pallone passa per i suoi piedi tutta La Paternal trema in un sussulto. Lescano porta indietro il tempo a un calcio fatto di pause e di pensiero ancor prima che di passaggi e tackle. Valorizzato al meglio dalla partnership con Fattori - che fa il lavoro sporco per due - nel Clausura 2025 si candida a galleggiare sulla trequarti senza altro compito che ricevere il pallone e inventare, spesso tirando precisi filtranti o cercando un esterno che possa creare superiorità.

L’acquisto di Hernán López Muñoz ha regalato ai tifosi del Bicho una delle coppie meglio assortite e più divertenti del Clausura. Sicuramente alla Paternal non si annoieranno

Kevin Lomónaco – Independiente 

In Argentina c’è una parola specifica per definire quei ragazzi un po’ tamarri, che spesso vivono ai bordi del conurbano bonaerense e che fanno dei tatuaggi e di uno stile del vestiario non proprio sobrio il loro marchio di fabbrica. In Argentina se hai queste caratteristiche sei un turro, che potremmo tradurre in italiano con zarro. La quinta essenza del turro su un campo da calcio – e forse anche fuori – è Kevin Lomónaco, difensore centrale dell’Independiente.

A un primo sguardo Lomónaco sprizza cattiveria e rudezza da tutti i pori, pieno di tatuaggi, con lo sguardo sempre aggressivo di uno che speri scoppi una rissa per infilarcisi in mezzo. Lomónaco darebbe l’idea di un centrale rude, grezzo, pronto ad ingarbugliarsi se gli si chiede di fare più di due tocchi di palla. Poi, non appena lo si vede giocare, tutti questi pregiudizi vengono spazzati via.

Lomónaco ha una tecnica squisita per un difensore centrale grazie alla quale è stato designato come primo regista dell’Independiente. Tutti i palloni passano da lui che li smista sugli esterni o, quando la situazione lo permette, li porta su con delle eleganti uscite, sempre a testa alta, sempre attento alla giocata dettata dal compagno. Lomónaco coordina la difesa coi gradi del capo, porta su la linea in maniera favolosa e pur essendo un giocatore così offensivo non è per nulla manchevole quando si tratta di difendere, forte del suo metro e novanta e di uno spiccato senso per l’anticipo.

https://www.youtube.com/watch?v=9Arwq4o2byo&pp=ygUOa2V2aW4gbG9tb25hY28%3D

Inoltre, Lomonaco è stato uno dei giocatori meno ammoniti dell’Apertura, avendo ricevuto solo un giallo in 15 partite. A inizio mercato pare che a lui si fosse interessato il Barcellona, per sostituire Araujo, ma ad Avellaneda hanno tenuto duro e lo vogliono trattenere almeno fino al termine del Clausura, cercando di ritardare il più possibile un addio inevitabile

Adrían “Maravilla” Martínez – Racing Avellaneda 

Spostandoci di circa cento metri dalla casa di Lomónaco arriviamo al Cilindro, casa del Racing, ultimamente bollente grazie ai gol di Adrían Martínez, detto Maravilla. La storia umana che c’è dietro a questo, peculiare centravanti, è forse la più interessante di questo Clausura. Appassionato di calcio sin da bambino Adrían ha giocato quasi sempre nelle squadre di quartiere della sua zona, ovvero sia Campana, nella parte nord della provincia di Buenos Aires.

Nessuno ha mai creduto in Adrían e piano piano il fuoco si è spento, portando il ragazzo a doversi cercare da vivere in un altro modo, lavorando come benzinaio e netturbino, fra gli altri lavori. Poi, nel 2014, quando Martínez aveva ventidue anni suo fratello venne ucciso a colpi di pistola e lui fu accusato di aver saccheggiato e in seguito incendiato la casa del presunto assassino. Tutti i sette mesi che Adrían ha passato in carcere, prima di essere riconosciuto innocente, li ha passati pregando e immaginandosi su un campo verde, cercando di buttare un pallone dentro una porta.

A 23 anni crede in lui il Defensores Unidos, squadra di Serie D, che prova a dargli un’occasione. Giocherà lì tre anni e segnerà 36 gol in 84 partite e iniziando il suo peregrinaggio fra Argentina, Paraguay e Brasile che si concluderà nel 2023 con l’arrivo all’Instituto Cordoba per poi passare al Racing, al quale regalerà la Copa Sudamericana e la Recopa Sudamericana, segnando in entrambe le finali. Martínez non è un attaccante che fa della tecnica il suo punto forte – come potrebbe uno che ha iniziato a giocare seriamente a ventitré anni - ma è tutto garra y entrega.

Un esempio di come la classe operaria, anche nel Clausura 2025, può andare in paradiso grazie a gol e sportellate

Leandro Paredes e Ángel Di María – I campioni del Mondo 

La prima cosa che ha promesso Leandro Paredes alla Bombonera è ripagare l’immenso affetto del mondo xeneize con titoli e soddisfazioni. Per questo Paredes, 31enne e in piena forma, è tornato nel club che lo ha lanciato. Per amore e gratitudine, certo, ma anche per riportare alla Boca un maledetto Clausura e quella maledetta Copa Libertadores che manca dal 2007.

Dal punto di vista tecnico Paredes è sicuramente il miglior centrocampista del Clausura e la sua mentalità ed esperienza saranno utili per plasmare una rosa che sembra aver perso la bussola tecnica ed emozionale. Il suo ruolo sarà quello di riportare la mentalità vincente che esige un grande club come il Boca all’interno dei corridoi della Bombonera e dovrà farlo da una posizione privilegiata, quella di Campione del Mondo. 

Anche Angel Di María ha fatto lo stesso percorso di Paredes ma qui forse i sentimenti sono ancora più rumorosi e amplificati: il Fideo mancava da Rosario e dal Clausura da circa vent’anni. Intorno a lui è stata costruita una squadra di tutto rispetto grazie agli acquisti di Gastón Ávila in difesa e di Alejo Veliz in attacco, entrambi alla loro seconda esperienza al Central, che li ha lanciati fra i professionisti. Di María torna principalmente per godersi il calore che il calcio argentino sa riservare ad un campione del mondo e per giocare la Copa Liberdatores, competizione nella quale ha messo insieme una manciata di minuti quando era poco più che un ragazzo.

A Rosario e alla Boca la locura è già iniziata, ora toccherà ai Campioni del Mondo essere all’altezza di questo Clausura

  • Classe 99, come Darwin Nuñez. Tifoso della Fiorentina, dell’Athletic Club ed ossessionato dalla Doce. Apprezza il mate, un buon regista davanti alla difesa e tutto ciò che venga dal Rio de la Plata

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