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Tour de France Healy
, 15 Luglio 2025

TdF, Tappe 1-10, Considerazioni Sparse


La gialla al primo riposo del Tour de France 2025 è Ben Healy, ma Pogačar vs Vingegaard deve ancora entrare nel vivo.

2177. Erano i giorni passati dall’ultima vittoria italiana sulle strade del Tour de France: dal trionfo di Vincenzo Nibali il 27 luglio 2019 (gli italiani vinsero ben 3 tappe quell’anno) a quello di Jonathan Milan che ha rotto il digiuno durante l’ottava tappa del 12 luglio 2025 sul traguardo di Laval (nella regione della Loira), grazie a una bella azione solitaria dopo essere rimasto senza treno molto presto. Il corridore della Lidl ha surfato però tra le varie ruote di quelli davanti prima di lanciare l’attacco decisivo a 200 metri dalla fine. Milan era già andato molto vicino alla vittoria nella 3° tappa a Dunkerque e per un soffio ha chiuso secondo il giorno dopo a Chateauroux, beffato in entrambe le occasioni da Merlier, campione europeo in maglia Soudal Quick-Step. Milan è in ogni caso al comando della classifica della maglia verde con 227 punti, primato che ha ereditato da Philipsen (Alpecin), vincitore della prima tappa a Lille e prima maglia gialla del Tour de France, uscito purtroppo malconcio da una brutta caduta durante una banale volata verso allo sprint intermedio proprio della terza tappa. Per lui una frattura scomposta della clavicola destra e ritiro.

100 e 101 le vittorie di Tadej Pogačar da professionista, di cui 19 al Tour. Sono arrivate rispettivamente l’8 (quarta tappa) e l’11 luglio (settima). Per la vittoria numero 100, Pogačar ha attaccato a 5.5 km dal traguardo, sulla breve ma dura rampa di Saint Hilarie (300 mt con pendenze superiori al 10%). Al suo attacco ha risposto solo Vingegaard che per un momento è sembrato anche lui sul punto di gettare una spugna, ma con grande forza è riuscito a non perdere le ruote dello sloveno, che ha faticato molto per scollinare. Negli ultimi chilometri, con Remco Evenepoel che ha provato a ricucire, si forma un gruppetto nervoso con Mathieu Van der Poel che attacca, ma uno splendido Almeida ricuce ogni strappo e prepara la volata di Pogačar che batte di forza proprio Van der Poel, evento molto raro. Il successo 101 matura invece sul Mur de Bretagne, anche in questo caso lo sloveno regola il gruppo dei migliori, con Jonas Vingegaard ed Evenepoel, con una volata sontuosa, andandosi a riprendere anche la maglia gialla ceduta il giorno prima a Van der Poel.

La prima settimana di Tour de France 2025 ha già scritto un capitolo della lotta tra gli uomini di classifica con la prova a cronometro di Caen, il 9 luglio. L’esito della tappa ha in realtà rispettato i pronostici con Evenepoel che ha trionfato, chiudendo i 33 km in 36 minuti e 42 secondi, 16 secondi davanti proprio a Pogačar che è però sorprendentemente andato forte. Non che lo sloveno non sia molto abile anche nelle prove contro il tempo, ma generalmente nei tracciati che presentano qualche asperità, quella di Caen invece era tutta dritta. Il grande sconfitto di giornata è stato invece Jonas Vingegaard, che ha fallito completamente la prova, perdendo 1 e 21 da Evenepoel e 1 e 05 dallo sloveno. Lo stesso Vingegaard ha ammesso di essere stato sorpreso dalla prova negativa che ha spiegato con un semplice “non avevo buone gambe”.

Protagonista a sorpresa della prima metà di Tour de France 2025 è stato Ben Healy, corridore irlandese della Education First-Easy Post, che ha vinto la sesta tappa da Bayeux a Vir Normandie con un clamoroso attaccato in solitaria a più di 40 km dal traguardo, dopo aver indovinato la fuga di giornata. Durante questa tappa, Van Der Poel, vincitore della seconda tappa a Boulogne sur Mer, era tornato in possesso della maglia gialla che Pogačar gli aveva tolto a Rouen, ma con un solo secondo di vantaggio sullo sloveno. Il giovane irlandese ha scalato posizioni in classifica generale entrando in top 10 e completando l’opera lunedì 14 luglio, festa nazionale francese, togliendo la maglia gialla a Pogačar per 29 secondi, forse non del tutto volontariamente. Anche in questo caso, Healy ha indovinato la fuga, ma senza poi affondare il colpo per la vittoria, anzi staccandosi subito sotto l’attacco di Simon Yates, fresco vincitore del Giro d’Italia e anche lui tra i componenti della fuga, sull’ultima salita, Le Mont Dore, in pieno massiccio centrale, a 3.3 km dal traguardo. È proprio un anno di grazia per il corridore britannico, che torna a vincere al Tour dopo sei anni.

Si è conclusa quindi la prima settimana, la maglia Gialla ha cambiato spalle parecchie volte, ma la sfida Pogačar-Vingegaard è sempre il fondamento di tutto il palazzo Tour. Evenepoel sembra anche quest’anno essere un gradino indietro, sembra poter contare davvero solo sulle cronometro, attaccare e staccare il duo sloveno-danese appare proibitivo per lui. Al momento la classifica generale recita Ben Healy leader, con 29 secondi vantaggio su Pogačar – che ha perso il preziosissimo Joao Almeida durante la tappa di domenica per i postumi di una caduta. Seguono Evenepoel a 1.29 e Vingegaard a 1.46. Fa male non vedere Primoz Roglic, che è un fantasma. Uscito malconcio dal Giro, sembra non avere proprio le gambe per tenere il passo. A breve arrivano i Pirenei: la Grande Boucle entra nel vivo.

  • Chiara Finulli, milanese, classe 1992. Nutro una passione smodata per Tadej Pogačar e per il calcio in ogni sua forma: ogni volta che posso sono allo stadio o sulle strade di qualche corsa. Nel tempo libero lavoro sommersa tra i libri in una casa editrice.

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