Logo sportellate
Cardoso Atletico Madrid
, 7 Luglio 2025

Johnny Cardoso non si piega


Cardoso ricoprirà un ruolo che all'Atletico Madrid mancava da diversi anni.

In un 2024/25 che sembra non finire mai, abbiamo visto più di altri anni il verde brillante e magnetico del Real Betis Balompié. Gran parte di questo fenomeno lo si deve al prestigiatore col 22 sulla schiena, Isco Alarcón, tornato ai tempi del Bernabeu e del Malaga, anche lì di Manuel Pellegrini, che ha sfiorato la semifinale di Champions 12/13 col Borussia Dortmund di Klopp. Dall’altra parte c’è stato il successo, perlopiù dovuto alla capacità e furbizia dell’ufficio marketing e social del Betis di sfruttare lo status del colpo di gennaio: l’Illuminado, Antony. Sprazzi di giocate degne della bandiera che rappresenta: una manciata; nuove basi meme o primi piani che rientrano nella categoria cringe: un po’ di più.

E una volta stabilizzato il boom social, con un incremento di follower nell'ordine delle centinaia di migliaia, era giusto anche accendere la televisione o il dispositivo che più ci aggrada e vederla, qualche partita del Real Betis. Si è scoperta una squadra intrigante, composta da giocatori che magari si davano per dispersi tra i sentieri di un calciomercato tornato a essere imprevedibile e sorprendente. Adrián, Ricardo Rodriguez, Bellerín, William Carvalho, Bakambu. Lì in mezzo al campo, dove le regole si dettano e le partite si decidono, compare un ragazzo americano che indossa la maglia numero 4, João Lucas de Souza, detto Johnny, Cardoso.

Quando leggiamo un’Ansa ne diamo per scontata l’autorevolezza, lo stesso vale per il pubblico medio del calciomercato globale in corrispondenza di un Here We Go! di Fabrizio Romano. La conferma è arrivata negli ultimi giorni di giugno: Johnny Cardoso all’Atletico Madrid, ad arricchire il parco centrocampisti del Cholo, che in molti hanno elogiato e apprezzato per una metamorfosi del gioco che sembrava naturale e necessaria dopo 15 anni sulla stessa panchina, tra Calderón e Metropolitano.

Cardoso diventa il secondo mediocampista più giovane nella rosa dell’Atletico – 20 settembre 2001, più vecchio solo di Pablo Barrios. I quotidiani sportivi spagnoli lo definiscono un colpo che farà bene al sistema, soprattutto al bilancio, dato che il cartellino sarà battuto al prezzo di “soli” 30 milioni (più eventuali bonus). Un giocatore che può inserirsi perfettamente negli schemi di Simeone, sia in una mediana a due con uno tra De Paul e Barrios o in uno schieramento a tre che conterrebbe visione, dribbling, inserimento, progressione armoniosa e recupero palla aggressivo. Potenzialmente, Cardoso è tutte queste cose.

Johnny, dall’America

Nato nel New Jersey da genitori brasiliani con origini italiane – possiede anche il passaporto tricolore –, a tre mesi dalla nascita la famiglia Cardoso torna in Brasile, nell’estremo sud, dove ha inizio la parabola calcistica di Johnny. Entra nel settore giovanile dell’Internacional di Porto Alegre, fa il suo esordio nel Brasileirão contro l’Atlético Mineiro nel 2019 e nemmeno 20 anni Cardoso diventa il titolare a centrocampo. Arriverà a giocare 144 partite, registrando 7 gol e 5 assist.

Nel gennaio 2024 giunge il Betis di Pellegrini, che lo acquista per €6 milioni e porta in Spagna un giocatore pronto e impostato per l’Europa. Si vede subito come “il calcio che conta” sia il suo habitat, partendo dai semplici dati realizzativi in una stagione e mezzo: 5 gol e 3 assist in 65 partite, efficienza più che raddoppiata rispetto alle annate in Brasile. Ma non sono questi i numeri che fanno capire appieno che giocatore sia Johnny Cardoso.

Dai dati Opta del 2024/25 notiamo come il #4 del Betis sia in cima alla lista alla voce "palloni intercettati e recuperati": 2.01 a partita, 99° percentile tra i centrocampisti de LaLiga (98° nei top 5 campionati europei). Uno sceriffo in mezzo al campo, fisso sullo sguardo degli avversari, pronto a leggerlo in anticipo e posizionarsi lì dove il pallone viaggerà. Quando però questo non è possibile, Cardoso si trasforma in una mezzala dal pressing asfissiante che cerca, insegue, disturba e riconquista: 2.69 "spazzate", nel 95° percentile del campionato spagnolo.

Ma caratteristica che più fa sognare ed esaltare i tifosi rojiblancos del gioco di Cardoso è il controllo di palla: raffinato, preciso e intelligente. Questo lo porta ad essere sempre ben piazzato in riferimento agli altri giocatori in campo. Un primo tocco che lo mette in posizione di vantaggio, da cui può saltare la prima pressione, creare linee di passaggio o di percussione palla al piede e che ripulisce tanti palloni per far ripartire i suoi.

