Logo sportellate
Italia Spagna femminile europeo
, 11 Luglio 2025

Italia-Spagna 1-3, Considerazioni Sparse


Il ko contro la Spagna non ferma l'avventura europea dell'Italia femminile: ai quarti c'è la Norvegia che attende.

Nel giorno dove, quattro anni fa, gli Azzurri si laureavano campioni d'Europa, l'Italia femminile centra l'accesso ai quarti in questo Europeo 2025, nonostante la sconfitta contro la Spagna. Il ko subito per mano delle campionesse del mondo (già qualificate) non compromette il passaggio del girone, grazie anche al contemporaneo stop del Portogallo contro il Belgio. Alle lusitane, capaci di fermare proprio le azzurre sull'1-1 nel finale dello scorso turno, sarebbe servita, oltre alla sconfitta dell'Italia, una vittoria tale da compensare lo svantaggio in termini di differenza reti: allo scarto relativamente ridotto concesso dalla squadra di Soncin alla Roja si è invece aggiunto il ko contro il Belgio già eliminato. Azzurre quindi ai quarti, dove incontreranno la Norvegia.

Partita, come prevedibile, puramente speculativa quella preparata da Soncin, chiamato a trovare il modo di smorzare in primis lo strabordante possesso della Spagna e a limitare i danni per centrare l'obiettivo quarti, potendo mettere da parti dualismi e punti tattici irrisolti negli ultime due gare. La soluzione del CT è una disposizione su un 3-4-3 più teorico che effettivo, con l'Italia in realtà costantemente ridisegnata su un 5-4-1 dalle linee strette e dalla grande densità centrale. Difesa su blocco medio/basso, uscita quasi esclusivamente diretta su Piemonte (preferita a Girelli come centravanti), sviluppi verticali soprattutto a cercare la velocità di Cantore alle spalle della difesa alta spagnola. In mezzo la "sacrificata" rispetto alle prime due gare è Severini, mentre fanno il loro esordio dal 1' Oliviero e la senatrice Bonansea.

L'avvio dell'Italia è brillante, forse rinfocolato dall'immediato vantaggio del Belgio sull'altro campo, a segno con Wullaert dopo appena tre minuti. Di fronte, una Spagna con un parziale turnover ma tutta la batteria delle titolari dalla cintola in su, che in generale come limite può aver giusto quello di una certa superficialità difensiva. Alla traversa da calcio d'angolo di Linari al 10' segue, sempre da sviluppi di piazzato, il rocambolesco vantaggio firmato Elisabetta Oliviero, lesta a fortunata a ritrovare il pallone da deviare il porta dopo la conclusione un po' ciccata di Piemonte. La gioia dura appena quattro giri di lancetta dei secondi: al 14' Athenea Del Castillo trova il pari dopo una percussione centrale culminata in una triangolazione con la solita Putellas, che di tacco rifinisce per una conclusione imparabile. Partita raddrizzata in tempo record, e che torna a sedersi sul copione precostituito che vede la Spagna fare gioco e l'Italia attendere e coprirsi.

In generale, sarebbe superfluo sottolineare i valori assoluti della Spagna, peraltro in questa partita quasi sempre stata in controllo dopo il momentaneo svantaggio e non particolarmente intenzionata ad alzare i giri del motore. Ma anche oggi si sono visti quei dettagli che al momento ne fanno una Nazionale apparentemente ingiocabile: la pulizia di esecuzione nelle giocate, le posture, la corsa, il primo controllo, la tecnica nel calcio della palla (ed ecco spiegati i 796 passaggi fatti contro i 272 delle azzurre). La velocità con cui sono in grado di compiere determinati gesti tecnici pare renderle di un'altra categoria rispetto a tutte le altre selezioni femminili. Con un unico, vero limite, financo evidenziato dall'approccio tattico fortemente posizionale e orientato in avanti: il rischio di finire sottoritmo, cosa fatale per una squadra schierata con un baricentro così alto (per esempio: le posizioni medie delle terzine iberiche sono più avanzate di quelle delle ali azzurre). Un qualcosa sui cui l'Italia ha giocato, non andando lontano dall'approfittarne.

La rete di Patri Guijarro in avvio di ripresa (ancora decisiva una discesa di una straripante Athenea) di fatto smorza la gara, complice il parziale sul campo opposto. Non che manchino ancora guizzi da parte delle campionesse del mondo (Putellas pecca nell'esecuzione finale dal limite in almeno due occasioni, Bonmatí impegna seriamente Giuliani al 75'), ma è chiaro che per entrambe le squadre subentrano i calcoli da fare per il turno successivo, soprattutto in termini di gestione delle risorse. Forse in questo sono proprio le azzurre che pagano più dazio, tra gli acciacchi fisici di Salvai e quelli proprio di Giuliani tra i pali. Il gol di Gonzalez all'89' serve solo ad arrotondare il risultato e, alla fine, a rendere più realistico in termini di punteggio il divario tecnico tra le due squadre: dall'altro campo, il Portogallo dopo aver di nuovo acciuffato il pari nel finale, ne subisce altri due. Sul primo c'è il VAR a rimediare, ma niente le salva dall'1-2 finale firmato Janice Cayman. Girone archiviato, dopo 12 anni azzurre di nuovo ai quarti dell'Europeo femminile. 

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

pencilcrossmenu