
Introduzione al Tour de France 2025
Una guida essenziale al Tour 2025: le tappe, le squadre, i favoriti per la vittoria finale e per le varie maglie.
Il Tour de France 2025 è alle porte: le tre settimane più amate della stagione ciclistica avranno inizio il 5 luglio a Lille, col tradizionale e splendido Grand Départ, e si concluderanno il 27 luglio a Parigi, sugli iconici Champs-Élysées - preceduti da una novità: il triplo passaggio sulla Butte Montmartre che tanto aveva attirato l'attenzione ai Giochi Olimpici 2024.
Per cominciare ad addentrarci in questo Tour de France, un po’ di numeri: i corridori, 184 alla partenza, affronteranno 3338,8 chilometri, per un dislivello complessivo di 52.500 metri. Il tutto nei consueti 21 giorni di gara, intervallati da due giorni di riposo: il primo è a dieci giorni dall’inizio della corsa, martedì 15 luglio.
Sulla carta – si sa, sarà sempre tutto da vedere sulla strada – sono previste 7 tappe per le ruote veloci - tra cui la prima - 6 tappe vallonate, 6 di montagna, di cui 5 con arrivo all’insù, una cronometro piatta per specialisti alla quinta giornata e una cronoscalata di 11 chilometri nei Pirenei. A onor del vero, di tappe completamente pianeggianti a questo giro non ce ne sono, perché anche quelle in cui si attendono i velocisti hanno sempre qualche salitella, strappo o muro in agguato.
Il percorso, quindi, è esigente e divertente per noi spettatori, un po’ meno per chi lo dovrà effettivamente affrontare. I 10 giorni iniziali, scoppiettanti e nervosi, precedono la prima tappa effettivamente di montagna, naturalmente il 14 luglio, festa nazionale francese e di chiunque segua il Tour de France. Tra gli altri arrivi in salita, Hautacam, Superbagnères (con Tourmalet e qualche altra salita prima dell’ultima di tappa), Mont Ventoux, Col de la Loze (preceduto, nella stessa giornata, da Col du Glandon e Col de la Madelaine) e La Plagne, prima del weekend finale.
Agli uomini di classifica, insomma, serviranno ottime gambe e quella solida dose di masochismo che, a detta di Wout van Aert qualche anno fa, un corridore professionista deve avere per amare questo sport.

Non c’è davvero bisogno di dirlo, ma il favorito numero uno è Pogačar. Fresco vincitore di Delfinato e con una prima parte di stagione alle spalle pazzesca, Tadej parte da Lille col peso, l’onore e l’onere delle aspettative e della pressione su di lui: l'obiettivo è difendere il titolo dello scorso anno e conquistare il 4° Tour.
A quanto ne sappiamo, in realtà, non è tipo da sentirla poi troppo, la pressione: Pogačar sembra sereno e tranquillo, ha dichiarato in una recente intervista di non aver mai preparato il Tour così bene. L’altura è andata alla perfezione, le gambe ci sono, la forma è quella giusta. Per chi spera di non vederlo al top per avere un Tour de France aperto e imprevedibile, non sono esattamente buone notizie.
Come nel 2024, anche per questa edizione della Grande Boucle, Tadej avrà intorno a sé una squadra fenomenale: João Almeida, Pavel Sivakov, Adam Yates, Tim Wellens (neocampione belga), Jhonatan Narváez, Nils Politt e Marc Soler. Con quasi metà dei suoi compagni di squadra che potrebbero fare i capitani altrove, Tadej parte ben accompagnato.
Nuovamente senza grandi sorprese, l’altro grande atteso per questo Tour de France è Vingegaard, alla ricerca della rivincita dall’anno scorso e di una nuova vittoria in maglia gialla sul traguardo di Parigi. Secondo al Delfinato, il corridore danese non si è dimostrato particolarmente preoccupato per l’esito della gara che tradizionalmente precede il Tour: ha più volte ribadito, infatti, l’importanza di arrivare preparati al Tour al momento giusto, né troppo presto né troppo tardi. Ha detto, sorridendo, di aspettare quelle salite lunghe, impegnative e verosimilmente molto calde, il suo terreno da gioco ideale e abituale. Non ha esattamente detto che sono ideali più per lui che per Tadej, specialmente con le alte temperature (ricordiamo il Galibier?), ma l’ha lasciato intendere.