E se la pressione aumenta non si nasconde dal mostrare le grandi doti tecniche nello stretto: suola, dribbling, tunnel, uno-due, palleggi e sombreri – uno su tutti davanti a Modric in Betis-Real Madrid del 1° marzo scorso, tra le migliori partite in stagioni per lo statunitense.

Tornando ai dati, vediamo anche come Cardoso sia un gestore del gioco da dietro: è stato uno dei centrocampisti in Liga più impiegati per tocchi nella metà campo difensiva. Nel 91° percentile per tocchi nella sua area, nell'86° nel terzo difensivo, da cui può impostare grazie anche ad un lancio lungo discreto, che arriva al 67.9% di riuscita.

Positivo nei duelli aerei - 61.7% di vittoria, ma il campione è assai ridotto (1.98 sfide in aria ogni 90') - e nel posizionamento difensivo, arrivando a respingere 0.50 tiri a partita (nel 90° percentile dei mediani di Spagna). Cardoso è un giocatore che predilige la metà campo difensiva, bravo nella riconquista, duro nel fisico, pronto a prendersi responsabilità e che a tratti illumina con una tecnica notevole.

Cardoso, che stagione

Nella 26° de LaLiga al Benito Villamarín è arrivato il Real Madrid, ancora in piena corsa per il titolo. In quel pomeriggio andaluso abbiamo visto cosa può essere Johnny Cardoso nella sua massima espressione. Gol di testa in inserimento dal corner di Isco a pareggiare il risultato, gol in fotocopia sfiorato dalla stessa bandierina in anticipo di testa sul primo palo, tiro al volo dal limite murato, cinque (5!) palloni intercettati ai giocatori del Madrid.

Se questo non bastasse ci spostiamo alla 29° giornata, nel derby di Siviglia sempre nel fortino Villamarín, dove quest’anno tra le squadre finite sopra al Betis in classifica solo il Villareal ha vinto (1-2 alla 31°). Erano poco più di tre anni che i ragazzi di Pellegrini non trionfavano nel Gran Derbi, e nelle partite che contano, dietro quel gigante di Isco, non riesce a non far capolino Johnny Cardoso. Anche nella sfida più sentita dell’anno, l'americano va in gol per pareggiare il risultato: questa volta si inserisce sul secondo palo come se già sapesse che il cross dal fondo di Sabaly sarebbe scemato perfetto sul suo destro. Tempo, coordinazione e precisione, prima di godersi l’urlo dello stadio.

Ma non parliamo solo di gol, facile sorprendere con quelli. Alla fine di ottobre 2024, contro l’Atletico Madrid, il Betis ha vinto 1-0 con autogol di Gimenez. Quella sera Cardoso è stato monumentale: 5 spazzate decisive, 3 tackle riusciti, 4 palloni intercettati, quasi il 70% di contrasti vinti, 69 palloni giocati (in assenza di Isco, è lui il biancoverde che ne ha smistati di più).

Ora il suo futuro è proprio dei colori dell’Atletico, e i Colchoneros sono già esaltati nell’avere finalmente in rosa un nuovo “5”. Si parla del suo arrivo come un ritorno di Gabi, storico capitano della prima era Simeone e delle due finali di Champions perse. In quegli anni Gabi aveva già superato i trenta, giocatore più navigato e completo del giovane Johnny, che però può crescere e diventargli simile nella gestione. Altri ne parlano come il sostituto di Thomas Partey, una similitudine che può starci, se si considerano fisico e aggressività.

Di sicuro è un giocatore che combatte, uno che si potrà spezzare ma che non si piegherà mai, cosa che a Simeone piace, e che può portare le sue caratteristiche a una realtà diversa.

Tra Verdiblancos e Colchoneros

Nel 2024/25, il Betis era la seconda squadra de LaLiga per palloni intercettati: 9.3 a partita. L’Atletico Madrid la penultima, con 6.8. Inoltre, la squadra di Pellegrini era migliore in tackle, 22.8 vs 20.5 a partita, e anche nei contrasti vinti, 51.1 vs 46.5 (via Sofascore). Simeone è andato a prendere in casa di una squadra più aggressiva il giocatore più performante, e l'ha fatto per una cifra che, per i prezzi di oggi, è quasi un affare per l’Atletico. Per il Real Betis è comunque una plusvalenza superiore ai €24 milioni, pronti per essere investiti nell’acquisto a tratta inversa di Rodrigo Riquelme, in sostituzione del Jesus Rodriguez destinato al Como.

  • Classe ‘99, il numero del matto, ma è il Pazzo, suo gemello, l’idolo d’infanzia. Dalla parte dell’underdog, vive giornate scandite dallo sport, un libro e i “best of” di Jeremy Clarkson, Richard Hammond e James May.

Ti potrebbe interessare

Dallo stesso autore

Newsletter

pencilcrossmenu