
Portogallo-Italia 1-1, Considerazioni Sparse
Alle azzurre non basta un capolavoro di Girelli: nel forcing finale il Portogallo trova un pari meritato.
Il Portogallo arrivava alla sfida con l'Italia con tante incertezze e uno score drammatico: 21 reti subite e una sola fatta nelle ultime 5 gare, gare composte di 4 ko (compreso quello nella gara d'esordio di questo Europeo femminile, il 5-0 subito dalla Spagna) e un pari per 0-0 contro la Nigeria in un'amichevole pre-torneo. Nonostante alcune criticità emerse per le azzurre nella vittoria della prima giornata contro il Belgio, la sfida sembrava di quelle dal risultato alquanto telefonato. E invece sono stati proprio i limiti della Nazionale italiana a venir messi a nudo, con le lusitane rimaste coraggiosamente attaccate al risultato per tutta la partita, e capaci di trovare riacciuffare il pari dopo una traversa, un gol annullato per fuorigioco millimetrico e altre situazioni al limite, il tutto concentrato negli ultimi 20 minuti di arrembaggio.
Il CT Soncin ripropone lo stesso undici in campo contro il Belgio, correggendo lo schieramento in mediana con la ricollocazione di Giugliano in cabina di regia nel 3-5-2. Difesa che si presenta a tre con Linari e Lenzini braccetti, e Salvai centrale, a centrocampo, Boattin e Di Guglielmo si assicurano la propria posizione sugli esterni, Severini e Caruso mezzali. Davanti, Girelli vertice chiamato a lavorare spalle alla porta, Cantore punta da profondità chiamata ad allargarsi sulle corsie, terreno di sviluppo preferito delle azzurre, per combinare e ricercare gli 1vs1. Gara fisica, equilibrata, giocata prevalentemente a centrocampo senza che nessuna delle due squadre prenda il comando delle operazioni. E riemergono i problemi di costruzione e sviluppo dell'Italia: nel primo tempo, un tentativo da fuori Girelli, che scalda la punta delle dita di Patricia Morais all'8', la traversa scheggiata da Salvai di testa da calcio piazzato, e un altro tentativo di Girelli al 45' con affondo di Cantore, con di nuovo Morais attenta. Come con il Belgio, manca rapidità nella circolazione della palla e si fa fatica a riempire l'area di rigore avversaria.
L'altra difficoltà ha riguardato la poca verve delle azzurre negli 1vs1, nonostante qualche sprazzo incoraggiante in avvio di gara, ma situazione via via diventata sempre più complicata con il prosieguo della sfida. Meglio gli sviluppi da sinistra, dove la catena Boattin-Severini ha messo molto sotto pressione Borges (espulsa nel finale), ma nel complesso alle azzurre in tanti momenti è tanto mancata fluidità nelle combinazioni, quanto incisività nel puntare e saltare un avversario alla fine ben disposto a concedere qualcosa sui lati, per saturare lo spazio davanti alla propria porta.
Dentro una partita che stava scivolando verso l'appiattimento (per niente smossa dai cambi dalla panchina, con Giugliano ammonita e sostituita nuovamente prima dell'ora di gioco), ci voleva la giocata della campionessa per smuovere le acque. La trova la solita Cristiana Girelli, proprio in uno dei momenti di maggior forcing portoghese: un capolavoro balistico a conclusione di una ripartenza veloce (una delle poche trovate dall'Italia), una conclusione potente e carica di effetto che supera Morais all'incrocio dei pali lontano. Poteva essere la spallata alla gara come avvenuto pochi giorni fa, è stato solo un lampo nella notte di una prestazione nel complesso molto rivedibile, certificato dall'altrettanto bel gol di
Diana Gomes al minuto 89.
La pochissima reattività dell'Italia al cambio di passo del Portogallo, avvenuto già prima del momentaneo vantaggio di Girelli, è un segnale preoccupante mandato dalle azzurre e non adeguatamente raccolto da Soncin. Se contro il Belgio il vantaggio aveva fatto sciogliere testa e gambe delle azzurre, qui l'Italia è stata incapace anche solo di raccogliersi a protezione del vantaggio, nonostante la compassata disposizione sul 3-5-2. Questo, l'aspetto della scarsa capacità di fare gioco e le difficoltà nel mettere nelle migliori condizioni alcune delle giocatrici migliori (su tutte, Cantore e Giugliano) sono i problemi da risolvere per il CT, ben più di un risultato brutto ma nient'affatto compromettente. All'ultima giornata del girone per le azzurre c'è una Spagna già qualificata e fresca di 6-2 al Belgio, contro la quale dovranno gestire un +3 in classifica e uno scarto di differenza reti nettamente a favore proprio sul Portogallo (+1 Italia, -5 Portogallo). I quarti di finale restano nel mirino, ma oggi l'Italia ha faticato davvero troppo contro un avversario magari più modesto, ma sicuramente più coraggioso di lei.
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