Il corridore danese ha, come il suo rivale, l’obiettivo di vincere questo Tour, voltando pagina dopo il tragico 2024, in cui la preparazione era stata fortemente compromessa dalla caduta ai Paesi Baschi. Jonas ha fatto su e giù dal Col de l’Iseran nelle settimane precedenti alla Grande Boucle e ha sicuramente voglia di scrivere un nuovo capitolo della sua carriera. Non guasta, poi, poter contare sul resto della Visma Lease-a-Bike, altra corazzata di questo Tour: l’onnipotente Wout van Aert, Simon Yates fresco vincitore di Giro, Matteo Jorgenson, Sepp Kuss (che sia tornato quello del 2023?), Edoardo Affini, Tiesj Benoot e Victor Campenaerts.
Tra i due litiganti sembra difficile che la spunti un terzo: i principali guastafeste per questo Tour, come per l’edizione precedente, restano Evenepoel e Roglič. Il primo ha concluso un Delfinato un po’ sottotono rispetto alle aspettative – magari non le sue -: 4° posto dietro anche a Lipowitz, gregario al Tour di Roglič. Dopo una brillante prestazione lo scorso anno sulle strade della Grande Boucle, Remco ha ancora tanto da dimostrare e tanta voglia di farlo.
Per quanto riguarda Roglič, invece, ci sono poche certezze: ritirato dal Giro, malato nelle settimane in avvicinamento al Tour, lo sloveno della Red Bull–Bora–Hansgrohe si ripresenta per l’ennesima volta al via con l’obiettivo di centrare il podio. Roglič ha un conto in sospeso con la corsa francese da 5 anni, da quel 2020 in cui Pogačar confermò definitivamente il suo incredibile talento, vincendo la sua prima Grande Boucle a soli 21 anni.
Da quella cronoscalata alla Planche des Belles Filles, Roglič ci prova e ci riprova, ma c’è qualcosa che si è frapposto tra lui e la fine della corsa. Nel 2025 torna, accompagnato da una squadra piuttosto forte ed equilibrata, tra cui figurano Aleksandr Vlasov e, appunto, Florian Lipowitz.
Di pretendenti al podio ce ne sono tanti altri oltre a questi quattro: Mas, O’Connor, Rodriguez, Gall, Skjelmose, Vauquelin, Onley, Halland Johannessen, Buitrago e Lenny Martinez sono nomi che occorre almeno citare per velleità di classifica generale, di top 10, ma anche di successi parziali, ‘ché vincere una tappa al Tour de France non è cosa da poco.
A sfidarsi sulle frazioni adatte alle fughe e ai battistrada, però, ci saranno anche i soliti van Aert e van der Poel, entrambi presenti al Tour con più di un obiettivo: Van Aert in qualità di gregario di lusso per Vingegaard nella sfida per la maglia gialla; Van der Poel come ultimo uomo di Philipsen nelle volate. Oltre ai due soliti rivali, poi, ci saranno molti altri corridori che vorranno darsi battaglia sulle strade del Tour: Mohorič, Healy, Asgreen, Powless, Cort, Alaphilippe, Hirschi, Filippo Ganna, Luke Plapp e tanti altri.
Restano, poi, le sfide per le altre maglie, l’iconica maglia a pois, la maglia bianca di miglior giovane e la verde dei punti, tradizionalmente contesa tra i velocisti. Per la maglia a pois, il vincitore dello scorso anno, Richard Carapaz, ha annunciato che, purtroppo, non sarà al via a Lille, per problemi di salute recenti. Di scalatori alla Grande Boucle ce n’è in abbondanza: vedremo se, come al Giro d’Italia, saranno loro a giocarsi e conquistare la maglia a pois o sarà un uomo di classifica a imporsi, a suon di vittorie in montagna.
Per la maglia bianca, il principale favorito è ancora Evenepoel, che rientra nella fascia d’età per l’ultimo anno, ma alcuni avversari potrebbero essere Lipowitz, Skjelmose, Vauquelin, Rodriguez e Lenny Martinez.
Infine, la maglia verde: al via a Lille, già pronti a giocarsi la prima frazione e la prima maglia gialla, ci sono quasi tutti i velocisti più forti al mondo. Merlier, Philipsen, Milan, Biniam Girmay (maglia verde della scorsa edizione), Dylan Groenewegen sono solo i più attesi del folto gruppo di velocisti presenti a darsi battaglia sulle strade del Tour. Oltre a loro, De Lie, Meeus e van Poppel, Pascal Ackermann e Jake Stewart, Phil Bauhaus. Per la maglia, sembrerebbe essere questione del primo gruppetto ristretto di velocisti: all’esordio al Tour, c’è finalmente anche il nostro Jonathan Milan, accompagnato dal solito, affidabilissimo Simone Consonni.
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